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	<title>Edoardo Viglione | Around the Game</title>
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	<description>Dove il basket sopravvive agli highlight</description>
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		<title>Così i Celtics hanno chiuso l’era dei Jays</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo anni di rumors, l'era dei Jays è finita a Boston. Comincia una storia del tutto nuova per i Celtics.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Dopo anni di rumors, l&#8217;era dei Jays è finita a Boston. Comincia una storia del tutto nuova per i Celtics.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-1024x576.jpg" alt="Con la trade di Jaylen Brown, per i Celtics finisce l'era dei Jays." class="wp-image-80001" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/usa_today_23606763.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Celtics Blog</figcaption></figure>



<p>aggiungi {{translate_pretext}}</p>



<p><strong>È Gara 7 e i Celtics scelgono di giocare con un quintetto small.</strong> <strong>Jayson Tatum</strong> è fuori per un problema al ginocchio, <strong>Nikola Vučević</strong> non vede il campo e <strong>Jaylen Brown</strong> si ritrova accoppiato con <strong>Joel Embiid </strong>in post basso.</p>



<p>Non si tratta di una situazione costruita con raddoppi o aiuti aggressivi. Brown è lasciato completamente da solo contro un ex MVP da quasi 130 chili. Mancano nove minuti alla fine del terzo quarto quando <strong>Baylor Scheierman</strong> accenna un breve aiuto, ma Embiid non si scompone. Canestro facile.</p>



<p>Tre minuti più tardi, l&#8217;uno contro uno è ancora più evidente. Ricevendo nei pressi del gomito, Embiid si prende tutto lo spazio necessario. Brown batte con forza le mani, prova a mettergli pressione e continua a portare le mani sulla palla mentre il lungo dei Sixers finta, attacca il centro dell&#8217;area e conclude con un altro gancio. Altri due punti.</p>



<p>I due si ritrovano faccia a faccia altre due volte nell&#8217;ultimo quarto. Philadelphia cerca quel mismatch a ogni possesso, e fino a quel momento la scelta ha sempre pagato. Nella prima occasione Brown fa tutto il possibile per impedire il passaggio in post, ma Embiid riesce comunque a conquistare la posizione interna. Sembra l&#8217;ennesimo appoggio semplice al ferro, quando Brown arriva all&#8217;ultimo istante e inchioda il pallone contro il tabellone, spedendolo direttamente nelle mani di <strong>Derrick White.</strong></p>



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<p>Succede ancora nel momento più delicato della partita, con le due squadre distanziate di un solo punto. Embiid riceve spalle a canestro contro Brown in post basso, ma il numero 7 dei Celtics non arretra di un centimetro. Pur concedendo parecchi chili e centimetri, riesce a tenere la posizione, impedendogli di arrivare fino all’area del semicerchio. Embiid è così costretto ad accontentarsi di un gancio che si spegne appena sul primo ferro. (Questa volta un aiuto in extremis di Neemias Queta arriva, ma l’azione difensiva è tutta di Brown).</p>



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<p><strong>In quel momento nessuno poteva immaginarlo, ma quella <em>sarebbe stata l’ultima partita di Jaylen Brown con la maglia dei Celtics</em></strong><em>.</em> L’ultimo capitolo di un’avventura durata dieci anni, prima del trasferimento verso una delle rivali storiche di Boston. Una squadra che, in un modo o nell’altro, ha contribuito a scrivere anche parte della sua storia nei playoff.</p>



<p>Ora che il quadro è completo, si può osservare l&#8217;intero percorso di Brown ai Celtics con una prospettiva diversa. Ha combattuto per Boston, proprio come aveva promesso la sera del Draft. Lo ha fatto anche quando significava uscire sconfitto nei momenti più importanti, anche quando, insieme a <strong>Jayson Tatum,</strong> si è trovato a sostenere il peso delle critiche rivolte a una coppia che, secondo molti, non avrebbe mai potuto funzionare davvero.</p>



<p>E lo ha fatto perfino quando si è ritrovato completamente da solo a difendere un realizzatore dominante come Joel Embiid in Gara 7. Perché c&#8217;è una costante che ha accompagnato tutta la carriera di Jaylen Brown ai Celtics: non si è mai tirato indietro davanti ai momenti che contano. Né davanti alle responsabilità, né davanti alle conseguenze che quei momenti inevitabilmente portano con sé.</p>



<p>La sera in cui i coriandoli caddero sul parquet del TD Garden, celebrando il primo titolo NBA dei Celtics dal 2008, <strong>Brad Stevens</strong> parlava con il tono di chi aveva finalmente visto confermate le proprie convinzioni. La coppia che aveva allenato, quella che aveva difeso per anni tra voci di mercato e continui inviti a separarla, aveva appena conquistato il titolo NBA.</p>



<p>“<em>Le critiche erano stupide</em>”, disse. “<em>Tatum e Brown avevano già ottenuto più di quanto la maggior parte dei giocatori riesca a fare a 25 o 26 anni. Tutta quella pressione esisteva perché ogni anno giocavano a maggio e a giugno. Preferisco essere in corsa e vedermi strappare il cuore piuttosto che fare schifo. E quei due sono stati fortissimi per tanto tempo</em>”.</p>



<p>Fa quasi fatica credere che, appena due anni dopo e dopo estati intere trascorse tra ipotesi di scambi che coinvolgevano alcuni dei nomi più importanti della lega (Paul George compreso), Brad Stevens abbia infine accettato una proposta che, vista dall&#8217;esterno, sembra restituire ben poco per un All-Star reduce dalla miglior stagione realizzativa della carriera. Alla fine è successo. Ed è successo solo per questo?</p>



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<p><strong>Paul George,</strong> reduce sì da un&#8217;ottima stagione e da playoffs ancora migliori, accompagnato da due scelte al primo giro e due al secondo, difficilmente rappresenta il valore che ci si aspetterebbe dopo trattative che, secondo quanto riportato da ESPN e Shams Charania, hanno coinvolto «otto-dieci squadre» &#8211; un punto che abbiamo toccato anche <a href="https://aroundthegame.com/post/jaylen-brown-trade-celtics-76ers-nba/">QUI</a>. Alla fine è successo. Ed è successo davvero per questo?</p>



<p>È difficile credere che un percorso di trattative iniziato attorno a Giannis Antetokounmpo si sia concluso in questo modo. E soprattutto con i <strong>Philadelphia 76ers</strong>. Probabilmente non esisteva nessuno che, anche solo poche settimane fa, avrebbe immaginato uno scenario del genere. E se qualcuno lo avesse fatto, avrebbe avuto informazioni privilegiate oppure doti da veggente.</p>



<p>È impossibile pensare che questo rappresenti davvero l&#8217;ultimo capitolo dell&#8217;estate dei Celtics. Dopotutto la free agency è iniziata soltanto da due giorni ed è difficile immaginare che tutto si esaurisca con una sola operazione. Ma basta guardarsi intorno per chiedersi quali margini esistano davvero, sia attraverso un eventuale nuovo scambio che coinvolga Paul George, sia sacrificando Derrick White e/o Sam Hauser.</p>



<p>George e quattro scelte hanno portato in dote un talento da All-NBA, certo. Ma con 36 anni sulle spalle, un contratto pesantissimo e una player option ancora da esercitare, quali sono davvero le mosse che possano mettere Boston in una posizione sensibilmente migliore per competere nell&#8217;immediato rispetto a quella in cui si sarebbe trovata semplicemente trattenendo Jaylen Brown e cercando di costruire ancora attorno a lui?</p>



<p>Forse tutto questo porterà ai pacchetti costruiti attorno a Portland o New Orleans di cui si parla ormai da settimane, arricchiti ora da ulteriore capitale al Draft. Forse riporterà in vita quella trattativa per <strong>Kevin Durant</strong> che era stata ipotizzata già nel 2023. Oppure potrebbe essere il primo tassello di un&#8217;operazione destinata a portare Anthony Davis e LeBron James a Boston, in quello che sarebbe uno degli scambi di maglia più incredibili e difficili da immaginare nella storia recente della NBA.</p>



<p>Cosa farà Brad Stevens da questo momento in avanti? Semplicemente, non si può sapere. Qualunque sia il piano, però, valeva davvero la pena arrivare a questo punto mentre Jaylen Brown va a occupare un posto nel quintetto dei 76ers accanto a Tyrese Maxey, VJ Edgecombe e Joel Embiid? Una squadra che Boston dovrà affrontare più volte durante la stagione e, potenzialmente, anche in una serie di playoffs.</p>



<p>Philadelphia è diventata più forte. I Celtics possono dire lo stesso?</p>
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		<title>Dove finirà Jalen Duren?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/jalen-duren-pistons-free-agency-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 22:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ora che la pista Lakers è bruciata e che non si parla di grosse offerte sul mercato, non è semplice capire dove finirà Duren.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Ora che la pista Lakers è bruciata e che non si parla di altre grosse offerte per la sua free agency (con restrizioni), non è semplice rispondere.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="660" height="371" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/images.jpg" alt="Jalen Duren è un nome da osservare nel mercato NBA, tra Pistons e free agency" class="wp-image-79987" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/images.jpg 660w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/images-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/07/images-150x84.jpg 150w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Lo stallo nelle trattative tra i <strong>Detroit Pistons</strong> e <strong>Jalen Duren</strong> prosegue, ma con il passare dei giorni il mercato delle squadre realmente in grado di presentare un&#8217;offerta al prodotto di Memphis si sta progressivamente assottigliando.</p>



<p>Tra le franchigie che potevano rappresentare una concreta minaccia c&#8217;erano i <strong>Los Angeles Lakers</strong>, una delle poche squadre con spazio salariale sufficiente per tentare l&#8217;assalto al lungo. Secondo quanto riportato, il 30 giugno, primo giorno della free agency NBA 2026, Duren ha incontrato la dirigenza gialloviola.</p>



<p>Poche ore più tardi, però, i Lakers hanno cambiato direzione. La franchigia ha infatti raggiunto un accordo in <em>sign-and-trade</em> con il centro e restricted free agent degli <strong>Utah Jazz, Walker Kessler</strong>, che firmerà un contratto quadriennale da 130 milioni di dollari, secondo quanto riportato da <em>Shams Charania</em> di ESPN. Inoltre, Los Angeles ha trovato l&#8217;intesa anche con <strong>Sandro Mamukelashvili</strong> per un quadriennale da 52 milioni di dollari &#8211; e assieme a numerosi altri nomi, che trovate nell&#8217;approfondimento dedicato <a href="https://aroundthegame.com/post/lakers-protagonisti-mercato-nba-lebron/">QUI</a>.</p>



<p>Con lo spazio salariale ormai esaurito e il reparto lunghi sistemato, i Lakers sono di fatto usciti dalla corsa per Duren. Sam Amick di <em>The Athletic</em> ha comunque riportato che il primo incontro tra il giocatore e la franchigia californiana è stato molto positivo e che Los Angeles considera Duren un giocatore da massimo salariale.</p>



<p>Anche un&#8217;altra possibile pretendente è nel frattempo uscita di scena. I <strong>Boston Celtics</strong>, infatti, hanno deciso di puntare su <strong>Mitchell Robinson,</strong> ex centro dei <strong>New York Knicks</strong>, che firmerà un contratto triennale da 47,4 milioni di dollari &#8211; altra firma <a href="https://aroundthegame.com/post/mercato-nba-free-agency-recap-lakers/">approfondita nel nostro recap</a>.</p>



<p>Al momento non è chiaro se emergeranno altre squadre intenzionate a muoversi per Duren. Il suo potere contrattuale resta comunque limitato dalle regole della restricted free agency e, soprattutto, non ci sono più franchigie con un significativo spazio salariale disponibile.</p>



<p>In ogni caso, la questione potrebbe rivelarsi poco rilevante. Come riportato nei giorni scorsi, i Pistons non hanno alcuna intenzione di cedere Duren e restano pienamente convinti di voler rifirmare il proprio lungo ventiduenne, anche se resta da capire quando e in che modo si arriverà a un accordo.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Detroit Pistons have offered what the franchise believes is the most lucrative contract possible for their All-Star restricted free agent Jalen Duren, are not interested in any sign and trade deals and will match any potential offer sheet he signs, sources <a href="https://x.com/espn?ref_src=twsrc%5Etfw">@espn</a> <a href="https://x.com/andscape?ref_src=twsrc%5Etfw">@andscape</a>.</p>&mdash; Marc J. Spears (@MarcJSpears) <a href="https://x.com/MarcJSpears/status/2072075930328346687?ref_src=twsrc%5Etfw">June 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la restricted free agency di Duren?</h2>



<p>Duren è reduce dalla miglior stagione della sua carriera. Ha chiuso l&#8217;annata con 19.5 punti e 10.5 rimbalzi di media, tirando con il 65% dal campo, formando insieme a <strong>Cade Cunningham</strong> la coppia simbolo della miglior stagione di Detroit degli ultimi vent&#8217;anni. I Pistons hanno infatti raggiunto le 60 vittorie per appena la terza volta nella storia della franchigia e sono tornati a disputare il secondo turno dei playoff per la prima volta dal 2008. Per questo motivo, la dirigenza ha ribadito più volte che il centro rappresenta uno dei pilastri del progetto.</p>



<p><strong>&#8220;<em>Lo voglio qui, è questo il mio pensiero su J.D. Vogliamo davvero che resti con noi</em>&#8220;</strong>, ha dichiarato recentemente general manager <strong>Trajan Langdon</strong>.</p>



<p>Tra le poche squadre che continuano a monitorare la situazione ci sono i <strong>Sacramento Kings</strong>, che secondo diverse indiscrezioni sarebbero interessati a una sign-and-trade costruita attorno a <strong>Domantas Sabonis</strong>. Una strada che, almeno per il momento, appare complicata: Detroit non sembra interessata né a Sabonis né agli altri contratti utili per pareggiare i salari, come quello in scadenza da 49 milioni di dollari di <strong>Zach LaVine</strong>.</p>



<p>Grazie all&#8217;inserimento nel terzo quintetto All-NBA, Duren ha inoltre raggiunto i requisiti che gli consentono di accedere al cosiddetto&nbsp;<strong>&#8220;higher maximum criteria&#8221;</strong>, aumentando il massimo salariale che Detroit può offrirgli fino al 30% del salary cap. I Pistons possono così arrivare a un contratto quinquennale da 287 milioni di dollari con aumenti annuali dell&#8217;8%, una cifra sensibilmente superiore ai 239 milioni che avrebbe potuto ottenere in precedenza.</p>



<p>È difficile, però, immaginare che Duren riesca a strappare cifre di questo livello dopo una postseason al di sotto delle aspettative. Nei 14 incontri di playoff ha infatti fatto registrare 10.2 punti, 8.5 rimbalzi e 1.2 stoppate di media, tirando con il 51,4% dal campo, prima dell&#8217;eliminazione in sette partite contro i Cleveland Cavaliers.</p>



<p>Le altre franchigie possono offrire al massimo un quadriennale da 177.4 milioni di dollari, con uno stipendio iniziale pari al 25% del salary cap e aumenti del 5% annuo. Per arrivare a una proposta di questo tipo, tuttavia, è necessario avere spazio salariale disponibile.</p>



<p>Detroit, invece, può superare il salary cap per rifirmare il proprio giocatore e offrirgli un quinto anno di contratto. Ad esempio, un accordo quinquennale da 200 milioni di dollari, pari a una media di 40 milioni a stagione, garantirebbe comunque a Duren circa 23 milioni in più rispetto al massimo che potrebbe ricevere da un&#8217;altra squadra, pur con uno stipendio annuale inferiore di circa 4,35 milioni.</p>



<p>Inoltre, i Pistons mantengono il diritto di pareggiare qualsiasi offerta eventualmente firmata dal giocatore con un&#8217;altra franchigia dotata di spazio salariale. Anche nel caso di una sign&amp;trade, il contratto di Duren resterebbe comunque limitato a quattro anni e 177 milioni di dollari, una soluzione che il front office di Detroit non sembra intenzionato a prendere in considerazione.</p>



<p>L&#8217;unica alternativa per il lungo sarebbe quella di accettare la qualifying offer da 9,62 milioni di dollari per la stagione 2026-27, disputare un altro anno a Detroit e diventare unrestricted free agent nell&#8217;estate successiva.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DaSaesDjKBi/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DaSaesDjKBi/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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		<title>Dove vogliono andare i 76ers?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/philadelphia-76ers-sixers-mercato-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 10:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[76ers]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
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					<description><![CDATA[Mike Gansey eredita una squadra costruita tra errori del passato e nuove opportunità. Ora il compito per i 76ers è trovare l’equilibrio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Mike Gansey eredita una squadra costruita tra errori del passato e nuove opportunità. Ora il compito per i 76ers è trovare l’equilibrio.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-1024x576.jpg" alt="Maxey Embiid 76ers NBA" class="wp-image-79810" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/USATSI_27970699_168402591_lowres.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: PHLY Sports</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>È stato quasi simbolico che i <strong>Philadelphia 76ers</strong> abbiano presentato il loro nuovo <strong>President of Basketball Operations </strong>proprio nel giorno in cui i <strong>New York Knicks</strong> hanno ritrovato il titolo NBA 53 anni dopo l’ultima volta. L&#8217;ultima volta che i <em>Sixers </em>organizzarono una conferenza stampa di questo tipo, i Knicks arrivavano da sei stagioni consecutive concluse con meno di 33 vittorie e si preparavano ad affrontarne un&#8217;altra con Nerlens Noel ed Elfrid Payton nel quintetto titolare.</p>



<p>Al termine della prima stagione di <strong>Daryl Morey</strong> come general manager, Philadelphia aveva infilato una striscia di 15 vittorie consecutive contro New York, aperta nel 2017. Sei anni più tardi, non esiste metro di paragone migliore per raccontare la stagnazione dei Sixers e l&#8217;ascesa della loro rivale più vicina.</p>



<p>Insomma, <strong>Mike Gansey</strong> debutta davanti ai media di Philadelphia con un contesto tutt&#8217;altro che banale. I Knicks hanno trionfato con un quintetto composto da quattro giocatori scelti non prima della 23ª posizione al Draft e da un centro che <strong>Joel Embiid</strong>, in passato, ha preso a bersaglio sia metaforicamente sia letteralmente.</p>



<p>Certo, nessuno di quei cinque giocatori è stato selezionato originariamente da New York. Ma, allo stesso tempo, i Knicks non sono nemmeno la squadra che ha deciso di cederne uno. Il legame con Villanova è stato raccontato in ogni modo possibile. Ed è comprensibile: è una coincidenza tanto affascinante quanto dolorosa per i 76ers. Meno esplorati, invece, sono gli altri collegamenti che rendono questa storia ancora più amara.</p>



<p>Nel Draft del 2017 i Sixers salirono fino alla prima scelta assoluta per prendere <strong>Markelle Fultz.</strong> In quello stesso Draft, però, <strong>OG Anunoby</strong> uscì alla numero 23 e <strong>Josh Hart</strong> alla numero 30. L&#8217;anno successivo è ricordato soprattutto per la scelta di <strong>Mikal Bridges</strong> alla numero 10, immediatamente ceduto in cambio di un giocatore che avrebbe disputato appena 13 partite con Philadelphia (tale Zhaire Smith). Ma quello stesso Draft racconta anche un&#8217;altra occasione sfuggita: i Sixers selezionarono <strong>Landry Shamet</strong> sette posizioni prima che Dallas chiamasse <strong>Jalen Brunson</strong>.</p>



<p>In parte è il classico esercizio del senno di poi, scegliendo gli esempi più favorevoli per costruire una narrazione. Ma un fondo di verità c&#8217;è. Come era accaduto a Morey, anche Gansey eredita una squadra profondamente segnata da errori commessi molti anni fa. L&#8217;idea originaria del &#8220;<em><strong>Process</strong></em>&#8221; era perdere per accumulare scelte e costruire un nucleo formato in casa attorno a Joel Embiid, Ben Simmons e Markelle Fultz.</p>



<p>Philadelphia ha avuto molte più occasioni del previsto per correggere la rotta. Eppure, ogni volta &#8211; basti pensare ai casi di Mikal Bridges e Jimmy Butler &#8211; ha finito per sprecare quell&#8217;opportunità. Ora, in qualche modo, ne ha ricevuta un&#8217;altra.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Just in: Cleveland Cavaliers general manager Mike Gansey has agreed to become the new President of Basketball Operations for the Philadelphia 76ers, sources tell ESPN. Gansey &#8212; who rose the ranks within the Cavaliers front office since joining in 2011-12 &#8212; now lands the top… <a href="https://t.co/QXwblvV1pf">pic.twitter.com/QXwblvV1pf</a></p>&mdash; Shams Charania (@ShamsCharania) <a href="https://x.com/ShamsCharania/status/2060468829893935180?ref_src=twsrc%5Etfw">May 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;arrivo di Gansey coincide con uno dei momenti più delicati degli ultimi anni per la franchigia. Ancora una volta i 76ers si trovano davanti a un bivio che potrebbe rivelarsi decisivo quanto quelli che in passato hanno mancato. <strong>Tyrese Maxey e VJ Edgecombe</strong> rappresentano, in un certo senso, due regali arrivati da divinità particolarmente indulgenti. Il primo fu scelto con la ventesima chiamata, una pick che Philadelphia aveva inizialmente ceduto a Orlando nello scambio per Fultz e poi recuperato proprio quando decise di spedire Fultz ai Magic. Edgecombe, invece, è arrivato grazie alla terza scelta assoluta conquistata dopo la disastrosa prima stagione dell&#8217;era <strong>Paul George-Joel Embiid</strong>.</p>



<p>Questa offseason dovrebbe finalmente offrire una risposta a una domanda che, finora, nessuno all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione ha davvero affrontato. Bob Myers e Josh Harris l&#8217;hanno elegantemente evitata dopo il licenziamento di Morey, ma è difficile immaginare che non sia stata centrale durante i colloqui con Gansey. Qualunque sarà il peso decisionale del nuovo presidente rispetto a Myers, la sua nomina suggerisce che la visione condivisa sia già ben definita. La vera domanda resta una sola: <em><strong>dove vogliono andare i Philadelphia 76ers?</strong></em></p>



<p>Il futuro di <strong>Joel Embiid e Paul George</strong> rappresenta senza dubbio la variabile più importante, ma forse è anche quella meno rilevante nel breve periodo. <strong>Per una ragione molto semplice: entrambi resteranno a Philadelphia.</strong> I loro contratti rendono praticamente impossibile costruire una trade vantaggiosa per tutte le parti, almeno nella prossima stagione. La sfida di Gansey sarà allora un&#8217;altra: trovare il modo di costruire il futuro attorno a Maxey ed Edgecombe tenendo conto di questa realtà.</p>



<p>Naturalmente esiste anche un&#8217;altra possibilità. Gansey potrebbe presentarsi sostenendo che questo roster sia ancora costruito per vincere subito, che Embiid resti il perno della franchigia e che Paul George continui a essere un titolare da squadra da titolo. Ma è difficile immaginare che sarà questa la direzione.</p>



<p>Se Myers e Harris avessero condiviso la stessa visione di Morey, probabilmente non ci sarebbe mai stato un cambio al vertice per i 76ers. La decisione di voltare pagina acquista senso soltanto se accompagnata da un cambiamento di filosofia. Ed è proprio questa filosofia che tutti si aspettano di ascoltare dalla voce di Gansey.</p>



<p>Le strade per costruire una squadra da titolo NBA sono molteplici. Esistono diversi percorsi e diverse tempistiche. I Knicks hanno ricostruito quasi interamente il proprio roster nel giro di poche stagioni, riuscendo però a dare l&#8217;impressione di una squadra cresciuta insieme fin dal Draft. Gli Spurs, invece, hanno semplicemente colpito nel segno con tre scelte altissime come <strong>Victor Wembanyama, Stephon Castle e Dylan Harper.</strong></p>



<p>Nel delicato equilibrio tra presente e futuro, quanto peso avranno i giocatori in grado di migliorare la squadra oggi rispetto a quelli che potrebbero renderla una contender tra tre anni? È questa la prima, vera missione di Mike Gansey: convincere Philadelphia che esiste una direzione e far sì che i tifosi siano disposti a seguirla. Intanto, una prima proiezione verso il futuro è arrivata dal primo giro del <a href="https://aroundthegame.com/post/draft-nba-2026-scelte-primo-giro/"><strong>Draft NBA</strong></a>, dove i 76ers hanno selezionato con la scelta numero 22 il promettente Labaron Philon Jr.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Labaron Philon Season Highlights | 2026 NBA Draft Prospects" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/cSszGKgJGME?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Dove va Giannis Antetokounmpo?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/giannis-antetokounmpo-celtics-heat-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[giannis antetokounmpo]]></category>
		<category><![CDATA[milwaukee bucks]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
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					<description><![CDATA[Celtics? Heat? Timberwolves o Blazers? Milwaukee? Le ultime su Giannis Antetokounmpo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Le ultime &#8211; e quello che c&#8217;è da sapere in generale &#8211; su Giannis Antetokounmpo.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited-1024x576.jpeg" alt="Giannis Antetokounmpo e Jayson Tatum" class="wp-image-79663" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited-1024x576.jpeg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited-300x169.jpeg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited-150x84.jpeg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited-768x432.jpeg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited-1080x608.jpeg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/2be3f91c2b83545e9280ba3dde6d9c0b.GiannisCeltics2-edited.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Celtics Blog</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p><strong>Giannis Antetokounmpo continua a non parlare.</strong> O, quantomeno, non in modo diretto.</p>



<p>Mentre le voci di mercato attorno al suo futuro diventano sempre più insistenti e i Milwaukee Bucks si avvicinano a quella che molti considerano una scadenza decisiva (il Draft NBA 2026, momento entro cui la franchigia potrebbe decidere se continuare a costruire attorno alla propria stella o prendere in considerazione una cessione) il due volte MVP sembra aver scelto un&#8217;altra strada per comunicare: <em>i social network.</em></p>



<p>Nelle ultime settimane, il profilo di Antetokounmpo è diventato una sorta di enigma da interpretare. Tra fotografie di famiglia, immagini del suo recente viaggio in Cina e momenti di vita quotidiana, il messaggio apparente è quello di una persona serena. Ma nel clima di speculazione che circonda il suo nome, ogni dettaglio viene inevitabilmente analizzato.</p>



<p>È successo ancora mercoledì 17 giugno, quando il fuoriclasse greco ha pubblicato una serie di frasi che hanno immediatamente attirato l&#8217;attenzione di tifosi e addetti ai lavori.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Guarda avanti, è lì che la vita prende forma</em>”.</p>



<p>“<em>Posso affrontare ogni cosa grazie a Cristo che mi dà la forza.”</em></p>



<p>“<em>Se non togli certe cose dalla tua vita, queste toglieranno la vita da te</em>.”</p>
</blockquote>



<p>Infine, una quarta immagine accompagnata dalle parole “<em>Il tuo piano, Il piano di Dio</em>”, accanto alla fotografia di due alberi, uno dei quali rigoglioso e pieno di vita. Cosa significa? Sta davvero lasciando il posto che è stato casa sua per 13 anni? O è solo una coincidenza?</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Celtics would welcome a straight-up Jaylen Brown-for-Giannis Antetokounmpo swap, per <a href="https://x.com/sam_amick?ref_src=twsrc%5Etfw">@sam_amick</a> <br><br>“The Celtics have gone to great lengths to avoid the elephant in the room here, but Jaylen Brown would need to be part of any deal for Antetokounmpo. And if Boston had its way,… <a href="https://t.co/7NSAS2Lj6z">pic.twitter.com/7NSAS2Lj6z</a></p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://x.com/TheDunkCentral/status/2067965818793521404?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">I Boston Celtics</h2>



<p>Secondo i report di <strong>Bill Simmons</strong> e <strong>Marc Stein</strong>, anche i diciotto volte campioni NBA si sono iscritti alla corsa per il cestista greco. In teoria i Celtics, per arrivare a Giannis, dovrebbero rinunciare a <strong>Jaylen Brown</strong>, uno dei loro pilastri: che veste quella casacca da dieci anni e che nel 2024 è stato anche premiato come MVP delle Finals. Tuttavia, non è ancora chiaro se ci sia stata, o meno, una proposta ufficiale di trade da parte di Boston.</p>



<p>Nel corso del suo podcast, Bill Simmons ha intervistato l&#8217;ex allenatore dei Milwaukee Bucks <strong>Doc Rivers,</strong> che ha lasciato l&#8217;incarico lo scorso aprile. L&#8217;episodio, pubblicato il 17 giugno, ha inevitabilmente toccato anche il tema Giannis Antetokounmpo e le continue speculazioni sul suo futuro.</p>



<p>Tra le domande poste da Simmons ce n&#8217;era una in particolare: c<em>osa otterrebbero i Boston Celtics in caso di acquisizione del greco e quanto potrebbe funzionare un tandem formato da Antetokounmpo e Jayson Tatum?</em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Quello che avresti è un Giannis rigenerato e in salute. Sta bene e penso anche che questa sarà la prima volta negli ultimi quattro anni in cui non avrà impegni con la nazionale greca durante l&#8217;estate. Ed è una cosa importante&#8230;”.</em></p>
</blockquote>



<p>Un&#8217;osservazione interessante, soprattutto perché arriva da chi fino a pochi mesi fa allenava Antetokounmpo. Nell&#8217;ultimo mese della stagione, infatti, Rivers e il general manager <strong>Jon Horst</strong> avevano deciso di fermare il due volte MVP, sostenendo che non fosse ancora nelle condizioni di tornare in campo dopo un serio infortunio al polpaccio. Eppure oggi l&#8217;ex tecnico dei Bucks afferma con decisione che Giannis è pienamente recuperato.</p>



<p>Al di là delle dichiarazioni, resta il fatto che negli ultimi tre anni Antetokounmpo ha dovuto convivere con diversi problemi fisici. A questo si aggiungono le estati trascorse a rappresentare la Grecia tra Europei e Olimpiadi, senza avere praticamente mai l&#8217;opportunità di concedersi un periodo prolungato di riposo e recupero.</p>



<p>È proprio questo uno degli aspetti che più preoccupa osservatori e addetti ai lavori: per diverse stagioni consecutive, Giannis non ha mai avuto il tempo necessario per fermarsi davvero, recuperare completamente e presentarsi all&#8217;anno successivo nelle migliori condizioni possibili. </p>



<p>Rivers e Simmons si sono poi soffermati su una delle domande che stanno animando l&#8217;estate NBA: quale sarebbe la destinazione ideale per Antetokounmpo nel caso in cui Milwaukee decidesse davvero di aprire alla sua cessione.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Con lui hai bisogno di qualcuno che chiuda le partite. È per questo che l&#8217;ipotesi Tatum ha più senso. Un gioco a due tra Giannis e Tatum? Buona fortuna a chi dovrebbe fermarlo”.</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-9-16 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Bill and Doc Rivers on a possible Giannis trade" width="563" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/-xZyUOClcpk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Un concetto che si inserisce perfettamente nelle numerose indiscrezioni che continuano a circolare attorno ai Boston Celtics. Secondo quanto riportato da <strong>Bleacher Report</strong>, infatti, durante un&#8217;apparizione a SportsCenter del 17 giugno, l&#8217;insider di ESPN Marc J. Spears ha rivelato che Boston starebbe monitorando con grande attenzione la situazione del due volte MVP.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“I <em>Celtics, da quello che sento, vorrebbero inserirsi e provare a prenderlo. Questo potrebbe significare spedire Jaylen Brown da un&#8217;altra parte, ma so che Jaylen non vorrebbe giocare a Milwaukee”</em>.</p>
</blockquote>



<p>Mentre dichiarazioni e indiscrezioni continuavano ad alimentare il dibattito sul suo futuro, Antetokounmpo ha scelto ancora una volta di comunicare attraverso i social. Il greco ha pubblicato alcune immagini che lo ritraggono durante una sessione di allenamento in palestra, accompagnandole con una breve frase:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Serenità nella mente, fuoco nel gioco”</em>.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">I Miami Heat</h2>



<p>Se Boston continua a essere accostata con insistenza ad Antetokounmpo, negli ultimi mesi è stata soprattutto Miami a essere considerata da molti osservatori la destinazione più credibile nel caso in cui Milwaukee decidesse di aprire a una trade &#8211; lasciando nel frattempo <a href="https://aroundthegame.com/post/trae-young-free-agent-mercato-nba/">Trae Young come piano B</a>. I media della Florida hanno più volte riportato il forte interesse degli Heat per il due volte MVP e, nonostante le recenti indiscrezioni sui Celtics, la situazione non sembra essere cambiata. Anzi.</p>



<p>Il columnist del <em>Miami Herald </em><strong>Greg Cote</strong>, in un<a href="https://www.miamiherald.com/sports/spt-columns-blogs/greg-cote/article316145806.html#storylink=mainstage_card" rel="nofollow noopener" target="_blank"> articolo pubblicato il 17 giugno</a>, ha ipotizzato quello che potrebbe essere il pacchetto messo sul tavolo dalla franchigia di Pat Riley: <strong>Tyler Herro, Kel’el Ware, Jaime Jaquez Jr, uno tra Pelle Larsson e Kasparas Jakucionis, oltre a un massimo di tre scelte al primo giro e ulteriori scambi di pick future</strong>.</p>



<p>Cote, come molti altri analisti, si è detto scettico sulla possibilità che Boston accetti di separarsi da Jaylen Brown per arrivare ad Antetokounmpo. Per questo motivo, ritiene che Miami resti la favorita nella corsa al greco.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Si ritiene inoltre che Giannis preferisca Miami. È amico di Bam Adebayo e, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe già iniziato a guardare case nel Sud della Florida. Miami inoltre offre una migliore qualità della vita rispetto a Boston, l&#8217;assenza di una tassa statale sul reddito, un allenatore migliore e più ottimi ristoranti greci”.</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Milwaukee Bucks have been operating as if they expect to have the No. 13 pick in the draft, per <a href="https://x.com/JakeLFischer?ref_src=twsrc%5Etfw">@JakeLFischer</a> <br><br>The Miami Heat currently own the No. 13 pick.<br><br>“League sources say that Milwaukee has very much been carrying itself like a franchise in recent days that expects to… <a href="https://t.co/xhWDrpuQJj">pic.twitter.com/xhWDrpuQJj</a></p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://x.com/TheDunkCentral/status/2067456577309659323?ref_src=twsrc%5Etfw">June 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;agente condiviso da Antetokounmpo e Adebayo è <strong>Alex Saratsis.</strong> Per il resto, si tratta naturalmente di considerazioni e opinioni che alimentano il dibattito attorno al futuro della stella dei Bucks. È noto che Giannis abbia sempre prestato particolare attenzione agli aspetti economici e alle scelte finanziarie della propria carriera, ma non esistono elementi concreti che facciano pensare a una sua preferenza per Erik Spoelstra rispetto a <strong>Joe Mazzulla</strong>.</p>



<p>Anzi, proprio nei confronti del tecnico dei Celtics, Antetokounmpo aveva espresso pubblicamente grande stima lo scorso marzo, in occasione di una sfida tra Boston e Milwaukee.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Ho parlato con coach Mazzulla. Gli ho detto: ‘Hai avuto tantissime occasioni per trovare delle scuse, ma non l&#8217;hai fatto’. E lui mi ha risposto: ‘Abbiamo semplicemente dei buoni giocatori’. Io gli ho detto: ‘No. È una questione di mentalità. È la mentalità che hai saputo costruire all&#8217;interno della squadra</em>’”.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Milwaukee Bucks have set an ‘unrealistic’ asking price for Giannis Antetokounmpo 😳, per <a href="https://x.com/JakeLFischer?ref_src=twsrc%5Etfw">@JakeLFischer</a> <br><br>“The Bucks naturally want as much as they can if they&#39;re parting with their Face of the Franchise, so what constitutes unrealistic? Sources say Milwaukee has been asking… <a href="https://t.co/kc9aEasySs">pic.twitter.com/kc9aEasySs</a></p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://x.com/TheDunkCentral/status/2068161484224360729?ref_src=twsrc%5Etfw">June 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Nel mentre, a Milwaukee vige la quiete</h2>



<p>Tra aprile e maggio, mentre le speculazioni sul suo futuro continuavano a occupare le cronache NBA, Giannis Antetokounmpo è rimasto lontano dai riflettori del mercato. Il greco è stato visto più volte nell&#8217;area di Milwaukee, dove ha trascorso del tempo con la famiglia in attesa della conclusione dell&#8217;anno scolastico dei suoi figli più grandi. Ha partecipato a eventi pubblici, incontrato tifosi e concesso fotografie e conversazioni informali, momenti che sono poi finiti sui social network.</p>



<p>Nel frattempo, però, attorno ai Bucks il flusso di notizie concrete è rimasto sorprendentemente limitato. Una delle ragioni è il modo in cui viene seguita la franchigia da <strong>Jim Owczarski</strong>, storico reporter dei Bucks per il <em>Milwaukee Journal Sentinel.</em> Owczarski è noto per riportare esclusivamente informazioni confermate e dettagli ottenuti direttamente dalle proprie fonti, evitando di rilanciare indiscrezioni prive di solide basi.</p>



<p>Una filosofia che, in una vicenda come quella di Antetokounmpo, assume un significato particolare. Da oltre sette anni, infatti, il nome del due volte MVP viene periodicamente accostato a possibili trade e destinazioni alternative. Un flusso continuo di voci che ha inevitabilmente generato una certa stanchezza tra tifosi e lettori. Lo stesso Owczarski ha spiegato il motivo del suo approccio:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Non inseguo le voci di mercato perché ho scoperto che è un esercizio spesso inutile. Molto spesso rimangono soltanto voci, e alla fine si rivela una perdita di tempo oltre che di credibilità nei rapporti con le fonti. Non significa che non mi fidi del lavoro degli altri media, ma ho imparato a essere molto prudente riguardo agli argomenti che porto alle persone con cui parlo. Preferisco di gran lunga riportare fatti piuttosto che congetture, e credo che i lettori lo apprezzino”</em>.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Giannis Antetokounmpo trade sweepstakes could drag into free agency, per <a href="https://x.com/ChrisBHaynes?ref_src=twsrc%5Etfw">@ChrisBHaynes</a> <br><br>(Via <a href="https://x.com/SiriusXMNBA?ref_src=twsrc%5Etfw">@SiriusXMNBA</a> / h/t <a href="https://x.com/HeatCulture13?ref_src=twsrc%5Etfw">@HeatCulture13</a> ) <a href="https://t.co/YQsV2YmSdv">pic.twitter.com/YQsV2YmSdv</a></p>&mdash; NBACentral (@TheDunkCentral) <a href="https://x.com/TheDunkCentral/status/2067298311732666370?ref_src=twsrc%5Etfw">June 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione a non sopravvalutare la scadenza del Draft</h2>



<p>Un aspetto da non perdere di vista in tutta questa vicenda riguarda la presunta &#8220;scadenza&#8221; rappresentata dal Draft NBA. In realtà, non si tratta di una deadline formale.</p>



<p>L&#8217;idea è nata da una dichiarazione di <strong>Jimmy Haslam</strong>, uno dei proprietari dei Milwaukee Bucks, che lo scorso aprile, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore <strong>Taylor Jenkins</strong>, aveva indicato il Draft come un momento chiave per definire il futuro di Giannis Antetokounmpo.</p>



<p>Questo, però, non significa necessariamente che una decisione dovrà essere presa entro quella data. Anche <strong>Chris Haynes</strong>, insider NBA particolarmente vicino all&#8217;entourage del greco (sua moglie Mariah è cugina di Antetokounmpo) ritiene che i tempi possano essere molto più lunghi.</p>



<p>“<em>Da quello che sento, questa situazione potrebbe trascinarsi fino alla free agency. Potrebbe andare avanti fino a luglio”, </em>ha dichiarato Haynes il 17 giugno durante un intervento su Sirius XM NBA Radio, secondo quanto riportato da Bleacher Report. <em>“I Bucks non stanno operando come se quella fosse una vera &#8216;deadline&#8217;. Continuo a pensare che Giannis possa essere ceduto in questa offseason, ma sono meno convinto rispetto a prima che tutto venga risolto prima del Draft”.</em></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Bucks have yet to receive an offer that they&#39;re willing to accept for Giannis Antetokounmpo, per <a href="https://x.com/WindhorstESPN?ref_src=twsrc%5Etfw">@WindhorstESPN</a> <br><br>(Via <a href="https://x.com/GetUpESPN?ref_src=twsrc%5Etfw">@GetUpESPN</a>) <a href="https://t.co/h3UK0yovEQ">pic.twitter.com/h3UK0yovEQ</a></p>&mdash; Fullcourtpass (@Fullcourtpass) <a href="https://x.com/Fullcourtpass/status/2067589835175473609?ref_src=twsrc%5Etfw">June 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">C’è dell’altro?</h2>



<p>Certo, perché nel frattempo le possibili destinazioni continuano a moltiplicarsi. <strong>Minnesota</strong> è una delle squadre accostate con maggiore frequenza ad Antetokounmpo. Poi c&#8217;è <strong>Portland</strong>, scenario che alimenterebbe persino le fantasie di una reunion con Damian Lillard e Jrue Holiday. Sono emersi anche i nomi di <strong>Golden State</strong> e <strong>New York</strong>, soprattutto dopo il presunto interesse mostrato da Giannis nei confronti dei Knicks la scorsa estate.</p>



<p>E naturalmente esiste sempre la possibilità che la vera destinazione non sia ancora stata nemmeno menzionata pubblicamente. Così come non è escluso che eventuali operazioni di mercato coinvolgano anche altri giocatori dei Bucks oltre allo stesso Antetokounmpo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Pistons devono pagare Jalen Duren: quanto?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/detroit-pistons-stipendio-duren-ausar-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 09:48:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ausar thompson]]></category>
		<category><![CDATA[detroit pistons]]></category>
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					<description><![CDATA[I Pistons sono pronti a costruire attorno ai loro talenti, su tutti Jalen Duren e Ausar Thompson. Ma quanto vale la pena spendere?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">I Pistons sono pronti a costruire attorno ai loro talenti, su tutti Jalen Duren e Ausar Thompson. Ma quanto vale la pena spendere?</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/GettyImages-2196399181-1024x576.jpg" alt="Jalen Duren, Ausar Thompson e Cade Cunningham dei Detroit Pistons" class="wp-image-79677" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/GettyImages-2196399181-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/GettyImages-2196399181-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/GettyImages-2196399181-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/GettyImages-2196399181-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/GettyImages-2196399181.jpg 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBA.com</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>I <strong>Detroit Pistons</strong> si trovano davanti a un bivio in vista dell’estate, con due strade percorribili che presentano vantaggi e compromessi differenti.</p>



<p>Secondo l’analista <strong>Keith Smith</strong>, l’ipotesi più probabile è che la franchigia scelga di operare&nbsp;sopra il salary cap, mantenendo così maggiore continuità con il core attuale. Questa soluzione consentirebbe ai Pistons di rifirmare i propri free agent senza restrizioni, tra cui&nbsp;<strong>Tobias Harris, Javonte Green e Kevin Huerter</strong>, oltre a esercitare le opzioni di squadra su&nbsp;<strong>Daniss Jenkins</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Tolu Smith</strong>&nbsp;e mantenere a roster anche&nbsp;<strong>Duncan Robinson</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Paul Reed</strong>.</p>



<p>La situazione contrattuale di Robinson e Reed offre inoltre una certa flessibilità. Dei circa 16 milioni di dollari previsti per Robinson nella prossima stagione, soltanto due milioni sono garantiti, mentre il contratto da 5,6 milioni di Reed è completamente non garantito.</p>



<p>Detroit non avrebbe nemmeno bisogno di spazio salariale per confermare&nbsp;<strong>Jalen Duren</strong>, che sarà <em>restricted free agent</em>, né per trattenere Harris e Huerter grazie ai rispettivi Bird Rights. Operando sopra il tetto salariale, la franchigia avrebbe inoltre a disposizione la&nbsp;<strong>non-taxpayer mid-level exception</strong>, pari a circa 15 milioni di dollari, da utilizzare per attrarre un rinforzo dal mercato esterno.</p>



<p>Esiste però anche una seconda opzione: liberare spazio salariale e presentarsi alla free agency con maggiore aggressività. Secondo Smith, i Pistons potrebbero arrivare a generare fino a&nbsp;<strong>30 milioni di dollari di cap space</strong>, tenendo conto del cap hold da 19,4 milioni di Duren e dell’opzione da 4 milioni di Jenkins. Per farlo, tuttavia, sarebbe necessario rinunciare a diversi elementi dell’attuale roster, tra cui Harris, Robinson, Reed e Tolu Smith.</p>



<p>Un eventuale taglio di Robinson e Reed nelle settimane che precederanno l’apertura della free agency rappresenterebbe quindi un chiaro segnale delle intenzioni della franchigia: andare all’assalto di un nome importante. In quel caso Detroit potrebbe inoltre contare sulla&nbsp;<strong>room exception</strong>&nbsp;da 9,4 milioni di dollari per completare il roster.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Next up in my Offseason Preview Series for <a href="https://x.com/spotrac?ref_src=twsrc%5Etfw">@spotrac</a> are the Detroit Pistons!<br>🏀Now the hard part: going from very good to contenders<br>🏀Re-signing Duren and extending Thompson<br>🏀MLE to add talent, plus re-signing FAs<br>🏀Stacking salary for trades<br><br>Read more:<a href="https://t.co/eRHw7KSohv">https://t.co/eRHw7KSohv</a></p>&mdash; Keith Smith (@KeithSmithNBA) <a href="https://x.com/KeithSmithNBA/status/2068445330899673381?ref_src=twsrc%5Etfw">June 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nel complesso, però, l’ipotesi di operare sopra il salary cap appare oggi la più sensata, soprattutto se all’orizzonte non dovessero esserci firme di primissima fascia. Smith sottolinea anche come rifirmare Kevin Huerter a cifre ragionevoli potrebbe rivelarsi una mossa strategica: i Pistons continuerebbero ad accumulare asset e profondità, mantenendo al tempo stesso la flessibilità necessaria in vista della trade deadline di febbraio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Stai mantenendo a bilancio il cap hold di Harris e conservando i diritti per rifirmarlo. Lo stesso vale per Kevin Huerter. So che per molti è facile dire: perché dovrebbero rifirmare Kevin Huerter? Non ha fatto molto per la squadra e, in generale, non ha combinato granché nell’ultimo anno. Ma una delle ragioni potrebbe essere questa: immaginiamo che gli offrano un contratto da 10 milioni di dollari. Molti direbbero: è una follia, perché spendere quella cifra? In realtà quei 10 milioni diventano uno stipendio scambiabile, un asset che altrimenti potresti non avere.&#8221;</em></p>



<p>&#8211; Keith Smith</p>
</blockquote>



<p>Qualora Detroit decidesse di restare sopra il salary cap, una volta esaurita la mid-level exception da 15 milioni di dollari avrebbe a disposizione soltanto contratti al minimo salariale per aggiungere nuovi giocatori. Secondo Smith, però, la situazione è diversa rispetto al passato: oggi i Pistons sono una squadra competitiva e questo cambia il tipo di profili che possono attrarre sul mercato.</p>



<p>Per fare un paragone, Smith ha citato i <strong>New York Knicks</strong>, che hanno ottenuto minuti importanti da giocatori sotto contratto al minimo come <strong>Landry Shamet e Jordan Clarkson</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Bisogna cambiare prospettiva</em>. <em>Quando i Pistons erano una squadra in difficoltà, i contratti al minimo servivano per scommettere su qualcuno e vedere se riusciva a esplodere. Ora invece la situazione è diversa: siamo una buona squadra, siamo nel gruppo delle contendenti. La domanda diventa: quale veterano possiamo aggiungere con un contratto minimo che sia in grado di darci 10-15 minuti di qualità ogni sera?”.</em></p>



<p>“<em>Quest’estate i Pistons cercheranno giocatori di un livello diverso rispetto al passato anche nella fascia dei contratti minimi. Parliamo di elementi che possono realmente stare in campo e contribuire. Non stai puntando sul potenziale o su uno sviluppo futuro: stai semplicemente aggiungendo un buon giocatore.&#8221;</em></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">REPORT: Jalen Duren’s contract with the Pistons could exceed $40 million annually, per <a href="https://x.com/JakeLFischer?ref_src=twsrc%5Etfw">@JakeLFischer</a>.<br><br>(h/t <a href="https://x.com/Fullcourtpass?ref_src=twsrc%5Etfw">@Fullcourtpass</a>) <a href="https://t.co/Ow9d6DTxRy">pic.twitter.com/Ow9d6DTxRy</a></p>&mdash; 𝔗𝔥𝔢 𝔇𝔢𝔱𝔯𝔬𝔦𝔱 𝔗𝔦𝔪𝔢𝔰 📰 (@the_det_times) <a href="https://x.com/the_det_times/status/2067000520879784437?ref_src=twsrc%5Etfw">June 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Jalen Duren: un contratto poco al di sotto del massimo salariale</h2>



<p>Il lungo prodotto di Memphis dovrebbe firmare secondo Smith un contratto da cinque anni a 185 milioni di dollari complessivi, ovvero circa 37 milioni all’anno. Sarebbe la stessa estensione contrattuale che ha firmato Alperen Sengun con gli Houston Rockets due anni fa, ma al di sotto del massimo salariale da 287 milioni di dollari totali che Duren potrebbe firmare dopo che è stato inserito nell’All-NBA Third Team.</p>



<p>Le difficoltà mostrate da Jalen Duren nei playoffs sono ancora ben presenti dopo l’eliminazione dei Pistons del 17 maggio, ma non cancellano quanto di buono aveva fatto vedere nei mesi precedenti. Il lungo ha infatti disputato la miglior stagione della sua carriera, chiudendo con 19,5 punti e 10,5 rimbalzi di media tirando con il 65% dal campo, confermando una crescita costante nel corso delle sue prime quattro annate in NBA.</p>



<p>Per questo motivo <a href="https://aroundthegame.com/post/detroit-pistons-domande-gara-7-nba/">Detroit si trova ora davanti a una decisione</a> importante sul suo futuro contrattuale. Secondo le valutazioni riportate, un’offerta da circa 185 milioni di dollari permetterebbe ai Pistons di superare di poco il massimo quadriennale che eventuali squadre rivali potrebbero mettere sul tavolo, stimato intorno ai 177 milioni complessivi.</p>



<p>Un’eventuale max offer sheet proveniente da un’altra franchigia, pari a circa 44,3 milioni di dollari a stagione, costringerebbe infatti Detroit a investire una cifra ancora più elevata per trattenere Duren. Una situazione che riflette quanto la dirigenza continui a considerarlo uno dei pilastri del progetto, nonostante una postseason al di sotto delle aspettative.</p>



<p>Secondo Smith, i Los Angeles Lakers, i Brooklyn Nets o i Chicago Bulls sono emerse come tre franchigie che potrebbero offrire a Duren più di 40 milioni di dollari all’anno. “<em>I Pistons dovrebbero trovare l’accordo prima della free agency, altrimenti dovrebbero poi spendere di più. Credo che 37 milioni all’anno sia un buon contratto</em>”, afferma Keith Smith.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Pistons President says contract talks have NOT been progressing with Ausar Thompson or Jalen Duren<br><br>(Via <a href="https://x.com/BleacherReport?ref_src=twsrc%5Etfw">@BleacherReport</a>) <a href="https://t.co/1Hv1FsfjH5">pic.twitter.com/1Hv1FsfjH5</a></p>&mdash; Fullcourtpass (@Fullcourtpass) <a href="https://x.com/Fullcourtpass/status/2067812011799413033?ref_src=twsrc%5Etfw">June 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’estensione di Thompson</h2>



<p>I Pistons devono prendere una decisione importante anche riguardo <strong>Ausar Thompson</strong>, anche lui eleggibile per un’estensione contrattuale. Per lui è stata una grandissima stagione, sia in Regular che ai playoff, è arrivato terzo nelle votazioni per il Defensive Player of the Year ed è stato anche inserito nell’All-Defensive 1st team, diventando il primo giocatore dei Pistons a ottenere tale riconoscimento dai tempi di Ben Wallace nel 2005-2006.</p>



<p>Nei playoffs, in 14 partite disputate, Ausar Thompson ha fatto registrare 8,2 punti, 7,9 rimbalzi, 3,1 assist, 2 recuperi e 1,8 stoppate di media. Il suo impatto difensivo è considerato praticamente insostituibile, ma i Pistons dovranno valutare attentamente quanto questo compensi i suoi limiti offensivi. Thompson, infatti, non rappresenta una minaccia credibile al tiro e ha ancora margini di crescita nella creazione di gioco palla in mano. Come ha sottolineato Smith, con lui e Jalen Duren contemporaneamente in quintetto, Detroit si ritroverebbe con due giocatori non tiratori nello starting five, un aspetto che potrebbe diventare problematico soprattutto in ottica playoffs.</p>



<p>Per fare un paragone, Smith ha citato il caso di <strong>Dyson Daniels</strong>, esterno degli Atlanta Hawks con caratteristiche per certi versi simili a quelle di Thompson, che nell’ottobre scorso ha firmato un’estensione quadriennale da 100 milioni di dollari.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Intorno ai 27 milioni di dollari a stagione è una cifra con cui mi sentirei abbastanza tranquillo, perché ti mette nella condizione di pagare un giocatore che, anche se dovesse restare esattamente quello che è oggi, avrebbe comunque un grande valore</em>.&#8221;</p>



<p>“<em>Parliamo di un difensore d’élite, da quintetto All-Defensive, che in attacco segna principalmente su tagli, contropiedi, tap-in e situazioni simili, con qualche tiro dalla media o dalla lunga distanza ogni tanto. A quella cifra mi sembra un investimento sensato, perché stai pagando soprattutto il suo impatto difensivo. Andare oltre quella soglia diventa più difficile da giustificare. Se offensivamente non farà passi avanti e non potrà restare in campo nei possessi decisivi di una serie playoff a causa dei suoi limiti in attacco, allora non so se sarei disposto a pagarlo più di così.&#8221;</em></p>



<p>&#8211; Keith Smith</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E se i Timberwolves scommettessero su Zion Williamson?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/zion-williamson-trade-timberwolves-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 11:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[anthony edwards]]></category>
		<category><![CDATA[minnesota timberwolves]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[zion williamson]]></category>
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					<description><![CDATA[Con le tante difficoltà incombenti per arrivare a Giannis Antetokounmpo, i Minnesota Timberwolves potrebbero scommettere su Zion Williamson.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Con le tante difficoltà incombenti per arrivare ad Antetokounmpo, i Timberwolves potrebbero scommettere su Zion Williamson.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="720" height="405" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/01kgjq9y4ne15xxwtjtm.jpg" alt="Zion Williamson contro Anthony Edwards dei Timberwolves" class="wp-image-79565" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/01kgjq9y4ne15xxwtjtm.jpg 720w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/01kgjq9y4ne15xxwtjtm-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/01kgjq9y4ne15xxwtjtm-150x84.jpg 150w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: Sports Illustrated</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p><strong>Giannis Antetokounmpo</strong> è, di gran lunga, il nome più importante che potrebbe animare il mercato NBA in vista di quella che si preannuncia un&#8217;altra offseason ricca di movimenti. Fin dalla trade deadline, i <strong>Timberwolves</strong> vengono accostati alla superstar greca e le speculazioni sono destinate a intensificarsi nelle prossime settimane. Soprattutto dopo la nuova eliminazione ai playoffs che ha evidenziato il divario tra Minnesota e il livello più alto della Western Conference.</p>



<p>Nel corso della sua conferenza stampa di fine stagione, il <em>President of Basketball Operations</em> <strong>Tim Connelly</strong> ha ammesso che la squadra ha bisogno di compiere un ulteriore passo avanti. E, se necessario, è disposto ad assumersi dei rischi per riuscirci.Uno di questi potrebbe essere un tentativo concreto di arrivare ad Antetokounmpo. Il leader dei Bucks resta uno dei migliori giocatori della lega e rappresenterebbe il partner ideale per <strong>Anthony Edwards</strong> in uno shot verso il titolo. La sua presenza aggiungerebbe inoltre quella combinazione di taglia e atletismo che oggi appare indispensabile per competere con le nuove potenze della Conference: gli <strong>Oklahoma City Thunder</strong> e i <strong>San Antonio Spurs.</strong></p>



<p>La strada, però, è tutt&#8217;altro che semplice. Già alla deadline di febbraio uno scenario del genere era apparso remoto e, qualora Antetokounmpo dovesse realmente diventare disponibile nelle prossime settimane, non mancherebbero le pretendenti. Diverse franchigie (con i <strong>Boston Celtics</strong> e i <strong>Miami Heat</strong> tra le favorite) possono infatti mettere sul tavolo un pacchetto di scelte future più ricco rispetto a quello a disposizione di Minnesota.</p>



<p>Per questo motivo, qualsiasi operazione credibile per acquisire il due volte MVP, che nella prossima stagione guadagnerà quasi 60 milioni di dollari e che potrebbe arrivare a sfiorare i 70 milioni annui nel suo prossimo contratto, rischierebbe di costringere i Timberwolves a smantellare parte significativa dell&#8217;attuale nucleo della squadra.</p>



