I Lakers, in realtà, potrebbero stare meglio dando più possessi in mano ad Austin Reaves, usandolo meno insieme a entrambe le stelle.

Austin Reaves ai Lakers senza Luka Doncic e LeBron James
FOTO: Inquirer.net

Non è un cinquantello, e quasi tripla-doppia, contro degli orridi Sacramento Kings nel mese di ottobre, a un paio di partite dall’inizio della Regular Season, a spingere a pensare che Austin Reaves sia una superstar in grado di trascinare una squadra limitata come i Los Angeles Lakers per 82 partite, più Playoffs. Esistono però numerosi pro per dedurre che il rendimento di Hillbilly Kobe – anzi, soprattutto della squadra – possa migliorare discretamente dandogli più possessi in mano senza che si trovi in quintetto con Luka Doncic e LeBron James, cioè sia con l’uno sia con l’altro allo stesso tempo.

Grazie al cavolo, direte voi, che con più palloni potrebbe gonfiare i numeri e rendere di più, ma non si parla di produzione individuale, bensì di impatto sul rendimento dei gialloviola. Lo scorso anno, dopo lo scambio per Doncic, quella dei Lakers è stata una delle peggiori panchine NBA per produzione offensiva, con il 5° peggiore offensive rating e un minutaggio ridotto (18° su 30).

Per chi non fosse a conoscenza di questi dati, comunque, basterà ricordare il primo turno contro i Timberwolves ai passati Playoffs, durante i quali coach JJ Redick ha dato oltre 40 minuti di media sia a Doncic, sia a James, e ha tenuto in campo quattro starter, più Dorian Finney-Smith, per tutto il secondo tempo di Gara 4. Quei Lakers erano differenti, non potevano contare su Marcus Smart, Deandre Ayton o Jake LaRavia, ma anche questi non sono comunque tre nomi che cambiano la vita e risolvano del tutto il problema. Perciò, un boost dal terzo dei violini principali potrebbe aiutare, ma vediamo se è possibile.

Se questa prestazione mostruosa di Austin Reaves insegna qualcosa, è che possa tenere benissimo il campo da solo per tanti minuti in assenza degli altri due, peraltro molto bene. Nella passata stagione, nelle poche gare che tutti e tre hanno disputato insieme, Reaves si è trovato in campo senza James e Doncic soltanto per 8 minuti su 929 totali. La resa con il primo resta discreta, sia che si comprendano anche i minuti nel pre-Doncic, come nella tabella sotto, sia quelli delle gare di tutto il trio, sebbene il picco si ottenga in compagnia del solo sloveno.

Lineup con incroci di Austin Reaves, LeBron James e Luka Doncic.
FONTE: Databallr

Le caratteristiche della superstar ex Mavs sono ovviamente molto differenti da quelle di Anthony Davis, il primo è uno che crea, il secondo uno che chiude, pertanto spartire i possessi in attacco risulta più complicato quando è presente anche LeBron. Ma soprattutto cambiano ruolo, taglia e abilità difensive, fattore tutt’altro che secondario per una squadra che ambisce a performare soprattutto ai Playoffs.

Qualunque quintetto con questo trio si troverà sempre esposto difensivamente, dal momento che il carico offensivo delle due stelle – specialmente di Doncic, mentre per James è più che altro una questione di età – richiede possessi di riposo di là. E Reaves, con un ruolo ridotto in attacco, impatterà meno o male la partita per i Lakers, visti gli enormi problemi legati perlopiù a taglia e stazza nella metà campo amica. Non a caso, guardando sopra i dati, i quintetti con il trio hanno un defensive rating peggiore di quello della media della Lega – unica occorrenza tra le combinazioni prese in esame, inclusa quella dove tutti e tre sono fuori dal campo.

Sempre considerando i numeri dalla data di arrivo di Doncic, Reaves ha messo a referto 25.0 punti e 6.6 assist di media in 5 partite senza James e in compagnia dello sloveno nella passata stagione, mentre ha chiuso con 37 punti (63.6 True Shooting%), 8 rimbalzi, 13 assist e 4 rubate la sola gara senza entrambe le stelle, il 14 marzo scorso contro i Denver Nuggets. Quest’anno, altri 51 punti con 9 assist, 11 rimbalzi e 2 rubate, tenendo l’80.5 di True Shooting%, contro i Kings – e adesso anche il game winner contro i Timberwolves, viaggiando – in 3 partite senza gli altri due – a 40.0 punti e 10.0 assist di media con il 69.0 di True Shooting%.

Tanta carne al fuoco, per trattarsi solo di una coincidenza. Tutto questo non serve per dire che dovrebbe uscire dalla panchina, non si risolve tutto magicamente con uno spostamento come nei videogiochi, per non parlare del fatto che mentalmente si rischia di influenzare un giocatore attualmente in piena fiducia. Semplicemente, per un maggiore equilibrio, i Lakers potrebbero beneficiare di un maggior numero di minuti di Austin Reaves con la second unit, offrendo maggiore riposo ai due juggernaut offensivi.

Hillbilly Kobe è maturo abbastanza, lo sta dimostrando ogni notte, ma ormai va avanti da due o tre stagioni, sa gestire palla alla perfezione soprattutto con un bloccante di livello accanto – contro i Kings, essenziali i pick&roll alti con un ottimo Ayton – prendendo sempre la scelta giusta tra la conclusione e il passaggio. Segna dal palleggio, essendo crafty come dicono negli Stati Uniti, e non si fa problemi a sparare triple anche da distanza siderale.

Queste caratteristiche lo rendono un ovvio complemento di fianco ad altri creator come Doncic e James, per questi i minuti del trio devono rimanere sostanziosi, magari centellinati per chiudere le gare punto a punto. Ma deve passare più tempo di fianco a solo uno tra Doncic (soprattutto lui) e James, in primis per questioni difensive, in secondo luogo perché si tratta del logico appoggio primario quando arriveranno raddoppi sulla palla o marcature più aggressive. La sua abilità nel gestire palla è essenziale in situazioni di sovrannumero o attacco ai closeout in emergenza dei difensori avversari.

Insomma, Austin Reaves sta meglio senza Luka e LeBron, intesi come coppia. I Lakers, invece, dovranno capire come ottimizzare il rendimento e il minutaggio dei quintetti senza o Luka o LeBron, lasciando qualche possesso in più a quello che, negli anni, è passato da essere uno dei tanti undrafted con voglia di rivalsa, a un go-to-guy.


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