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Non scopriamo certo oggi che Klay Thompson, nelle mani di un genio come Steve Kerr, sia un’arma inarrestabile. E non ci vogliono certo i 30 punti di Gara 2 a ricordarlo. Lo Splash Bro è stato incredibile nel convertire numerosi canestri ben oltre la difficoltà media, rendendosi autore di una prova impressionante dal punto di vista dello shot making e trovando soluzioni anche agendo più del solito da palleggiatore.

Nonostante questo, però, il meglio è arrivato grazie al suo ineffabile movimento off ball e agli intelligentissimi giochi appositi disegnati dallo staff dei Golden State Warriors, soprattutto dopo i timeout o sulle rimesse. Questi casi sono degni di nota perché i Los Angeles Lakers hanno svolto un lavoro certosino fino ad ora con la loro difesa top lock, impedendo le uscite dei due grandi tiratori a roster (entrambi gli Splash Brothers), preferendo indirizzarli maggiormente verso il taglio nel pitturato, presenziato sempre da quella muraglia che è Anthony Davis.

Non si è campioni a caso, però. Come detto, le abilità realizzative di Klay Thompson in Gara 2 sono state sopra la media, ma questo non esclude l’ottima gestione di determinate situazioni tattiche. Prendiamo, per esempio, questo ATO (after timeout):


Ci sono numerosi fattori che costituiscono una minaccia per i Lakers e che portano al successo dell’azione:

  • subito dopo la rimessa, in basso a sinistra, Curry taglia sfruttando il blocco di Moody, il che ci sarà utile dopo
  • nel frattempo, Klay Thompson gioca un pick&roll con Draymond Green: Davis reagisce con una drop alta per impedire il tiro e favorire il recupero di Reaves, mentre l’azione da rollante di Green è seguita solo da LeBron James, che impedisce ancora la ricezione e può ignorare un Moody che si sbraccia inutilmente perché Klay non può vederlo
  • è proprio qui che torniamo a Curry: quest’ultimo blocca per AD, rendendo quello di Golden State uno “Spain” pick&roll a tutti gli effetti, utile a favorire una ricezione profonda a Green in post
  • i Lakers si sistemano ma, a questo punto, inizia il tran tran generale: split action, con Jordan Poole che va a portare il blocco per Thompson dall’angolo, mentre Curry offre un’ulteriore soluzione tagliando forte dentro.

Questo è stato, personalmente parlando, l’ATO più intrigante disegnato da Steve Kerr nella serie, ma di soluzioni efficaci ce ne sono. Ad esempio, prendiamo questa volta un’uscita da rimessa di fondo (BLOB, baseline out of bounds), che consiste in un particolare tipo di dribble hand-off di Draymond Green per Klay Thompson.

Questo tipo di action viene chiamata “gut” DHO (“up the gut” indica la risalita del campo dal fondo verso la punta passando dal centro), variante di quella che viene definita “Spanoulis”, e consiste in un blocco sulla linea di fondo per il tiratore che va a ricevere palla da dribble hand-off.

In questo caso, quando la palla viene rimessa in campo, questi sono i ruoli:

  • Klay Thompson: tiratore che risale “up the gut”
  • Draymond Green: incaricato dell’hand-off/dribble hand-off
  • Stephen Curry: incaricato del down screen

Di seguito ecco un altro esempio con Kevon Looney al posto di Green e DiVincenzo al posto di Curry, che si conclude con un buon floater, nonostante Klay avesse probabilmente spazio per arrestarsi e tirare.

Sono tutti stratagemmi atti a mettere in difficoltà la difesa faccia a faccia dei Lakers, inserendo numerosi ostacoli in mezzo alla strada per rallentare gli avversari nell’inseguimento o semplicemente per disorientarli, come accade nei tagli su rimessa dalla linea di fondo verso la punta, quando la difesa ha più difficoltà a comunicare.

Se con un approccio top lock sul perimetro si invita a tagliare verso il pitturato, dove c’è l’aiuto dei lunghi, nel verso opposto – risalendo dal fondo al perimetro – la difesa è costretta a esporsi maggiormente, mettendo in moto i vari AD e James verso zone di campo meno favorevoli, qualora l’inseguitore si scambi su un blocco e sia necessario uscire.

Un ultimo esempio, non ATO, dell’applicazione di questo principio nasce dalle floppy action (QUI la spiegazione), che costringono i difensori a navigare sui blocchi staggered dalla linea di fondo verso il perimetro, una pacchia per tiratori in uscita del calibro di Klay Thompson. A tal proposito, chiudiamo con questa clip da Gara1: