KD non si è ancora mosso, nonostante la richiesta di trade. E restare a Brooklyn, ormai, sembra tutt’altro che improbabile.

kevin durant
FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Ishaan Bhattacharya per Fadeaway World, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


Kevin Durant, dopo aver ufficialmente chiesto di essere scambiato a poche ore dall’inizio della Free Agency, è chiaramente il giocatore più desiderato del trade market di queste settimane.

Il prezzo per strapparlo ai Brooklyn Nets? Enormemente alto, tanto che chiunque abbia provato a convincere la dirigenza della franchigia, a suon di stelle e scelte future al Draft, non è andato neanche vicino a portare a termine la missione. Semplicemente, nessuna squadra può permettersi di sacrificare tutti gli asset che chiede Sean Marks per arrivare a KD.

Abbiamo dunque iniziato a pensareche la questione KD andrà avanti per un bel po’, e che potrebbe anche concludersi con un nulla di fatto e con la conseguente permanenza a Brooklyn del numero 7. 

A supportare tale tesi ieri è stato Adrian Wojnarowski, che ha spiegato che nessuna franchigia, finora, vede la concreta possibilità di soddisfare le pretese dei Nets. Durant, è importante ricordarlo, ha ancora ben 4 anni rimasti sul contratto.

Woj ha approfondito le situazioni di Miami Heat e Phoenix Suns, le due destinazioni indicate in prima persona da KD. Entrambe le squadre si sono sentite costrette a fare marcia indietro dopo i primi tentativi di negoziazione. Miami è sicuramente limitata dal fatto di non poter scambiare Bam Adebayo (è infatti vietato dalle regole NBA avere a roster due giocatori acquisiti via trade che hanno firmato una Designated Rookie Extension, e i Nets si sarebbero trovati con lui e Ben Simmons); la finestra di Phoenix, invece, si è probabilmente chiusa dopo aver pareggiato l’offer sheet dei Pacers per Deandre Ayton (i dettagli QUI).

Il roster di Brooklyn, alla fine, potrebbe restare così com’è (Kyrie Irving incluso) se KD non salutasse, nonostante il suo attaccamento ai Nets sembri ai minimi storici.