Nodi da sciogliere, decisioni da prendere, un roster da affinare: gli ultimi giorni di mercato dei Golden State Warriors.


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I Golden State Warriors erano senza ombra di dubbio tra le squadre più attese in questi giorni, dopo due lunghi anni di transizione e tante domande a cui dare una risposta.

Molti si aspettavano una grande trade per arrivare a un giocatore forte e pronto (Bradley Beal su tutti) e ufficializzare un all-in per questa stagione. Invece Andrew Wiggins (il più indiziato a essere sacrificato) è ancora a roster, e insieme a lui ci sono due rookie scelti in Lottery: Jonathan Kuminga e Moses Moody.

Dunque, almeno per il momento, il “tutto e subito” non è necessariamente nei piani di Joe Lacob e Bob Myers, che anzi si dicono molto soddisfatti di aver guadagnato futuribilità.

Nonostante ciò, al presente si continua a guardare con grande attenzione, e come potrebbe essere altrimenti, con degli stagionati Stephen Curry, Draymond Green e il rientrante Klay Thompson alla ricerca del meglio per i loro ultimi balli a grandi livelli.

I nodi da sciogliere

A questo punto, il front office dei Warriors ha approcciato alla settimana della Free Agency con 3 principali nodi da sciogliere:

  1. L’estensione di Curry
  2. L’aggiunta di veterani
  3. La situazione Kelly Oubre Jr

L’estensione di Steph sembrava effettivamente solo una formalità, ma il messaggio rimane importante: il numero 30, ormai simbolo della franchigia, non ha nessuna intenzione di cambiare canotta fino a fine carriera. Le cifre (215 milioni in 4 anni) sono comunque molto importanti, ed è impossibile non immaginare come tale accordo possa svantaggiare i Warriors quando Steph varcherà la soglia dei 37 anni. Tuttavia, pensando a ciò che abbiamo visto nella Bay Area nell’ultimo decennio, questo deve rimanere solo un pensiero, oscurato dalla soddisfazione per l’accordo raggiunto.

Aggiungere i giusti veterani in rotazione non era e non è compito facile per Myers, o comunque più arduo rispetto a quello di alcuni colleghi. Con l’incertezza permanente sul ritorno e sulle condizioni di Klay Thompson, i Warriors non sono risultati tra le primissime destinazioni preferite dai “ring chasers”.

Patty Mills e Nicolas Batum, obiettivi del front office, hanno preferito accasarsi altrove (rispettivamente Nets e Clippers); Kent Bazemore ha rifiutato i stessi Warriors preferendo i Lakers.

Bob Myers non è comunque rimasto a guardare, e le firme al minimo salariale di Otto Porter Jr e Nemanja Bjelica sono tasselli importanti per il completamento del roster.

Il primo, finito fuori dai radar anche a causa di problemi fisici, è ancora relativamente giovane (28 anni) e risponde all’esigenza di un 3&D. Il secondo è un lungo che apre il campo, e che può dunque aggiungere soluzioni all’attacco e garantire una buona compatibilità con Draymond Green.

Non sembra essere finita qua: la repentina cessione di Eric Paschall ai Jazz dovrebbe avere come unico scopo quello di liberare uno spot, e c’è ancora una Mid-Level Exception da 5.9 milioni da poter sfruttare. Tra i nomi sul taccuino di Myers sembrerebbero spiccare Paul Millsap e l’ex Andre Iguodala (QUI un elenco di tutti i free agents ancora disponibili).

Kelly Oubre Jr è un argomento di discussione in casa Golden State fin dal giorno del suo arrivo, ed è già stato oggetto di voci insistenti di mercato durante la scorsa trade deadline. Tra l’ex Suns e i Warriors, l’intesa sia economica che tecnica sembra impossibile da trovare. Nel migliore dei casi, la franchigia californiana potrebbe riuscire a ottenere un’utile trade exception con una sign&trade.

Ad oggi, i Golden State Warriors hanno 12 contratti garantiti e uno parzialmente garantito (Damion Lee, che probabilmente rimarrà), e ancora qualche quesito da risolvere.

Ecco tutti i movimenti fatti finora:

IN

Otto Porter Jr (UFA, Orlando Magic)

Nemanja Bjelica (UFA, Sacramento Kings)

OUT

– Kent Bazemore (Los Angeles Lakers)

– Eric Paschall (trade, agli Utah Jazz)

– Alen Smailagic (tagliato)