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Ha termine una delle più seguite telenovele della Free Agency, quella tra i Golden State Warriors e Klay Thompson. Lo Splash Brother ha infatti deciso di terminare la lunga permanenza nella Baia, cambiando casacca via sign&trade dopo ben 13 stagioni. Come riporta l’insider NBA Adrian Wojnarowski, infatti, Thompson ha deciso di trasferirsi ai Dallas Mavericks in una trade che ha coinvolto 6 squadre – la prima di sempre – e che ha sbaragliato la concorrenza di Lakers, Clippers e 76ers. [AGGIORNAMENTO, ndr. ]I dettagli sono usciti solo molti giorni dopo l’annuncio, e la struttura comprende anche Charlotte Hornets (noti fin da subito), Minnesota Timberwolves, Denver Nuggets e Philadelphia 76ers:

Mavs: Klay Thompson; 2025 second-round pick

Warriors: Kyle Anderson, Buddy Hield; 2 second-round pick (Dallas 2031; la meno favorevole di Nuggets/76ers 2025)


Hornets: Josh Green, Reggie Jackson; second-round pick 2029 e 2030 dai Nuggets

Timberwolves: second-round pick 2025; 2031 second-round pick swap e cash dai Warriors

76ers: second-round pick 2031 dai Mavericks

Nuggets: cash da Charlotte

Klay si è accasato ai finalisti NBA 2024 per 3 anni, ad una cifra complessiva di $50 milioni. Il veterano e cecchino da oltre l’arco va quindi a rimpolpare la quantità di talento a roster a disposizione di coach Jason Kidd, andando a formare un incredibile trio offensivo con Luka Doncic e Kyrie Irving. Saranno fondamentali, infatti, le abilità dei primi 2 nel trovare il terzo nelle migliori condizioni per liberarne il tiro da oltre l’arco. Thompson rappresenta infatti una sicura risorsa dal perimetro, nonostante il ritmo di gioco sia diminuito dopo i 2 gravi infortuni subìti, che hanno portato ad un leggero calo in alcune colonne statistiche nelle ultime stagioni. Lo scorso anno, l’ex Splash Brother ha messo a referto una media di 17.9 punti, 3.3 rimbalzi e 2.3 assist a partita in 29.7 minuti d’impiego sul parquet, ma è risultato comunque uno dei giocatori più pericolosi sul perimetro, sempre attenzionato dalle difese avversarie. Per sfruttare la sua gravity, coordinandola a quella di Doncic e Irving, coach Kidd dovrà farsi creativo e organizzare qualche set apposito per liberarne le conclusioni dinamiche o anche solo per usarlo come esca per la difesa dal lato debole. Altrimenti, lasciandolo semplicemente in spot-up come avveniva con Derrick Jones Jr. o PJ Washington, si rischierebbe di non sfruttarne il pieno impatto potenziale sull’attacco di squadra a metà campo – posto che, fargli arrivare un passaggio in angolo dopo un collasso della difesa, sia comunque un affare. Klay Thompson ha un’altra chance di conquistare un titolo, e così i Mavericks: starà a entrambi trovare la giusta quadra per riuscirci.