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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>L&#8217;ha vinta Draymond Green</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/draymond-green-difesa-leonard-warriors/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Golden State non vince questa gara senza la difesa di Draymond Green su Kawhi Leonard.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Golden State non vince questa gara senza la difesa di Draymond Green su Kawhi Leonard.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1079" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited.jpg" alt="Draymond Green in difesa su Kawhi Leonard" class="wp-image-78759" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited.jpg 1920w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited-1024x575.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited-1536x863.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/draymond-has-owned-kawhi-04-16-26-1920x1280-1-edited-1080x607.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBA</figcaption></figure>



<p>Commoventi le <strong>triple di Al Horford</strong>, inenarrabile la <strong>prestazione (e la freddezza) di Stephen Curry</strong>, ma G<strong>olden State non vince questa gara senza la difesa di Draymond Green su Kawhi Leonard</strong>. Lo ha <a href="https://x.com/TheHoopCentral/status/2044654383275929650?s=20">detto meglio di tutti</a> la stessa superstar dei Clippers a fine partita, sconfitti ed eliminati dalla corsa Playoffs, con la solita austerità che lo contraddistingue: <em>&#8220;Un difensore da Hall of Fame, è stato difficile persino prenderseli i tiri&#8221;</em>. Letteralmente.</p>



<p>Nel quarto periodo, fatta eccezione per la rimessa a partita finita dove Leonard ha segnato da solo su un taglio al ferro perché gli Warriors volevano concedere due punti senza rischiare di commettere fallo anziché tre, Kawhi non ha proprio segnato. Mai. 0 punti, un errore al tiro in contropiede dove non era nemmeno marcato dall&#8217;Orso Ballerino. <strong>Draymond Green lo ha marcato a tutto campo, faccia a faccia, senza lasciargli un centimetro.</strong></p>



<p>Ovvio, non lo ha fatto da solo, c&#8217;è anche la mano di Steve Kerr e del coaching staff, ma sappiamo benissimo che in campo è solo Green a coordinare le operazioni. I Golden State Warriors hanno usato precisamente la tattica <a href="https://aroundthegame.com/post/come-difendere-kawhi-leonard-warriors/">auspicata in fase di preview</a>, ovvero slegare Draymond dai compiti di difesa del pitturato facendo affidamento su un ottimo rim protector come <strong>Kristaps Porzingis</strong>, o chi per lui &#8211; in stagione era stato Quinten Post per ragioni di infortuni, ieri nel finale c&#8217;era Al Horford perché on fire. Per la precisione, questa la spiegazione della tattica:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Contro questo genere di attacco vanno a confrontarsi i Golden State Warriors, con un interrogativo ben preciso: come si ferma Kawhi Leonard? I Dubs ci hanno provato, nel precedente di marzo, con Draymon Green come marcatore primario, e bisogna dire che quest’ultimo ha fatto un ottimo lavoro soprattutto nel primo tempo. </em></p>



<p><em>In presenza di Kristaps Porzingis, ottimo aiuto e deterrente a disposizione nel pitturato (assente nel precedente), Green si può trasformare in mastino, un po’ come visto anche in presenza di Quinten Post – ben meno efficace del lettone come intimidatore al ferro. Servirà grande reattività da parte di tutti sia nell’uscite sui tentativi di palleggio, arresto e tiro di Leonard quando Green inseguirà sui blocchi, sia attività sui piedi per provare a tenere sui cambi che si verranno a creare.</em></p>
</blockquote>



<p>La tattica è stata quella che Golden State ha applicato anche su Kevin Durant di recente, ripetendosi su tutti i grandi scorer &#8211; Booker nell&#8217;imminente matchup contro i Suns per l&#8217;ottavo posto, Shai Gilgeous-Alexander qualora i Dubs dovessero arrivare al primo turno: <strong>uscire alti al livello del blocco, senza lasciare spazio per il palleggio, arresto e tiro o la penetrazione</strong>.</p>



<p>Gli Warriors hanno alternato gli show pesanti, cioè le uscite forti del secondo uomo più vicino alla palla &#8211; anche la guardia, come Stephen Curry nel quarto periodo &#8211; per chiudere a Leonard le linee di palleggio. O di passaggio, nel caso dei più pesanti blitz con il lungo, eseguiti con i tempi perfetti grazie a veterani come Green e Horford. Con un lungo statico come Brook Lopez e pochi movimenti a palla lontana, Leonard ha buttato un paio di palloni pesanti:</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="1350" style="aspect-ratio: 1080 / 1350;" width="1080" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Video-45.mp4"></video></figure>



<p>Il resto, poi, è pura cazzimma. Non esiste difensore sul pianeta terra capace di fermare Kawhi Leonard così bene, così a lungo, marcandolo per quasi un intero quarto a tutto campo. E senza essere più un giovincello, anzi. Potremmo spendere mille parole a riguardo, ma consigliamo di godervi semplicemente vintage Draymond Green che non fa toccare palla a quello che a tutti gli effetti è un candidato MVP:</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">DRAYMOND GREEN.<br>DEFENSIVE MASTERCLASS. <a href="https://t.co/LFqgSBDgLY">https://t.co/LFqgSBDgLY</a> <a href="https://t.co/poJRaILT7b">pic.twitter.com/poJRaILT7b</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/2044643790254657565?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p></p>
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		<title>Un quarto di secolo dopo, i Miami Heat devono ricostruire</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/miami-heat-eliminati-hornets-nba-play-in/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Around the Game]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra quasi il destino che sia di nuovo Charlotte, 25 anni dopo lo sweep del 2001, a chiamare il rebuilding per i Miami Heat.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Sembra quasi il destino che sia di nuovo Charlotte, 25 anni dopo lo sweep del 2001, a chiamare il rebuilding per i Miami Heat.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="788" height="443" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Los-Angeles-Clippers-at-Miami-Heat-27720420.jpg" alt="I Miami Heat sono stati eliminati al Play-In dagli Charlotte Hornets." class="wp-image-78754" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Los-Angeles-Clippers-at-Miami-Heat-27720420.jpg 788w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Los-Angeles-Clippers-at-Miami-Heat-27720420-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Los-Angeles-Clippers-at-Miami-Heat-27720420-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Los-Angeles-Clippers-at-Miami-Heat-27720420-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Sportsnaut</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Mentre martedì sera tardi usciva dall’arena per addentrarsi nell’ignoto della pausa stagionale, sembrava quasi che il presidente degli <strong>Heat</strong>, <strong>Pat Riley</strong>, ci fosse già passato. Perché era così. Un quarto di secolo fa, sempre a Charlotte. Consapevole allora, come deve esserlo ora, che il cambiamento era necessario, inevitabile, imposto dal momento.</p>



<p>Era il 2001, quando allora, come adesso, gli Heat si ritrovarono devastati all&#8217;inizio dei playoffs dagli Charlotte Hornets, con Pat Riley nelle viscere dell&#8217;arena 25 anni fa a interrogarsi sulla direzione che aveva portato a quel momento e su cosa sarebbe successo dopo. Allora, era come allenatore. Ora, è esclusivamente come presidente della squadra.</p>



<p>Allora, si trattava di essere spazzati via dal primo turno al meglio delle tre partite dagli Hornets, la morte istantanea per fulmine dei playoffs all&#8217;epoca. Ora, si trattava della straziante sconfitta ai supplementari di martedì sera contro gli Hornets in una partita di play-in da &#8220;vinci o vai a casa&#8221;. Allora disse:<em> &#8220;Non siamo stati in grado di gestire le aspettative&#8221;</em>. Ora la realtà è che non ci sono nemmeno aspettative, solo una squadra che per il secondo anno consecutivo ha cercato di avanzare come testa di serie numero 10 del play-in ed è stata sbattuta di nuovo contro la realtà dei playoffs.</p>



<p>Allora si trattava di cercare di andare avanti con un centro che era appena agli inizi del suo ritorno dopo una malattia renale. Quel centro, <a href="https://aroundthegame.com/post/alonzo-mourning-mai-arrendersi/"><strong>Alonzo Mourning</strong></a>, martedì sera a Charlotte guardava la partita dagli spalti insieme a Riley, in veste di dirigente della squadra. Questa volta sono stati gli Heat a perdere per una serata il loro centro titolare, <strong>Bam Adebayo</strong>, a causa di un infortunio alla schiena subito nei primi istanti del secondo quarto.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DXJFRoxDFau/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DXJFRoxDFau/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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<p><em>&#8220;Se fossi il mio capo&#8221;</em>, disse Riley allora in un altro palazzetto di Charlotte 25 anni fa,<em> &#8220;probabilmente mi licenzierei. Ma non ho intenzione di licenziarmi&#8221;</em>. E non c&#8217;è nemmeno questa sensazione questa volta con<strong> Erik Spoelstra</strong>, che per l&#8217;ennesima stagione ha sfruttato tutte le risorse a sua disposizione, quando probabilmente non ce n&#8217;erano abbastanza.</p>



<p>Allora non c&#8217;erano scuse, solo un continuo rimescolamento del roster in quella offseason, un rimescolamento iniziato l&#8217;estate precedente con la cessione di P.J. Brown e Jamal Mashburn e poi in quella offseason del 2001 con la cessione dell&#8217;iconico compagno di squadra di Mourning negli Heat, <strong><a href="https://aroundthegame.com/post/il-leggendario-crossover-di-tim-hardaway/">Tim Hardaway</a></strong>. Ora, qualcosa di simile attende sicuramente una squadra che ha collezionato una sola vittoria nei playoffs in tre stagioni — non una vittoria in una serie di playoffs, ma una vittoria in una partita dei playoffs (contro i Celtics, nel 2024).</p>



<p>Mentre gli Heat lasciavano lo Spectrum Center martedì sera, si trovavano con Norman Powell in procinto di diventare free agent, con Andrew Wiggins che detiene un’opzione da giocatore per la prossima stagione, con Tyler Herro che sta per avere a disposizione un’altra finestra per il rinnovo, e con decisioni imminenti sul rinnovo di Jaime Jaquez Jr. e Pelle Larsson. La scelta potrebbe essere quella di puntare ancora una volta tutto su talenti di altissimo livello.</p>



