Quindi, è vero che i Chicago Bulls hanno finalmente trovato un’identità anche senza Lonzo Ball?

Questo contenuto è tratto da un articolo di Michael Walton II per Chicago Bulls Confidential , tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


Come sappiamo, Lonzo Ball non solo ha saltato tutta la stagione in corso, ma sarà assente – almeno – per una parte della prossima dopo l’ennesimo, grave problema al ginocchio. Si tratta della terza operazione chirurgica che Lonzo dovrà affrontare al ginocchio destro (i dettagli QUI).


Con Ball lontano dal parquet, coach Billy Donovan ha sperimentato molto per cercare di capire come riempire al meglio il ruolo di point guard in sua assenza.

Dopo uno splendido rookie year, quest’anno Ayo Dosunmu ha faticato più del previsto al tiro, rendendo complicato un suo utilizzo nel quintetto titolare accanto a veterani che hanno estremo bisogno di giocare accanto a tiratori affidabili. Lo stesso si può dire per Patrick Williams, che a volte ha perso il posto da titolare mentre Donovan andava in cerca di risposte. 

Dalla trade deadline, in ogni caso, Chicago sembra finalmente aver trovato una propria identità.

I Bulls risucchiano le energie di chiunque in difesa e muovono moltissimo il pallone in attacco… e il merito è proprio di chi ha sostituito al meglio Ball: Patrick Beverley, arrivato a febbraio dai Los Angeles Lakers, e Alex Caruso. Il duo ha sfondato ogni aspettativa: con loro in campo, i Bulls hanno un defensive rating di 98.1, che sarebbe di gran lunga il migliore in NBA.

Se difensivamente i due sono protagonisti assoluti, dall’altro lato del campo sono abbastanza intelligenti da lasciar sfilare le tre stelle offensive della squadra: Zach LaVine, DeMar DeRozan e Nikola Vucevic. Qui Caruso e Beverley si rendono disponibili per il catch and shoot (esattamente il 93.8% dei loro canestri sono assisti) e per muovere meglio la palla, mantenendo comunque un usage basso.

In difesa è piuttosto chiaro perché questo duo lavori così bene: Beverley e Caruso sono due guardie fisiche, che non rinunciano mai a mantenere il matchup e sono in grado di accoppiarsi con giocatori dalle diverse caratteristiche fisiche e tecniche. Ed è così che il resto della squadra rimane libera di scatenare la propria aggressività nella rim protection o sulle linee di passaggio. Non a caso, nel mese di marzo, DeRozan sta registrando 1.6 steal a partita, e Vucevic 1.9 stoppate + rubate. Anche LaVine, seppur non al livello degli altri due, sta migliorando molto. Ed è il primo ad esserne consapevole:

“La gente può parlare di come difendo tutto il giorno, ma sono sempre stato uno dei migliori difensori on ball. Nell’uno contro uno, pochi riescono a passarmi. Non mi importa di ciò che dicono, so cosa sto facendo.”

(Zach LaVine)

Caruso e Beverley, grazie all’impegno e alla tecnica difensiva, hanno incoraggiato non poco i Bulls. Se la difesa era già il salvagente della squadra, dopo l’arrivo di Beverley e la consapevolezza dell’assenza di Ball, Chicago si è ritrovata. Regalandosi una chance di salvare una stagione deludente.