I Phoenix Suns sono crollati di nuovo a Toronto

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da John Volta e pubblicata su Bright Side of The Sun, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Quando le cose vanno male, vanno davvero male. Questa stagione continua a essere una masterclass sulle infinite sfumature del fallimento. I Phoenix Suns hanno trovato un nuovo modo di deludere contro i Toronto Raptors, permettendo a una squadra che normalmente non centrerebbe nemmeno un fienile da tre punti di trasformarsi improvvisamente negli Splash Brothers nel quarto periodo. Roba da Oppenheimer.
I Raptors, che fino a ieri occupavano un tranquillo ventesimo posto nella classifica delle percentuali da tre, hanno improvvisamente attivato la modalità Curry proprio mentre i Suns si erano rifatti sotto, accorciando il divario a due punti. Sotto di due con cinque minuti da giocare? Sì, hanno perso di 18.
Speranza? La speranza ormai è come una vecchia cabina telefonica dimenticata in una stazione di servizio. Qualcosa che non vedo più. Phoenix, ora 2-10 nei back-to-back di questa stagione, è come il segnale di una linea telefonica disattivata: piatto, monotono, bloccato in un loop senza fine.
La partita contro Toronto? Solo un altro triste capitolo nella terra desolata di una stagione che un tempo brillava di promesse.
E io? Sono in fila al Circle K, con un hot dog in mano, aspettando che l’eroe con i coupon davanti a me finisca la sua transazione, così posso tornare a casa a mangiare il mio triste panino freddo, nel buio.