
Non è certo un segreto che ci siano stati contatti insistiti fra Golden State Warriors e Utah Jazz attorno a Lauri Markkanen nell’ultimo periodo. Il finlandese è esploso come una vera e propria stella a Salt Lake City, vincendo il premio di Most Improved Player nella stagione 2022/23 dopo essere passato da una media di 15.4 punti nei primi 5 anni di carriera a ben 24.5 durante il biennio nello Utah, migliorando di gran lunga anche le percentuali – siamo ormai al 49% dal campo e a un clamoroso 39.5% su 7.9 triple tentate a partita, cifre clamorose per qualità e volume, soprattutto per un lungo. Le sue abilità balistiche, in aggiunta all’abilità ormai sviluppata nel crearsi il proprio tiro, hanno attirato le attenzioni dei Warriors, desiderosi di tornare competitivi dopo aver scaricato i contrattoni di Chris Paul e Klay Thompson. Nella Baia, Stephen Curry sarà a contratto per altri due anni, con lo stipendio più ricco della Lega nel 2024/25, di conseguenza sarà importante provare a valorizzare il più possibile questa finestra – se non con un titolo, quantomeno centrando i Playoffs. Aggiornamenti importanti sugli sviluppi delle trattative arrivano da Shams Charania di The Athletic:
“I Golden State Warriors sono la squadra più connessa a Markkanen delle ultime settimane, dal momento che le fonti di The Athletic riportano che sia stata discussa una proposta attorno a Moses Moody, molteplici first-round pick, molteplici pick swaps e molteplici second-round pick. I Jazz, però, hanno chiesto la massa di giovani talenti e il capitale dei Warriors, incluso di nuovo Moody, ma anche Jonathan Kuminga e Brandin Podziemski (il preferito da Utah, stando a Shams, ndr.), assieme alle pick, condizione che Golden State non ha nemmeno preso in considerazione, sempre stando alle fonti.”
Situazione piuttosto chiara: Utah è disponibile a una cessione, ma il prezzo è (giustamente) salatissimo. I Jazz hanno più volte fatto intendere di voler portare avanti un retooling competitivo negli anni post-Quin Snyder, sacrificando il fulcro del roster composto dai vari Mitchell, Gobert e (successivamente) Conley sì per ingente Draft capital, ma anche per materiale interessante sul quale rifondare da subito – Markkanen su tutti, ma anche Collin Sexton, per dirne un altro. Per questa ragione, l’opzione di far contento il finlandese nell’ottica di una permanenza è prioritaria, e lo ricorda anche Charania: Utah e Markkanen potrebbero accordarsi per rinegoziare il contratto attuale ($18M) e poi estendere a cifre più elevate all’altezza del 6 agosto, quando sarà eleggibile per la firma. Il solo problema? Questa dovrà avvenire soltanto nel giorno designato e non oltre affinché Markkanen possa restare disponibile per una trade a stagione in corso: dopo l’estensione, infatti, un giocatore non è scambiabile per 6 mesi, e il caso vuole che la trade deadline 2025 vada a cadere proprio al giorno 6 di febbraio. Il 7 agosto, in poche parole, sarebbe già troppo tardi. Se i Golden State Warriors vorranno avere una chance, dovranno trovare un accordo molto in fretta, decidendo nel breve quali e quanti sacrifici siano disposti a compiere.