FOTO: NBA.com

 

Questo contenuto è tratto da un articolo di Trevor Hass per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Quando i Boston Celtics hanno riportato a casa Al Horford, molti hanno ritenuto che fosse una mossa saggia, per via della sua esperienza nei Playoffs e della sua conoscenza del roster e dell’ambiente in generale. L’opinione generale era che se fosse riuscito a dare un contributo anche per un minutaggio ridotto, sarebbe valsa la pena rimetterlo a libro paga.

Il suo ritorno ai Celtics, però, è andato ben oltre le aspettative, e “Big Al” oggi è un componente fondamentale nella starting lineup di coach Ime Udoka.

La sua versatilità si è dimostrata utilissima, se non fondamentale, nel corso della serie vinta contro i Brooklyn Nets e nel corso dei primi due episodi delle Eastern Conference Semifinals contro i Milwaukee Bucks (specialmente nella vittoria in Gara 2). Non sono molti i giocatori in NBA a potersi accoppiare come lui su Giannis Antetokounmpo e Jrue Holiday, e dall’altra parte del campo a servire i tagli dei compagni o i tiratori sul perimetro, prendere una quantità considerevole di rimbalzi e segnare dei tiri da fuori.

Horford ha messo a referto 12 punti e 10 rimbalzi nella sconfitta in Gara 1 contro i Bucks, aggiungendo 11 punti, 11 rimbalzi, 4 recuperi e 3 assist in 37 minuti in Gara 2, in cui è risultato fondamentale per raggiungere l’1-1 nella serie.“Eravamo molto concentrati e consapevoli dell’importanza di questa partita”, ha detto Al Horford al termine di Gara 2.

Versatilità difensiva

I Celtics in Gara 1 hanno spesso raddoppiato su Giannis, che ha saputo fare buone letture e buoni passaggi ai suoi compagni liberi.

In Gara 2 i C’s hanno deciso di affidarsi maggiormente ad Horford e Grant Williams nei matchup difensivi contro The Greek Freak. Horford è riuscito a contenerlo molto bene, senza aggredirlo fisicamente ma mantenendosi solido a difesa del pitturato, forzando Giannis a cercare spesso dei “contested fadeaway” (che segna con il 35%) come in questo caso:

Qui sotto un’altra clip in cui si vede Horford forzare Giannis a una conclusione complessa. Quando il greco attacca il canestro, Al riesce bene a mettere il corpo sulla linea di penetrazione, costringe Antetokounmpo a un cambio di direzione e riesce a disturbare il suo tiro. Non sono molti i giocatori a non essere né troppo lenti né troppo deboli fisicamente per difendere così su Antetokounmpo.

Di solito Jrue Holiday è molto efficace quando si trova in situazioni come quella nella clip sotto. Horford, però, ha dimostrato di poter giocare bene questa drop durante tutta la stagione. Qui protegge il canestro e poi ruba palla a Jrue:

Qui sotto invece è in marcatura su Bobby Portis, di cui alla fine del possesso riesce a stoppare il tiro da tre. Il suo aiuto sul pick&roll (che coinvolge Giannis) e poi il suo closeout sul tiratore hanno portato a un importante stop difensivo dei Celtics durante una scoring run dei Milwaukee Bucks.

Concretezza offensiva

Al Horford in fase offensiva ha fatto quasi sempre le scelte giuste nei Playoffs. Durante la Regular Season aveva commesso spesso degli errori in attacco, e i tifosi Celtics erano soliti vederlo applaudire se stesso ironicamente per la frustrazione; recentemente, invece, questi applausi si sono visti raramente, perchè Al non ha sbagliato praticamente nulla. 

Fa sempre la scelta giusta, e spesso più semplice, con i tempi giusti. Nella prossima clip è possibile vedere una situazione ricorrente, in cui attende lo sviluppo della giocata offensiva fin quando non trova Jayson Tatum sul perimetro.

Anche se Gara 2 non è stata la sua miglior serata al tiro (1/5), in questi Playoffs Al si è dimostrato una seria e costante minaccia sul perimetro (14/29, 48.5%).

Qui sotto, infine, un’ottima chiusura al ferro in transizione e un possesso in cui è bravo ad anticipare il tempo del suo tiro contro Antetokounmpo:

In Gara 2 ha fatto registrare (tutti team-high) 4 screen assist, 3 stoppate e 11 tiri contestati. La sua Usage percentage di 12.0 è una delle più basse tra gli starter dei bianco-verdi, tuttavia il suo Player impact estimate di 13.9 lo classifica al terzo posto in roster, dietro solo a Tatum e Brown.

Horford è un giocatore che sa fare tante, tantissime cose utili in entrambe le metà campo, e su di lui coach Ime Udoka ripone grande fiducia. Al è il veterano su cui i Celtics possono sempre fare affidamento: non è il loro miglior giocatore, ma certamente è la loro solida ancora.