
Dopo la trade per Bradley Beal, i Phoenix Suns hanno utilizzato tutti i propri asset, entrando piuttosto chiaramente nell’area di “championship or bust”, titolo o fallimento. Dopo un’eliminazione con un sonoro sweep al primo turno Playoffs 2024, però, le cose stanno precipitando in questa stagione, con 10 sconfitte nelle ultime 13 partite e un record da 15 vittorie e 18 sconfitte, valido per il 12esimo posto nella Western Conference, addirittura fuori dalla zona Play-In. Il cambio di allenatore, il Draft e il mercato, tutte mosse apparentemente mirate, non stanno restituendo alcun genere di frutto, se non rancido, e la speranza di inizio stagione sta pian piano lasciando spazio alla disperazione. Anche perché, a causa dei 3 stipendioni a libro paga, il roster più costoso della Lega e gli oltre $30 milioni sopra il secondo tetto salariale, è praticamente impossibile muoversi:

Per questo motivo, i Suns stanno cominciando a entrare in panic mode e a cercare soluzioni alternative, come ad esempio spostare in panchina lo stesso Bradley Beal e Jusuf Nurkic, apportando dunque modifiche significative al quintetto titolare. Secondo molti addetti ai lavori, potrebbe trattarsi di una mossa per invogliare l’ex Wizards a rifiutare la clausola salariale che gli permette di porre il veto su qualunque scambio (“No-trade clause”), ma sono solo speculazioni. Ben più concrete, invece, le informazioni fornite da John Gambadoro, insider di riferimento per quanto riguarda i Phoenix Suns, il quale asserisce che Bradley Beal sarebbe disposto a rinunciare alla propria “no-trade clause” in caso di scambio in direzione Denver, Miami o Los Angeles. Secondo “Gambo”, inoltre, un’eventuale squadra da tenere d’occhio come terza partner per facilitare uno scambio sarebbero i Detroit Pistons, sebbene l’insider spieghi che serva maggiore chiarezza:
Per quanto riguarda Beal, incombe la questione “no-trade”. Avrebbe potuto andare a Milwaukee prima di finire a Phoenix, ma non è andata. Ho sentito dire che rinuncerebbe alla clausola per Los Angeles, Miami e Denver, ma credo che ci siano alcune altre che alla fine potrebbero fare al caso suo.
Si parla molto di Detroit come terza squadra per Beal. Per me non ha molto senso il perché lo vorrebbero, ma devo fare ulteriori ricerche. Hanno cap space ma hanno una squadra giovane in rampa di lancio, quindi a meno che non siano fortemente incentivati non c’è un vero motivo. Devo ancora lavorare di più su questo fronte.
Ovviamente la prima squadra da tenere d’occhio sarebbero i Miami Heat, vista l’uscita impellente di Jimmy Butler, ma stando alle ultime Pat Riley e soci non sembrano interessati. Il Draft capital di Phoenix è molto limitato, e Beal non è più la superstar di Washington, per usare un eufemismo, quindi va presa un po’ con le pinze – anche se uno scambio, come scritto QUI, sarebbe possibile. Quanto ai Nuggets, si è parlato QUI della possibilità di includere Michael Porter Jr. in qualche scambio per una stella, ma Denver sembra più orientate su Zach LaVine e altri. I Lakers sono un’altra squadra oltre il primo apron, dunque limitata negli scambi, e inoltre priva di stipendioni da cedere per pareggiare quello di Beal – aspetto, quest’ultimo, che si applica anche ai Clippers, a meno che non vogliano cedere Kawhi Leonard o includere James Harden in un pacchetto.
La problematica più grande, come si sarà capito, riguarda lo stipendio di Bradley Beal: $50 milioni in questa stagione, $53.6M in quella dopo e $57.1M in quella dopo ancora per un 31enne con problemi cronici di infortuni, crollato fisicamente nelle ultime stagioni e con una produzione molto ridotta – 18 punti e 3 assist scarsi con il 57.6% di true shooting, media della Lega. Non proprio il rendimento che ti aspetti da un massimo salariale, il quale soprattutto è un minus ambulante nell’altra metà campo, tanto che il suo on/off net rating (differenza fra quando è in campo e fuori per 100 possessi) è il peggiore della squadra, -11.5. Nei 1629 possessi giocati con lui fuori, i Suns sono +3.3 per 100 possessi, e la lineup più usata (147 possessi) ha un on/off net rating di +33.9, massimo percentile. Insomma, giocatore “anziano”, che gioca male e strapagato: forse la “no-trade clause” è l’ultimo dei problemi.
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