<p>Il paradosso è che, nel tentativo di affiancare a Edwards una seconda superstar, Minnesota potrebbe ritrovarsi con un roster estremamente sbilanciato verso l&#8217;alto. Una costruzione che, nella NBA degli ultimi anni, non ha spesso prodotto i risultati sperati. Quindi, è necessario che Minnesota provi ad annusare e a vagliare anche un piano B qualora non riesca ad arrivare alla stella greca.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Chris Finch says the Timberwolves are looking to add another playmaker this offseason to help Anthony Edwards 👀<br><br>&quot;We definitely need another ball handler and playmaker and somebody who can, you know, initiate the offense, take the load off of Anthony, get Anthony back to his… <a href="https://t.co/Gdx4OKflQ2">pic.twitter.com/Gdx4OKflQ2</a></p>&mdash; NBA Base (@TheNBABase) <a href="https://x.com/TheNBABase/status/2064529497802850716?ref_src=twsrc%5Etfw">June 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In realtà esistono poche alternative in grado di garantire lo scossone necessario per colmare il divario, oggi enorme, che separa Minnesota da Oklahoma City e San Antonio. Un vero playmaker d&#8217;élite aiuterebbe certamente, così come una migliore costruzione del roster attorno ad Anthony Edwards, Jaden McDaniels e Naz Reid.</p>



<p>Ma il cambiamento richiesto per trasformare i Timberwolves da una squadra capace al massimo di sorprendere nei playoffs a una reale candidata al titolo deve avere proporzioni quasi sismiche. E sono pochissimi i giocatori in grado di produrre un impatto di questo livello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E se fosse Zion Williamson?</h2>



<p>Quando è sbarcato in NBA nel 2019, era considerato potenzialmente un giocatore destinato a cambiare gli equilibri della lega. In più occasioni ha mostrato lampi di quel talento generazionale che si è sempre portato dietro, ma il percorso verso la piena consacrazione è stato rallentato dagli infortuni e dalle difficoltà strutturali del roster costruito attorno a lui ai <strong>New Orleans Pelicans.</strong></p>



<p>Eppure, il suo straordinario dominio fisico continua a rappresentare un fattore unico. A pochi mesi dal suo 26° compleanno, Williamson resta uno degli atleti più devastanti della lega. Un repertorio offensivo più completo sarebbe certamente auspicabile  (il 95% dei suoi tiri in questa stagione è arrivato entro i tre metri dal canestro), ma l&#8217;ala dei Pelicans continua a fare a pezzi anche i migliori protettori del ferro della NBA.</p>



<p>Contro Minnesota, in particolare, è stato un problema irrisolvibile. Williamson ha vinto ben sei delle ultime sette sfide contro i Timberwolves e, in due occasioni durante questa stagione, ha imposto la propria legge anche contro i San Antonio Spurs di <strong>Victor Wembanyama.</strong></p>



<p>Dopo l&#8217;inizio del 2026, gli Spurs avevano perso soltanto una delle loro prime 20 partite casalinghe di regular season, chiudendo quel periodo con un record di 19-1. L&#8217;unica sconfitta arrivò proprio contro New Orleans, in una serata in cui Williamson realizzò 1<strong>0 dei suoi 15 tentativi nel pitturato </strong>escludendo appoggi e schiacciate su scarico.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Zion Williamson Highlights vs. San Antonio Spurs 1/25/2026" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/YAP6uxm18hE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>La forza fisica produce vittorie. E non è mai stata più importante di quanto lo sia nei playoffs. Le squadre che riescono a imporla con maggiore continuità sono spesso quelle che avanzano. Williamson porta in campo un livello di aggressività e intenzionalità offensiva che Minnesota, troppo spesso, fatica a esprimere. E, come questa stagione ha ulteriormente dimostrato, non si tratta soltanto di potenza: nel suo gioco c&#8217;è anche molta più tecnica e consapevolezza di quanto gli venga generalmente riconosciuto.</p>



<p>Williamson rende al meglio quando gioca palla in mano, aspetto che gli permette di segnare con efficienza o far collassare le difese.  Sebbene abbia disputato appena 30 partite nella stagione 2024-25, Zion ha fatto registrare almeno nove assist in cinque occasioni, offrendo ulteriori segnali di una crescita costante come creator.</p>



<p>Minnesota, dal canto suo, ha manifestato l&#8217;intenzione di togliere parte della gestione offensiva dalle mani di Anthony Edwards nella prossima stagione, così da generare un maggior numero di conclusioni in catch-and-shoot, una delle situazioni in cui la stella dei Timberwolves è particolarmente efficace.</p>



<p>Riuscirci senza dover affidare minuti pesanti a un playmaker tradizionale (rischiando di compromettere l&#8217;identità fisica, atletica e di grande size della squadra) rappresenterebbe lo scenario ideale, e Zion Williamson possiede le qualità per assumersi le responsabilità da portatore di palla e dirigere l&#8217;attacco quando necessario.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Zion Williamson | Top Plays of the 2025-26 Season" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/3Eb4-ccRjtM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Curiosamente, però, a New Orleans ciò è accaduto molto meno del previsto. Per lunghi tratti della stagione i Pelicans hanno scelto di togliergli il pallone dalle mani. Una decisione che non ha prodotto risultati significativi in termini di vittorie, ma che ha comunque permesso di osservare aspetti differenti del suo gioco offensivo.</p>



<p>Williamson si è dimostrato particolarmente efficace nei tagli, nelle ricezioni in movimento e nel ruolo di rollante. La sua comprensione del gioco gli consente di adattarsi e incidere praticamente da qualsiasi zona del campo. Una versatilità che potrebbe renderlo il primo compagno di squadra capace di costruire con Edwards un autentico e costante &#8220;<em>two-man game</em>&#8220;, qualcosa che Minnesota non è mai riuscita a sviluppare pienamente attorno alla propria superstar.</p>



<p>Williamson potrebbe fungere sia da valvola di sfogo per Edwards sia da regista offensivo dell&#8217;intero sistema. Inoltre, rappresenta uno dei pochi talenti per cui Edwards sarebbe probabilmente disposto a fare un passo indietro in determinati momenti della partita.</p>



<p>Difficile immaginare una difesa disposta a raddoppiare sistematicamente Edwards accettando poi di difendere in inferiorità numerica contro un attacco guidato da Williamson sul lato debole dell&#8217;azione. Nella migliore versione di sé, il numero 1 dei Pels avrebbe tutte le caratteristiche della seconda opzione offensiva stabile e affidabile che Minnesota continua a cercare: un giocatore capace di sostenere il peso dell&#8217;attacco e, all&#8217;occorrenza, assumersi il ruolo di protagonista assoluto.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Zion Williamson Isolation Scoring/Playmaking (bully)" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/g5VsjRa2XUc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>E, aspetto non secondario, il costo per acquisirlo potrebbe essere sensibilmente inferiore rispetto a quello richiesto per altre superstar. Lo scorso mese il general manager dei Pelicans, <strong>Joe Dumars</strong>, ha dichiarato che New Orleans non ha “<em>alcuna intenzione</em>” di cedere Williamson durante questa offseason, ma è una posizione che si scontra con la realtà dei fatti. I Pelicans hanno appena concluso una stagione da 26 vittorie con l&#8217;attuale nucleo della squadra, restando lontanissimi anche solo dalla corsa ai playoffs.</p>



<p>Continuare a percorrere la stessa strada, aspettandosi risultati differenti, rischierebbe di somigliare molto alla definizione stessa di follia. Poco più di un anno fa New Orleans ha legato una parte significativa del proprio futuro alla trade realizzata la notte del draft per assicurarsi il giovane lungo <strong>Derik Queen</strong> che, a 21 anni, è destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nel progetto tecnico della franchigia.</p>



<p>Dal punto di vista strettamente cestistico, però, accanto a Zion Williamson nel frontcourt il fit non sembra ottimale. Diverso il discorso per <strong>Joan Beringer</strong>, che rappresenta, almeno sulla carta, un complemento ideale per Queen nel lungo periodo. Le sue caratteristiche difensive, la mobilità e la capacità di proteggere il ferro sembrano incastrarsi perfettamente con quelle del giovane talento arrivato al draft.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, un <strong><a href="https://aroundthegame.com/post/timberwolves-trade-randle-gobert-nba/">pacchetto costruito attorno a Beringer e Julius Randle</a></strong> potrebbe essere sufficiente per spingere Joe Dumars e la dirigenza dei Pelicans a valutare seriamente un cambio di direzione.</p>



<p>Dopo anni di aspettative, lampi di dominio e continui problemi di continuità fisica, l&#8217;esperienza di Williamson a New Orleans potrebbe infatti essere arrivata a un punto di svolta. E se la franchigia dovesse decidere che il ciclo è giunto al termine, un&#8217;offerta di questo tipo potrebbe rappresentare un&#8217;uscita più che dignitosa da una pick importante che non ha mai prodotto i risultati sperati.</p>



<p>Un&#8217;eventuale operazione di questo tipo aprirebbe una nuova era a Minnesota, fondata sulla <strong>coppia Edwards-Williamson.</strong> E, nel migliore degli scenari, potrebbe consentire ai Timberwolves di ridurre molto più rapidamente del previsto il divario che oggi li separa da quelle che sembrano destinate a monopolizzare la Western Conference nei prossimi anni: Oklahoma City e San Antonio.</p>



<p>Ma c&#8217;è un altro aspetto da considerare. Anche nel caso in cui la scommessa non dovesse funzionare, le conseguenze per il futuro della franchigia potrebbero non essere così pesanti come si potrebbe immaginare. <em>Low risk-high reward</em>?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I San Antonio Spurs impareranno</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/san-antonio-spurs-nba-finals-wembanyama/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 16:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche perché questa è solo la prima esperienza degli Spurs di Victor Wembanyama, un nucleo giovane e talentuoso.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Anche perché questa è solo la prima esperienza degli Spurs di Victor Wembanyama, un nucleo giovane e talentuoso.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-1024x576.jpg" alt="Wembanyama dei San Antonio Spurs dopo le NBA Finals" class="wp-image-79536" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: CBS Sports</figcaption></figure>



<p>I <strong>San Antonio Spurs sono usciti stravolti da queste NBA Finals. </strong>Non perché abbiano sfigurato, anzi, ma perché hanno perso con uno scarto complessivo di 12 punti in cinque partite, uscendo sconfitti da quattro finali clutch su quattro, incluso quello traumatico di Gara 4 dopo aver concesso una rimonta dal +29. Si sono fatti sempre riprendere vantaggi in doppia cifra nelle sconfitte.</p>



<p>Proprio quella rimonta in Gara 4 è emblematica del gioco espresso dai texani alle NBA Finals: un primo tempo dominante, a ritmi altissimi, per poi continuare con la medesima fretta e la medesima furia anche nei momenti di vantaggio, senza saper gestire troppo energie &#8211; assenti specialmente dopo le Conference Finals &#8211; e cronometro. Un gioco, in parole povere, da squadra giovane.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZWupmOjEuV/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZWupmOjEuV/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZWupmOjEuV/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Around the Game (@around_the_game)</a></p></div></blockquote>
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<p>Una squadra entrata alle Finals con un&#8217;età media di 25.04 anni, la 2° più giovane della storia NBA. Una squadra che può già contare su due pilastri, <strong>Stephon Castle</strong> e <strong>Victor Wembanyama</strong>, rispettivamente di 21 e 22 anni, e su una stella &#8220;in the making&#8221; come <strong>Dylan Harper</strong>, classe 2006 e autore di 25 punti nella sconfitta di Gara 5.</p>



<blockquote class="twitter-tweet" data-media-max-width="560"><p lang="en" dir="ltr">Dylan Harper 25 PTS, 5 REB, 4 AST, 1 BLK, 10/19 FG, 2/4 3FG, 0 TO, 57.8% TS vs. Knicks<br><br>Great ending to an amazing rookie season. <a href="https://t.co/29EgfTV0H1">https://t.co/29EgfTV0H1</a> <a href="https://t.co/Je0ku6LfcK">pic.twitter.com/Je0ku6LfcK</a></p>&mdash; Basketball Performances (@NBAPerformances) <a href="https://x.com/NBAPerformances/status/2066013280615694396?ref_src=twsrc%5Etfw">June 14, 2026</a></blockquote> <script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>