<p>Nel 2001, gli Heat erano ancora a tre anni di distanza da Shaquille O&#8217;Neal. Ora c&#8217;è di nuovo l&#8217;opzione Giannis Antetokounmpo, ma anche la realtà dei tentativi falliti in quella direzione in passato. Ma nel 2001 non c&#8217;era la possibilità di puntare sui giovani già disponibili, dato che il roster stava semplicemente invecchiando. Ora, come ha dimostrato la partenza e l&#8217;impressionante prestazione di Kel&#8217;el Ware martedì sera, c&#8217;è la possibilità di puntare sui giovani. Ma ciò richiederebbe anche un impegno nei loro confronti.</p>



<p>Nel 2001, il bivio era drammatico. Brown e Mashburn se n&#8217;erano già andati, con Hardaway sul punto di essere messo da parte. Riley sapeva che qualcosa doveva cambiare. Cinque anni dopo, seguì il primo titolo della franchigia. Ora, un altro bivio, con una franchigia che ha un modello precedente di ciò che è necessario, una realtà affrontata un quarto di secolo fa a seguito di una simile costernazione indotta da Charlotte.</p>



<p>Fino a questo momento, i Miami Heat sono stati forse troppo testardi, o troppo arroganti, convinti che la soluzione fosse proprio dietro l&#8217;angolo. Ma Kevin Durant, Damian Lillard e Antetokounmpo non hanno varcato quella soglia. Con le spalle al muro, l&#8217;ultima volta che subì una sconfitta umiliante per mano degli Hornets, Riley compì la mossa più audace. Ora, un quarto di secolo dopo, dopo un&#8217;altra eliminazione devastante a Charlotte, è di nuovo necessaria una mossa audace.</p>



<p>A distanza di tutti questi anni, il dolore inflitto dagli Hornets rimane ancora molto vivo.</p>



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<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p></p>
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		<title>E Golden State come lo difende Kawhi Leonard?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/come-difendere-kawhi-leonard-warriors/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:15:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[In primis, Kawhi Leonard si difende male. Punto. Poi, probabilmente, con Draymond Green e tutto l'aiuto possibile.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">In primis, Kawhi Leonard si difende male. Punto. Poi, probabilmente, con Draymond Green e tutto l&#8217;aiuto possibile.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty-1024x576.jpg" alt="I Golden State Warriors come difenderanno Kawhi Leonard?" class="wp-image-78730" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/Draymond-Green-Kawhi-Leonard-Getty.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBC Sports</figcaption></figure>



<p>Partiamo da un presupposto: non esiste modo per fermare <strong>Kawhi Leonard</strong>, se è integro fisicamente. Questa stagione ne ha offerto un&#8217;ulteriore dimostrazione: 27.9 punti di media con il 62.9% di True Shooting%, entrambi massimi in carriera, il tutto giocando 65 partite. Dopo Shai Gilgeous-Alexander, che ha battuto questo record di Wilt Chamberlain, Kawhi Leonard è il giocatore NBA con più gare di fila da 20+ punti, considerando le streak all&#8217;attivo, a quota 57 (and counting). Tra i giocatori con 25+ punti di media in stagione, solo SGA, Nikola Jokic e Kevin Durant hanno una migliore efficienza &#8211; escludendo Curry e Antetokounmpo, che hanno giocato troppo poco.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="977" height="1024" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-977x1024.jpg" alt="" class="wp-image-78731" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-977x1024.jpg 977w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-286x300.jpg 286w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-143x150.jpg 143w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-768x805.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-1466x1536.jpg 1466w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-1080x1132.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS-24x24.jpg 24w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/databallr-scatter-PTS-vs-TS.jpg 1832w" sizes="(max-width: 977px) 100vw, 977px" /></figure>



<p>Ma qui non si parla solo di fase realizzativa. Il contributo di Kawhi Leonard si riflette anche sulla squadra, dal momento che i Clippers con lui in campo hanno un net rating di +14.4 rispetto a quando è fuori, un impatto secondo solo a quello di Jokic e Wembanyama sulle rispettive squadre. Anche le metriche d&#8217;impatto gli sorridono, dal momento che in quasi tutte si classifica sotto solo ai tre principali candidati MVP. </p>



<p>In poche parole, non è realizzazione finalizzata a sé stessa, ma positiva per la squadra, che ne beneficia in termini di spazi sui quali operare e di pressioni ridotte da parte della difesa su tutti quelli che non sono Leonard. <strong>Darius Garland</strong> è da pochissimo a LA, ma in questa ventina di partite ha accumulato 19.9 punti e 6.4 assist di media con l&#8217;efficienza più alta in carriera, tirando con il 50.3% da due punti e con un clamoroso 43.8% su 7.6 triple tentate a partita. Cosa c&#8217;entra Leonard?</p>



<p>DG è un mostro nell&#8217;attaccare il closeout e nel muoversi senza palla verso lo spazio più libero, pertanto poter fare squadra con un juggernaut offensivo del genere per un secondo violino di questo tipo fa tutta la differenza del mondo. E viceversa, dal momento che Garland è un ottimo passatore e capace di creare tanto bene per sé quasi quanto per gli altri. Con i due in campo, nonostante il campione ristretto, i Clippers hanno dominato, soprattutto nella metà campo offensiva.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="914" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-1024x914.jpg" alt="" class="wp-image-78732" style="aspect-ratio:1.120373021391468;width:534px;height:auto" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-1024x914.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-300x268.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-150x134.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-768x685.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-1536x1371.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967-1080x964.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1776202039967.jpg 1727w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Contro questo genere di attacco vanno a confrontarsi i Golden State Warriors, con un interrogativo ben preciso: come si ferma Kawhi Leonard? I Dubs ci hanno provato, nel precedente di marzo, con <strong>Draymon Green </strong>come marcatore primario, e bisogna dire che quest&#8217;ultimo ha fatto un ottimo lavoro soprattutto nel primo tempo. The Klaw ha chiuso il parziale con 8 punti e soli 6 tiri, prima di esplodere nel secondo tempo con 15 punti e due soli errori, scaldando la mano sul finire di terzo quarto quando Green si è seduto per riprendere fiato.</p>



<p>In presenza di <strong>Kristaps Porzingis</strong>, ottimo aiuto e deterrente a disposizione nel pitturato (assente nel precedente), Green si può trasformare in mastino, un po&#8217; come visto anche in presenza di Quinten Post &#8211; ben meno efficace del lettone come intimidatore al ferro. Servirà grande reattività da parte di tutti sia nell&#8217;uscite sui tentativi di palleggio, arresto e tiro di Leonard quando Green inseguirà sui blocchi, sia attività sui piedi per provare a tenere sui cambi che si verranno a creare.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="480" style="aspect-ratio: 854 / 480;" width="854" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/kawhi.mp4"></video></figure>



<p>Le situazioni qua sopra dovranno ripetersi anche contro Darius Garland. E molto più spesso, trattandosi di una minaccia in pull-up al pari di Kawhi Leonard, se non addirittura superiore nel tirare dal palleggio da dietro la linea perimetrale. Per questo motivo, i Golden State Warriors proveranno anche qualcosa di un po&#8217; diverso per negare a The Klaw e alla sua spalla le posizioni favorevoli.</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=cDapFCKX40g" rel="nofollow noopener" target="_blank">In passato, la <strong>difesa a zona </strong></a>è già stata una soluzione ricercata da Steve Kerr e dal proprio staff, e anche a marzo si è vista in una versione ibrida con quella a uomo. Con scarsi risultati, ma si è vista. Le variazioni contro attaccanti di questo genere, a meno che non si accetti di raddoppiarlo costantemente e giocare in 4-contro-3, sono essenziali per costringerli quantomeno a pensare. Semplicemente, Kawhi Leonard è troppo bravo, segna e segnerà sempre (ne abbiamo parlato <a href="https://aroundthegame.com/kawhi-leonard-punti-segnati-nba-clippers/">QUI)</a>.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video height="492" style="aspect-ratio: 874 / 492;" width="874" controls src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/kl-zone.mp4"></video></figure>



<p>La differenza è con quanti tentativi, e quanto isolandosi rispetto ai propri compagni. 23 punti con 14 tiri sono tanti, e infatti questa è stata la storia del blowout di marzo. 24 punti con 25 tiri va già meglio, e infatti gli Warriors hanno perso il secondo precedente solo di uno. 18 punti con 17 tiri sono il best case scenario, e infatti Golden State ha vinto così il primo incontro stagionale contro i Clippers.</p>



<p>Kawhi Leonard è la bestia nera di Golden State ormai da molto tempo, la squadra di San Francisco non ha mai trovato una vera e propria soluzione né a lui, né ai Clippers &#8211; 10 a 1 i precedenti per i losangelini, 8 a 3 per il giocatore contro i Dubs, girando a cifre astronomiche. Da come lo difenderanno, passeranno le sorti di questo incontro di Play-In e di un&#8217;intera stagione.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Clippers going into the play in vs warriors<br><br>-10-1 record in their last 11 games vs the warriors<br><br>-Kawhi leonard’s last 11 vs warriors:<br><br>26-8-4<br>56/49/84<br>8-3 record <a href="https://t.co/KfMevHqiOt">pic.twitter.com/KfMevHqiOt</a></p>&mdash; Jamal Cristopher (@JamCristopher) <a href="https://twitter.com/JamCristopher/status/2044119166156976553?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Vi piace come scriviamo? No? Magari allora provate a sentirci parlare!</strong> Ricordiamo che potete trovarci sui canali <strong>Twitch (clicca&nbsp;<a href="https://www.twitch.tv/videos/2641007209" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">QUI</a>) e YouTube (clicca&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=htMbQ_2BgJo&amp;t=4s" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">QUI</a>) </strong>di Around the Game con tante rubriche settimanali e bisettimanali. Per chi volesse seguire il <strong>nostro podcast,&nbsp;<em>The Weak Side</em></strong>, l&#8217;appuntamento è invece ogni <strong>settimana alle 19 per la registrazione live</strong>, con un&#8217;uscita prevista <strong>su Spotify e Apple Podcasts</strong>.</p>



