Tre motivi per cui i Pistons potrebbero essere la prossima squadra dell’Est a fare il salto ai Playoffs.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Omari Sankofa II e pubblicata su Detroit Free Press, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Gli Indiana Pacers hanno scioccato il mondo NBA. Sono entrati nella post-season come quarta classificata dell’Est, hanno superato una squadra storicamente buona come i Cleveland Cavaliers e hanno battuto i New York Knicks in ascesa, grazie anche alle ottime prestazioni della loro coppia di stelle, Tyrese Haliburton e Pascal Siakam. Adesso sono sotto alle Finals, ma hanno vinto due partite contro la difesa da record dei Thunder e sfiorato addirittura il 3 a 1 in Gara 4, perdendo solo negli ultimi minuti.
La scorsa stagione i Detroit Pistons non hanno chiuso molto lontano dai Pacers, finendo al quinto posto nella conference con 44 vittorie. Dopo la sconfitta al primo turno in una serie competitiva di sei partite contro i New York Knicks, le aspettative per la prossima stagione sono aumentate.
Ecco tre motivi per cui i Pistons potrebbero essere la prossima squadra dell’Est a fare il salto ai Playoffs:
Cade Cunningham è una superstar
La scorsa stagione ha messo a tacere i dibattiti sul fatto che Cunningham potesse diventare il giocatore franchigia dei Pistons. Si è guadagnato il titolo di All-NBA Third Team ed è stato uno dei migliori giocatori a tutto tondo della lega, dando vita alla migliore stagione dei Pistons in quasi due decenni. Il dibattito sulla “migliore point guard dell’Est” comprende ora lui, Jalen Brunson e Haliburton.
Quest’ultimo è stato il motore di una squadra di Pacers che si è dimostrata straordinariamente resistente. In questa post-season sono stati otto volte in svantaggio di almeno 15 punti e hanno vinto cinque di queste partite. Gli eroismi di Haliburton sottolineano l’importanza di avere una stella in grado di essere all’altezza del momento, visto che i suoi quattro tiri per pareggiare o vincere la partita – compreso quello che ha stupito i Thunder in gara 1 – lo hanno fatto entrare nella storia dei playoffs.
Durante la sua stagione da All-NBA, Cunningham ha avuto la sua parte di momenti clutch, tra cui un game-winner a Miami nel mese di marzo. Ma la sua prima apparizione nei playoffs l’ha visto confrontarsi con un altro grande talento, Brunson, e ha rivelato che c’è ancora molto da mostrare. A differenza di Cunningham, Brunson e Haliburton avevano già sperimentato la post-season almeno una volta.
Con una serie combattuta alle spalle, il prossimo passo di Cunningham è quello di rispondere alla domanda che tutte le superstar devono affrontare: è in grado di alzare l’asticella nei playoffs?

I Pistons possono ottenere il loro Pascal Siakam
I Pacers hanno fatto il loro proverbiale “grande salto” a metà della stagione 2023/24 quando hanno acquistato Siakam dai Toronto Raptors. Questo li ha resi una delle principali contender ad Est, fornendo loro la seconda stella necessaria al fianco di Haliburton. Dall’acquisizione di Siakam, Indiana ha raggiunto consecutivamente le finali di conference e ha giocato 33 partite di playoffs.
Trajan Langdon non ha escluso la possibilità che i Pistons possano fare una mossa simile, sia in questa stagione che in futuro. Per competere servono almeno due stelle: i Knicks hanno Brunson e Karl-Anthony Towns, i Thunder hanno Shai Gilgeous-Alexander e Jalen Williams.
È possibile che una seconda stella sia già presente nel roster dei Pistons, ma la maggior parte delle squadre deve effettuare almeno una grande trade per acquisire un pezzo fondamentale. Gilgeous-Alexander, Haliburton, Siakam, Brunson, Towns e Rudy Gobert sono tra i protagonisti delle finali di conference che sono arrivate alle loro squadre tramite uno scambio.
Crescita in vista per un nucleo giovane
Ogni grande squadra di playoffs ha un supporting cast ben fornito e profondo. I Pacers hanno scelto la maggior parte di loro: Myles Turner, Andrew Nembhard, Bennedict Mathurin, Jarace Walker e Ben Sheppard si sono classificati tra i primi nove del roster per minuti totali giocati la scorsa stagione, insieme a Haliburton, Siakam, Obi Toppin e T.J. McConnell.
Anche i Pistons hanno scelto al Draft la maggior parte dei loro giocatori di rotazione, con sette dei primi 12 giocatori per minuti giocati selezionati di recente (Cunningham, Jalen Duren, Isaiah Stewart, Ausar Thompson, Ron Holland, Jaden Ivey e Marcus Sasser). Holland ha partecipato a 81 partite da rookie, mentre gli altri sei giocatori hanno tutti messo insieme le loro migliori stagioni.
È per questo che il front office ha adottato un approccio paziente alla costruzione della squadra. J.B. Bickerstaff ha detto che la scorsa stagione “c’era già qualcosa nella credenza” quando è arrivato il nuovo regime. Giocatori come Duren e Thompson hanno dimostrato di poter contribuire a una pallacanestro vincente con le loro prestazioni nei playoffs.
Con la maturazione del roster, l’aspettativa è che i Pistons possano sostenere una lunga post-season come i Pacers quest’anno.
