
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Oliver Fox e pubblicata su NBA Playbook 2025 (SB Nation), tramite Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.
La corsa al premio MVP dovrebbe essere terminata. Di fatto, probabilmente è terminata… ma in favore della persona sbagliata. Da mesi si sapeva che sarebbe stato un duello tra due star: Nikola Jokic e Shai Gilgeous-Alexander. Tutti i gestori di quote e scommesse, nonché i gli stessi betting market, supportavano tale interpretazione. Gilgeous-Alexander conduce la classifica NBA riguardante lo scoring in quello che per molti è il miglior team della lega, mentre Jokic ha una tripla-doppia di media segnando 29 punti ad allacciata di scarpe. Sembrerebbe un dibattito lecito, no? Quanto meno dovrebbe, ma si pensa che Shai sia in vantaggio nella disputa, senza alcun valido motivo. Ha ricevuto il 70% dei voti per il primo posto nel recente sondaggio di prova di ESPN – con Jokic che ha ottenuto solo il 29% – ed è favorito con -285 per la vittoria, contro un +210 del Joker. Il centro dei Denver Nuggets si trova a dover fronteggiare una montagna, poiché il sondaggio di ESPN è spesso molto preciso, dato che si basa sui dati dell’insider Tim Bontemps, alla ricerca di voti reali. Ed è anche un metodo auto-rafforzante, poiché gli elettori sono spesso esitanti ad andare contro un consenso tanto chiaro, specialmente perché i voti sono adesso resi pubblici. Per il serbo sarà davvero difficile ribaltare i pronostici.
Ma in realtà non esiste alcuna tesi statistica a sostenere che Shai Gilgeous-Alexander stia disputando una stagione migliore rispetto a Nikola Jokic. Non c’è un vero e proprio aspetto del basket che faccia pendere la bilancia per Shai su Jokic, ed è praticamente impossibile stabilire che sia il “Most Valuable Player” per la sua squadra rispetto al serbo, dato che i Nuggets non hanno letteralmente idea di cosa fare in campo quando il 3 volte MVP si trova in panchina – con il loro Net Rating in calo da +11.9 con Jokic in campo a -10.3 con lui in panchina. Per quanto riguarda SGA, il Net Rating degli Oklahoma City Thunder va da +17.7 a +1, il che significa che i Thunder sono ancora in positivo anche senza il loro miglior uomo a roster. In breve: i Nuggets fanno semplicemente schifo senza Jokic, mentre i Thunder rimangono una buona squadra. Andando a valutare le Advanced Stats: il VORP (Value Over Replacement Player) rende Jokic di gran lunga migliore, con 8.0 contro il 6.9 di Shai. The Joker primeggia anche per quanto riguarda le seguenti statistiche: Win Shares e Win Share per 48 Minutes, rispettivamente 13.4 e 0.324; PER, con 32.7; Offensive e Defensive Box Score Plus/Minus, con rispettivamente 10.4 e 3.6.
L’unica vera tesi in favore di Shai Gilgeous-Alexander è che vincere sia l’unica statistica che conta davvero: Shai è il miglior giocatore della miglior squadra di una sovraffollata Western Conference. Questa è una tesi inconfutabile, poiché nessuna statistica viene considerata superiore alle vittorie ottenute, anche quando a discutere sono un gruppo di amici al bar e qualsiasi altra cifra posta al di sopra delle vittorie viene immediatamente derisa. “Vincere non è tutto, è l’unica cosa che conta” – già, è chiaro a tutti. Ma è anche l’approccio sbagliato quando si tratta dell’attribuzione di un premio concepito per un singolo individuo, e non per l’intera squadra. Se si trattasse del Best Team Award, SGA lo vincerebbe certamente a mani basse, ma per questo esiste già il Titolo NBA. Su basi individuali, invece, non è pertinente. Infatti, Jokic non sta soltanto sconfiggendo il suo rivale, ma sta anche distruggendo ogni suo altro risultato precedentemente raggiunto. E va tenuto conto che abbia già vinto ben 3 MVP! Ovvio, Gilgeous-Alexander sta guidando la classifica NBA riguardante lo scoring, ma è meno efficiente, poiché ha una media realizzativa di 3 punti migliore rispetto al centro dei Nuggets, con 2 tentativi in più a partita e statistiche nettamente peggiori al tiro – il 53% dal campo e il 38% da oltre l’arco di Shai contro il 58% dal campo e il 44% dal perimetro di Nikola. Quest’ultimo ha una media career-high da 29 punti a partita, con un assurdo 44% di conversione delle sue triple su un volume di tiro abbastanza decente – statistica che lo rende soltanto il 3° giocatore a riuscirci. E sta facendo tutto ciò con uno Usage Rate inferiore – Shai Gilgeous-Alexander è 3° nella lega con 34.4, Jokic è 19° con 29.2.