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<p></p>
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		<item>
		<title>Gli Orlando Magic non si giocano i Playoffs, ma il futuro</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/crisi-orlando-magic-play-in-76ers-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Around the Game]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[desmond bane]]></category>
		<category><![CDATA[franz wagner]]></category>
		<category><![CDATA[jamahl mosley]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo banchero]]></category>
		<category><![CDATA[philadelphia 76ers]]></category>
		<category><![CDATA[play-in]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa è molto più di una partita di Play-In per gli Orlando Magic, i quali sembrano sul punto di imbattersi in una frattura interna.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Questa è molto più di una partita di Play-In per gli Orlando Magic, i quali sembrano sul punto di imbattersi in una frattura interna.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-1024x576.jpg" alt="Paolo Banchero e Franz Wagner, baluardi degli Orlando Magic" class="wp-image-78739" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/usa_today_22192850.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: SB Nation</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Questa non è solo un&#8217;altra partita di <strong>Play-In</strong>. Non per gli <strong>Orlando Magic</strong>. Non per l&#8217;allenatore <strong>Jamahl Mosley</strong>. Non per il presidente della squadra<strong> Jeff Weltman</strong>. Non per <strong>Paolo Banchero, Franz Wagner o Jalen Suggs</strong>. Mercoledì a Filadelfia non si tratta di piazzamento o sopravvivenza. Si tratta di qualcosa di molto più grande.</p>



<p>Si tratta di un giudizio. Si tratta di una direzione. Si tratta di capire se tutto ciò che i Magic hanno costruito negli ultimi anni sta effettivamente funzionando, o se era solo bello sulla carta. Perché non ci sono dubbi: questo momento – i prossimi giorni, le prossime partite e forse le prossime settimane – è un referendum sul futuro degli Orlando Magic.</p>



<p>Se arriva una vittoria, forse questa stagione non è ancora finita. Forse questo giovane nucleo confermerà la convinzione che si tratti di uno dei gruppi più promettenti della Lega. Forse Mosley riuscirà a trovare la giusta stabilità. Forse la ricostruzione paziente e metodica di Weltman proseguirà senza intoppi.</p>



<p>Se arriva una sconfitta, non è finita. Almeno, non ancora. I Magic avrebbero ancora un&#8217;altra possibilità venerdì sera in casa contro il vincitore della partita tra Miami e Charlotte, una partita da dentro o fuori per l&#8217;ultimo posto nei playoffs.</p>



<p>Ma siamo onesti: aver bisogno di quella seconda possibilità non farebbe altro che amplificare i dubbi, non metterli a tacere. E se le cose dovessero andare male per i Magic nelle prossime due partite – o anche nei playoffs, se dovessero arrivarci – i dubbi che hanno covato sotto la cenere per tutta la stagione esploderanno. Sul coach. Sul roster. Sulla grinta di questa squadra. Sul fatto che questo costoso “nucleo cresciuto in casa” sia davvero abbastanza forte da fare la differenza.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Orlando Magic are “almost certain” to fire Jamahl Mosley, no matter what happens in the playoffs, per <a href="https://twitter.com/JakeLFischer?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@JakeLFischer</a> <br><br>(Via <a href="https://twitter.com/BleacherReport?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">@BleacherReport</a> ) <a href="https://t.co/jXV8TQMR2M">pic.twitter.com/jXV8TQMR2M</a></p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://twitter.com/TheDunkCentral/status/2044164648514056224?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>E sì, proprio su tutto: dal programma di preparazione fisica alla direzione della franchigia stessa. Potrebbe sembrare esagerato, ma non lo è. Questa è la realtà che i Magic si sono creati da soli. Perché la verità è questa: non ci sono più scuse. Né infortuni. Né prestazioni altalenanti. Né intesa. Né tempismo. Tutto questo ormai è acqua passata. <strong>Franz Wagner è tornato</strong>. Il nucleo della squadra è intatto. Il roster è, per la maggior parte, al completo.</p>



<p>Sarebbe stato bello avere un mese o due per amalgamarsi? Certo. Ma peccato. Questa è l&#8217;NBA. Nessuno aspetta che tu capisca come funziona. I Celtics non hanno avuto bisogno di tempo. Si sono assicurati il secondo posto in classifica nonostante abbiano perso la superstar Jayson Tatum per gran parte della stagione. I Pistons non hanno avuto bisogno di tempo. Hanno mantenuto il primo posto in classifica anche con Cade Cunningham fuori gioco per settimane a causa di un collasso polmonare.</p>



<p>Le squadre forti si adattano. Le squadre forti reagiscono. Le squadre forti non passano aprile alla ricerca di un senso di urgenza. Eppure, è proprio lì che si trovano gli Orlando Magic. Ancora alla ricerca. Ancora a parlarne. Ancora a cercare di trovare qualcosa che avrebbe dovuto esserci fin dall&#8217;inizio.</p>



<p><em>«Penso che, nel complesso, dobbiamo semplicemente dimostrare più determinazione. Non possiamo aspettarci di vincere solo perché alcuni avversari sono fuori»</em>, ha dichiarato Banchero dopo la sconfitta dei Magic contro i Celtics nell’ultima partita della stagione regolare. Il commento di Paolo non riguardava solo una partita. Riguardava l’intera stagione. Perché la sconfitta di domenica per 113-108 contro una squadra dei Celtics a corto di giocatori – una squadra che ha fatto riposare i suoi primi sette marcatori – non è stato un fallimento isolato.</p>



<p>Si tratta di un pattern – uno schema familiare, frustrante, che si è ripetuto per tutta la stagione. Mancanza di urgenza. Mancanza di concentrazione. Mancanza di costanza. Più e più volte, Mosley l’ha sottolineato. Dopo l’umiliante sconfitta per 52 punti a Toronto. Dopo la sconfitta contro una squadra come Indiana con 16 vittorie. E di nuovo domenica, con la possibilità di ospitare la partita di Play-In contro i 76ers in palio.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DXERSwUjCTE/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DXERSwUjCTE/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DXERSwUjCTE/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Around the Game (@around_the_game)</a></p></div></blockquote>
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<p>Francamente, è triste continuare a sentire come altre squadre — squadre meno talentuose — stiano giocando con più impegno ed energia rispetto ai Magic. Questa squadra è stata sostenuta dal suo potenziale e dai suoi stipendi, vivendo di ciò che potrebbe essere invece che di ciò che è. Ricordate la pre-season? Ricordate l&#8217;entusiasmo, anche dopo lo <a href="https://aroundthegame.com/post/desmond-bane-trade-magic-grizzlies-nba-pro-contro/">scambio per <strong>Desmond Bane</strong></a>?</p>



<p>Questa doveva essere una delle migliori squadre giovani della Lega. Una forza emergente in una Eastern Conference più che mai aperta. Un gruppo pronto a fare il salto di qualità. <em>«È la prima volta da quando sono arrivato qui che le aspettative sembrano davvero serie»</em>, aveva dichiarato Banchero prima dell’inizio della stagione. <em><strong>«Mi piace perché ora è il momento di vincere»</strong></em>.</p>



<p>Beh, eccoci qui. È ora di vincere. Non l&#8217;anno prossimo. Non in teoria. Proprio adesso. Perché se questa squadra non riesce a trovare l&#8217;urgenza per una partita – o due – in cui o si vince o si va a casa, allora di cosa stiamo parlando esattamente? Se crolla di nuovo sotto pressione, allora forse la scomoda verità è questa: forse questa squadra non è così forte come pensavamo.</p>



<p>La posta in gioco va ben oltre una partita di Play-In. Si estende a tutta questa finestra e forse fino ai Playoffs. Se gli Orlando Magic vincono, passano il turno. Probabilmente incontreranno di nuovo Boston. Avranno un&#8217;altra possibilità di dimostrare di essere all&#8217;altezza. Se inciampano, avranno un&#8217;altra possibilità per salvare la loro stagione. E se sopravvivono a tutto questo, affronteranno i Pistons, testa di serie, nel primo turno dei playoffs. Poi arriverà la prova definitiva: dimostrare che questo gruppo può competere quando conta di più.</p>



<p>Sono già udibili i cori provenienti dagli spalti meno economici e dalla folla dei social media che chiede a gran voce il licenziamento di Mosley. Si è già vista la frustrazione dei tifosi. Si è già messa in discussione l’identità, la grinta e il coraggio della squadra. E ora tutto giunge al culmine, resta da vedere chi è davvero questa squadra. Questa stagione persa continuerà a sprofondare o questa squadra è disposta a lottare, non solo per una partita, ma per il proprio futuro?</p>



<p>Questa non è solo una partita di spareggio. È uno specchio. Solo che questa volta non ci sono scuse, c&#8217;è solo la verità a fissare gli Orlando Magic.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<div style="height:25px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p><strong>Vi piace come scriviamo? No? Magari allora provate a sentirci parlare!</strong> Ricordiamo che potete trovarci sui canali <strong>Twitch (clicca&nbsp;<a href="https://www.twitch.tv/videos/2641007209" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">QUI</a>) e YouTube (clicca&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=htMbQ_2BgJo&amp;t=4s" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">QUI</a>) </strong>di Around the Game con tante rubriche settimanali e bisettimanali. Per chi volesse seguire il <strong>nostro podcast,&nbsp;<em>The Weak Side</em></strong>, l&#8217;appuntamento è invece ogni <strong>settimana alle 19 per la registrazione live</strong>, con un&#8217;uscita prevista <strong>su Spotify e Apple Podcasts</strong>.</p>



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<p></p>
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		<title>Il Play-In tra Hornets e Heat è meglio di una Gara 7</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/nba-play-in-hornets-contro-heat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
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					<description><![CDATA[Non esiste universo in cui il matchup che deciderà la prima eliminata dal Play-In Tournament possa rivelarsi noioso.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Non esiste universo in cui il matchup che deciderà la prima eliminata dal Play-In Tournament possa rivelarsi noioso. Come mai? Scopriamolo insieme.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-1024x576.jpg" alt="Heat contro Hornets alla prima del Play-In Tournament NBA." class="wp-image-78692" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/AP26077067392029-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Inquirer.net</figcaption></figure>



<p>Nemmeno il tempo di realizzare che finalmente è arrivata la post-season, che è subito dentro o fuori. Gli <strong>Charlotte Hornets ospiteranno infatti i Miami Heat</strong> per quello che sarà un incontro già decisivo per una delle due: <strong>chi perde è eliminato, chi vince dovrà aspettare la perdente della sfida tra Philadelphia 76ers (7) e Orlando Magic (8)</strong> per giocarsi l&#8217;ottavo posto, ultimo utile per i <strong>Playoffs</strong>. Così funziona il <strong>Play-In Tournament,</strong> ultimo baluardo contro la noia dei finali di regular season ormai dal 2020.</p>



