FOTO: The Lead SM

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Sam Paffenroth e pubblicata su The Lead SM, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Durante le sue 20 stagioni in carriera in NBA, Chris Paul è stato membro di 7 squadre diverse. Nonostante i 39 anni d’età, Paul non ha ancora saltato alcuna partita quest’anno, giocando con la canotta dei San Antonio Spurs. Si trova sotto contratto tramite un accordo annuale da $11 milioni, che quindi scadrà al termine della stagione in corso. E col passare del tempo, CP3 continua ad accumulare premi e traguardi. Quest’anno ha infatti superato Jason Kidd al 2° posto per numero di assist e palle rubate totali in carriera, ponendosi in entrambe le classifiche alle spalle di John Stockton

In un’intervista rilasciata a dicembre, Chris Paul ha parlato del suo futuro con Tony Parker, affermando che giocherà “Forse ancora un anno o due. Sto ancora cercando di comprenderlo”. Tutti sanno quanto CP3 ami il gioco del basket e la competizione che esso implica, ragione per cui, sempre nel corso della stessa intervista, Point God ha sottolineato quanto sia difficile giocare in uscita dalla panchina, riferendosi all’esperienza ai Golden State Warriors dello scorso anno. Se dovesse scegliere di continuare a giocare, Paul vuole un ruolo di primo piano che possa permettergli di contribuire a raggiungere la vittoria. 

Dato che i San Antonio Spurs hanno appena acquisito la loro point guard per i prossimi anni a venire, ovvero De’Aaron Fox, è molto probabile che Chris Paul non farà più parte del roster nella prossima stagione. Alcune squadre potrebbero non essere interessate a CP3 per via del drastico calo avvenuto nel suo rendimento e statistiche negli ultimi due anni. Tuttavia riesce ancora ad apportare una leadership da veterano, ed è stato costantemente in salute e disponibile per la squadra – fattori che potrebbero far rivalutare la sua candidatura da parte di alcune franchigie. Quali saranno le squadre disposte a puntare ancora su Chris Paul? Ecco una lista delle possibili destinazioni per lo scenario della 21° stagione in carriera per Point God.

1) Los Angeles Clippers

Questa potrebbe essere la scelta più fortunata per Chris Paul, dati i suoi precedenti con la franchigia – ovvero i 6 anni trascorsi durante il suo prime ai Los Angeles Clippers. In quel periodo era noto come membro della Lob City, al fianco di Blake Griffin e DeAndre Jordan

Stavolta, però, Paul ritroverebbe l’ex compagno ai tempi dei Rockets, James Harden, ed affiancherebbe il pluri-Campione NBA, Kawhi Leonard. Un quintetto iniziale composto da Paul, Harden, Norman Powell, Leonard e Ivica Zubac sembra abbastanza solido e dotato di talento per competere nella Western Conference. Inoltre, offrirebbe a CP3 l’opportunità di ritirarsi in un contesto a lui familiare. In molti paventavano già quest’ipotesi la scorsa estate, prima che firmasse per i San Antonio Spurs. Quest’anno le possibilità che accada saranno molto alte.

2) Miami Heat

I Miami Heat stanno attraversando una stagione parecchio drammatica – basta citare solo un nome: Jimmy Butler. Nonostante il suo addio, la squadra sta ancora lottando per competere. Tuttavia, farlo senza una point guard di livello è davvero dura, ed è la ragione per cui l’aggiunta a roster di Chris Paul potrebbe giovare molto alla franchigia della Florida. Se Paul si aggregasse agli Heat giocherebbe accanto a Tyler Herro, Bam Adebayo e Andrew Wiggins nella Eastern Conference. In più, i molti giovani presenti in squadra godrebbero dei benefici dell’avere al loro fianco la sua esperienza. La combo creata da CP3 e Coach Erik Spoelstra potrebbe quasi certamente condurre la squadra al successo. Comunque, la canotta #3 degli Heat è stata ritirata in onore di Dwyane Wade, e Paul non ha mai indossato un numero differente in tutta la sua carriera. 

3) Phoenix Suns

Paul ha trascorso 3 anni ai Phoenix Suns, con cui è riuscito a raggiungere per l’unica volta in carriera le NBA Finals nel 2021. Anche questa sarebbe una chance di tornare in un ambiente a lui familiare. Con l’esperienza di Kevin Durant quasi certamente giunta ai titoli di coda in Arizona, Paul ritroverebbe comunque Devin Booker. Bradley Beal ha ancora la sua clausola no-trade e sembrerebbe voler rimanere ai Suns. Ci sarebbero anche i presupposti per incontrare nuovamente alcuni attuali compagni agli Spurs, poiché proprio gli Speroni rientrano tra le possibili destinazioni di KD

Anche se i Phoenix Suns stanno affrontando diversi problemi quest’anno, un ritorno di Chris Paul offrirebbe un’ulteriore chance di poter vincere il Titolo NBA.

