La stagione dei campioni in carica era partita con le migliori aspettative. I primi incidenti di percorso, però, hanno portato ad un inizio faticoso.

FOTO: Milwaukee Bucks, Twitter

Come è iniziata la stagione dei campioni NBA? Dopo aver raccolto solo 6 vittorie nelle prime 14 partite, è arrivato il momento di fare un po’ il punto della situazione in Wisconsin.

Nonostante la streak aperta di tre successi consecutivi, quello della regular Season 2021/22 è stato un inizio abbastanza travagliato per i Milwaukee Bucks, che si sono ritrovati con numerosi membri della second unit nello starting five a causa degli infortuni che li stanno tormentando fin dalle prime partite. Le rotazioni ridotte hanno sicuramente influito sui risultati di questo inizio stagione, nel corso del quale Giannis Antetokounmpo e compagni hanno faticato anche con squadre non irresistibili.

Oltre a Donte DiVincenzo, che non è ancora sceso in campo, hanno assunto rilevanza le assenze di Brook Lopez, che ha giocato solo la prima partita contro i Nets, Jrue Holiday (che ha saltato 6 partite) e Khris Middleton, positivo al Covid-19, che non ha giocato le ultime 8 partite. Inoltre, i Bucks hanno dovuto aspettare la quinta gara per vedere in campo Bobby Portis e Semi Ojeleye.

I protagonisti di questo inizio stagione sono stati Antetokounmpo, Grayson Allen e Pat Connaughton. Mentre il greco sta trascinando la squadra, nonostante la mancanza degli altri titolari, con numeri simili a quelli della prima stagione da MVP, Allen e Connaughton stanno dando il loro apporto su entrambi i lati del campo per cercare di far pesare il meno possibile le numerose assenze.

Giannis Antetokounmpo

Difesa: un superatleta in mezzo ai superatleti

La difesa dei Bucks è molto meno efficace rispetto allo scorso anno. Come mai? L’assenza di Holiday sta pesando molto in termini di difesa Point-Of-Attack, a cui bisogna aggiungere l’assenza di Donte sulle altre guardie e di Lopez a proteggere l’area.

Antetokounmpo sta provando a evitare il totale collasso del sistema difensivo dei Bucks con il suo career-high in stoppate (1.9) e Block% (5.2). Con lui in campo, gli avversari dei Bucks fanno registrare 19.3 punti in meno su 100 possessi (98° percentile), sesto dato migliore della lega, mentre senza di lui un terribile 121.6, al minimo percentile di Cleaning The Glass.

Giannis si trova al terzo posto in tutta la lega per tiri contestati a partita con 12.2 (dietro solo a Mobley e Horford), nonostante sia “solo” decimo per tiri da due contestati. Contesta 4.1 triple a partita delle 5.6 che gli avversari tirano contro di lui, concedendo il 35.6%. Particolarmente efficace soprattutto contro le guardie avversarie, a cui concede il 30.4% dalla lunga distanza. In generale, però, mette in difficoltà chiunque nei matchup.

MatchupFGAFG%3PA3P%
G10039.04630.4
F8139.51140.0
C4652.2845.5
via NBA.com

L’attacco: il dominio della restricted area e una luce in fondo al tunnel

Come da copione, Antetokounmpo sta dominando la restricted area con il 74.8% su 8.4 tentativi a partita, rendendolo il miglior realizzatore della lega con 6.3 canestri segnati a partita.

Attacca il ferro sia da situazione statica quando riceve fuori dall’arco per giocare in isolamento, sia da rollante dopo un pick&roll o ricevendo sul taglio lontano dalla palla. La situazione a cui più tende è la transizione offensiva: ne gioca 7.3 a partita (27.0% di frequenza), più di tutti in NBA, generando 1.06 punti per possesso con una turnover% tra le migliori della lega (11.0) per il volume.

La sua pericolosità all’interno dell’area crea una gravity molto importante per tutto il sistema di Milwaukee. Per arginarlo le difese spesso reagiscono raddoppiandolo o, addirittura, triplicandolo quando riceve in area, cercando il più possibile di limitarlo e impedirgli di andare a canestro, sia quando riceve spalle a canestro, sia quando è imbucato dal passaggio di un compagno. Mentre negli anni scorsi faceva fatica contro questo tipo di difese, i suoi miglioramenti nelle letture e nel passing lo stanno aiutando ad essere più efficiente e più utile alla squadra. I 5.8 assist di media di questa stagione sono un dato fra i più alti della sua carriera, a cui va unita l’assist% da 31.4 (98° percentile).

Aver circondato Giannis di giocatori dotati di buon tiro in spot-up, la visione di gioco e il tempismo nei passaggi che sono migliorati di anno in anno sono i principali motivi del miglioramento in quasi tutte le statistiche che riguardano il passing, culminanti nel primo posto nella lega per assist totali nei tiri da tre punti (59).

