Il debutto in Summer League di Cooper Flagg non è stato perfetto, anzi, ma è riuscito comunque a decidere la gara con una sequenza mostruosa.

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Mike Curtis e pubblicata su The Dallas Morning News, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
L’era di Cooper Flagg è iniziata ufficiosamente giovedì sera, quando i Dallas Mavericks hanno aperto la Summer League di Las Vegas con una vittoria 87-85 sui Los Angeles Lakers. Ecco cinque osservazioni sul debutto della prima scelta assoluta del Draft 2025:
Occhi puntati sul duello con Bronny James
Il Thomas & Mack Center si è presentato come un’arena quasi piena, in attesa di vedere Flagg confrontarsi con Bronny James, il figlio di LeBron al secondo anno nella Lega.
Sin dal momento in cui la palla a due è andata a favore dei Mavericks, si è capito che l’attesa era già alta per entrambe le squadre. Flagg ha ricevuto la palla e i Lakers hanno mandato subito due difensori a raddoppiare, quasi come se conoscessero la prima giocata dei Mavs – ci si poteva aspettare qualcosa di diverso, dopo le storie sui workout?
Cooper Flagg ha attirato subito l’attenzione, ma James è partito forte realizzando i primi cinque punti dei Lakers. Ha messo a segno uno step-back dalla media distanza proprio su Flagg per aprire le danze di entrambe le squadre, e ha poi realizzato una tripla quando la giovane stella di Dallas è passata sotto il blocco. James ha chiuso con otto punti, un rimbalzo e un assist.
I due protagonisti si sono marcati più volte nel corso della partita. Nel secondo quarto, Cooper Flagg ha affrontato James in post su tre possessi consecutivi, scatenando gli applausi del pubblico. Nel secondo tentativo di post-up, Bronny è riuscito a strappargli la palla e i tifosi all’interno dell’arena si sono esaltati, ma la prima scelta assoluta ha avuto successo al terzo tentativo, con un tiro dalla media distanza che ha superato il figlio maggiore di LeBron James.
Bronny ha anche avuto la possibilità di vincere la partita nel quarto periodo, ma ha sbagliato un tiro da tre con esitazione. Cooper Flagg ha chiuso con 10 punti, sei rimbalzi, quattro assist, una stoppata decisiva e tre rubate in 27 minuti di gioco. James ha totalizzato otto punti, due rimbalzi e due assist con 2 su 8 dal campo.
Un po’ freddino
Cooper Flagg è andato in panchina dopo il primo timeout della partita per prendere fiato dopo aver sbagliato i primi due tiri. Il suo momento più brillante si è verificato un minuto dopo, quando ha effettuato diverse giocate di grande impatto al rientro in campo.
Il rookie dei Mavericks ha rubato la palla e l’ha portata per tutta la lunghezza del campo superando due difensori dei Lakers prima di realizzare una schiacciata a una mano. A questa ha fatto seguire un tiro dalla media distanza che ha messo a segno mentre cadeva a terra.
Con questa sequenza è riuscito a dimostrare il motivo per cui è stato scelto come miglior giocatore al Draft, mostrando la sua versatilità, anche se non ha tirato bene, con solo 5 su 21 dal campo. È naturale che fosse un po’ arrugginito, considerando che si trattava della sua prima partita ufficiale da quando Duke è stata eliminata dalle Final Four a marzo.
Point Flagg
Dopo settimane di anticipazioni su come sarebbe stato nel ruolo di playmaker, il mondo del basket ha avuto un assaggio della visione dell’allenatore dei Mavericks Jason Kidd: “Point Flagg”, cioè un utilizzo da point guard.
Ha portato più volte la palla in campo ed è riuscito ad avere successo in palleggio, anche quando i difensori dei Lakers hanno cercato di essere fisici e mettere pressione. Spesso è stato aggredito a tutto campo, ma ha usato il suo corpo per proteggersi dai difensori che cercavano di rubargli la palla.
Alla fine del quarto periodo, è andato in penetrazione nel pitturato, si è girato come se stesse per alzarsi per un tiro dalla media distanza e ha passato la palla a Maxwell Lewis nell’angolo per un tiro da tre pulito.
Cooper Flagg ha appena 18 anni, ma ha dimostrato di avere un buon equilibrio nell’avviare l’attacco e di effettuare passaggi intelligenti, soprattutto in transizione. Non ha commesso palle perse, un risultato impressionante se si considera quanto ha avuto la palla tra le mani. I Mavericks hanno infatti commesso solo quattro turnover, un numero eccezionale dopo essersi allenati solo due volte nella settimana precedente all’esordio.
Non è chiaro quanto vedremo la prima scelta assoluta agire da playmaker durante la stagione regolare, ma sarà un’opzione da utilizzare se Kidd lo desidera.
I Two-way dei Mavericks
Cooper Flagg non è stato l’unico giocatore a impressionare nella partita di giovedì. Il two-way dei Mavericks Ryan Nembhard ha guidato la squadra nello scoring con 21 punti e cinque assist. L’altro two-way Miles Kelly ha aggiunto 17 punti, quattro rimbalzi e due assist. I due hanno esordito insieme a Flagg, Jamarion Sharp e Maxwell Lewis.
Nembhard ha dato ai Mavericks un vantaggio di due punti a 59.1 secondi dalla fine dopo aver realizzato una tripla, assistito da Flagg. Nel corso della partita ha messo a segno diversi tiri puntuali e non ha permesso che la sua altezza ridotta gli impedisse di raggiungere i suoi punti.
Supporters
C’erano diversi volti noti seduti a bordo campo per assistere all’esordio dei Mavericks in Summer League. Il governatore dei Mavs Patrick Dumont era seduto di fronte alla panchina di Dallas. Insieme a lui c’era una folta schiera di membri chiave del gruppo della squadra ufficiale, tra cui Kyrie Irving, P.J. Washington, Max Christie, Naji Marshall, Jaden Hardy e Olivier-Maxence Prosper.
Il gruppo dei Mavericks si è alzato in piedi all’inizio del secondo quarto, quando Cooper Flagg ha realizzato un tiro in fadeaway dalla linea di fondo sopra le mani tese di James. La prima scelta assoluta ha mostrato il suo spirito focoso e ha urlato verso i suoi nuovi compagni di squadra, celebrando il momento di successo nella rivalità contro James.
Erano presenti anche i membri del front office e dello staff tecnico, tra cui gli assistenti del general manager Michael Finley e Matt Ricardi, insieme al capo allenatore Jason Kidd e al nuovo assistente capo Frank Vogel, oltre ad altri collaboratori. Era presente anche l’azionista di minoranza Mark Cuban. Assente giustificato il General Manager Nico Harrison, ma il supporto della franchigia è stato più che sufficiente per la prima partita della squadra a Las Vegas.