
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Bobby Manning e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Joe Mazzulla non ha avuto bisogno di difendere il ruolo della sua squadra nell’ascesa del tiro da tre punti nella lega, ha preceduto le sue squadre e il suo utilizzo ha reso i Celtics un mostro. Ora vincono quasi tutte le partite, in parte grazie alla loro capacità di generare il maggior numero possibile di tiri da tre. I tifosi dei Celtics non possono lamentarsi. Tutto ciò che Mazzulla doveva fare era indicare il banner. In un raro momento in cui ha riflettuto sui suoi pensieri personali sullo stato del gioco, Mazzulla ha detto che preferisce non guardare il basket NBA. Segue alcune delle sue squadre universitarie preferite, come Connecticut, West Virginia, Auburn e altre. Il cricket e il calcio d’oltreoceano lo incuriosiscono, mentre vede abbastanza NBA nel suo lavoro e nella preparazione delle squadre avversarie. I Celtics guardano pallacanestro ogni giorno, ma nel tempo libero non si mette a guardarla certo su TNT.
“Sono parte del problema dei rating”, ha detto Mazzulla, che però non pensa sia colpa delle triple. “Penso che nella NFL la gente non dica: ‘Voglio vedere segnare di meno!’. Non faranno la end zone più piccola. Non ridurranno il campo. Quindi il punteggio è aumentato in altri sport. Credo che la mia domanda sia: ‘Perché nel basket il punteggio è un problema rispetto ad altri sport? Qualcuno vuole guardare una partita di football e vedere meno touchdown?‘.”
Il football ha favorito l’attacco con modifiche alle regole prima della pallacanestro e, sebbene entrambi ne abbiano beneficiato dal punto di vista stilistico, le lamentele per i tiri da tre nella pallacanestro sono più simili a quelle degli allenatori di football che decidono di puntare sui two-points piuttosto che sugli extra point. I numeri dicono di farlo e i benefici si manifestano su un lungo periodo di tempo.
Martedì il commissioner della NBA Adam Silver ha ammesso che l’aumento dei tiri da tre punti in tutta la lega ha portato a uno stile di gioco più uniforme negli ultimi anni. Si possono trovare rare eccezioni come Nikola Jokić e Giannis Antetokounmpo, mentre alcuni maestri del mid-range come DeMar DeRozan esistono in numero sempre minore. A Boston, Jaylen Brown e Kristaps Porziņģis rappresentano un piacevole cambio di ritmo per una squadra di Celtics che utilizza prevalentemente giocatori dietro l’arco. Mazzulla ha detto più volte che non indirizza i giocatori a tirare da tre. I Celtics vanno a caccia del miglior tiro possibile, ma anche se non si aspettavano di portare avanti i 50 tentativi a partita della pre-season, la squadra ha una media di 51.1 tentativi in 26 partite di stagione regolare.
“È solo il progresso del gioco, l’evoluzione del gioco, credo. Nel mio anno da rookie non avrei mai immaginato, non avrei mai immaginato 10 anni fa, di vedere così tanti tiri da tre punti… in ogni ruolo, appena entrano nella lega, tutti tirano e si trovano a loro agio. Mentre prima dovevano svilupparlo qui. Dovevano capirlo. Non li tiravano così tanto o non si sentivano a loro agio. Ma il tiro da tre punti ha un grande valore agli occhi della squadra.”
– Al Horford
Mazzulla indica nel personale dei Celtics il motivo per cui il loro sistema funziona, e nonostante ci si aspettasse che la lega avrebbe seguito il loro esempio dopo il campionato, due tiri di media in più per tutta la Lega hanno portato a un calo dello scoring. L’efficienza da tre punti della lega è scesa al 35.9% dal 36.6%, mentre il rating offensivo è sceso da 115.3 a 113.2 punti per 100 possessi, secondo i calcoli di Basketball-Reference. I Bulls, che Boston affronta in casa questo fine settimana, hanno aumentato i loro tentativi da dietro la linea di tiro da 32.1 a 43.7 a partita, secondi nella lega. Segnano sei punti in più a partita, ma, a differenza di Boston, hanno faticato a impedire agli avversari di tirare da tre punti. I Celtics, un tempo ossessionati dalla limitazione dei tentativi avversari, si sono spostati tra la priorità della difesa del ferro e il blocco dei tiri da fuori, lo stesso dilemma con cui hanno costretto altre squadre a confrontarsi.