La (non) panchina

A causa delle numerose defezioni, alla panchina è stato dato un ruolo diverso rispetto a quello che ci si poteva aspettare durante la Preseason. Connaughton e Allen sono entrambi al career-high per minutaggio e ai massimi storici per usage%. Ma come si stanno comportando questi role player, improvvisati come secondo e terzo violino dei campioni in carica?

Pat Connaughton

Sta giocando probabilmente il miglior basket da quando è ai Bucks, tirando con il 38.2% da dietro l’arco con oltre 6 tentativi a partita, a cui aggiunge il 70% da due punti. Una percentuale così alta è legata al fatto che ben 39 dei suoi 40 tiri da due in stagione arrivino dal pitturato.

Il suo apporto in attacco è molto importante per i Bucks: grazie alla sua verticalità conclude bene al ferro, che sia con una schiacciata o con un layup (72% nella restricted area). Spesso usa i buchi della difesa causati dalla gravity che Giannis esercita sulle difese per tagliare verso canestro e concludere.

Oltre a questo c’è un’altra situazione in cui Pat va al ferro con comodità, e cioè il drive&kick sulle penetrazioni di Holiday, con la difesa che collassa sul prodotto di UCLA lasciando spazio in area.

Oltre ad una grande presenza al ferro, Connaughton sta vivendo la sua miglior stagione al tiro pesante. I 6.5 tentativi a partita da tre e il 38.2% legato ad essi sono i migliori dati in carriera. Quando Giannis viene raddoppiato o quando Holiday e gli altri vanno in penetrazione, Pat è bravissimo a farsi trovare libero sugli scarichi. Il 90% delle sue triple (38/42) arriva infatti dall’assist di un compagno.

Nonostante una usage% alta per gli standard e le percentuali efficienti, l’ex giocatore di Portland sta mantenendo un buon livello anche in difesa, dove sfrutta la sua verticalità e la sua rapidità per contestare i tiri, che siano layup o conclusioni da tre punti, ponendosi al primo posto fra i pari-ruolo per tiri contestati a partita (8.4).

Va più in difficoltà negli uno-contro-uno, dove è spesso costretto a difendere avversari più alti, pur essendo abbastanza leggero rispetto alla maggior parte delle ali e dei centri.

POSFREQUENCY%FG%
G52.740.0
F38.448.1
C8.966.7
via NBA.com

Grayson Allen

Quest’estate il suo arrivo è passato un po’ in sordina, con il compito principale di sostituire Forbes e allungare un po’ la panchina ai Playoffs, aggiungendo, oltre al tiro perimetrale, un po’ di difesa e aggressività, quello che è mancato a Bryn e che ha condizionato il suo minutaggio nel corso della post-season.

Sta tirando molto bene da tre punti, registrando il suo career-high in 3P% e 3PA con 42.3% su 8.4 tentativi a partita, al 12° posto in tutta la lega tra quelli con almeno 5 tentativi a partita. Anche lui, come Pat, sta sfruttando gli spazi liberi che crea la gravity di Antetokounmpo. Non è un caso che siano due dei giocatori che tirano (e segnano) di più ricevendo un passaggio di Giannis.

Il fatto che sia più un giocatore di rotazione si nota in tutto ciò che non riguardi il tiro perimetrale, prediligendo il gioco da fuori rispetto ad una conclusione al ferro. Nonostante ciò, sta mantenendo una buona efficienza, con il career-best per turnover% (5.1) e cifre oltre il 60% in true shooting% ed effectiveFG%.

In difesa si sta impegnando molto senza essere ancora incappato nelle vecchie abitudini, che già dai tempi di Duke lo avevano reso un candidato per l’entrata nel club dei giocatori più scorretti di tutta la lega. Le guardie, 66% dei suoi matchup, contro di lui stanno tirando con il 36.7% e il 21.4% da tre punti. Anche lui fatica molto contro avversari più alti e grossi, comunque, essendo ancora più sottodimensionato di Connaughton.

La speranza è che entrambi riescano a mantenere questo livello durante tutta la stagione, anche quando gli assenti rientreranno e il loro minutaggio si abbasserà.

Cosa aspettarsi per il resto della stagione?

Middleton, Holiday e Portis pian piano stanno ritrovando la condizione, mentre i nuovi arrivati si stanno ambientando, dando i primi segnali positivi.

Ad allungare il roster ci sono anche Jordan Nwora, che cresce partita dopo partita (tanto da guadagnarsi il paragone con un giovane Middleton), e Sandro Mamukelashvili, che nelle poche occasioni avute finora ha dimostrato talento offensivo e margini di miglioramento in difesa.

Purtroppo non si ha ancora un’idea precisa sulle date per il rientro di Lopez e DiVincenzo: il lungo ex-Nets ha parlato con Shams Charania dei miglioramenti che lo potrebbero portare al rientro nelle prossime settimane, mentre per Donte si sono solo visti estratti di attività senza contatto.

Non sarà una Regular Season facile per i Bucks, visti i numerosi infortuni, ma l’obiettivo è quello di arrivare pronti ai Playoffs con la voglia e la speranza di ripetere quanto fatto lo scorso anno.