In revisione di quanto affermato: Nikola Jokic è il miglior giocatore tra i due, disputando una stagione migliore dal punto di vista statistico, essendo anche più importante all’interno della propria squadra e riuscendo a migliorare tutte le proprie versioni delle annate precedenti. Gilgeous-Alexander gioca in una squadra migliore. Il punteggio è di 4-1 per Jokic. Com’è quindi possibile che Gilgeous-Alexander stia per ricevere il premio? Per via del proiettile d’argento di cui dispone: gli elettori. I votanti non cambiano molto negli anni, e i membri dei media che hanno il potere di fare la scelta giusta l’hanno probabilmente già fatta almeno 3 volte sulle ultime 4. Inoltre, soltanto 5 giocatori nella storia hanno vinto il premio MVP più di 3 volte: LeBron James, Wilt Chamberlain, Bill Russell, Michael Jordan e Kareem Abdul-Jabbar. Perciò, Jokic si aggiungerebbe a quest’aurea lista.
Forse tutto questo è colpa di Jokic. Gilgeous-Alexander ovviamente non è scarso: è un giocatore fortissimo, ma non certamente il migliore della lega. Mentre il Joker, l’attuale miglior giocatore della lega, si rifiuta di abdicare in favore di chiunque altro. La vittoria di Joel Embiid nel 2022 è stata molto dura da sostenere, statistiche alla mano, ma il camerunense era molto più interessato a vincere il premio e ha dato battaglia fino all’ultimo. Il serbo avrebbe potuto vincere anche quell’anno, ma non gliene importava molto (come anche quest’anno, dopotutto). Inoltre c’è il fatto che Gilgeous-Alexander lo vincerebbe per la prima volta, aspetto mediaticamente più interessante rispetto a chi lo vince ancora e ancora e ancora e ancora – gli scrittori e votanti sono sempre alla ricerca di storie dalla narrativa succulenta – e ciò potrebbe costare il premio MVP al centro dei Nuggets.
Il premio MVP di Gilgeous-Alexander ha un profumo più nuovo ed intrigante – come quello dell’interno di un’automobile appena uscita dal concessionario – che quello di Jokic non ha. Forse gli elettori sono esitanti nel concedere tale onore ad un (attualmente) vincitore di un solo Titolo NBA, ma in realtà non dovrebbero essere così. La sua grandezza – la vera e propria grandezza – è innegabile, avendo già dimostrato varie volte di essere il miglior giocatore di questa decade. Perché gli elettori dovrebbero negargli di poter stare nella cerchia di cui già, in realtà, fa parte? Non c’è una vera e propria ragione. Anche se l’MVP fosse un premio narrativo, l’assurdo dominio di Jokic ha un racconto migliore anche rispetto a Sam Presti con a disposizione un paio di buoni giocatori ottenuti a costo iper-vantaggioso, che gli hanno permesso di mettere sotto contratto Isaiah Hartenstein e ottenere via trade Alex Caruso, affinché SGA potesse finalmente raggiungere il livello adatto per poter competere per la vittoria. Ogni anno ci sono sempre tante buone squadre, ma un giocatore come Nikola Jokic passa una volta soltanto per generazione. Il premio MVP dovrebbe tener conto di questo.