
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Marc J. Spears e pubblicata su Andscape, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.
I cestisti professionisti francesi hanno ispirato parecchio l’ala e rookie degli Atlanta Hawks, Zaccharie Risacher. Tony Parker è stato 4 volte Campione NBA ed MVP delle NBA Finals nel 2007. Rudy Gobert ha vinto 4 volte il premio NBA Defensive Player of the Year. Victor Wembanyama ha preceduto Risacher alla #1 del Draft 2023. Per la scelta #1 al Draft 2024, il suo primo riferimento e modello è stato Stéphane Risacher, vincitore della medaglia d’argento olimpica con la nazionale francese e fiero padre del rookie degli Hawks.
“Lui è stato il primo giocatore che abbia mai osservato. Quando ho iniziato la mia crescita, e ho avuto i miei primi iPad e iPhone, andavo sempre su YouTube a rivedere gli highlights di mio padre.”
Zaccharie Risacher
“Queste parole vogliono dire molto. Il gioco del basket è stato da sempre molto presente nelle nostre vite, sin dal vero e proprio inizio.”
Stéphane Risacher
Risacher, 19 anni, è stato eletto Miglior Giovane della French League, mettendo a referto una media di 10.1 punti e 3.8 rimbalzi la scorsa stagione, disputata con la canotta di JL Bourg in LNB Èlite League. Risacher fa parte della lista dei 4 giocatori di provenienza internazionale scelti al Draft alla #1. Con i suoi genitori Stéphane e Sandrine a bordo campo, Risacher ha debuttato nella Summer League contro i Washington Wizards, terminando la sfida con il team-high di 18 punti, conditi da 5 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata in 29 minuti di gioco. Contro i San Antonio Spurs, Zaccharie ha refertato 11 punti, 5 rimbalzi, 2 assist ed 1 stoppata in 30 minuti. Non è sceso in campo, infine, nella sfida ai Los Angeles Lakers e contro Bronny James, figlio di LeBron James.
“Provo a giocare nel modo in cui mi viene richiesto. Perciò, come ho anche detto durante tutto il processo del Draft, sono pronto a fare qualunque cosa mi chieda il coach. Se il coach vorrà che prenda tiri dal perimetro, proverò tiri dal perimetro. Se vorrà che sia aggressivo allora sarò aggressivo, e questa è solo una parte del mio essere un giocatore di basket.”
Zaccharie Risacher
Risacher ha parlato dell’influenza ricevuta dal padre il giorno prima che avvenisse il Draft a Brooklyn, New York. Ed anche se suo padre non ha mai giocato in NBA, si è certamente creato un’ottima reputazione da cestista professionista in Europa.

Stéphane Risacher ha iniziato la sua carriera da professionista nel 1987 all’età di 17 anni, giocando al fianco di suo fratello maggiore, Marc, nella squadra del French Stade Clermontois BA, in Francia. Stéphane ha avuto molto successo nel corso dei 23 anni di carriera, militando principalmente in Francia, Grecia e Spagna. Il 6 volte French League All-Star ha vinto una Coppa Nazionale Spagnola e una Coppa Nazionale Greca, arrivando a giocare in Eurolega per 8 stagioni.
“Il mio primo anno ho potuto giocare con mio fratello, mentre il secondo anno abbiamo cambiato squadra e giocavamo entrambi nella stessa divisione. Perciò ho giocato contro mio fratello, poi ho avuto la fortuna di spostarmi in squadre sempre più importanti ad ogni contratto firmato, ricevendo opportunità sempre maggiori. Ho avuto l’opportunità di lasciare la Francia ed andare a giocare nell’Olympiacos, poi in Spagna, al Malaga. Quindi non ho proprio nulla da rimpiangere.”
