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Questo contenuto è tratto da un articolo di Marc J. Spears per Andscape, tradotto in italiano da Marta Policastro per Around the Game.


Durante questa free agency, sorprendentemente, varie squadre NBA hanno deciso di non scommettere su Christian Wood, nonostante le sue indubbie doti realizzative. Per i Lakers, invece, è stato diverso, perché coach Darvin Ham è riuscito a convincere il GM Pelinka a dargli una possibilità. Wood potrà nuovamente lavorare con il proprio mentore, giocando nella squadra di cui è sempre stato tifoso, sperando di riuscire finalmente a vincere.


“Ho lavorato Pelinka ai fianchi”, ha affermato Ham ad Andscape, “e sono anche stato in costante comunicazione con Christian; alla fine Pelinka si è convinto e Wood ha firmato con noi”.

La scorsa stagione, partendo dalla panchina con la maglia dei Dallas Mavericks, Wood ha viaggiato a medie di 16.6 punti, tirando con il 51.5% dal campo e catturando 7.3 rimbalzi a partita. Queste cifre sono state la normalità nelle sue ultime tre stagioni (nel 2020-21, con gli Houston Rockets, la media punti era stata addirittura 21). Nonostante le prestazioni convincenti, il primo luglio, i Mavericks hanno acquistato Grant Williams via trade e lo hanno messo sotto contratto per quattro anni a 53 milioni totali, preferendolo a Wood.

A metà settembre, Wood ha firmato con i Lakers un biennale a 5.7 milioni, con player option per la seconda stagione, riducendo in modo significativo il proprio stipendio (l’anno scorso a Dallas i milioni erano 14.3).

Dopo essersi accordato con i Lakers, Hood ha affermato di essere molto motivato dal comportamento di Dallas, anche se ha dichiarato di non voler aggiungere altro sulla questione, al momento.

La relazione personale tra Ham e Wood ha permesso a squadra e giocatore di trovare un’intesa, nonostante i diversi rumors che criticano la work ethic e la difesa dell’ala.

“Non so che cosa sia successo a Dallas e non mi interessa”, ha affermato il coach, “si dice che Christian sia pigro e che non difenda, ma io lo conosco bene e so che cosa farà per la squadra; da quando è iniziato il training camp ha sempre fatto tutto quello che gli ho chiesto”.

Ham e Wood si conobbero nel 2015, quando il giocatore andò undrafted dopo l’anno da sophomore a UNLV. All’epoca, Ham era assistant coach degli Atlanta Hawks ed ebbe la possibilità di allenarlo al camp di Tim Grgurich a Las Vegas. La prima impressione di Ham su Wood fu quella di un ragazzo un po’ troppo indisciplinato in campo, ma che riusciva comunque a essere efficace sia in attacco sia in difesa.

Wood ha raccontato che il coach gli ha insegnato a essere paziente e a lasciare che fosse la partita ad andare da lui e non viceversa.

Wood ha avuto un inizio di carriera difficile, giocando con scarsa continuità a Philadelphia, Charlotte e Milwaukee e disputando numerose partite in G League. È stato proprio in maglia Wisconsin Herd (2018-19), che Wood è stato allenato da Ham.

Il coach gli ha sempre detto che la sua carriera sarebbe stata segnata da tre fasi: “per prima cosa avrebbe dovuto assicurarsi un posto stabile nella lega, poi riuscire a dimostrare di essere più di un giocatore da rotazione. Wood può viaggiare a doppie doppie di media e sa aprire il campo. Ora siamo arrivati alla terza fase della sua carriera: deve imparare a giocare con altri giocatori di livello e contribuire alla vittoria”.

Wood ha vissuto la seconda fase propria carriera dal 2019 al 2023: dopo essere stato firmato dai Pelicans nel marzo 2019, ha consolidato la propria posizione nella lega grazie a medie di 16.9 punti e 7.9 rimbalzi in 8 partite; nonostante queste prestazioni è stato comunque tagliato a luglio, dopo la firma di JJ Redick.

Nella sua prima stagione intera con una squadra NBA, i Detroit Pistons, Wood ha segnato in media 13.1 punti con 6.3 rimbalzi. Nelle due stagioni successive, in maglia Rockets, le cifre sono aumentate (19.1 punti e 9.9 rimbalzi), mentre la scorsa stagione il giocatore ha deluso le aspettative dei tifosi dei Mavericks.

Ham ha ottenuto il suo primo contratto come head coach in NBA con i Lakers la scorsa stagione. Ha affermato di essere stato un mentore per diversi giocatori nel corso degli anni (Wood, Taurean Prince e Dennis Schröder), con i quali ha sempre mantenuto un buon rapporto.

L’obiettivo dell’ala di 28 anni, che non ha ancora disputato una partita di Playoffs, è riuscire a vincere e sicuramente sarà più facile avendo in squadra giocatori del calibro Anthony Davis e LeBron James.  

“Vincere è il mio prossimo obiettivo: ho già dimostrato di essere un giocatore NBA, adesso devo cercare di contribuire alla vittoria. Il coach sa che farò tutto ciò che serve alla squadra per migliorare giorno dopo giorno”.

Wood aggiungerà profondità alla panchina e potrebbe subentrare a Davis in quintetto in caso di infortunio. Lo stesso Davis ha dichiarato che le doti realizzative di Wood saranno fondamentali per la squadra.

Per il 28enne, la trasparenza e l’onestà di Ham sono alcune delle ragioni che l’hanno spinto a firmare con i Lakers. Poco dopo la firma, il coach gli ha spiegato quale sarà il suo ruolo: portare punti dalla panchina, rimbalzi e difesa. Se Wood riuscirà ad essere efficace in questa stagione, potrebbe meritarsi un contratto pluriennale con i Lakers oppure con un’altra squadra.

“Gli ho detto di fidarsi di me e che sarei sempre stato sincero e trasparente. È importante che riesca ad avere un impatto sulla partita, sia quando parte titolare, sia quando parte dalla panchina; saper interpretare bene il proprio ruolo dalla panchina fa parte della crescita personale di un giocatore. Ha una mentalità vincente ed è sempre stato abile nel pick&roll”.

Oltre ad aiutare la squadra a vincere il titolo, il nativo di Long Beach, California, vuole anche avere un impatto fuori dal campo. Wood è sempre stato un grande fan dei Lakers e di Kobe Bryant; indossare la divisa dei Lakers lo aiuterà ad avere un maggiore impatto sulla sua comunità. Soprattutto, lo motiverà a fare di tutto per vincere.