Con Al Horford, Luke Kornet e Kristaps Porzingis che si trovano di fronte a un futuro incerto, i Celtics affronteranno un’offseason cruciale per stabilizzare il reparto lunghi.

FOTO: Celtics Blog

Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Nate Moskowitz e pubblicata su Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.


Al di fuori dell’infortunio di Jayson Tatum, l’incertezza della situazione dei lunghi è probabilmente l’argomento più degno di nota da monitorare in offseason. I tre centri principali di Boston hanno un punto interrogativo sul loro futuro in squadra. Al Horford e Luke Kornet sono free agent senza restrizioni, mentre il nome di Kristaps Porzingis è illuminato come se fosse un’insegna a LED per il trade market.

C’è una vaga possibilità che ogni lungo citato sia fuori dal roster entro l’inizio della prossima stagione. Questo lascerebbe a Boston un buco di oltre 4.000 minuti da centro da riempire. Si tratta certamente di una evenienza drammatica, ma la probabilità che tutti e tre tornino è altrettanto alta.

Horford, Kornet e Porzingis: tre percorsi incerti

Horford potrebbe ritirarsi, oppure decidere che i suoi anni rimanenti possano essere utili a una contender. Quest’ultima ipotesi sembra improbabile, non per mancanza di capacità, ma considerando il suo amore per la squadra e il fatto che ha già ottenuto il suo anello. Il momento della sua carriera è molto diverso rispetto a quando Horford ha firmato con Philadelphia, e trasferire di nuovo la sua famiglia in una nuova città per un anno o due non ha molto senso.

Per quanto riguarda il ritiro, Horford non si è impegnato in nessuna delle due direzioni. Ha ancora molto da dare a questo gioco, ma con lo status di contender della squadra in evoluzione, sarebbe comprensibile se vedesse questo come una naturale uscita di scena.

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Dopo una stagione estremamente produttiva, Kornet dovrebbe avere molti pretendenti in free agency. Ha abbracciato ed è stato abbracciato da Boston, ma potrebbe essere fuori dal budget dei Celtics. Sebbene la squadra detenga i Bird Rights su Kornet, il fatto di operare al di sopra della seconda fascia dell’apron limita le prospettive di trattenerlo.

È da qui che nascono i dubbi su Porzingis. Il suo contratto da 30 milioni di dollari che occupa il 20% del cap non è sostenibile dal punto di vista della costruzione della squadra. La sua stazza, il suo talento e le sue capacità lo rendono difficilmente sostituibile, ma non bastano a compensare la sua scarsa disponibilità complessiva.

La rinuncia a Porzingis e ricavarne in cambio uno stipendio inferiore al suo garantirebbero alla squadra una maggiore flessibilità. Potrebbe aprire la porta a uno o a entrambi i sopracitati Horford e Kornet per stipulare nuovi contratti che abbiano senso per ambo le parti.

Al massimo, Boston potrebbe trovare un modo per riportare due dei tre. In ogni caso, la squadra si ritroverebbe con un bel po’ di scarpe da riempire. Sarà estremamente difficile trovare il sostituto di Horford o un lungo del futuro in una sola offseason.

Opzioni interne: Queta e Tillman

A parte Porzingis, Neemias Queta e Xavier Tillman sono gli unici centri sotto contratto fino alla stagione 2025-26. Tillman purtroppo non sembra più un’opzione dopo un’annata deludente. Inizialmente sembrava un interessante scommessa a basso costo, ma in questa stagione ha disputato meno minuti (231) di quanti ne abbia giocati l’anno precedente dopo essere arrivato alla deadline (274).

La mancanza di tempo di gioco di Tillman può essere attribuita a un infortunio al ginocchio che è stato un problema per qualche tempo. Forse un’offseason lo aiuterà a rientrare nel roster per la prossima stagione, ma sembra che la nave sia salpata. Queta, invece, potrebbe essere in linea per una promozione.

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Queta è stato per Boston un progetto di recupero simile a quello visto con Kornet. Hanno investito molto tempo e risorse per cercare di trasformarlo in un giocatore in grado di sopravvivere nel sistema di Mazzulla. In due anni con la squadra, il suo minutaggio e il suo impatto sono stati altalenanti, ma con sprazzi incoraggianti.

