Non è una proposta di chi ha perso la testa, ma un dato di fatto: lo stesso sistema NBA si sorregge sul tanking, e non c’è niente di male ad ammetterlo.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da David Dennis Jr. e pubblicata su Andscape, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
È iniziato l’All-Star break! Tutti si godono una settimana di pausa, necessaria per ricaricare le batterie e prepararsi allo sprint finale. Anche se dovremmo parlare di ciò che accade sul campo, la notizia delle ultime due settimane è il problema del tanking. Tutti cercano una soluzione. A questo punto, modifichiamo anche la lottery del Draft NBA per rendere meno probabile che le squadre si arrendano a metà stagione,no? Entriamo nel vivo della discussione e chiediamoci se la lega abbia davvero un problema di tanking.
La NBA ha davvero un problema con il tanking?
Il tanking ha raggiunto quello che sembra essere stato un punto di rottura durante il passato fine settimana, quando gli Utah Jazz – che hanno appena acquisito l’ex All-Star e NBA Defensive Player of the Year Jaren Jackson Jr. – hanno deciso di far riposare i loro titolari e di mandare all’aria una vittoria sicura contro gli Orlando Magic. I Jazz erano in vantaggio all’inizio del quarto quarto, e Jackson e Lauri Markkanen avevano totalizzato insieme 49 punti. Improvvisamente, entrambi i giocatori sono stati messi in panchina e i Magic sono riusciti a vincere.
Non occorreva essere esperti di basket per capire cosa stava succedendo: i Jazz stavano chiaramente perdendo apposta per assicurarsi una posizione vantaggiosa nel Draft. E sono stati multati – anche per la gara contro gli Heat (vinta?) – assieme ai Pacers. Questo infatti non è l’unico caso. Gran parte del periodo di mercato e delle settimane precedenti è stato caratterizzato da squadre che perdono apposta e che scambiano giocatori per assicurarsi stelle che potranno giocare l’anno prossimo, da tenere a riposo.
Gli Wizards hanno acquisito Anthony Davis e lo hanno subito dichiarato fuori gioco per tutta la stagione. Questo è successo poche settimane dopo l’acquisizione di Trae Young, che non ha ancora debuttato per Washington. I Pacers hanno preso Ivica Zubac e lo hanno tenuto fuori a causa di un fastidioso problema alla caviglia. I Jazz stessi hanno dichiarato l’infortunio di JJJ, fuori fino al termine della stagione.
Tutte queste squadre vogliono scelte alte al Draft e sembrano disposte a far riposare le loro stelle fino a quando non saranno sicure di avere le migliori possibilità di ottenere un potenziale giocatore franchigia da una lottery ricca di talenti. Dopo l’All-Star Weekend, vedremo altre squadre impegnarsi attivamente nel tanking. Ce ne saranno una decina che faranno del loro meglio per arrivare ultime in classifica. Molte delle loro partite saranno inguardabili. E molti giocatori divertenti saranno messi in panchina. Questo è un male per la Lega, che infatti sta avanzando proposte assurde come quella di un torneo per determinare l’ordine della lottery – un torneo per giocare a perdere, qualcosa di meraviglioso per chi possiede il gusto dell’orrido!
Verdetto: non è questo il problema reale
La Lega non ha un problema di tanking. La Lega stessa si mantiene in equilibrio su questo concetto. Non c’è soluzione al tanking nell’attuale panorama NBA. Semplicemente non c’è. Finché ci sarà il Draft o qualsiasi altro sistema che aggiunga probabilità di vincere la lottery per assicurarsi uno o più giocatori unici nella loro generazione, le squadre continueranno a fare così.
L’unica soluzione al tanking è abolire il Draft stesso, ma si capisce quanto assurdo sembri tutto questo. Un argomento immediato è che i giovani giocatori finirebbero tutti negli stessi mercati. Ogni anno la scelta migliore andrebbe ai Lakers, e questo non sarebbe giusto nei confronti dei mercati più piccoli. Questa sarebbe la parità di competizione che cerca la NBA?

Nessuno accetterebbe soluzioni alternative e drastiche come questa, e va benissimo così. Alla fine abbiamo una Conference a ovest competitiva come non mai, e anche ad est c’è una totale incertezza su chi potrebbe uscire. Si parla addirittura di espansione, sintomo del fatto che la NBA beneficerebbe di maggiore talento diffuso, perché quello non manca mai. Casomai, sarebbe da pensare a un modo per ridurre la pesantezza del calendario, quindi l’usura, quindi gli infortuni, per rendere il prodotto più appetibile, ma la Lega stessa di questo non parla nemmeno perché coinvolge troppi accordi commerciali.
Dopotutto, è semplice capire se il tanking è un problema, basta chiedere a un tifoso dei Jazz: preferiresti una scelta al Draft che cambi le sorti della franchigia o una vittoria all’inizio di febbraio contro gli Orlando Magic?
Per chi preferisse vederci e ascoltarci anziché leggerci, ricordiamo che potete trovarci sui canali Twitch (clicca QUI) e YouTube (clicca QUI) di Around the Game con tante rubriche settimanali e bisettimanali. Per chi volesse seguire il nostro podcast, The Weak Side, l’appuntamento è invece ogni giovedì pomeriggio per la registrazione live, con un’uscita prevista il venerdì mattina su Spotify e Apple Podcasts.