La rottura definitiva tra Kemba Walker e New York apre le porte a nuove mosse di mercato dei Knicks. Tra i nomi più in voga ci sarebbe proprio John Wall.

FOTO: NBC

La giornata di ieri ha visto stagliarsi, all’interno del mondo NBA, due notizie che potrebbero rivelarsi più legate di quanto si potesse pensare all’inizio. Kemba Walker e John Wall, infatti, hanno rotto per motivi diversi con le rispettive franchigie. Se per Walker questo significa una totale uscita dalle rotazioni dei Knicks (come riportato QUI), per Wall si tratta di un questione diametralmente opposta: dopo mesi di assenza – concordata – dal campo, la point guard di Houston vorrebbe tornare a giocare.

Rockets e Knicks, tuttavia, potrebbero decidere di risolvere le rispettive grane orchestrando uno scambio tra i due, privi al momento di qualsivoglia trade value. A riportare la suggestione è A. Sherrod Blakely, insider e analista di Bleacher Report che cita fonti vicine all’ambiente-Knicks.

Nonostante l’ipotesi di uno scambio tra i due All-Star, anche se ormai lontani (soprattutto fisicamente) dal proprio prime, risulti sempre molto accattivante, le criticità di un’operazione di questo genere sarebbero moltissime, come evidenziato da una fonte interna alla Lega intervistata da Blakely:

“Si tratta di un affare rischioso, perchè parliamo di due giocatori che certamente non torneranno indietro di qualche anno e che non avranno un rendimento all’altezza del contratto che anno firmato. Non puoi scambiarli alla pari e pensare che vada tutto bene.”

(Executive della Eastern Conference)

I problemi fisici dei prodotti di UConn e Kentucky, infatti, sono ben noti e sembrano ormai aver assunto una cronicità preoccupante.

In aggiunta a ciò, anche considerando il fattore economico, un eventuale scambio alla pari risulterebbe impossibile: Wall, infatti, è ancora forte del ricchissimo accordo sottoscritto nel 2017 con i Wizards e guadagnerà 91.7 milioni nei prossimi due anni; Kemba, invece, ha firmato in offseason un biennale da 17.8 milioni complessivi.

Si dovrebbero quindi trovare degli asset compensatori, un’operazione non semplice per New York, che dovrebbe aggiungere parecchi milioni per matchare l’indesiderabile contratto di Wall.