Tra accordi troppo lunghi e stipendi esagerati, i contratti che più fanno piangere le franchigie NBA

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Jethro Swain e pubblicata su The Lead, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Quasi tutti i giocatori che riescono a entrare in un quintetto base della NBA, a un certo punto della loro carriera, accumulano una ricchezza generazionale. Gran parte di questa è meritata, poiché ai giocatori viene chiesto di mantenersi in forma fisica eccezionale per anni. In alcuni casi, si potrebbe persino dire che le stelle siano sottopagate. Il salario di LeBron James in NBA è probabilmente solo una frazione del suo reale valore per i Los Angeles Lakers e per l’intera lega.
Tuttavia, ci sono situazioni in cui alcuni giocatori hanno reso al di sotto delle aspettative rispetto ai loro contratti multimilionari, approfittando magari di fortunate circostanze o, in altri casi, del cattivo operato dei dirigenti. Esistono contratti oggettivamente pessimi nella NBA: ecco i cinque peggiori.
Menzione d’Onore – Miles Bridges – 3 anni/$75.000.000 (3 anni rimanenti)
Il problema principale del contratto di Miles Bridges è di natura morale, motivo per cui merita una menzione speciale. Sebbene Bridges possa valere una media annuale di 25 milioni di dollari, certamente non si tratta di un affare a quel prezzo.
Non bisogna dimenticare che nell’estate del 2022 Bridges è stato accusato di un reato grave per aver causato danni fisici a un genitore di un bambino (il suo) e di due capi d’accusa per abuso su minori. Dopo essersela cavata con tre anni di libertà vigilata e una sospensione di 30 partite dalla NBA, Charlotte ha deciso che fosse pronto a tornare in campo. Prima della stagione 2023, gli Hornets gli hanno offerto un’estensione triennale, ora al primo anno.
Per Charlotte, evidentemente, i problemi di immagine pubblica e il comportamento discutibile di Bridges sono un piccolo prezzo da pagare pur di rimanere una delle squadre peggiori della lega.
5. Grant Williams – 4 anni/$53.341.500 (3 anni rimanenti)
Restando a Charlotte, Grant Williams guadagnerà 13 milioni di dollari l’anno per i prossimi tre anni.
Il contratto è il frutto di uno scambio tra Boston e Dallas, ma non si può ignorare il fatto che Williams, attualmente il terzo giocatore più pagato degli Hornets, sia stato limitato anche dagli infortuni in questa stagione.
È difficile trovare valore in un giocatore come Williams, considerando che guadagna più di Herbert Jones, Austin Reaves e Cole Anthony. Anche il suo compagno di squadra Josh Green si trova in una fascia salariale simile, e si potrebbe facilmente sostenere che Green meriterebbe questa posizione nella lista, visti i suoi scarsi risultati recenti.
4. Patrick Williams – 5 anni/$90.000.000 (5 anni rimanenti)
Proseguendo con i Williams, Patrick Williams ha firmato un’estensione quinquennale che gli garantirà 18 milioni di dollari l’anno.
La logica dietro questo contratto è chiara: essendo un giovane talento, ci si aspettava un miglioramento progressivo che avrebbe reso il contratto vantaggioso nel tempo, tenendo conto anche dell’inflazione e dell’aumento del salary cap.
Il problema è che Patrick Williams non sta migliorando. I suoi 27 minuti a partita sono rimasti invariati nei cinque anni della sua carriera. Non ha mai superato i 10,2 punti di media in una stagione, e le sue percentuali di tiro dal campo (38%) e da tre punti sono ai minimi storici. Con queste prestazioni, è difficile immaginare che possa mai giustificare un salario medio annuo di 18 milioni.
3. Bradley Beal – 5 anni/$251.019.650 (2 anni rimanenti + player option)
I Phoenix Suns si sono accorti quasi subito di aver fatto un errore scambiando per Bradley Beal.
Il suo rendimento sul campo non giustifica il suo stipendio in rapida crescita, che attualmente supera i 50 milioni di dollari annui. Il problema maggiore è che il suo contratto limita le possibilità della squadra di costruire un roster competitivo intorno a Beal, Durant e Booker, complicando la situazione a Phoenix.
Forse Beal potrebbe essere scambiato e tornare a brillare, come ai tempi di Washington, ma finché nessuno sarà disposto a pagare oltre 50 milioni per una guardia di 31 anni, i Suns dovranno sperare che il suo valore annuale medio si avvicini presto al suo valore reale sul parquet.
2. Jerami Grant – 5 anni/$160.000.000 (3 anni rimanenti + player option)
È difficile capire perché i Portland Trail Blazers abbiano offerto a Jerami Grant questo contratto nell’estate del 2023.
Il GM Joe Cronin lo ha fatto prima che Damian Lillard chiedesse la cessione, ma dopo che Scoot Henderson era stato scelto al Draft, segnalando un cambio di direzione verso il futuro. Per qualche motivo, Cronin ha voluto includere Grant in questo piano.
Ora, con Lillard ormai lontano e un gruppo di giovani talenti pronti a emergere, Grant sembra fuori luogo. Non solo la sua età non è in linea con la nuova timeline della squadra, ma anche le sue prestazioni sono in calo: segna meno punti a partita rispetto agli ultimi cinque anni e tira con percentuali peggiori dalla sua stagione da rookie.
Chi sarà disposto a impegnarsi per Grant per i prossimi quattro anni con uno stipendio medio di 32 milioni?
1. Paul George – 4 anni/$211.584.940 (3 anni rimanenti + opzione giocatore)
I Philadelphia 76ers hanno fatto un salto nel vuoto con il contratto di Paul George, sperando almeno in uno o due anni di gloria prima della caduta.
A onor del vero, George ha avuto una delle sue migliori stagioni in maglia Clippers l’anno scorso, giocando 74 partite e mantenendo un’ottima produzione offensiva. Tuttavia, a 34 anni, George non è LeBron James, Kevin Durant o Stephen Curry. Nonostante sia stato un grande giocatore, non ha dimostrato il suo valore nei momenti più decisivi, almeno dai tempi degli Indiana Pacers.
Inoltre, non si è adattato bene ai 76ers. Le sue statistiche sono tra le più basse della sua carriera, e appare svogliato sul campo. Il contratto, che lo rende il nono giocatore più pagato della lega quest’anno, lo lega alla squadra per altri tre anni, con un’opzione giocatore da 56 milioni che potrebbe trattenerlo fino al 2028, quando avrà 38 anni.
Un disastro per una squadra come Philadelphia, che paga Embiid il secondo stipendio più alto della lega senza riuscire a metterlo in condizione di dominare.