“Non si può impedire agli altri di fare il loro gioco. Contro le squadre in generale, si tratta solo di capire cosa possiamo togliere, cosa possiamo controllare, con cosa siamo disposti a convivere. Le squadre giocano in modo diverso. Credo che il ritmo delle transizioni sia aumentato. Penso che le palle perse siano aumentate. Penso che le incursioni palla in mano siano aumentate tanto quanto i tiri da tre. Quindi, credo che ogni squadra stia facendo un ottimo lavoro per giocare con i punti di forza del proprio roster. Questa è la sfida da affrontare in ogni partita.”
– Joe Mazzulla
Non sembra una lega piena di squadre fatte con lo stampino. I tiri dalla media distanza e le giocate in post-up sono stati ritenuti troppo inefficienti e hanno perso valore, ma i problemi di stile di gioco esistevano anche prima della loro diffusione. L’interesse per l’NBA è diminuito per altri motivi: mancanza di nuovi volti della Lega, infortuni o assenze e una stagione regolare troppo lunga, per citarne alcuni. Come ha detto Silver, i fan consumano il gioco a spezzoni. A dire il vero, anche Mazzulla fa così. Tuttavia, il fatto che per questa generazione di consumatori non valga la pena di sedersi a guardare un prodotto di 2 ore e mezza è un dato di fatto. Se da un lato la lega non dovrebbe piegare il suo prodotto a Tik Tok, dall’altro non può essere compiacente o ignorare i problemi reali che i fan hanno con esso, che si tratti di finali di partita spezzettati o del record di 75 tiri da tre punti sbagliati in una partita recente.
Jayson Tatum è straordinario, ha appena fatto vincere un titolo a Boston e il suo stile di gioco mette i Celtics nelle migliori condizioni per vincere. La sua efficienza è in calo quest’anno e non ha mai avuto la possibilità di sviluppare appieno il gioco dalla media distanza che avrebbe potuto padroneggiare in un’altra epoca e alcuni tifosi lo implorano ancora di andare a canestro con maggiore regolarità. Invece, in questa di epoca, il suo compito è diventato quello di prendersi i tiri difficili per far sì che gli altri ne prendano di facili. Quando Horford ha iniziato a tirare da tre, si è reso conto di quanto fosse difficile. I giocatori dell’NBA lo fanno sembrare così facile che dimentichiamo che il 40% di conversione dei tiri da tre è ottimo. Ciò significa che, con una percentuale maggiore di triple, in una partita media verranno segnati meno tiri. All’inizio di questa stagione, un rivale ha osservato che Boston ha dovuto convivere con alcuni brutti tiri per sfruttare le percentuali di tiro da tre. Quando all’inizio dell’anno gli è stato chiesto se gli piace il tiro da tre, Tatum ha fatto una pausa e si è soffermato sulla sua efficacia:
“Quando sono arrivato, c’erano ancora dei lunghi tradizionali. A volte facevamo giocare [Aron] Baynes e Al insieme, e anche quell’anno Baynes tirava molto da tre. Non vado in campo dicendo: ‘Stasera tiro 14 volte da tre’. Alcune triple sono heat check, altre volte sono a fine shot clock, altre ancora mi sento bene. Ovviamente ci sono quelle smarcate. È solo il nostro modo di giocare. Attacchiamo gli avversari, troviamo il vantaggio e lo sfruttiamo. Gli altri devono aiutare e, se non lo fanno, chiudiamo un layup. Se lo fanno, passiamo la palla all’ala… e tutti quelli sul perimetro possono tirare.”
– Jayson Tatum