La capacità di rialzarsi e reagire alle difficoltà ha guidato Boston fino alle NBA Finals.

Questo contenuto è tratto da un articolo di Bill Sy per CelticsBlog, tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game.


Nelle ventidue partite di post-season giocate, sembra che i Boston Celtics siano stati il più grande avversario di loro stessi. Con tutto il rispetto per Brooklyn, Milwaukee, Miami e ora Golden State, la migliore squadra della Lega del nuovo anno si è spesso sconfitta da sola. Che si tratti di una valanga di palle perse, passaggi a vuoto collettivi o terzi quarti pessimi, Boston è stata il proprio peggior nemico.

Con gli Warriors in vantaggio di un punto all’inizio dell’ultima frazione di Gara 4, i Celtics sono stati la prima causa della propria sconfitta, ancor più di un incredibile Stephen Curry. Steph ha segnato gran parte dei 43 punti nella prima parte della partita, in una prestazione che il compagno di squadra, Klay Thompson, ha definito la migliore della sua carriera nei Playoffs; ma è stata una tripla a 1:42 dalla fine del 4Q che ha spinto il vantaggio a sei punti, sottolineando tutti i precedenti errori di Boston e indirizzando la serie verso il 2-2.

“Abbiamo avuto la nostra chance stasera, soprattutto quando avevamo un vantaggio di 5-6 punti. Ma ci è sembrato di non avere giocato i nostri possessi al meglio e di aver fatto rientrare Golden State in partita a causa delle palle perse e di un attacco mediocre”, ha dichiarato Ime Udoka al termine della partita. “È stato così per tutta la stagione, soprattutto durante i Playoffs. Ci piace renderci tutto più difficile. Siamo stati messi alla prova in alcune serie – con Milwaukee e Miami – e ora di nuovo. Se avessimo vinto stasera sarebbe stato tutto più facile, ma è andata diversamente. Ora siamo sul 2-2, sappiamo di potercela fare, teniamo alta la testa e andiamo a vincerne una in trasferta.”

“È un po’ quello che abbiamo fatto per tutti i Playoffs”, ha detto Al Horford sorridendo. “Ci sentiamo come se avessimo messo insieme i pezzi, ma ora siamo con le spalle al muro. Questa squadra, però, ha dimostrato di saper reagire in questa situazione. Ovviamente ci aspetta una grande sfida.”

Gli errori dei Celtics sono un argomento molto serio. Boston ha schiacciato Golden State con la propria difesa a metà campo, ma i Warriors sono riusciti a capitalizzare le azioni “atipiche”. Con la chance di dare una direzione forte alle Finals, Boston ha concesso 16 rimbalzi offensivi e 19 punti da seconda opportunità agli Warriors; a cui ne vanno aggiunti altri 19 da palle perse. Un bagno di sangue.

“Non facciamo questi errori di proposito. Vi assicuro che non è nostra intenzione. Ci stiamo impegnando al massimo. Ci sono cose su cui dobbiamo migliorare, come le palle perse e il movimento in attacco”, ha detto Jayson Tatum, che dopo l’intervallo ha realizzato solo due dei suoi nove tiri e perso due volte palla. “Avremmo voluto vincere e andare sul 3-1? Certo, sarebbe stata la migliore delle ipotesi, ma sono le Finals e nell’arte della competizione, gli Warriors sono venuti qui sentendo di dover vincere. Non è stato facile, ma è questo il bello. Sarà dura, ed è giusto che sia così. Lo vogliamo entrambi, ed entrambi dobbiamo lottare per prendercelo.”

I bianco-verdi sono ancora fiduciosi di poter vincere la serie. I Celtics – è noto, ormai – non hanno mai perso due partite consecutive in questi Playoffs, anzi dal 21 gennaio se escludiamo un back-to-back giocato con molte assenze nella starting lineup. Riusciranno a farcela ancora e a dimostrare nuovamente la loro resilienza?

Dobbiamo semplicemente giocare come sappiamo. È tutto ciò che possiamo fare. Controllare ciò che si può controllare. Gara 4 è passata. Dobbiamo ricominciare da lunedì. È così che siamo stati tutto l’anno: subiamo una sconfitta e ci riprendiamo. È quello che siamo e che continueremo ad essere,” ha detto Marcus Smart.