<p>Prima ancora di ogni altra sfida di questi giorni, inclusa quella tra Suns e Trail Blazers di stanotte per decretare la settima forza a ovest, questa si preannuncia spettacolare, per varie ragioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I Miami Heat su gara secca fanno paura</h2>



<p>Vi ricordate il 2023? Miami che perde lo spareggio per il settimo posto, ma poi vince quello per l&#8217;ottavo, completando una run leggendaria fino alle NBA Finals poi perse contro i Denver Nuggets. Non c&#8217;è più Jimmy Butler, ma la squadra di <strong>Erik Spoelstra</strong> fa ancora molta paura su gara secca, considerando che è <strong>sempre uscita dal Play-In con un posto assegnato ai Playoffs</strong>, anche nelle problematiche edizioni 2024 e 2025. </p>



<p>Parlare di <em>Heat Culture</em>, se permettete, vorrebbe dire solo raccontare una bella favola, o comunque nascondere dietro un semplice fantoccio quella che è un&#8217;impostazione unica tra tutte le 30 squadre NBA. Miami è in un limbo totale, arriva sempre sull&#8217;orlo di scivolare fuori dalla carreggiata Playoffs, ma non si sa come poi riesce a salvarsi con una sterzata all&#8217;ultimo secondo. C&#8217;è adesso, nel retooling dopo l&#8217;addio rumoroso di Jimmy Butler, lo era nel 2023, quando ha comunque completato una <a href="https://aroundthegame.com/post/ci-sono-quelli-bravi-quelli-meno-bravi-e-poi-ci-sono-i-miami-heat/">cavalcata leggendaria con un roster atipico</a>. Perché?</p>



<p>Perché, indipendentemente dagli interpreti, si tratta di una squadra non tanto con un&#8217;identità rigida, quanto con idee ben definite e flessibili, che si adattano di anno in anno al personale a disposizione. Prendiamo questa stagione: gli Heat hanno il <strong>pace più elevato di tutta la NBA</strong>, un ritmo di gioco forsennato che porta la squadra a giocare 103.4 possessi sui 48 minuti; dal 2020, non avevano mai superato il quartultimo posto per ritmo di gioco, assestandosi stabilmente tra le ultime tre per pace dal 2021.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Miami Heat offense plays at the quickest pace in the NBA by far<br><br>The Houston Rockets&#39; is the most plodding<br><br>What&#39;s surprising here? ⬇️ <a href="https://t.co/euilxpn3uN">pic.twitter.com/euilxpn3uN</a></p>&mdash; Lev Akabas (@LevAkabas) <a href="https://twitter.com/LevAkabas/status/2024514316901474584?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">February 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Questo ritmo ha portato ad avere ben tre giocatori &#8211; <strong>Norman Powell, Bam Adebayo e Tyler Herro</strong> (per quel poco che ha giocato) &#8211; oltre i 20 punti di media, sacrificando la perfezione nella metà campo difensiva che aveva caratterizzato il lustro precedente &#8211; <strong>per la prima volta negli ultimi 5 anni, non solo Miami non ha una difesa top-10, ma è addirittura 22esima per punti di media concessi e 13esima per defensive rating</strong>.</p>



<p>Gli Heat hanno un obiettivo chiaro: <strong>vincere la guerra dei possessi, al costo di esporsi a transizioni o di lasciare canestri facili</strong>. E l&#8217;attacco è rivoluzionario, pieno di penetrazioni verso il ferro, o anche solo per mettere i piedi nel pitturato. <strong>Per drive, incursioni dal palleggio, Miami è primissima nella Lega a quota 60.8, generando praticamente da lì ogni tiro, con un&#8217;abbondanza di transizioni &#8211; 2° nella Lega per frequenza</strong>. Accumulando conclusioni nei primi secondi, cercando l&#8217;isolamento migliore o prendendosi un tiro apparentemente buono da subito, anche le palle perse sono poche, esponendo gli Heat alla corsa avversaria più da errori balistici, che non altro.</p>



<p><strong>Ma soprattutto Miami ha eliminato il pick&amp;roll</strong>. Non è solo all&#8217;ultimissimo posto NBA per l&#8217;utilizzo di questa soluzione, ma è distante anni luce perfino dalla <strong>penultima, i San Antonio Spurs: i texani arrivano a chiudere l&#8217;azione con un pick&amp;roll in 13.9 casi di media a partita, ma i Miami Heat solo in 6.6, meno della metà.</strong> Una tendenza della quale abbiamo parlato a inizio stagione e nel dettaglio <a href="https://aroundthegame.com/post/la-nuova-nba-non-piace-a-ja-morant/">QUI,</a> per chi ne ha curiosità, creando un paragone con i Grizzlies 2025.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Miami Heat have a new offense this year built around pace, driving, and floor spacing<br><br>They run almost no pick and roll <a href="https://t.co/L07gSsuOQg">pic.twitter.com/L07gSsuOQg</a></p>&mdash; Lev Akabas (@LevAkabas) <a href="https://twitter.com/LevAkabas/status/1993333859900101106?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">November 25, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Charlotte Hornets sono on fire</h2>



<p>Quello degli Charlotte Hornets potrebbe rivelarsi un vero e proprio miracolo. Dopo un inizio da 4-14, oppure da 11-23, se preferite, la squadra ha cambiato marcia precisamente a partire dal 22 gennaio. Tre mesi di assoluto fuoco, accumulando un record di 28 vittorie e 10 sconfitte, il terzo migliore in questo periodo. Sempre in questa span, la squadra di coach Charles Lee si è assestata come la 2° migliore per offensive rating e la 6° migliore per defensive rating, ottenendo un differenziale punti netto secondo solo a quello dei San Antonio Spurs &#8211;  una contender.</p>



<p>Adesso, vincere due partite forse sembra uno scoglio troppo grande da scavalcare, ma l&#8217;ultima cosa a morire per Charlotte sarà l&#8217;entusiasmo. La squadra è giovane, e si esalta proprio nel momento in cui le cose cominciano ad andare bene. <strong>Nel corso delle loro vittorie stagionali, hanno superato gli avversari con un margine medio di 18.2 punti a partita, il più alto della storia NBA</strong>. Basta un tiro che entra e parte la striscia, anche perché gli interpreti sono di altissimo livello.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://scontent.ftrn5-1.fna.fbcdn.net/v/t39.30808-6/671163444_1404261748408541_3665877987257760810_n.jpg?_nc_cat=111&amp;ccb=1-7&amp;_nc_sid=13d280&amp;_nc_ohc=1PSdBMWgTG8Q7kNvwEppqgi&amp;_nc_oc=AdpVE6AI_vjwO_l-adpAIp7uq64B9cyX4GmWWqxHjGt2RUXh2W5vaClxPWp42jZQk6Q&amp;_nc_zt=23&amp;_nc_ht=scontent.ftrn5-1.fna&amp;_nc_gid=8orZ_Q6Lhottx2VlBO0Inw&amp;_nc_ss=7a3a8&amp;oh=00_Af1dl8WqVJRBV2ApqREgC895OAwo7EJBHcpCVLOt_om2Hg&amp;oe=69E3EE38" alt="" style="width:310px;height:auto"/></figure>



<p><a href="https://aroundthegame.com/post/cooper-flagg-kon-knueppel-rookie-nba/"><strong>Kon Knueppel</strong> </a>ha chiuso la regular season NBA con 273 triple a segno, <strong>LaMelo Ball </strong>con 272, la prima coppia di compagni di squadra a guidare la Lega balisticamente con il 1° e 2° posto da Stephen Curry e Klay Thompson. Knueppel, in particolare, è il primo rookie di sempre a chiudere una stagione al 1° posto per triple a segno, e con efficienza fuori dal normale: tra i giocatori con almeno 200 canestri da tre punti in stagione, solo Jamal Murray (43.5%) supera il 42.5% del giovane titolare degli Hornets.</p>



<p><strong>Tutto il quintetto titolare, però, è equilibrato. Anzi, è senza mezzi termini il migliore di questa stagione NBA. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">2025-26 Most Effective 5-Man Lineups&#8230;<br><br>What stands out? <a href="https://t.co/ecOWL9Gt4j">pic.twitter.com/ecOWL9Gt4j</a></p>&mdash; Basketball University (@UofBasketball) <a href="https://twitter.com/UofBasketball/status/2040410405223141777?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Perché sarà spettacolare?</h2>



<p>Si tratta di due attacchi stellari e di due difese che sanno benissimo quali scelte prendere. Negli incontri giocati a marzo, un match è andato agli Heat, uno agli Hornets, e in generale per Miami il comune denominatore è stato l&#8217;assenza di giocatori chiave &#8211; tra i veri motivi per cui si sono ritrovati qui. In parole povere, non solo i canestri non dovrebbero mancare, ma si prospetta una gara equilibrata.</p>



<p>Tanto quanto imprevedibile. Il ritmo alto di Miami comporta la possibilità di generare tanti tiri, più di quelli avversari, che in caso di varianza positiva potrebbero regalare un exploit &#8211; magari non gli <strong>83 punti di Bam Adebayo</strong>, ma un buon rendimento di squadra. La qualità offensiva degli Hornets, invece, ben si presta ad attaccare una difesa che da sempre tende a chiudere i gap e le linee di presentazione, a costo di concedere tiri sugli scarichi. Charlotte è molto creativa nel generare buone conclusioni, e se i tiri cominciano a entrare poi uno tira l&#8217;altro, &#8220;come le ciliegie&#8221; &#8211; 2° per frequenza di triple tentate, 3° per conversione.</p>



<p>E se invece i tiri non dovessero entrare? Allora significa che le difese avranno stretto qualche vite, e sarà una partita brutta e cattiva, dove però si correrà tanto, in piena linea con quella che è la pallacanestro dei Playoffs. L&#8217;unico timore è un blowout qualora una dovesse tirare molto meglio e l&#8217;altra invece molto peggio della media, ma anche in questo caso siamo sicuri che assisteremmo a dei quarti di altissimo livello e intensità. Proprio come, se non meglio di una Gara 7.</p>



