L’interesse della lega verso un torneo di metà stagione sta raggiungendo il picco massimo: ecco cosa c’è da sapere.

FOTO: NBA.com

Non è certo la prima volta che in NBA si parla della possibilità di introdurre un in-season tournament.

Già nel 2019, tra le varie proposte per la riduzione del numero di partite stagionali a da 82 a 78 e i primi riferimenti al Play-In tournament, veniva riportato un piano per una possibile introduzione di una competizione di metà stagione aperta a tutte e 30 le squadre, con eventuale inizio nel corso della stagione 2021/22. Su ESPN si citava addirittura un primo abbozzo di struttura:

Come si può notare anche solo guardando alla stagione attuale, di questo in-season tournament non c’è ancora traccia, ma non per questo bisogna dedurre che le cose non possano cambiare.

Se già l’estate scorsa Shams Charania di The Athletic accennava alle discussioni interne al Competition Committee riguardo una retribuzione da $1 milione per ognuno dei giocatori vincenti di un ipotetico futuro torneo a stagione in corso, poche ore fa è arrivata la conferma definitiva di una proposta concreta.

Come si può notare, si parlerebbe di un primo raggruppamento, con una fase a gironi, nel mese di dicembre, atto a selezionare le 8 squadre con il record migliore per un’avanzamento alla fase successiva. Quest’ultima, a eliminazione diretta, andrebbe poi a strutturarsi in quarti di finale, semifinali e finale, chiudendosi intorno a Natale, con i giocatori della squadra vincitrice che, come detto in precedenza, andrebbero ad assicurarsi $1 milione pro capite.

Naturalmente, la fase preliminare di selezione si inserirebbe nella schedule della Regular Season, con la possibilità di una riduzione del numero totale di partite da 82 a 78.

L’idea, che molto starebbe intrigando il commissioner Adam Silver, trarrebbe ispirazione dai tornei di calcio europei (Champions League, Europa League, etc.), e andrebbe a seguire l’introduzione del Play-In con la speranza di una crescita finanziaria su più fronti, nonostante siano ancora molte le incognite da questo punto di vista.

Oltre a doversi assicurare che non ci siano perdite per squadra e giocatori sul momento a causa del numero ridotto di partite, Silver dovrà far fronte, stando a Wojnarowski, alle polemiche che i cosiddetti “big market” potrebbero muovere. Le perdite per la cancellazione di due partite casalinghe si aggirerebbero tra i $2.7 e i $4 milioni, cifra non insignificante, che potrebbe far storcere più di un naso nel corso della negoziazione.

In previsione, l’introduzione dell’in-season tournament potrebbe avvenire nel 2022/23 o nel 2023/24, mentre una discussione più seria a riguardo con la NBPA è prevista per febbraio, nel corso dell’All-Star Weekend di Cleveland.