
Teoricamente i rumors di mercato, a così tanto tempo dalla deadline di febbraio, dovrebbero essere contenuti, ma per squadre in rebuilding come i Brooklyn Nets non si fermano mai. Come infatti riporta Sam Amick di The Athletic:
Mancano ancora quasi tre mesi alla trade deadline, ma si parla molto di Brooklyn come luogo a cui guardare per le contender in cerca di miglioramenti quando arriverà il momento. Fonti della Lega dicono che i Nets in fase di ricostruzione dovrebbero essere aperti a ogni trattativa, anche con questo inizio competitivo in cui l’allenatore al primo anno Jordi Fernandez ha fatto buon uso del talento disponibile.
Cam Thomas, al quarto anno, non è riuscito a trovare un accordo per un’estensione ed è considerato ampiamente disponibile, ma la lista delle possibilità di Brooklyn non finisce qui. Hanno veterani comprovati come Dennis Schröder e Bojan Bogdanović, che non ha ancora giocato questa stagione a causa di un intervento chirurgico al piede sinistro, ma sta procedendo verso il rientro.
L’estate scorsa l’ala grande Nic Claxton ha firmato un’estensione di quattro anni e 100 milioni di dollari, ma la realtà dei piani a lungo termine dei Nets significa che nessuno è probabilmente fuori dal tavolo delle trattative. Cam Johnson ha dimostrato di essere in grado di produrre per una contender durante la sua permanenza a Phoenix, e il 28enne small forward rimane sicuramente intrigante per questo tipo di squadre. L’idea è chiara.
Il direttore generale dei Nets, Sean Marks, avrà molte possibilità da vagliare nel corso della stagione.
Un nome che probabilmente non tutti si aspettavano potesse trovarsi sul mercato è quello di Cam Thomas, che sta girando a 24.6 punti di media tirando con il 39% su 7.3 triple tentate di media a partita e con oltre il 50% da 2 punti. Ciò che crea sorpresa è che si tratti di un 23enne ancora in linea con le tempistiche del rebuilding dei Nets, che certo non sembra poter ricoprire un ruolo di primo piano come quello che sta avendo ora in una potenziale squadra da titolo, ma su cui potrebbe vale la pena investire per scambiarlo a un prezzo più alto già a partire dal prossimo anno. A una contender, uno scorer in uscita dalla panchina di questo livello, al giusto prezzo (magari più alto del rookie contract da $4 milioni), potrebbe far comodo.
Tralasciando i veterani menzionati, il nome più attraente è senza alcun dubbio quello di Nic Claxton, trattandosi di un difensore molto versatile con un buon contratto (20% del salary cap) che consentirebbe di utilizzarlo sia come lungo titolare per 30+ minuti a partita, sia come backup di lusso, da ago della bilancia difensivo. Lo stesso dicasi per Cam Johnson, tiratore pulitissimo dal 39.2% da 3 punti in carriera, che ha messo su anche molta esperienza ai Playoffs e che quest’anno è partito col botto, girando a quasi 17 di media. Un nome omesso è quello di Dorian Finney-Smith, anche lui formato ai Playoffs, versatile difensivamente e con un inizio dal 39.7% da fuori su 5.7 triple tentate di media: insomma, un 3&D più che affidabile, con un buon contratto – player option il prossimo anno che occuperà meno del 10% del cap.
Materiale di valore per ripartire da capo ce n’è – come dimostra anche il buon inizio di stagione, “inusuale” per squadre in tanking – non resta che trarne il massimo per poter diventare competitivi nel prossimo futuro. Ricordando che al prossimo Draft c’è un Cooper Flagg al quale è tassativo provare ad arrivare.