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<p></p>
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		<title>La stagione dei Phoenix Suns è già un successo</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/phoenix-suns-nba-play-in-blazers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Around the Game]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[play-in]]></category>
		<category><![CDATA[portland trail blazers]]></category>
		<category><![CDATA[suns]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo i numeri, i Suns sono l'incarnazione del termine "mid", ma questa stagione è stata tutt'altro che mediocre per una squadra in retooling.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Secondo i numeri, i Suns sono l&#8217;incarnazione del termine &#8220;mid&#8221;, ma questa stagione è stata tutt&#8217;altro che mediocre per una squadra in retooling.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4-1024x576.jpg" alt="I Phoenix Suns affronteranno i Portland Trail Blazers al Play-In NBA." class="wp-image-78696" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/961b38bf09ae40ee85602e75deae3ee4.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Yahoo</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>A conti fatti, i <strong>Phoenix Suns</strong> hanno avuto una stagione nella media, e questo va benissimo. Poco prima della pausa dell’All-Star Game a febbraio, sarebbe <a href="https://aroundthegame.com/post/phoenix-suns-scioccato-nba-booker-durant/">sembrata una delusione</a>, ma prima dell’inizio della stagione sarebbe stato un enorme successo.</p>



<p>Questa stagione è stata un susseguirsi di alti e bassi, come la maggior parte delle stagioni NBA. Tra i momenti salienti: il canestro decisivo di <strong>Collin Gillespie</strong> contro i Timberwolves, quello di <strong>Devin Booker </strong>contro gli Oklahoma City Thunder e le schiaccianti vittorie sui Los Angeles Lakers e sui San Antonio Spurs. Ci sono stati anche dei momenti difficili: le pesanti sconfitte contro Thunder, Spurs e Rockets, gli infortuni e una serie di risultati inferiori al 50% dopo l&#8217;All-Star Break.</p>



<p>Ci sono un milione di punti di vista diversi da cui analizzare come è andata questa stagione per i Suns: chi si è distinto, gli infortuni, chi non ha reso al meglio, quale direzione dovrebbero prendere d’ora in poi, se la squadra fosse più forte prima o dopo la pausa dell’All-Star Game, e molti altri aspetti. Tutti questi temi saranno approfonditi durante l’estate, ora c&#8217;è il Play-In.</p>



<p>I Suns hanno chiuso la stagione al 15° posto nella classifica del net rating con +1.5, classificandosi al nono posto in difesa e al 17° in attacco. Hanno chiuso al settimo posto nella Western Conference e hanno pareggiato per il 13° miglior record della lega con 45-37 insieme agli Orlando Magic e ai Philadelphia 76ers. I Suns hanno chiuso al quinto posto nella percentuale di rimbalzi offensivi, ma al 27° in quella dei rimbalzi difensivi. Phoenix ha chiuso al quarto posto per numero di palle rubate a partita, ma al 19° posto per percentuale di palle perse.</p>



<p>A parte la partecipazione di Devin Booker all&#8217;All-Star Game, probabilmente nessun membro dell&#8217;organizzazione riceverà un premio di fine stagione o verrà nominato in una squadra All-NBA o All-Defensive.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The NBA&#39;s Western Conference standings this season <a href="https://t.co/JH3P1nJQ6q">pic.twitter.com/JH3P1nJQ6q</a></p>&mdash; Lev Akabas (@LevAkabas) <a href="https://twitter.com/LevAkabas/status/2043707950200496191?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>I Suns, a conti fatti, sono stati nella media. Ma ciò che i numeri non dicono è che questa squadra ha lottato con tenacia ogni sera prima della pausa dell’All-Star Game, e nella maggior parte delle serate successive. Molte volte hanno dovuto affrontare difficoltà di posizionamento, essendo costretti a schierare diversi giocatori di statura da guardia fuori ruolo, eppure<strong> Jordan Ott</strong> e il suo staff hanno messo in campo ogni sera le migliori formazioni possibili per ottenere il successo.</p>



<p>Giocatori come Collin Gillespie,<strong> Jordan Goodwin, Oso Ighodaro, Grayson Allen e Dillon Brooks</strong> hanno superato tutte le aspettative pre-stagionali, mentre <strong>Jalen Green, Ryan Dunn, Mark Williams, Royce O&#8217;Neale </strong>e i rookie hanno avuto alti e bassi.</p>



<p>I Suns non sono stati fortunati nemmeno dal punto di vista fisico in questa stagione: Booker ha saltato 18 partite e ha avuto una stagione nella media, Green ne ha saltate 50, Brooks 26 e Allen 31. Tuttavia, anche con i loro quattro giocatori più pagati fuori dal quintetto, i Suns sono comunque riusciti a trovare il modo di vincere.</p>



<p>Considerando come i Suns hanno concluso la stagione (13-14 dopo l&#8217;All-Star break), Ott non è più il favorito per la vittoria del titolo di Allenatore dell&#8217;Anno, ma la sua capacità di far sì che tutti i giocatori in rosa condividano la sua filosofia e giochino al massimo per lui non può essere data per scontata dopo ciò che i tifosi dei Suns hanno vissuto nelle due stagioni precedenti.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">GILLESPIE BREAKS THE FRANCHISE RECORD 👏<br><br>Collin Gillespie has broken the Phoenix Suns’ single-season record for three-pointers made, reaching the new franchise mark with his 227th three-pointer! <a href="https://t.co/N1MkKeNuL0">pic.twitter.com/N1MkKeNuL0</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/2039852981001077021?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>I Suns hanno registrato statistiche nella media, ma hanno saputo creare un’identità, una cultura e uno stile di gioco destinati ad avere successo negli anni a venire, perché sanno bene cosa funziona e cosa no nell’NBA. I Suns hanno ancora molto lavoro da fare per tornare a competere per il titolo? Assolutamente sì, e questa offseason potrebbe rivelarsi più difficile rispetto a quella dell’estate scorsa, visti tutti i punti interrogativi che gravano sul roster.</p>



<p>La buona notizia per il futuro è che i Suns hanno Devin Booker, Jordan Ott, Dillon Brooks e un nucleo giovane e atletico attorno al quale possono costruire il futuro e rimanere competitivi fin da subito. La speranza è la droga più potente nello sport, e vivere senza speranza per la propria squadra è deprimente, basta chiedere ai tifosi degli Arizona Cardinals. L&#8217;organizzazione dei Phoenix Suns, da Mat Ishbia a Brian Gregory, Jordan Ott e il resto della dirigenza, ha infuso nuovamente speranza nella tifoseria.</p>



<p>Quindi, che i Suns non arrivino ai Playoffs, vengano eliminati al primo turno o vincano le finali NBA, questa stagione è stata un successo travolgente, nonostante possa sembrare una stagione perfettamente nella media.</p>



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<p></p>
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		<title>Oggi finisce la stagione NBA: cosa resta da decidere?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/nba-cosa-guardare-jokic-mvp-playoffs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 11:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Lakers]]></category>
		<category><![CDATA[MVP]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[nikola jokic]]></category>
		<category><![CDATA[nuggets]]></category>
		<category><![CDATA[playoffs]]></category>
		<category><![CDATA[Rockets]]></category>
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					<description><![CDATA[Intanto, se Nikola Jokic potrà essere eletto MVP. Poi, tutto quello che riguarda i Playoffs NBA.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Intanto, se Nikola Jokic potrà essere eletto MVP. Poi, tutto quello che riguarda i Playoffs NBA.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="720" height="405" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/jokic.jpg" alt="Nikola Jokic riuscirà a essere eletto MVP? E altre domande sul finale di stagione NBA," class="wp-image-78687" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/jokic.jpg 720w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/jokic-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/jokic-150x84.jpg 150w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Sports Illustrated</figcaption></figure>



<p>Oggi termina la <strong>Regular Season NBA 2025/26</strong>, e con essa la stagione di dieci squadre. Per tutte le altre, c&#8217;è bisogno di sudarsi la propria posizione in post-season. Considerando che scenderanno tutte e trenta in campo oggi per il gran finale, cosa resta da decidere ancora?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spurs contro Nuggets: Jokic sarà MVP? Denver vuole vincere o perdere?</h2>



<p><strong>Nikola Jokic</strong> ha saltato la precedente gara contro i Thunder ed è <strong>in dubbio</strong> contro i San Antonio Spurs. A differenza di<strong> Victor Wembanyama</strong>, che non sarà della partita perché ha già raggiunto <strong>il limite necessario delle 65 presenze richiesto dalla NBA per essere eletti MVP, DPOY o All-NBA/Defensive</strong>, al serbo manca un&#8217;ultima apparizione per poter essere insignito delle onorificenze stagionali. Da questa partita, quindi, passano le chance del suo quarto MVP in carriera.</p>



<p>Ma non finisce qui. Entrambe le squadre faranno riposare i titolari, ma San Antonio potrebbe avere interesse a vincere: con una sconfitta dei Nuggets e una <strong>vittoria dei Lakers contro i Jazz,</strong> gli Spurs sarebbero sicuri di evitare nel proprio eventuale cammino fino alle Conference Finals sia Denver, sia OKC. Jokic &amp; Co, a occhio e croce, giocheranno per vincere anche senza titolari e <strong>senza fare troppa matematica tra quale accoppiamento sia meglio al primo turno, se Rockets o Timberwolves &#8211; e comunque, arrivando terzi, scanserebbero anche loro i Thunder fino alle finali di Conference.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa faranno i Lakers? </h2>



<p>I gialloviola sono già senza Luka Doncic e Austin Reaves, mentre LeBron James è in dubbio. Come detto, se i Nuggets perderanno e i gialloviola vinceranno, otterranno il terzo posto causa tiebreaker. In questo scenario, troverebbero i Timberwolves al primo turno, evitando la parte di tabellone dei Thunder. In qualunque altro caso, il primo turno sarà contro i Rockets. Vincere, con o senza i &#8220;Big Three&#8221;, non dovrebbe rivelarsi un problema contro i Jazz. Ma se vorranno provare a perdere per strategia, al contrario, non sarà facile contro una delle regine del <a href="https://aroundthegame.com/post/nba-tanking-kings-warriors-christie/">tanking</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Clippers e Blazers, un prezioso ottavo posto</h2>