4) Houston Rockets

Gli Houston Rockets sono stati la squadra più sorprendente della Stagione 2024/25. Si trovano al top della Western Conference, ma potrebbero affrontare qualche problema ai Playoffs a causa della loro carenza di esperienza in post-season. Chris Paul potrebbe quindi giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo dei loro giovani talenti. Essendo una delle squadre con l’età media più bassa di tutta la NBA, i Rockets coglierebbero enormi benefici dalla sola presenza di Point God in roster, permettendosi il lusso di continuare a competere ad alti livelli. Si affiancherebbe a giovani stelle in rampa di lancio come Alperen Sengun, Jalen Green ed Amen Thompson. In precedenza, Paul ha trascorso due stagioni ai Rockets insieme a James Harden, durante le quali hanno puntato a raggiungere le Finals, ma dovendo cedere il passo dopo un infortunio incorso proprio a CP3, costatogli alcune partite – e venendo poi scambiato con gli Oklahoma City Thunder. Forse questa volta potrebbe avere in serbo un finale differente. 

5) San Antonio Spurs

C’è sempre l’opportunità che Chris Paul decida di ri-firmare per i San Antonio Spurs. Tuttavia, a causa della presenza di De’Aaron Fox e della rapida crescita di Stephon Castle, potrebbe perdere la sua presenza in starting lineup e avere minor impiego sul parquet. Con ancora poco più di un mese rimasto sul calendario della Regular Season, i San Antonio Spurs hanno superato il loro numero di vittorie totali dello scorso anno, e gran parte del merito va a Chris Paul. Confermarlo potrebbe perciò rivelarsi cruciale, ma potrebbe lasciare il giocatore scontento del nuovo ruolo – che renderebbe l’esperienza simile a quella di Golden State. Con Victor Wembanyama e Coach Gregg Popovich entrambi fuori dai giochi per il resto della stagione, CP3 potrebbe aver voglia di rimanere e continuare anche il prossimo anno. 

Ritiro

Quando la Stagione 2025/26 avrà inizio, Chris Paul avrà già compiuto 40 anni. Con la rescissione di PJ Tucker da parte dei Toronto Raptors, Paul è adesso il 2° giocatore più anziano della lega, alle spalle di LeBron James. Fa parte del NBA 75th Anniversary Team, ed il suo palmares parla per lui. Paul è stato 12 volte All-Star, 11 volte All-NBA, 9 volte All-Defense, 5 volte leader della classifica Assist, 6 volte in quella delle Palle Rubate, ed infine anche vincitore del Rookie of the Year 2006. 

Nonostante non abbia vinto un Anello NBA, nessuno potrà mai negare la legacy di Point God. Se decidesse di optare per il ritiro a questo punto della sua carriera, sarebbe comunque ricordato come uno dei più grandi giocatori ad aver mai calcato un parquet cestistico. Ma sembra che Paul non sia ancora pronto ad appendere le scarpe al chiodo. Ma, se non dovesse trovare un ruolo che lo soddisfi in vista della prossima stagione, il ritiro rimane comunque tra le opzioni. 

Coach Chris Paul?

Chris Paul è considerato uno dei giocatori più intelligenti nella storia del basket. Il suo QI cestistico è stato fondamentale nella sua fenomenale carriera, pur essendo una guardia undersize. Di recente è divenuto comune, per i giocatori appena ritirati, rilevare incarichi da Head Coach – come accaduto, ad esempio, a JJ Redick, attuale HC dei Los Angeles Lakers. Anche se Paul ha già affermato di non aver interesse verso il ruolo di coach dopo la carriera da giocatore, ha comunque di recente lasciato le porte aperte anche a quest’ipotesi – oltre alla quale ha lanciato anche quella di detenere una franchigia. Inoltre, Paul sta progettando di trascorrere più tempo con i suoi figli. Ha già raccontato della sua sofferenza nel dover assistere alle loro partite solo tramite un iPad, non potendo essere a bordo campo. 

Probabilmente, anche se Paul dovesse decidere di intraprendere la carriera da Head Coach, ciò non avverrebbe comunque prima di alcuni anni. Si può presumere preferisca iniziare attraverso un ruolo nel Front Office, che gli concederebbe maggior tempo libero da trascorrere in famiglia, prima di diventare coach. Paul è in possesso di tutte le caratteristiche e qualità necessarie per essere un eccellente allenatore. Nel corso della sua carriera ha costantemente migliorato il rendimento delle sue squadre e fatto da mentore ai più giovani. Con il suo bagaglio di conoscenze ed esperienza, Chris Paul ha il potenziale per rivelarsi uno dei migliori giocatori divenuti coach che la NBA abbia mai visto.