<p>Non stiamo nemmeno a parlare di mercato, perché sostanzialmente sono un nucleo in cantiere che può fare di tutto, ma solo di priorità, come quella di un lungo di riserva più affidabile di Luke Kornet, i<a href="https://www.instagram.com/p/DYrVLLLkeqx/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" rel="nofollow noopener" target="_blank"> minuti del quale sono stati pagati moltissimo</a> da San Antonio sia alle Finals che alle Conference Finals.</p>



<p>Per gli Spurs, i cui uomini chiave sono ancora lontani dal peak, è una buona notizia essere arrivati a giocarsela ai massimi livelli. Potrebbe essere un bene anche aver perso con l&#8217;idea di potersela giocare meglio, aggiungendo quel fuoco alla memoria che permetterà di elaborare e superare gli errori che hanno segnato la serie contro i <a href="https://aroundthegame.com/post/jalen-brunson-knicks-nba-finals-new-york/">Knicks di Jalen Brunson</a>. <strong>Gli Spurs impareranno.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La premessa</h2>



<p>La stagione, quindi, non si sarà conclusa nel modo che San Antonio immaginava dopo la straordinaria Gara 7 vinta sul campo degli Oklahoma City Thunder. Eppure, guardando il quadro generale, è difficile considerare questo percorso qualcosa di lontano da un successo.</p>



<p>A ottobre, pochissimi avrebbero scommesso sugli Spurs alle NBA Finals. Non soltanto perché il roster era tra i più giovani della lega, ma perché gran parte del gruppo non aveva mai affrontato la pressione e le richieste della postseason. Tra i giocatori stabilmente coinvolti nelle rotazioni, soltanto <strong>De’Aaron Fox</strong> (una sola serie contro Golden State nel 2023) e <strong>Luke Kornet</strong> avevano già accumulato una significativa esperienza playoffs.</p>



<p>Il resto del nucleo era ancora nella fase iniziale del proprio sviluppo. Victor Wembanyama era appena alla sua terza stagione NBA. Stephon Castle affrontava i playoffs da sophomore. Dylan Harper, classe 2006, stava vivendo il suo primo anno nella lega. Lo stesso vale per <strong>Carter Bryant</strong>. Una squadra costruita per il futuro che, forse con un anno di anticipo rispetto ai programmi, si è ritrovata a giocarsi il titolo.</p>



<p>Anche la profondità del roster ha mostrato qualche crepa. Al di là dell&#8217;impatto di Harper, la panchina non ha fornito il contributo che San Antonio sperava di ricevere nelle serie più importanti della stagione. Il caso più evidente è stato quello di <strong>Keldon Johnson.</strong> Dopo una regular season chiusa a 13,2 punti di media e premiata con il riconoscimento di Sixth Man of the Year, la sua produzione è progressivamente diminuita fino ai 7,7 punti della postseason e ai soli 4,4 delle Finals. Un promemoria di quanto il basket playoffs rappresenti un ambiente completamente diverso da quello della regular season.</p>



<p>Proprio per questo sarebbe sbagliato giudicare gli Spurs esclusivamente dal risultato finale. Le Finals hanno mostrato i limiti del gruppo, ma anche il suo potenziale. Wembanyama, Castle e Harper rappresentano una base che poche franchigie possono permettersi di vantare, e il fatto che il loro momento migliore debba ancora arrivare è probabilmente l&#8217;aspetto più incoraggiante di tutti.</p>



<p>San Antonio esce dalle Finals senza l&#8217;anello, ma con qualcosa di quasi altrettanto prezioso: esperienza. Quella che si accumula soltanto giocando partite di questo livello e che spesso separa una squadra promettente da una squadra campione. La sensazione è che gli Spurs abbiano appena iniziato. E che gli errori costati il titolo nel 2026 possano essere gli stessi che, tra qualche anno, ricorderanno come il passaggio necessario per imparare a vincerlo.</p>
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			</item>
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		<title>Chi, se non Jalen Brunson?</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/jalen-brunson-knicks-nba-finals-new-york/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 11:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[jalen brunson]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://aroundthegame.com/?p=79528</guid>

					<description><![CDATA[Jalen Brunson non è solo l'MVP delle Finals di questi New York Knicks, ma un culture changer come non se ne sono mai visti nella Grande Mela.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Jalen Brunson non è solo l&#8217;MVP delle Finals di questi New York Knicks, ma un culture changer come non se ne sono mai visti nella Grande Mela.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-1024x576.jpg" alt="Jalen Brunson è campione NBA e Finals MVP" class="wp-image-79531" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-1536x864.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/jalen_brunson_mvp_finals_getty.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBA</figcaption></figure>



<p>Nell&#8217;estate del 2022, quando lasciò i Dallas Mavericks per firmare con i New York Knicks, <strong>Jalen Brunson</strong> era considerato un ottimo giocatore, ma non certo il volto di una franchigia destinata a vincere il titolo NBA.</p>



<p>A Dallas aveva trascorso quattro stagioni all&#8217;ombra di <strong>Luka Doncic</strong>, ritagliandosi progressivamente un ruolo sempre più importante fino a diventare uno dei protagonisti della cavalcata che portò i Mavericks alle <strong>Western Conference Finals</strong>. In quella postseason Brunson brillò per continuità e personalità, contribuendo in maniera decisiva al passaggio del primo turno contro i Jazz in assenza di Luka Doncic nelle prime tre gare e come uno dei protagonisti della memorabile Gara 7 contro i Phoenix Suns, una delle vittorie più dominanti nella storia recente dei playoffs.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Jalen Brunson (Career-high 41 points) Highlights vs. Utah Jazz" width="1080" height="608" src="https://www.youtube.com/embed/nAOzjEQ4Zew?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>I numeri raccontavano già un giocatore in piena ascesa: <strong>21,6 punti di media, il 47% dal campo e il 35% da tre punti durante quella corsa playoffs. </strong>Eppure Dallas, che lo aveva selezionato al secondo giro del Draft 2018, non credette abbastanza in lui da considerarlo una colonna del proprio futuro. Fu allora che arrivò la chiamata dei Knicks.</p>



<p><strong>New York era una franchigia alla ricerca di una nuova identità.</strong> Dopo l&#8217;inaspettato ritorno ai playoffs nel 2021, la stagione successiva si era trasformata in una delusione e la squadra aveva mancato la qualificazione alla postseason. Serviva una guida, un leader capace di cambiare la traiettoria della franchigia.</p>



<p>Quattro anni dopo, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Jalen Brunson non è soltanto il leader dei Knicks: <strong>è l’MVP delle NBA Finals</strong> e il simbolo assoluto del titolo conquistato da New York. Come spesso accade ai grandi campioni, la firma definitiva sull&#8217;anello arriva nel momento più importante. In Gara 5, quella che consegna il titolo ai Knicks, Brunson ha realizzato 45 punti e chiuso la serie con una prestazione destinata a entrare nella storia della franchigia.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">JALEN BRUNSON DROPS 45 POINTS TO LEAD THE KNICKS TO THEIR FIRST CHAMPIONSHIP IN 53 YEARS 🔥<br><br>THE NBA FINALS MVP <a href="https://x.com/jalenbrunson1?ref_src=twsrc%5Etfw">@jalenbrunson1</a> CLOSES OUT THE SERIES WITH A MASSIVE PERFORMANCE. <a href="https://t.co/ZgoldQ3Fzm">pic.twitter.com/ZgoldQ3Fzm</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://x.com/NBA/status/2066007215358521677?ref_src=twsrc%5Etfw">June 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Le sue Finals sono state un concentrato di leadership e produzione offensiva. I suoi 11,2 punti di media nel quarto periodo rappresentano il secondo miglior dato mai registrato nelle Finals NBA, alle spalle soltanto dei 12,3 fatti segnare da Shaquille O&#8217;Neal nel 2000. Il tutto tirando con il 51% dal campo e il 43% dalla lunga distanza nei momenti più pesanti della serie.</p>



<p>I 45 punti realizzati in Gara 5 gli permettono inoltre di eguagliare il record stabilito da Michael Jordan nella decisiva Gara 6 delle Finals del 1998 per il maggior numero di punti segnati in trasferta in una partita che assegna il titolo.</p>



<p>Con il premio di MVP delle Finals, Brunson entra anche in un club estremamente esclusivo. A 188 centimetri di altezza, si unisce infatti a una ristretta lista di giocatori alti 188 centimetri o meno capaci di conquistare il riconoscimento: Isiah Thomas nel 1990, Tony Parker nel 2007 e Stephen Curry nel 2022.</p>



<p>Quando arrivò a New York, diversi osservatori dubitavano che una squadra potesse vincere un titolo costruendo attorno a lui. Tra questi <a href="https://x.com/TheDunkCentral/status/2066000921914474511?s=20" rel="nofollow">anche <strong>Becky Hammon</strong></a>, che aveva sostenuto come Brunson fosse semplicemente &#8220;<em>troppo basso</em>&#8221; per rappresentare il fulcro di una contender. La storia, però, ha raccontato altro.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Jalen Brunson in the 4Q vs. Spurs: <br><br>• 10.3 PPG — 2nd most in Finals history <br>• 49/62.5/87.5 splits <a href="https://t.co/H3RsWGZgg7">pic.twitter.com/H3RsWGZgg7</a></p>&mdash; Basketball Performances (@NBAPerformances) <a href="https://x.com/NBAPerformances/status/2065167689593549079?ref_src=twsrc%5Etfw">June 11, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>I Knicks campioni NBA sono stati costruiti a immagine e somiglianza del loro numero 11. Non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo culturale. Brunson ha incarnato i valori della franchigia e, per permettere al front office di costruire un roster competitivo, ha persino <a href="https://aroundthegame.com/post/clamoroso-sconto-di-jalen-brunson-ai-knicks/">accettato di lasciare sul tavolo una parte significativa dei propri guadagni</a>, scegliendo da leader di guadagnare meno pur di aumentare le possibilità della squadra di lottare per il titolo.</p>



<p>Un gesto raro nell&#8217;NBA moderna e che ha contribuito a rafforzare ulteriormente il suo status all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione. Perché il più grande successo di Jalen Brunson non è soltanto aver vinto un anello o essere stato nominato MVP delle Finals. È aver trasformato completamente la cultura di una squadra e di una franchigia storicamente affamata di successi, diventando il volto di una delle corse playoffs più dominanti degli ultimi anni.</p>



<p><strong>Da comprimario di lusso a Dallas a simbolo assoluto di New York.</strong> Una parabola che oggi lo consegna alla storia dei Knicks e che, per molti, lo proietta nella discussione per essere il <em>Knickerbocker</em> più importante di sempre.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZj3wUKDEt4/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZj3wUKDEt4/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZj3wUKDEt4/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Around the Game (@around_the_game)</a></p></div></blockquote>
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		<title>Josh Hart è stato l’eroe silenzioso di Gara 1</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/josh-hart-eroe-knicks-gara-1-finals-nba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 00:04:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Josh hart]]></category>
		<category><![CDATA[nba finals]]></category>
		<category><![CDATA[new york knicks]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando i Knicks avevano bisogno di una spinta, si sono rivolti al giocatore che ha dato loro tutto se stesso per tutta la stagione: Josh Hart.]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Quando i Knicks avevano bisogno di una spinta, si sono rivolti al giocatore che ha dato loro tutto se stesso per tutta la stagione: Josh Hart.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs-1024x576.jpg" alt="Josh Hart contro Wembanyama in Gara 1 delle Finals NBA" class="wp-image-79408" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs-1024x576.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs-1080x608.jpg 1080w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2026/06/imrs.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>È vero, <strong>Josh Hart</strong> ha segnato solamente tre punti e ha tirato con il 20% dal campo in <strong>Gara 1 delle NBA Finals</strong> al <strong>Frost Bank Center, </strong>la casa dei <strong>San Antonio Spurs.</strong> Nonostante questo, però, ha chiuso il suo debutto nel palcoscenico cestistico più importante al mondo con un plus/minus di +22 e ha anche giocato ben 20 minuti nel secondo tempo.</p>