<p>Per chiudere, un&#8217;occhiata a una sfida minore, ma comunque significativa. La fondamentale <strong>vittoria dei Trail Blazers sui Clippers</strong> nell&#8217;ultima giornata ha consegnato a Portland una posizione di favore: il <strong>vantaggio nello spareggio per l&#8217;ottavo in caso di arrivo a pari punti, quello che è adesso lo scenario più probabile</strong>. Ottavo posto significa giocarsi l&#8217;accesso ai Playoffs potenzialmente con una sola vittoria contro i Suns, mentre al nono posto servono ben due vittorie per superare il Play-In. L&#8217;unico modo in cui i Clippers possono sperare nell&#8217;ottavo posto è vincere e pregare che i Sacramento Kings, avversari di Portland, facciano loro un improbabile favore.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Still 4 seeds to be determined in the West!<br><br>🍿 Nuggets can finish in 3 or 4 spot<br>🍿 Lakers can finish in 3 or 4 spot<br>🍿 3-seed will take on #6 Minnesota in Round 1<br>🍿 4-seed will take on #5 Houston in Round 1<br><br>🍿 Blazers can finish in 8 or 9 spot<br>🍿 Clippers can finish in 8 or 9… <a href="https://t.co/nQU62rjeR0">pic.twitter.com/nQU62rjeR0</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/2043073313770004939?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La giungla Play-In a est</h2>



<p>Ne abbiamo già parlato <a href="https://aroundthegame.com/post/lotta-playoffs-est-nba-play-in-folle/">QUI</a>, ma nulla è stato divertente come questo finale di stagione nel gruppo 5-10 della Eastern Conference. <strong>Atlanta Hawks, Toronto Raptors, Orlando Magic, Philadelphia 76ers, Charlotte Hornets, Miami Heat</strong>: tutte ancora in lizza per una posizione ben definita a cavallo tra Play-In e quinto / sesto posto. Particolarmente importante, in quest&#8217;ultima giornata, l&#8217;<strong>incontro tra Miami e Atlanta</strong>: gli Hawks sembrano intenzionati a far riposare i titolari, ma il loro quinto posto non è ancora definito, mentre gli Heat hanno bisogno di vincere per provare a ottenere il nono posto (fattore campo) nella prima sfida di Play-In contro gli Hornets. Di seguito i vari scenari di punta da osservare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Magic e Raptors vincono, Hawks perdono</strong>: <strong>tutte e tre alla pari</strong>, l&#8217;ordine di arrivo per i vari tiebreaker sarebbe Hawks 5°, Raptors 6° e Magic 7°</li>



<li>gli <strong>Hawks</strong> possono <strong>cedere il quinto posto a Toronto</strong> e cadere sesti solo in caso di <strong>sconfitta propria e vittoria dei Raptors</strong></li>



<li><strong>Raptors e Magic perdono, vincono i 76ers</strong>: altra parità a tre, con l&#8217;ordine di arrivo che sarebbe <strong>76ers addirittura al sesto posto</strong>, Toronto settima e Orlando ottava. </li>



<li>i 76ers per il resto hanno il vantaggio in un eventuale spareggio sia su Raptors sia su Magic, quindi una vittoria di Philadelphia e una sconfitta anche solo di una delle due avversarie porterebbe i<strong> Sixers al settimo posto</strong></li>



<li><strong>Miami vince e Charlotte perde, gli Heat sono 9° e gli Hornets 10°</strong>. Se entrambe perdono o entrambe vincono, Charlotte resta al nono posto.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Major stakes for 5 through 10 in the East with one automatic playoff spot still up for grabs as we head into Sunday’s regular season finale!<br><br>🍿 Raptors, Magic, 76ers all still in contention for final automatic playoff spot<br>🍿 Hawks can finish in 5 or 6 spot<br>🍿 Raptors can finish… <a href="https://t.co/9iRmneZtG4">pic.twitter.com/9iRmneZtG4</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://twitter.com/NBA/status/2043039300573344136?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



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<p></p>
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		<item>
		<title>I Knicks devono sciogliere il dilemma di Josh Hart</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/josh-hart-dilemma-new-york-knicks/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Josh hart]]></category>
		<category><![CDATA[Knicks]]></category>
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					<description><![CDATA[Josh Hart è senza alcun dubbio un pezzo essenziale per i Knicks, ma un utilizzo non ottimale lo può rendere addirittura deleterio.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Josh Hart è senza alcun dubbio un pezzo essenziale per i Knicks, ma un utilizzo non ottimale lo può rendere addirittura deleterio.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-78677" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/c4ecd54bafa440d5bbc9c8b16719665f1347-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: ESPN</figcaption></figure>



<p><strong>Josh Hart</strong> è un ottimo role player. Porta energia a rimbalzo, sa mettere palla a terra per attaccare gli spazi e aggredire il pitturato, può segnare tiri senza marcatura come quelli messi a segno nel clutch time e in generale per tutto il secondo tempo con i Boston Celtics. Il problema è che deve mettersi ed essere messo nelle condizioni di farlo. La partita contro i biancoverdi ne è un esempio lampante: 16:47 minuti nel <strong>primo tempo</strong>, 3 punti, 1/4 dal campo, 0 su 2 da tre, 3 palle perse,<strong> -9 plus/minus (peggiore in assoluto)</strong>; <strong>nel secondo tempo</strong>, 17:43 minuti, 23 punti, 9/11 dal campo, 5 su 5 da tre punti, <strong>+15 plus/minus (migliore in assoluto)</strong>.</p>



<p>E le due bombe clutch che hanno deciso la partita:</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/ekQ8647w6Z">pic.twitter.com/ekQ8647w6Z</a></p>&mdash; Teg🚨 (@IQfor3) <a href="https://twitter.com/IQfor3/status/2042424028300788035?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Se ne può trarre una semplice conclusione. Per stare in campo, Josh Hart un po&#8217; di tiri deve segnarli &#8211; e grazie al ca**o. Ma soprattutto, per segnarli, deve prenderseli. <strong>Nei Playoffs, quando le difese prendono scelte drastiche come quella dei Celtics, ignorando il non-tiratore in un quintetto altrimenti dotato di potenza di fuoco illimitata, a stimolare l&#8217;attenzione della difesa</strong> &#8211; quindi a determinare la gravity, la forza di gravità che si porta dietro un giocatore &#8211; <strong>è il volume</strong>.</p>



<p>Oltre il 60% delle conclusioni tentate da Josh Hart, includendo tutti i tiri, non solo le triple, arriva senza marcatura o con una marcatura leggerissima. Le difese lo ignorano anche se quest&#8217;anno tira con il 41.5% da fuori, miglior dato in carriera. Perché? Perché non è una gran percentuale su tiri senza marcatura, ed è comunque meglio di non aiutare sulle due stelle, Jalen Brunson e Karl-Anthony Towns.</p>



<p>Anzi, la presenza di Hart peggiora di gran lunga l&#8217;efficacia di questi due sia in quanto singoli, sia in quanto coppia. Nel caso di Towns, molto più pericoloso fronte a canestro a causa dell&#8217;ottima mano da tre punti e della rapidità rispetto ai pariruolo, nonostante sia un lungo, le difese spesso scelgono di marcarlo con un esterno, impiegando i lunghi più statici su Hart. Questo vanifica l&#8217;efficacia di KAT, poiché la difesa può contare su un personale migliore per marcarlo sul perimetro e allo stesso tempo impiegare l&#8217;uomo di Hart in aiuto, al ferro o chiudendo le linee di penetrazione.</p>



<p>La soluzione principale dei Knicks in queste situazioni è stata per quasi due anni usare allora Hart come bloccante, coinvolgendo così nel pick&amp;roll con Brunson il lungo avversario, lasciando Towns in un angolo o a mettere semplice pressione a rimbalzo. Un po&#8217; troppo semplicistica, nonché spesso inutile, dal momento che gli ovvi raddoppi su Brunson ignorando Hart hanno portato solo a letture di quest&#8217;ultimo sullo short roll o poco altro. Per quanto sia bravo, troppi possessi che si chiudono dalle sue mani non sono un bene per una squadra che ha talento offensivo diffuso ovunque &#8211; e la sua Usage% infatti quest&#8217;anno è al massimo in carriera dal 2022.</p>



<p>Tra i titolari dei Knicks, il suo impatto è il più negativo dopo quello di Mikal Bridges:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="299" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-1024x299.jpg" alt="" class="wp-image-78678" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-1024x299.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-300x88.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-150x44.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-768x224.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-1536x449.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649-1080x316.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/wowy-table-1775815601649.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Con Mike Brown, non è cambiato per oltre 70/75 partite quello che si chiedeva a Thibodeau: maggiore creatività per far riflettere le difese di alto livello, bloccando per il bloccante per forzare uno switch, oppure utilizzando dei double drag, o dei consegnati Pistol tra Brunson e Towns, o ancora qualche Spain Pick&amp;Roll &#8211; se sei in difficoltà coi termini, <a href="https://aroundthegame.com/post/xsos-dalla-difesa-allattacco-il-glossario-di-atg/">QUI</a> una spiegazione esaustiva. <strong>Specifichiamo: per oltre 70 partite</strong>. Già, perché nelle ultime gare, specialmente contro Hawks e Celtics, la lista molto specifica appena messa giù si è palesata come un miracolo, un&#8217;epifania.</p>



<p>Questa anche la differenza tra primo e secondo tempo. Josh Hart è stato usato in gran parte più come appoggio, come collante, che non come risorsa ultima sul quale scaricare il pallone poiché smarcato. E soprattutto, grazie all&#8217;aggiustamento di Mike Brown e alla direzione in campo di Brunson, non ha agito solo da bloccante statico per forzare cambi in maniera scolastica. </p>



