Con l’aiuto di Kenny Atkinson, Evan Mobley sta giocando la miglior pallacanestro della sua carriera

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Branson Wright e pubblicata su Andscape, tradotto in italiano da Emil Cambiganu per Around the Game.
CLEVELAND – Quando Evan Mobley, centro/ala dei Cleveland Cavaliers, era bambino, sua madre Nicol Mobley si ritrovò in una sorta di tiro alla fune con il figlio, allora alle elementari, mentre si affrettavano attraverso un luogo che ospitava il suo torneo di basket.
Nonostante l’importanza della partita, l’attenzione di Evan era catturata dai ragazzi che partecipavano a una sfida al Cubo di Rubik nello stesso luogo. Era affascinato dalla velocità con cui quei bambini risolvevano il famoso rompicapo.
“Continuavo a dirgli che era una cosa interessante, ma lo spronavo: ‘Dai, dobbiamo andare al tuo torneo'”, ha raccontato Nicol. “Ma ripensandoci, e come sempre con Evan, tutto è un processo. Non ricordo quanto tempo dopo abbia risolto il suo primo Cubo di Rubik, ma, come in ogni cosa, Evan lavora sodo e trova sempre il modo di emergere.”
I Cavaliers vantano il miglior record della NBA (34-5) e si preparano per una rivincita contro i leader della Western Conference, gli Oklahoma City Thunder, giovedì. In questa stagione, i Cavs sono primi nella percentuale di tiro dal campo (50,2%), secondi nei punti segnati a partita (122,3) e terzi per tiri da tre realizzati (16,2) e minor numero di palle perse (13,1).
Gran parte del merito di questa stagione straordinaria va allo sviluppo dell’introverso Mobley, appassionato di Cubo di Rubik e musica, che sta vivendo la miglior stagione della sua carriera NBA. Il 23enne, alto 2,11 metri, sta registrando massimi in carriera in punti a partita (19), percentuale da tre (42,9%) e tiri liberi tentati (4,2). È stato anche nominato Difensore del Mese a dicembre, contribuendo al miglior rating difensivo della Eastern Conference (106,2) e al miglior differenziale punti (più 15,1) della NBA nello stesso periodo.
“Ho lavorato per questo e sapevo che giocare a questi livelli poteva essere una possibilità concreta nel mio futuro. Mi impegno ogni estate per arrivare qui. Ma questo è solo l’inizio, continuerò a lavorare. Non ci sono limiti.”
Anche se Evan Mobley parla poco, le sue prestazioni da All-Star stanno facendo molto rumore nella lega.
“Evan è molto talentuoso, un passatore straordinario, capace di mettere palla a terra e creare il proprio tiro,” ha dichiarato uno scout della Western Conference a Andscape. “Il suo tiro da tre sta migliorando, ma è già evidente che può segnare da ogni zona del campo. Inoltre, ha un gioco in post davvero efficace. Una delle sue qualità migliori è la visione di gioco: è un passatore eccezionale.”
RJ Barrett, guardia dei Toronto Raptors, ha potuto osservare da vicino i progressi di Mobley durante la terza sconfitta consecutiva della sua squadra contro i Cavaliers, il 9 gennaio.
“La differenza più grande è la sua fiducia nel tirare da tre, ma è anche più aggressivo in generale,” ha detto Barrett. “I Cavs giocano in modo coeso, e questo esalta il suo talento. È dominante nel bloccare e condizionare i tiri. Sta avendo una grande stagione.”
La stagione di Mobley è stata impreziosita da abilità di palleggio che gli hanno dato la fiducia per eseguire movimenti complessi e tirare da tre. Contro i Milwaukee Bucks il mese scorso, ha preso il rimbalzo, attraversato il campo palleggiando con la sinistra e concluso con una schiacciata.
Nonostante il suo atteggiamento pacato sia spesso scambiato per debolezza, Darius Garland, guardia dei Cavaliers, ha dichiarato che molti avversari hanno scoperto il contrario:
“In passato hanno provato a metterlo sotto pressione, ma ora è più forte mentalmente e fisicamente. E lo dimostra quando affronta qualcuno corpo a corpo. Non è uno che si fa mettere i piedi in testa.”
Un esempio lampante è arrivato nella vittoria contro i Thunder la scorsa settimana. Con tre punti di vantaggio e 1:13 sul cronometro, Mobley ha ricevuto la palla, si è mosso, ha preso quattro palleggi e ha battuto Isaiah Hartenstein due volte, segnando con un gancio destro. I Cavs e i Thunder, le due migliori squadre della lega, si sfideranno di nuovo giovedì alle 19:30 su TNT.
Come sono arrivati i Cavs e Mobley a questo punto? Parte del merito va allo sviluppo, ma un grande cambiamento è attribuibile al nuovo allenatore Kenny Atkinson.
Sotto l’ex coach J.B. Bickerstaff, ora ai Detroit Pistons, Mobley giocava spesso negli angoli in attacco, creando spazio per le penetrazioni di Donovan Mitchell e Garland. Ma le sue molteplici abilità erano poco sfruttate.
Durante la fase di colloqui per il ruolo di capo allenatore, Atkinson ha dedicato ore a studiare filmati per ideare un piano specifico per Mobley. Ha implementato un ruolo simile a quello di Draymond Green: prendere il rimbalzo, condurre il contropiede e agire da facilitatore nell’attacco a metà campo.
“Non avevo ben chiaro chi fosse come giocatore; per questo, durante quell’approfondimento, ho scoperto quanto fosse bravo e quanto potesse migliorare. È stato un processo di scoperta straordinario.”
Per Mobley è stato un risveglio. Prima dei suoi tre anni ai Cavs, era stato un giocatore multidimensionale in ogni fase, dall’AAU al liceo fino alla sua unica stagione a USC. Suo padre, Eric, ex assistente allenatore a USC e ora assistente a SMU, ha dichiarato che il figlio ha sempre avuto il talento per giocare a questi livelli.
“Quello che vedete ora è il suo sbocciare,” ha detto Eric Mobley. “Sta maturando e diventando più forte. Ha ancora un livello inespresso. Con giocatori lunghi e agili come lui, serve pazienza. Spesso hanno bisogno di tempo per svilupparsi.”
L’attacco fluido dei Cavs dà a Mobley la possibilità di esplorare nuove soluzioni e analizzare gli avversari, principi che incorpora nella sua vita.
Mobley è capace di smontare un laptop e rimontarlo. Ha imparato a suonare Beethoven al pianoforte guardando video su YouTube. E ora il bambino che correva verso un torneo di basket è in grado di completare un Cubo di Rubik in 60 secondi.
“Mi piace capire come funzionano le cose. Più conosci, più cresci. Questo vale anche per il basket: capire come si muovono i giocatori e agire di conseguenza. Mi aiuta a allenare il cervello per processare tutto più rapidamente.”
Recentemente Mobley ha iniziato un’altra attività traslabile al basket: crea basi musicali sul suo laptop usando FL Studio, un software per l’audio digitale.
“Stai costruendo elementi per creare un’opera d’arte completa. Amo creare cose nuove. Fare musica è come giocare a basket: tutto deve funzionare insieme per raggiungere un obiettivo. Aggiungi nota dopo nota, ed ecco una sinfonia.”
Proprio come l’armonia che i Cavaliers stanno mostrando in questa stagione.