<p><em>Perché?</em> Perché ha fatto quelle <em>little things</em> necessarie a permettere ai suoi <a href="https://aroundthegame.com/post/new-york-knicks-attenzione-nba-finals/" data-type="link" data-id="https://aroundthegame.com/post/new-york-knicks-attenzione-nba-finals/"><strong>New York Knicks</strong> </a>di sbancare il fortino degli Spurs, diventando l’eroe silenzioso di cui i suoi compagni avevano bisogno. “<em>Lui è così</em>”, afferma il suo compagno <strong>Jalen Brunson</strong>, che con Josh Hart ha già vinto un titolo NCAA ai tempi di Villanova, “<em>è sempre stato quel giocatore. È anche difficile da spiegare, ma </em><strong><em>ha un talento naturale per le giocate importanti nei momenti cruciali”</em>.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/8BVhXgfnsz">https://t.co/8BVhXgfnsz</a> <a href="https://t.co/RpK93D7n6j">pic.twitter.com/RpK93D7n6j</a></p>&mdash; Dan Devine (@YourManDevine) <a href="https://x.com/YourManDevine/status/2062532404183466477?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L’ex Blazers non ha chiuso solamente con 6 assist e 4 rubate, ma anche catturato ben 15 rimbalzi, di cui 6 nel quarto periodo e ben 4 negli ultimi tre minuti di partita, che hanno permesso ai Knicks di blindare il risultato. Cinque di questi sei, inoltre, sono addirittura arrivati in faccia a <strong>Victor Wembanyama,</strong> “solamente” 30 cm più alto di Hart.</p>



<p>”<em>Avevo tanta energia da spendere. Nel primo tempo credo di aver giocato solamente sette minuti, dentro di me sapevo che dovevo reagire a quella situazione e dare una scossa alla squadra”,</em> ha raccontato il numero 3 dei Campioni della Eastern Conference nel post partita.</p>



<p>Aveva avuto un minutaggio così basso a causa dei problemi di falli, e gli Spurs avevano concluso il primo tempo in vantaggio per 55-48. Hart ha giocato tutto il terzo quarto, distribuendo tre assist e mettendo la firma nel parziale di 25–11 che ha permesso ai Knicks di recuperare lo svantaggio. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Winning play <a href="https://t.co/6K9FTEgr6Q">https://t.co/6K9FTEgr6Q</a> <a href="https://t.co/r6Rh3DQkXN">pic.twitter.com/r6Rh3DQkXN</a></p>&mdash; Jackson Frank (@jackfrank_jjf) <a href="https://x.com/jackfrank_jjf/status/2062554747320533088?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma è stato nella metà campo difensiva che Hart ha fatto la differenza quando San Antonio si è portata avanti 65-51 nel terzo quarto. Da lì, fino alla sirena finale, l’impatto difensivo del numero 3 dei Knicks è stato valutato con un <strong>+5.5 di Net Points, </strong>una metrica sviluppata e ideata dall’analista ESPN <strong>Dean Oliver,</strong> che quantifica l’apporto statistico di un giocatore. Per dare un’idea di quanto sia stato positiva questa statistica, nessun altro giocatore è andato oltre il +2.0.</p>



<p>Nell’ultimo periodo, infine, Hart ha effettuato <strong>tre palle rubate</strong>, due delle quali hanno portato a canestri di Brunson. L’ultima è arrivata quando sul cronometro mancavano 57 secondi, quando Wembanyama ha perso il controllo della palla a spicchi dopo essersi palleggiato goffamente sul piede. Ribaltamento di fronte, canestro di Brunson e +6 Knicks.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">HART &amp; HUSTLE 😤<br><br>3 big boards and 2 steals in the final 5 minutes of play from Josh Hart!<br><br>He finished with 15 REB, 6 AST, and 4 STL in New York&#39;s Game 1 win, becoming the first player since 1968 to record 15 REB and 5 AST in under 30 minutes in an NBA Finals game 🤯 <a href="https://t.co/1uk7fvecXL">pic.twitter.com/1uk7fvecXL</a></p>&mdash; NBA (@NBA) <a href="https://x.com/NBA/status/2062560859310755862?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La partita di Josh Hart va oltre i soli 3 punti e il solo 20% dal campo. Per la prima volta alle NBA Finals, un giocatore ha chiuso la partita guidando entrambe le squadre per rimbalzi, assist e palle rubate, manifesto del suo impegno senza eguali. Nessuno ha avuto un plus/minus più alto del suo e la sua gara è stata ampiamente lodata anche da <strong>Mike Brown</strong>, il suo coach:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“<em>Ha fatto delle giocate difensive incredibili e ci ha dato una mano enorme in transizione. <strong>Quindi, tanto di cappello a Josh. Ha fatto un lavoro pazzesco</strong></em>”.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Josh Hart was the ULTIMATE glue guy in Game 1 🔥<br><br>He becomes the first player to lead both teams outright in rebounds, assists, and steals in a single Finals game. <a href="https://t.co/zvvUZ2F6sz">pic.twitter.com/zvvUZ2F6sz</a></p>&mdash; ESPN Insights (@ESPNInsights) <a href="https://x.com/ESPNInsights/status/2062652082943848914?ref_src=twsrc%5Etfw">June 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Erik Spoelstra, lo scout di Simone Fontecchio</title>
		<link>https://aroundthegame.com/post/erik-spoelstra-scout-simone-fontecchio-heat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Viglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 09:32:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[erik spoelstra]]></category>
		<category><![CDATA[miami heat]]></category>
		<category><![CDATA[simone fontecchio]]></category>
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					<description><![CDATA[Fontecchio, sulla carta, è arrivato ai Miami Heat per alleggerire il cap, ma coach Erik Spoelstra non gli ha dato fiducia per caso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Fontecchio, sulla carta, è arrivato ai Miami Heat per alleggerire il cap, ma coach Erik Spoelstra non gli ha dato fiducia per caso.</h2>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1920" height="1079" src="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited.jpg" alt="Simone Fontecchio ai Miami Heat di Erik Spoelstra" class="wp-image-76485" srcset="https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited.jpg 1920w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited-300x169.jpg 300w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited-1024x575.jpg 1024w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited-150x84.jpg 150w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited-768x432.jpg 768w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited-1536x863.jpg 1536w, https://aroundthegame.com/wp-content/uploads/2025/10/GettyImages-2243501389-scaled-1-edited-1080x607.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">FOTO: NBA Analysis Network</figcaption></figure>



<p>{{translate_pretext}}</p>



<p>Non è stato un colpo pensato per aggiungere un tocco esotico al roster. Quando i&nbsp;<strong>Miami Heat</strong>&nbsp;hanno acquisito&nbsp;<strong>Simone Fontecchio</strong>&nbsp;in una trade di luglio con i&nbsp;<strong>Detroit Pistons</strong>, la mossa nasceva soprattutto da ragioni economiche: liberarsi del pesante contratto di&nbsp;<strong>Duncan Robinson</strong>.</p>



<p>Eppure, dietro a quell’operazione contabile, c’era anche una buona dose di convinzione tecnica. <strong>Erik&nbsp;Spoelstra</strong>, infatti, conosceva già bene il giocatore. Non grazie a lunghe sessioni di video durante l’offseason NBA, ma per il suo ruolo da assistente nello staff di&nbsp;<strong>Team USA</strong> tra il Mondiale 2023 e le&nbsp;<strong>Olimpiadi di Parigi 2024</strong>.</p>



<p>È lì che l’allenatore degli Heat ha imparato ad apprezzare Fontecchio, osservandolo da vicino con la maglia della Nazionale italiana:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“L’Italia era il mio compito di scouting quando ero assistente di Team USA. Simone era la stella della squadra, si prendeva tante responsabilità e produceva grandi numeri. Mi aveva già colpito per maturità e competitività.”</em></p>
</blockquote>



<p>Oggi, a Miami, il suo ruolo è diverso. Non deve più essere la prima opzione offensiva, ma un ingranaggio di qualità in un sistema ben oliato. E il debutto in stagione ha confermato che l’adattamento è stato immediato:&nbsp;<strong>13 punti</strong>&nbsp;nella sconfitta di Orlando,&nbsp;<strong>14</strong>&nbsp;nella vittoria a Memphis, con&nbsp;<strong>4 triple su 8 tentativi</strong>. Altri <strong>10 punti</strong>, con <strong>3 su 4 da tre punti</strong>, nell&#8217;ultima contro gli Hornets.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“È un’alternativa diversa per noi. Può tirare, ma non è solo quello. Può mettere palla a terra, passare sui blocchi, aprire il campo per i nostri giocatori principali. E soprattutto, compete. È uno tosto.”</em></p>
</blockquote>



<p>Spoelstra lo conosce nei minimi dettagli e nelle prime rotazioni l’ha preferito a <strong>Pelle Larsson</strong>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Ho guardato tutte le sue partite in Nazionale per due anni. Quando sei il go-to-guy di una squadra come l’Italia e riesci comunque a incidere contro difese preparate su di te, significa che hai qualcosa di speciale. È stato uno dei miei giocatori preferiti sia al Mondiale che ai Giochi.”</em></p>
</blockquote>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DQTgMXLDKJw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DQTgMXLDKJw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DQTgMXLDKJw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Around the Game (@around_the_game)</a></p></div></blockquote>
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<p>L’arrivo di Fontecchio a Miami è stato anche un affare di numeri: Robinson aveva un’opzione da&nbsp;<strong>20 milioni di dollari</strong>, mentre l’azzurro guadagnerà&nbsp;<strong>8.3 milioni</strong> nell’ultimo anno del suo contratto. Gli Heat hanno poi deciso di non tagliarlo entro la scadenza di agosto, segnale chiaro di fiducia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Quando si è presentata l’occasione di prenderlo, ho sentito di conoscerlo bene. È un giocatore che difende, che accetta la sfida. Sono sicuro che crescerà ancora.”</em></p>
</blockquote>



<p>Non solo analisi video e statistiche: il legame si è rafforzato anche fuori dal parquet. Durante l’estate, Spoelstra è volato fino a&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;per incontrare Fontecchio di persona.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Ho sentito da subito la loro fiducia. La visita di coach Spoelstra è stata speciale, un gesto che ho apprezzato moltissimo.”</em></p>
</blockquote>



<p>Da allora, Fontecchio ha continuato a convincere, guadagnandosi un posto fisso nella rotazione sin dalla prima partita (ne abbiamo parlato <a href="https://aroundthegame.com/post/nba-simone-fontecchio-miami-heat-debutto/">QUI</a>).</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>“Serve sempre un po’ di tempo per adattarsi. Ma qualunque cosa lo staff mi chieda, io sono pronto a farla.”</em></p>
</blockquote>



<p>Un nuovo inizio, insomma. Per Simone Fontecchio, che sta dimostrando di poter essere più di un semplice tiratore. E per Erik Spoelstra, che ha trovato nell’italiano una pedina preziosa, capace di portare concretezza, intensità e &#8211; sì &#8211; un pizzico di “azzurro” nel cuore di South Beach.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



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<p></p>
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