<p>Anche con i tiri che entravano, la scelta di Boston non è cambiata, ma New York ha comunque fatto a fettine i Celtics con i giochi a due tra Brunson e KAT grazie a esecuzioni migliori e più creative. Come quella qua sotto, dove Hart viene finalmente impiegato come bloccante per il vero bloccante, cioè Towns, forzando un cambio che ha offerto varie opzioni: il pop di KAT, il taglio di Hart per il passaggio in angolo opposto, il taglio di Hart per il passaggio dentro &#8211; quello scelto.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Jalen Brunson, thank you for doing the right thing<br><br>Instead of just taking Hart&#39;s ball-screen he calls for Hart to set a ram screen, switching Queta on KAT, KAT sets another to take Queta back in<br><br>Boston switches over, Tatum rotates, perfect timing pass. Best play of the night <a href="https://t.co/XFujM7QXgj">https://t.co/XFujM7QXgj</a> <a href="https://t.co/tixY64CsLz">pic.twitter.com/tixY64CsLz</a></p>&mdash; Shax (@ShaxNBA) <a href="https://twitter.com/ShaxNBA/status/2042441873176866962?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le due granate sul finale, poi, sono solo frutto del lavoro effettuato per metterlo in meglio e della maggiore fiducia nel tiro senza esitazioni, tutti gli aspetti mentali positivi che contraddistinguono Hart. E se i tiri però dovessero continuare a non entrare e le difese iniziassero a prevedere anche queste giocate? Questo è il dilemma. Che i Knicks possono sciogliere, però, abbastanza facilmente: <strong>se Hart comincia ad avere un impatto deleterio, anziché trasformarsi in un eroe, lo si può togliere dal campo</strong>. </p>



<p>Per quanto pagato bene e per quanto amicissimo sotto la protezione di Jalen Brunson, la dimensione perimetrale di Towns funziona anche con la verticalità in area di Mitchell Robinson, oppure lo si può benissimo sostituire con un tiratore di movimento come Shamet e soprattutto McBride &#8211; che infatti ha il miglior impatto in assoluto sul quintetto titolare, stando ai numeri. New York deve solo ricordarsi che Hart è un ottimo role player, un energy guy, utile però solo se quell&#8217;energia riesce a palesarsi &#8211; e a volte basta poco, anche cinque minuti di riposo in più in panchina.</p>



<p>I Knicks hanno le soluzioni, devono capire se vorranno utilizzarle con mente aperta, proponendo soluzioni come quelle delle ultime gare o compiendo i sacrifici necessari, oppure continuare rigidamente per la propria strada, accontentandosi di quei primi tempi di Josh Hart e tirando una moneta su ogni pull-up di Brunson nel clutch time. Da qui, passa un titolo NBA, probabilmente.</p>



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<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caso di &#8220;tanking&#8221; montato sul nulla dalla NBA è follia</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/nba-tanking-kings-warriors-christie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[doug christie]]></category>
		<category><![CDATA[draymond green]]></category>
		<category><![CDATA[kings]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[tanking]]></category>
		<category><![CDATA[warriors]]></category>
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					<description><![CDATA[I Sacramento Kings sono stati indagati per un semplice errore di gioco, rientrato nella caccia alle streghe della NBA contro il tanking.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">I Sacramento Kings sono stati indagati per un semplice errore di gioco commesso da coach Doug Christie, rientrato nella vera e propria caccia alle streghe della NBA contro il tanking.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-1024x576.jpg" alt="La NBA ha indagato i Kings per tanking" class="wp-image-78666" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/NBA-Sacramento-Kings-at-Golden-State-Warriors-27974250-scaled-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBC</figcaption></figure>



<p>La<strong> NBA </strong>ormai ha perso completamente la testa per il tanking. Un problema marginale che già definire tale è un&#8217;esagerazione, circoscritto a pochissime squadre e &#8220;aggravato&#8221; solo da specifiche annate dove il talento al Draft non si può ignorare, come quello della prossima classe. I finali di regular season non sono mai stati così competitivi, e quest&#8217;anno ne è un esempio.</p>



<p>La stagione regolare termina domenica prossima, eppure prima della scorsa notte c&#8217;erano da decidere <a href="https://x.com/jackfrank_jjf/status/2041978113605722606?s=20" rel="nofollow">15 posti su 16 in ottica Playoffs</a>. La lotta per il quinto e sesto posto nella Eastern Conference richiede un quantitativo di pop corn che nemmeno un cinema saprebbe produrre &#8211; ne abbiamo parlato <a href="https://aroundthegame.com/post/lotta-playoffs-est-nba-play-in-folle/">QUI</a>. Eppure si insiste con una caccia alle streghe ingiustificata, della quale i <strong>Sacramento Kings</strong> sono l&#8217;ultima vittima.</p>



<p>La squadra di<strong> coach Doug Christie</strong> ha perso contro gli Warriors un paio di notti fa e, sul finale, si sono verificate un paio di circostanze ritenute sospette, dei falli sistematici per mandare in lunetta Golden State. La NBA si è scossa, tutti i grandi media hanno fatto tremare mari e monti, la Lega ha perfino scomodato il proprio personale investigativo per un&#8217;indagine.</p>



<p><strong>Draymond Green</strong>, con la solita attitudine di chi ritiene di avere la verità in tasca e alla fine si rivela <a href="https://aroundthegame.com/post/josh-hart-draymond-green-avrebbe-dovuto-chiedere-scusa-a-kat/">non aver compreso nulla</a>, ha chiesto multe più severe. Soldi, soldi e altri soldi da far confluire nelle casse della Lega. Gli stessi soldi a causa dei quali combattere il tanking è divenuto una priorità: come può una Lega che su base giornaliera collabora con agenzie di betting come FanDuel o Draft Kings accettare una manipolazione inaspettata (la variabile umana) dei risultati, degli under e degli over, che gli stessi bookies prevedono? Ma questa è solo una suggestione, nessuno di noi ha la verità in tasca &#8211; non come Green. </p>



<p>Non è una suggestione, però, mettere in discussione il pensiero per cui il tanking sia il problema e non il doversi attenere necessariamente a logiche di mercato come questa. O al dover mantenere a 82 il numero di partite nonostante il prodotto in alcune fasi della stagione si faccia (in questo caso sì) inguardabile e promuova l&#8217;usura dei giocatori, i quali giocano a ritmi atleticamente molto più insostenibili rispetto ad anni fa. Tutto ciò equivale a nascondere la polvere sotto il tappeto come solo la NBA sa fare, a volte con <a href="https://aroundthegame.com/post/proposte-contro-tanking-nba-tremende/">toppe anche peggio del buco</a>. Ma torniamo ai Kings.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Could someone wake up Adam Silver and tell him the bottom half of the league is in shambles?  <a href="https://t.co/5Z8caYjPzN">pic.twitter.com/5Z8caYjPzN</a></p>&mdash; Bill Simmons (@BillSimmons) <a href="https://twitter.com/BillSimmons/status/2041935021670551636?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nulla di tutto questo ambaradan è esistito. Tutto è frutto di una serie di montaggi che hanno ingannato la più grossa fetta di pubblico NBA: quella che non guarda le partite, ma solo gli highlights, come molto piace ad Adam Silver. Grandi media inclusi, ultimo dei quali Bill Simmons, che ha toccato il fondo con il repost di un video dell&#8217;account satirico BrickCenter. </p>



<p>Il fallo commesso sistematicamente dai Kings su indicazione di coach Christie è la conseguenza più logica di una scelta: un errore. Il coaching staff non si era accorto che gli Warriors fossero in bonus e, pensando di avere un fallo da spendere per poi poter chiamare timeout su palla morta, hanno mandato Seth Curry in lunetta. La cosa divertente? Sul timeout, il gioco disegnato da Christie ha portato a una tripla di McDermott, l&#8217;autore del fallo, e al vantaggio Kings, dopo che la squadra era stata anche sotto di 16. </p>



<p>Sacramento, tra tutte le squadre che lottano per una scelta alta, era forse quella nel periodo migliore. Sette vittorie nelle precedenti quindici gare, due nelle precedenti tre, praticamente il 33% dei successi stagionali è arrivato nell&#8217;ultimo mese. I Kings sono 9-15 dall&#8217;All-Star Game, meglio degli stessi Warriors, 8-16. Per chi ha guardato la partita, sembrava che Curry &amp; Co. fossero in tanking.</p>



<p>Il montaggio video divenuto virale, tra l&#8217;altro, prende anche un altro fallo di gioco normalissimo commesso sullo stesso Seth Curry, a dimostrazione che nessuno dei media coinvolti nella faccenda avesse minima idea del contesto, eccetto il solo Anthony Slater, che copre gli Warriors <a href="https://www.espn.com/nba/story/_/id/48432683/sources-kings-late-foul-was-tactical-error-not-tanking" rel="nofollow noopener" target="_blank">per ESPN e ha chiarito la questione</a>. Lasciamo anche la ricostruzione di Rob Perez qua sotto:</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">As of the time of this posting, the tweet below has 1.4M views.<br><br>The two sets of free throws shown were the result of:<br><br>1) Christie wanting to stop play so he could call his use-it-or-lose-it timeout before time dropped below 3 mins. <br>2) Cardwell fouling Seth during a live… <a href="https://t.co/TnWSfQKLHx">https://t.co/TnWSfQKLHx</a></p>&mdash; Rob Perez (@WorldWideWob) <a href="https://twitter.com/WorldWideWob/status/2041926051560087682?ref_src=twsrc%5Etfw" target="_blank" rel="noopener">April 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Per chi fa fatica a credere alle parole o alle intenzioni di Christie, beh, basti pensare che non sarebbero 21-59 se fossero ben allenati. Scherzi a parte, non ci permetteremmo mai di sminuire il lavoro di un coaching staff che semplicemente ha commesso un errore in una situazione di pressione, in pieno clutch time, al quale ha comunque saputo rimediare dopo il timeout. </p>



<p>Questa è la normalità, o dovrebbe esserlo, in NBA. Anche far sedere le stelle o i titolari, nel caso di Jazz e Pacers &#8211; riprendendo un caso di qualche tempo fa &#8211; lo è. Certo, fa storcere il naso che siano pagati fantastiliardi per starsene in panchina o in panciolle a casa mentre la squadra schiera giovani o undrafted per perdere, ma la mole degli stipendi dipende proprio dal fatto che si tratta di una Lega seguita da abbonati di tutto il mondo e che fattura cifre astronomiche per il prodotto che propone.</p>



<p>Per ribaltare questo mondo di stipendi eccessivi &#8220;a chi non li merita&#8221; non serve tagliare il tanking, ma ribaltare l&#8217;intero sistema politico, economico e sociale. Ma questo riguarda un ramo del creato che i media generalisti specializzati nello sport non possono alterare. E se il sistema resta questo, come resterà a lungo, allora bisogna accettare che, di trenta squadre e presto trentadue, non tutte possano competere, non tutte le stelle possano meritare il proprio stipendio sotto il salary cap, che le squadre perdenti o i progetti fallimentari vogliano tankare per ricostruire e aumentare l&#8217;equilibrio.</p>



