Fiat o Ferrari? Nel secondo anno dell’era Luka Doncic, i Lakers saranno chiamati a cambiare marcia

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Manas Sharma e pubblicata su The Lead, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


La stella del calcio Zlatan Ibrahimović una volta disse del suo poco brillante periodo al Barcellona: “Hai comprato una Ferrari, ma la guidi come una Fiat.”

La prima stagione di Luka Dončić e LeBron James a Los Angeles può essere descritta allo stesso modo.

Grandi aspettative

Quando Luka Dončić e LeBron James sono stati messi insieme a Los Angeles quest’anno, è stato subito chiaro che la stagione NBA aveva regalato ai tifosi una sorta di Ferrari del basket.

Una coppia di stelle che qualsiasi squadra avrebbe sognato di avere. Di certo, la Crypto Arena ha fatto registrare il tutto esaurito. I biglietti per i Lakers erano già tra i più costosi della lega, ma i prezzi sono aumentati del 19% dopo l’arrivo di Dončić.

Lo scambio ha portato con sé aspettative enormi. Numerosi analisti e tifosi hanno subito dichiarato che l’affare aveva ribaltato gli equilibri della Western Conference.

Molti davano i Lakers come favoriti per vincere a Ovest; alcuni li vedevano già con l’anello in mano. Anche i giocatori hanno espresso le stesse ambizioni da titolo. Poco prima dei playoff, Austin Reaves ha dichiarato in conferenza stampa: “Sinceramente, sento che possiamo vincere il titolo.”

E subito dopo l’arrivo di Luka, i Lakers sono entrati in uno stato di grazia. Hanno dominato squadra dopo squadra. In diverse occasioni, queste vittorie sono arrivate anche con uno tra Luka o LeBron in panchina, segno che la squadra aveva una buona profondità.

Ritorno alla realtà

Ma poco dopo quel picco, i Lakers si sono ritrovati a guardare il secondo turno dei playoff da casa.

I Minnesota Timberwolves hanno annientato Los Angeles al primo turno, chiudendo la serie in cinque partite. In gran parte, ciò è dipeso dalla mancanza di un vero protettore del ferro. Jaxson Hayes si è rivelato rapidamente inaffidabile contro Minnesota, giocando una media di appena 7,8 minuti a partita. Dall’altra parte, Rudy Gobert e Naz Reid hanno disputato una serie eccellente.

Attribuire tutto il crollo alla mancanza di un centro sarebbe però sbagliato.

I Lakers sono rimasti competitivi in molte partite dei playoff, e diverse sono state punto a punto fino alla fine. Ma con l’andare della serie, è emerso chiaramente che Los Angeles non riusciva a organizzare un attacco efficace nei momenti decisivi, fallendo costantemente negli ultimi cinque minuti.

Mentre Minnesota riusciva con costanza ad attaccare il ferro e a trovare tiratori liberi negli angoli, Luka — e a volte LeBron — si isolavano, tentando di risolvere da soli. Invece di eseguire schemi, molti Lakers si limitavano a guardare lo sviluppo dell’azione.

In Gara 3, per esempio, Anthony Edwards ha sfruttato questa staticità, segnando tre canestri pesanti negli ultimi cinque minuti per portare a casa la vittoria.

La versione più amara di questo scenario si è vista in Gara 4, quando Luka e LeBron hanno sbagliato due tiri ciascuno negli ultimi cinque minuti. A parte un layup di LeBron su assist di Luka, ogni tiro è stato preso troppo presto e in isolamento. Nessuna azione coinvolgeva entrambi. L’unico motivo per cui la partita è rimasta in bilico è stato grazie ai comprimari Austin Reaves e Rui Hachimura.

In nessun momento, durante questi “clutch time”, i Lakers hanno eseguito una singola azione coordinata tra LeBron e Luka. Anzi, una delle critiche principali a Gara 3 è stata che LeBron, nel mezzo di una partita da 38 punti, non ha nemmeno toccato il pallone nei momenti decisivi.

Uno sguardo al futuro

Attualmente, a Los Angeles c’è ancora tanta speranza per il futuro. E come potrebbe essere altrimenti? Dončić è, a detta di tutti, uno dei cinque migliori giocatori NBA. LeBron James continua a esprimersi a livelli da Second Team All-NBA.

Ma finché non impareranno a funzionare davvero come squadra, quella che dovrebbe essere una Ferrari resterà sempre guidata come una Fiat.