Ha partecipato a 62 partite, una in meno di Jaylen Brown, la stessa quantità di Jrue Holiday e più di Horford e Porzingis. Il suo tempo di gioco totale è stato significativamente inferiore a quello di tutti e quattro, ma è stato pronto a ricoprire un ruolo più importante quando necessario.

Queta probabilmente non salverà il posto di centro l’anno prossimo. Tuttavia, diventare un terzo e occasionalmente un secondo centro potrebbe però essere una buona cosa, soprattutto considerando che il suo stipendio è di poco inferiore ai 2.4 milioni di dollari. Queta sta entrando nella stagione dei 26 anni, mentre Kornet ha iniziato a mettere insieme i pezzi solo a 27 anni.

Il Draft: una potenziale soluzione a lungo termine?

Un’altra opzione per i Celtics è quella di puntare su un centro al Draft. Questo sembra probabile, indipendentemente dal ritorno dei giocatori attuali. Ci sono diversi lunghi intriganti che dovrebbero essere disponibili quando i Celtics dovranno scegliere.

Prospetti come Ryan Kalkbrenner, Hansen Yang, Maxime Raynaud e Rocco Zikarsky soddisfano alcuni dei requisiti che Boston sta cercando per i suoi lunghi. Una combinazione di caratteristiche come le dimensioni, la versatilità difensiva, lo spacing, il rim-rolling e la rapidità di lettura di gioco sono importanti se si vuole giocare sotto Mazzulla.

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Puntare su un centro sarebbe un altro ottimo modo per assicurarsi una produzione a basso costo, una delle chiavi per costruire un roster di successo nell’era del secondo apron. Brad Stevens non è mai stato uno di quelli che fanno il botto nella notte del draft, ma ha in mano le carte in regola per fare un salto di qualche posizione se c’è un giocatore di suo gradimento. I biancoverdi potrebbero anche rimanere fermi o scalare di qualche posizione per accumulare più capitale al draft senza dover prendere necessariamente qualcuno.

Il trade market: una scelta difficile per Boston

Un’altra possibilità sarebbe quella di ottenere un lungo in uno scambio. Poiché l’obiettivo della maggior parte degli scambi è quello di ridurre le spese, Boston è limitata nel numero di giocatori che può perseguire. La maggior parte dei centri d’impatto sono valutati di conseguenza, e riportare un altro grosso contratto crea tanti problemi quanti ne risolverebbe.

Sebbene il suo contratto sia enorme, Porzingis ha ancora un solo anno rimasto. Le sue condizioni di salute e la recente delusione nei playoffs sono difficili da ignorare, ma c’è un’argomentazione a favore della possibilità di fargli disputare l’ultimo anno. È altamente improbabile che si trovi un miglioramento immediato del talento.

Prendendo in prestito un’idea dal baseball, i Celtics potrebbero trarre vantaggio dall’acquisto di un “inning eater”, cioè un giocatore in grado di gestire una grande quantità di tempo di gioco senza aspettarsi un rendimento da star.

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Pensieri finali: una posizione in evoluzione

È difficile prevedere il percorso corretto da seguire, ma la maggior parte dei segnali indica la necessità di rimodellare il reparto lunghi. Si tratta della posizione più instabile del roster, con il minor numero di opzioni a breve e lungo termine.

Assicurarsi il centro del futuro sarà difficile e, a meno che quest’estate non si riesca a trovare un colpo da qualche parte, si prospetta una tempistica lunga. Con queste premesse, la priorità di un tappabuchi ha senso. Boston potrebbe aver bisogno di circa 3.000 minuti da centro, e sarà interessante vedere come affronterà la questione.

Che sia attraverso il draft, la crescita interna o un’intelligente manovra sul tetto ingaggi, questa offseason determinerà probabilmente il modo in cui i Celtics affronteranno il dopo-Horford e se riusciranno a costruire un frontcourt sostenibile e pronto a competere.