Tyrese Maxey e VJ Edgecombe compongono il backcourt più frizzante della Lega, ma nei 76ers c’è molto di più – anche senza Embiid.

Philadelphia 76ers Maxey Edgecombe
FOTO: NBA.com

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Keith Pompey e pubblicata su The Philadelphia Inquirer, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


I Philadelphia 76ers sono sia fortunati che intriganti. Anche uno non abituato a minuti importanti come Adem Bona si sta imponendo come una forza difensiva, quando non commette troppi falli. E i Sixers devono mantenere Quentin Grimes come sesto o settimo uomo. Questi sono i principali dati forniti da questo inizio di stagione, oltre ovviamente al rendimento straordinario del backcourt.

Esaltanti

Non esiste aggettivo migliore per descrivere i Sixers. E ne sono consapevoli, così come i loro tre primi avversari stagionali. Ciò non deve influenzare l’inatteso eccitamento che attornia la squadra. Dopo aver sconfitto i Magic lunedì, i Sixers si trovano sul 3-0: il loro miglior avvio di stagione dal 5-0 del 2019/20. Sono stati fortunati per via del calendario favorevole in avvio di stagione, che li ha portati ad affrontare gli Charlotte Hornets e i Boston Celtics in fase di retooling e privi di Tatum, ma anche degli Orlando Magic che stanno sì faticando, ma tutt’altro che facili da affrontare.

La squadra, seppur ridimensionata, è divertente da osservare grazie ad uno dei backcourt più giovani della lega, composto da Tyrese Maxey e dal rookie VJ Edgecombe, affiancati da svariati dinamici role player dalla mentalità grintosa e difensiva. Il risultato è una squadra con più cuore rispetto a tutta la scorsa stagione, terminata con uno struggente record di 24-58. Inoltre, le cose non potranno che migliorare una volta che la squadra entrerà in forma e in buona salute.

Joel Embiid ha saltato la sfida di lunedì per load management del problema al ginocchio sinistro. Dominick Barlow è stato messo fuori gioco da una lacerazione al gomito. Paul George, in recupero da un intervento al ginocchio sinistro, Jared McCain da uno al pollice della mano destra, e Trendon Watford, per via del load management dell’infortunio ad un tendine, non sono ancora scesi in campo.

Nelle prime uscite stagionali, i Philadelphia 76ers sono riusciti a tirar fuori dal cilindro giocate eccellenti nell’ultima frazione di gioco, che li hanno portati alla vittoria. Nell’ultima sfida Maxey ha segnato 13 dei suoi 43 punti (season-high) nell’ultimo quarto, dando respiro alla sua squadra. Ha terminato la sfida con 8 assist (game-high) e 4 rimbalzi. L’All-Star 2023 ha una media di 37 punti finora.

Intanto, Edgecombe – già autore di un debutto storico – ha terminato la sfida coi Magic con 26 punti, 7 assist, 4 rimbalzi, 1 stoppata e 1 palla rubata. Ha una media di 25 punti a partita, e il backcourt dei Sixers è una vera minaccia da evitare per gli avversari in fase difensiva.

La franchigia della Pennsylvania sarà difficile da affrontare se Kelly Oubre Jr. replicherà la sua prestazione di lunedì, con 25 punti scaturiti da 9/16 al tiro, con inoltre 10 rimbalzi e 2 stoppate. I Magic non hanno fatto molto per la loro causa, prendendo troppi tiri sporchi e giocando a sprazzi. Questo è ciò che ha reso fortunati i 76ers. Tuttavia la squadra è comunque intrigante e bella da vedere, e possiede un’attitudine da rinuncia-alla-sconfitta che l’aiuterà quando il calendario diverrà più arduo. 

Luci e ombre di Adem Bona

Adem Bona ha avuto il ruolo di centro in quintetto al posto di Embiid. Il lungo – 208 centimetri per 106 kilogrammi – è parso volare in fase difensiva. Ciò gli ha permesso di mettere a referto due stoppate inframezzate da una di Oubre Jr. in tre giocate consecutive a difesa del proprio ferro.

Tuttavia, Bona ha una tendenza a spingere e saltare contro i giocatori sui quali è in marcatura. Il primo fallo fischiato al turco è arrivato con ancora 8 minuti e 18 secondi alla fine del primo Quarto. Ha commesso il suo secondo fallo appena 30 secondi dopo, per essere immediatamente rimpiazzato da Andre Drummond sul parquet. L’ex UCLA è tornato in campo con assetto aggressivo all’inizio del 3° Quarto. Ha messo a segno due slam dunk assistite in alley-oop, prendendo 3 rimbalzi e stoppando il layup di Desmond Bane prima di essere richiamato in panchina con 5:50 sul cronometro.

Bona è un asset importante per i Sixers, poiché apporta energia, forza e protezione del ferro. Deve solo smettere di commettere tanti falli. 

Grimes brilla nel ruolo di gregario

Dopo essere stato acquisito tramite trade dai Dallas Mavericks lo scorso febbraio, Quentin Grimes ha dimostrato di essere in grado di poter far parte del quintetto dei Philadelphia 76ers. La guardia – dall’altezza di 193 centimetri per 95 kilogrammi, con elitarie abilità difensive e al tiro da oltre l’arco – rappresenta una scelta complementare a Maxey nel backcourt dei Sixers.

Sarebbe anche in grado di aprire gli spazi in fase offensiva, creando occasioni per Embiid e George. Comunque, uscendo dalla panchina è stato in grado di svolgere maggiormente il ruolo di playmaker anziché restare negli angoli in attesa di occasioni in catch-and-shoot. Giocare in questo ruolo è meglio sia per Grimes che per la squadra. Con l’ex Mavs nel ruolo di sesto uomo c’è meno competizione nel reparto, e il suo impatto è stato evidente nelle ultime partite. 

Grimes ha terminato la sfida di lunedì con 14 punti, frutto di un 3/4 dal perimetro, accompagnati da 5 rimbalzi e 3 assist, prima di venire espulso per numero di falli commessi. Ha lasciato il segno subito nonostante il suo ingresso in campo con 6:53 sul cronometro del primo Quarto. Ha anche ottenuto 3 falli che hanno permesso ai Sixers di avere un vantaggio di 118-113 con 4:52 da giocare.

Ciò è accaduto dopo la prestazione da 24 punti di sabato scorso nella vittoria per 125-121 contro gli Charlotte Hornets. In quella sfida, Grimes ha portato in vantaggio i suoi con una tripla segnata a 15 secondi dalla fine. “Cerco solo di fare la mia partita”, ha affermato Grimes riguardo i vantaggi di giocare in uscita dalla panchina.

“La pressione non è paragonabile rispetto a quella ricevuta giocando in quintetto. Giocando dalla panchina riesco a scendere in campo e fare il mio gioco.”

Quentin Grimes


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