Stéphane Risacher
Stéphane Risacher ha giocato per la nazionale francese a vari livelli in 10 diverse occasioni. Il flashback generale della sua carriera riporta ai Giochi Olimpici di Sydney 2000. Inoltre, si trovava sul parquet quando è stata eseguita quella che probabilmente viene ritenuta la più grande slam dunk di tutti i tempi. Ha giocato per la Francia quando essa ha vinto la Medaglia d’Argento, perdendo contro un Team USA che includeva Vince Carter, Kevin Garnett e altre star NBA nella disputa per l’Oro olimpico. Risacher ha giocato contro Team USA quando Carter ha incredibilmente saltato sopra Frederic Weis per una schiacciata finita nei libri ed almanacchi sportivi. Quella slam dunk, vista e rivista, è giunta dopo un recupero su un fenomenale passaggio behind-the-back di Yann Bonnato proprio a Risacher, che sorridendo ha commentato quell’episodio.
“Avevo l’opportunità di eseguire una slam dunk dall’altro lato del campo, ma il passaggio è stato recuperato.”
Stéphane Risacher
Stéphane Risacher ha rivelato di non aver mai avuto il sogno di giocare in NBA, anche se c’è stata l’occasione di unirsi ai Toronto Raptors: nel 2001 ha affermato di aver partecipato al Veteran Camp dei canadesi. Ha rivelato che Carter, in quel periodo ala dei Raptors, si ricordò di lui, avvicinandosi calorosamente durante uno degli allenamenti. Tuttavia non è stato messo sotto contratto, né dai Raptors, né da qualsiasi altra franchigia NBA.
“Ciò che mi ricordo è che mi sono sentito molto bene. Tutto è andato a meraviglia, credo. Ma non ho alcun rimpianto, perché sin dall’inizio, da ragazzino, la NBA non è mai stata nella mia mente. Non pensavo che quest’opportunità potesse crearsi per me.”
Stéphane Risacher

Zaccharie Risacher è nato l’8 aprile 2005 a Malaga, in Spagna. Suo padre giocava per Baloncesto Malaga in quel periodo. I suoi familiari affermano che il suo legame col basket sia iniziato a soli 5 mesi di vita, quando stava già ad osservare suo papà durante il riscaldamento prima delle partite.
“Potevo portare Zaccharie con me nelle partite mattutine la domenica, e lui sedeva costantemente sul mio grembo. Poi stava lì, seduto tranquillamente ad assistere alle partite, muovendo la testa da destra a sinistra, proprio come se stesse assistendo ad una partita di tennis.”
Sandrine Risacher
Stéphane Risacher ha affermato che suo figlio abbia “mosso i primi passi in palestra sin da piccolo”. Appoggiava il bimbo nel passeggino, portandolo al campo di allenamenti durante le sedute – giunto sul finire della sua carriera – e Zaccharie amava eseguire slam dunk su un piccolo canestro per bambini.
“Avevamo un appartamento a Parigi quando giocavo prima di lasciare la Francia, proprio dietro la palestra e il campo d’allenamento. Perciò mi sono fatto lasciare una copia delle chiavi per poterci andare ad allenarmi per conto mio. Quando Zacc ha raggiunto 1 anno e mezzo o 2 d’età e tornavamo per le vacanze estive, veniva in palestra con me ogni giorno. Perciò, da quando abbiamo memoria c’è sempre stata una palla da basket nella sua vita. Ne ha avuta una anche prima che riuscisse ad imparare a camminare. Abbiamo delle foto di lui da piccolo, intento a schiacciare in un piccolo canestro appeso al muro.”
Stéphane Risacher
Zaccharie aveva 5 anni quando la carriera da cestista professionista di suo padre si è conclusa nel 2010, quando Stéphane Risacher giocava per Èlan Chalon a Chalon-sur-Saone, in Francia.
“Ero un bambino quando mio padre giocava a Malaga e Chalon-sur-Saone. Ma volevo andare sempre in palestra, per potermi ricordare di lui in campo.”
Zaccharie Risacher
La casa per le vacanze estive dei Risacher, in quel di Lione, aveva un campetto da basket nel giardino sul retro, nel quale i figli amavano trascorrere il tempo giocando. Stéphane Risacher ha raccontato di aver giocato parecchie sfide cestistiche contro Zaccharie o l’altra figlia, Ainhoa, quando erano piccoli. Ainhoa, 17 anni, è stata membro del FIBA Team France Under 16, vincitore della competizione Europea femminile. Inoltre gioca nell’ASVEL Lyon Feminin.
“Mi ricordo che di solito arrotolavo un paio di calze per giocare con lui a “Prepara le mani”, quando aveva 5-6 mesi di vita: si tirano le calze e si aspetta che il bambino muova le braccia e le mani per prenderle al volo. Il vero nome del gioco era “Preparati a ricevere il pallone”. Perciò è un modo per insegnare ai bambini come ricevere e prendere la palla. Quella è stata la prima, vera lezione. Mentre per loro era solo un gioco, un divertimento. Sono stato bravo ad adottare quest’espediente.”
“Tutto doveva essere un gioco. Ma bisogna tradurre dei concetti molto seri in qualcosa di giocoso, e fare in modo che ci sia la sensazione di giocare. Ma, certamente, in questo modo si possono celare concetti ed aspetti seri del gioco, ed i bambini possono imparare molto facilmente.”
Stéphane Risacher
Risacher ha inoltre provato a giocare a calcio, pallavolo e atletica leggera, ma ha affermato che, grazie l’influenza di suo padre, il basket sia sempre rimasto un cardine della sua esistenza. All’età di 9 anni, Stéphane ha creduto che suo figlio fosse davvero innamorato del gioco del basket.
“Una volta, all’età di 9 anni, era di ritorno dagli allenamenti, arrabbiato per aver sbagliato un lay-up con la mano sinistra. L’indomani, a 2 ore dall’allenamento, è andato nel campetto sul retro ad allenarsi per un’ora sui tiri e lay-up con la mano sinistra. E nessuno di noi gli aveva detto nulla al riguardo. Era solo per via del suo essere infastidito il giorno prima, perché aveva sbagliato un tiro.”
Stéphane Risacher

Gli Hawks e la NBA hanno appreso parecchie nozioni sul talento di Risacher nel corso della Summer League, e lo faranno ancora durante la sua stagione da rookie. E Zacc ritiene che nel suo stile di gioco, parecchi rivedranno quello di suo padre.
“Osservavo i suoi highlights e ciò mi ha insegnato praticamente tutto. Penso sia il modo migliore per imparare. Mi ricordo di quando dicevo a me stesso che quella fosse la maniera in cui volevo e dovevo giocare per diventare un grande giocatore.”
Zaccharie Risacher
In fin dei conti, Stéphane Risacher ha rivelato di avere un unico rimpianto lungo il corso della sua carriera da cestista Hall of Famer del French Basketball: non si è goduto il successo mentre esso stava prendendo vita. Perciò, il suo consiglio principale alla scelta #1 al Draft 2024 è quello di prendersi il suo tempo per assaporare i doni della vita.
“Mi ricordo che da giocatore provavo sempre ad analizzare ogni cosa. Durante la mia carriera ho sempre provato ed essere pronto a ciò che veniva dopo. Ed alla fine del percorso ho capito che avrei potuto godermi maggiormente varie cose, vari momenti. Bisogna essere capaci e forti da poter dire a sé stessi di esser felici nel momento giusto, quando si raggiunge un obiettivo, perché fa bene sia alla propria mente che al corpo. Non si può proseguire oltre senza aver celebrato il momento come si deve.”
“Quando si parla di Zaccharie, provo sempre ad insegnargli che ha il diritto di essere fiero di sé stesso e poi tornare a lavoro, pensando al lavoro quotidiano e quale strategia mettere a punto per raggiungere gli obiettivi, e come gestire il tutto. Ma soprattutto, a godersi il momento.”
Stéphane Risacher