<p>A questo serve il Draft, da sempre. A questo serve il tanking, da sempre, anche per le<a href="https://www.espn.com/blog/truehoop/post/_/id/40780/when-tankers-tell-the-truth" target="_blank" rel="noopener"> grandi squadre del passato</a>. Così come basta guardare agli Oklahoma City Thunder, ai San Antonio Spurs o ai Detroit Pistons del 2026. Tutte e tre in una posizione di favore per i Playoffs, che grazie al cielo iniziano settimana prossima, spostando l&#8217;attenzione sul basket giocato.</p>



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<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La lotta Playoffs a est è divertentissima</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/lotta-playoffs-est-nba-play-in-folle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia Tiezzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 10:51:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[atlanta hawks]]></category>
		<category><![CDATA[charlotte hornets]]></category>
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		<category><![CDATA[toronto raptors]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto è ancora da decidere per il sesto posto a est, l'ultimo per accedere direttamente ai Playoffs, con quattro squadre racchiuse in un fazzoletto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Tutto è ancora da decidere per il sesto posto a est, l&#8217;ultimo per accedere direttamente ai Playoffs NBA, con quattro squadre racchiuse in un fazzoletto.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/T2VKBGYSHJPP7PKM5BMRGDV43I-1024x576.jpg" alt="Raptors, 76ers, Magic, Hornets: tutte mirano ai Playoffs diretti." class="wp-image-78651" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/T2VKBGYSHJPP7PKM5BMRGDV43I-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/T2VKBGYSHJPP7PKM5BMRGDV43I-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/T2VKBGYSHJPP7PKM5BMRGDV43I-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/T2VKBGYSHJPP7PKM5BMRGDV43I-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/04/T2VKBGYSHJPP7PKM5BMRGDV43I.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Reuters</figcaption></figure>



<p><strong>Domenica prossima finisce la regular season, tra il 14 e il 17 aprile si giocherà il Play-In Tournament e sabato 18 aprile avranno inizio i Playoffs</strong>. Queste le date che dovreste segnarvi sul calendario, una dopo l&#8217;altra, preparando il caffè e accumulando ore di sonno per la lunga post-season <strong>NBA</strong>. La <strong>Eastern Conference</strong>, però, non aiuta chi vorrebbe dormire sonni tranquilli.</p>



<p><strong>Atlanta Hawks, Toronto Raptors, Philadelphia 76ers, Orlando Magic e Charlotte Hornets</strong>: tutte chiuse in un fazzoletto; tutte possibili candidate a conquistare l&#8217;ultimo posto per l&#8217;accesso diretto ai Playoffs, il sesto; tutte tranne l&#8217;ultima addirittura in lizza per il quinto. Per ciascuna di queste squadre, ogni vittoria e ogni sconfitta si riveleranno decisive in ottica post-season, quindi diamo un&#8217;occhiata a quelli che sarebbero eventuali vantaggio negli spareggi e al calendario.</p>



<p><strong>Nota: Molto importante in ottica Play-In il posizionamento per il fattore campo</strong>. La settima ha il vantaggio sia nella prima, sia nella eventuale (in caso di sconfitta contro l&#8217;ottava) seconda sfida. L&#8217;ottava ha il fattore campo nella sfida contro la vincente tra nona e decima. La nona ha il vantaggio di casa nella sfida contro la decima. In poche parole, se le cose devono mettersi male, evitare il decimo posto è la priorità &#8211; per questo includeremo anche i <strong>Miami Heat</strong>, sebbene non possano più ambire direttamente ai Playoffs NBA a causa del tiebreaker favorevole a Toronto.</p>



<p><em><strong>Nota 2: in caso di parità fra più squadre, il tiebreaker sarà da ricalcolare di conseguenza. Aspettiamo l&#8217;ultima giornata per eventuali aggiornamenti su questo scenario.</strong></em></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://pbs.twimg.com/media/HFhOp0TXUAAUEoM?format=jpg&amp;name=large" alt="" style="aspect-ratio:0.8752136752136752;width:442px;height:auto"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Toronto Raptors</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Record</strong>: 45-35, pari con Hawks, +1 su Magic, +2 su 76ers / Hornets</li>



<li><strong>Calendario</strong>: @New York, vs Brooklyn</li>



<li><strong>Spareggi</strong>: in caso di parità nel record, sarebbero <strong>in vantaggio su Hawks e Magic, in svantaggio rispetto a Hornets e 76ers</strong></li>
</ul>



<p>La vittoria in casa contro i Miami Heat è stata decisiva per i Toronto Raptors. Ipotizzando una vittoria anche con i Brooklyn Nets, ormai in fase di <a href="https://aroundthegame.com/post/proposte-contro-tanking-nba-tremende/">tanking spudorato</a>, e nel peggiore dei casi una sconfitta contro i Knicks (bestia nera per i canadesi, che non vincono contro New York da gennaio 2023), si troverebbero comunque nella posizione di poter arrivare sopra gli Hawks &#8211; sui quali hanno il vantaggio in un eventuale spareggio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Atlanta Hawks</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Record</strong>: 45-35, pari con i Raptors, +1 su Magic, +2 su 76ers / Hornets</li>



<li><strong>Calendario</strong>: vs Cleveland, @Miami</li>



<li><strong>Spareggi</strong>: in caso di parità nel record, sarebbero <strong>in vantaggio su Magic e 76ers, in svantaggio rispetto a Hornets e Raptors</strong></li>
</ul>



<p>Gli Atlanta Hawks hanno vinto 18 delle ultime 22 partite, collezionando il terzo miglior record dopo l&#8217;All-Star Break, che ha permesso loro di ottenere la sesta posizione a parimerito con la quinta dei Raptors, scavallando la zona Play-In. La buona notizia è che si tratta di un buon margine per sperare almeno nel sesto posto, mancando solo tre partite e avendo tiebreaker favorevole tanto contro i Magic, quanto contro i 76ers. La cattiva notizia è che queste ultime due partite saranno contro Cavaliers &#8211; che però faranno <a href="https://x.com/DevaronPerry/status/2042352291198419061?s=20" rel="nofollow">riposare alcuni titolari</a> &#8211; e alla fine in trasferta contro i Miami Heat, anche loro in lotta per risalire dalla decima posizione per ottenere quantomeno il fattore campo nella prima sfida di Play-In.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Orlando Magic</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Record</strong>: 44-36, -1 da Hawks / Raptors, +1 da 76ers / Hornets</li>



<li><strong>Calendario</strong>: @Chicago, @Boston</li>



<li><strong>Spareggi</strong>: in caso di parità nel record, sarebbero <strong>in svantaggio rispetto a Hawks, Raptors, 76ers e Hornets</strong></li>
</ul>



<p>I Magic devono sperare di battere i Celtics aa Boston nell&#8217;ultima giornata, magari sperando che facciano riposare i titolari. La vittoria contro i Timberwolves, comunque, è stata preziosissima, permettendo loro di sganciarsi dai 76ers, non avendo tiebreaker favorevole contro di loro. Contro nessuna delle candidate, in realtà, per questo il best case scenario sembra prevedere massimo il sesto posto in caso di tracollo delle due sopra, ma sempre con l&#8217;incombenza di evitare spareggi &#8211; quindi vincerle tutte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Philadelphia 76ers</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Record</strong>: 43-37, -2 da Hawks / Raptors, -1 da Magic, pari con Hornets</li>



<li><strong>Calendario</strong>: @Indiana, vs Bucks</li>



<li><strong>Spareggi</strong>: in caso di parità nel record, sarebbero <strong>in vantaggio su Raptors, Magic e Heat, in svantaggio rispetto a Hawks e Hornets</strong></li>
</ul>



<p>I Philadelphia 76ers al completo, quindi con Joel Embiid deambulante e questa versione di Paul George, fanno paura anche alle prime quattro. Il problema è che il lungo camerunense verrà operato per appendicite, e i tempi di recupero non saranno necessariamente brevi. Hanno comunque un calendario molto agevole in queste ultime due contro Pacers e Bucks. Sperando in un passo falso dei Raptors, potrebbero ambire al sesto posto, mentre non possono più superare Atlanta per ragioni di tiebreaker. L&#8217;accesso diretto ai Playoffs, comunque, non è impossibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Charlotte Hornets</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Record</strong>: 43-37, -2 da Hawks, -1 da Magic, pari con 76ers</li>



<li><strong>Calendario</strong>: vs Pistons, @New York</li>



<li><strong>Spareggi</strong>: in caso di parità nel record, sarebbero <strong>in vantaggio su Magic e Hawks, in svantaggio rispetto a Raptors, 76ers e Heat</strong></li>
</ul>



<p>Squadra partita con 14 sconfitte e 4 vittorie, e adesso in lizza per un posto diretto ai Playoffs. Le 27 vittorie nelle ultime 36 partite hanno fatto il miracolo per gli Charlotte Hornets, ai quali manca solo un solido finale di stagione per ribaltare completamente l&#8217;annata. I Raptors, causa tiebreaker, non possono essere raggiunti, ma in caso di tracollo degli Hawks possono sperare miracolosamente nel sesto posto. L&#8217;obiettivo di agganciare Orlando, avendo tiebreaker favorevole, sarebbe comunque di tutto rispetto, sebbene le ultime due contro Detroit e New York non sembrino aiutare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Miami Heat</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Record</strong>: 41-38, -2 da 76ers / Hornets</li>



<li><strong>Calendario</strong>: @Washington, vs Hawks</li>



<li><strong>Spareggi</strong>: in caso di parità nel record, sarebbero <strong>in vantaggio su Hornets e 76ers</strong></li>
</ul>



<p>Inseriamo anche i Miami Heat perché, sebbene non possano risalire matematicamente fino al sesto posto e quindi ai Playoffs NBA con accesso diretto, con una chiusura stagionale perfetta e un crollo di almeno una di quelle sopra potrebbero chiudere noni &#8211; ottavi sarebbe il best case scenario, ma significherebbe una chiusura 0-2 sia per Charlotte, sia per Philadelphia. Certo, non proprio uno scenario favorevole, considerando anche gli Hawks all&#8217;ultima giornata, ma mai dire mai.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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