Senza LeBron James, i Lakers hanno cominciato a muoversi per costruire un roster profondo e competitivo, aggiungendo anche Walker Kessler.

I Los Angeles Lakers, soprattutto dopo l’annuncio della partenza di LeBron James, arrivavano a questa free agency con un potere di spesa illimitato. Non hanno deluso le aspettative, completando una trade per Walker Kessler e completando numerose firme. Analizziamo tutto punto per punto:
Walker Kessler pagato abbastanza caro
Il primo obiettivo era Walker Kessler dei Utah Jazz, già corteggiato nelle passate stagioni. II giocatore era restricted free agent: i Jazz potevano pareggiare qualunque offerta, in assenza di un accordo per tenere a Salt Lake City Kessler, che nel frattempo ha iniziato in autonomia gli incontri con la dirigenza dei Lakers. Alla fine, Kessler se ne è andato con l’unico altro metodo disponibile, cioè una sign&trade dove Utah in cambio otterrà solo scelte al Draft. Ecco, tante scelte.
Ai Jazz vanno due first-round pick future pulite, la 2031 e la 2033, assieme a due pick swap, 2028 e 2030. Un pacchetto corposo per un giocatore reduce da una stagione da 5 partite a causa di un’operazione alla spalla e in generale delicato fisicamente. Lo stipendio è più in linea con quello offerto da Utah ($27 milioni di media), invece, dato che partirà da circa $30 milioni e andrà a salire del 5% ogni anno.
Kessler è un ottimo rim protector, è più mobile di quello che sembri ed è un passatore sottovalutato, ma si tratta di un investimento abbastanza caro in termini di Draft asset – più ragionevole lo stipendio, con lo smacco però della player option sull’ultimo anno di contratto.
Perché piace tanto ai gialloviola? Un approfondimento tattico lo abbiamo fatto al tempo QUI ed è tutt’ora attuale: ancora difensiva che ottura il pitturato, ma dotato di mobilità sull’asse nord-sud, rendendolo abile in transizione e come tagliante dopo blocchi/consegnati. In poche parole, ottimo per stare accanto a portatori come Luka e Reaves, offrendo blocchi, rimbalzi e difesa del ferro.
Tutto bello, ma è un lungo piuttosto tradizionale, limitato lateralmente e come detto reduce da un’intera annata di stop, per il quale forse si potevano spendere meno Draft pick e meno dollari di stipendio. Giusto per rendere l’idea, MItchell Robinson ha firmato a $15 milioni l’anno con i Celtics.
Ayton porta ad altre mosse?
Dopo tutte queste Draft pick cedute, questo stipendio elargito e tutte le altre firme che elencheremo a brevissimo, i Lakers sono rimasti a piedi non troppo sotto la linea della tassa. Così, hanno optato per cedere Deandre Ayton ai Washington Wizards per Jaden Hardy e due second-round pick:
- Wizards: Ayton – $8.1M 2026/27, in scadenza
- Lakers: Jaden Hardy – $6M 2026/27 + $6M 2027/28, ma con opzione a disposizione della squadra; arrivano anche le second-round pick 2031 e 2032
Questo serve a mettere una piccola toppa. I Lakers risparmiano oltre $2 milioni di stipendi, aumentando lo spazio sotto la linea della tassa e rendendo più semplice assorbire i nuovi contratti. Inoltre, aggiungono altre due scelte al secondo giro eventualmente utilizzabili in uno scambio, contrastando anche solo lievemente la penuria – da scambiare, solo un first-round pick swap nel 2032 e adesso tre scelte al secondo giro. Secondo Shams Charania, la prossima mossa sarà cercare sul mercato un lungo dietro a Kessler: Jonas Valanciunas e Kevon Looney i nomi citati ancora liberi.
Ma c’è anche un’altra pista. Questo movimento potrebbe anticiparne un altro leggermente più corposo: i gialloviola stanno cercando di liberarsi con ogni forza dello stipendio da $12.4 milioni di Jarred Vanderbilt e di Dalton Knecht, e l’arrivo di un altro paio di second-round pick da cedere per indorare la pillola potrebbe servire a questo. Cedendo i due a zero, si aprirebbe altro spazio, magari per una firma di livello o per un’offerta a un free agent con restrizioni come Peyton Watson, che Denver faticherebbe a pareggiare.
In più, le ufficialità delle firme si avranno solo dal 6 luglio in poi, quindi resta da capire se la trade verrà completata quando i Lakers avranno ancora spazio salariale o dopo aver effettuato tutte le firme. Se il caso dovesse essere il primo, Jaden Hardy potrebbe essere ceduto altrove in un pacchetto fin da subito, altrimenti servirebbe aspettare un periodo di due mesi. Quei $2 milioni di spazio in più aperti potrebbero servire proprio a questo, maggiore margine per uno scambio dove a entrare sarebbero cifre superiori a quelle in uscita.
L’estensione di Austin Reaves influisce sullo spazio salariale?
No. L’estensione di Austin Reaves, per quanto corposa, sul momento non ha comunque impatto, perché può essere gestita a piacimento dai gialloviola. Per esempio, potrebbero anche optare per ufficializzarla alla fine di tutti i movimenti, detenendo i bird rights sul giocatore, agendo come se a pesare fossero solo solo i $20.9 milioni di stipendio figurato (cap hold) del giocatore.
I nomi in entrata
In pochissimo tempo sono stati confermati:
- Sandro Mamukelashvili: 4 anni, $52 milioni, player option finale
- Quentin Grimes: 4 anni, $60 milioni, player option finale
- Collin Sexton: 2 anni, $19 milioni, player option al secondo
Anche Bronny James resterà a roster, per il momento, e va aggiunto Cameron Carr dal Draft. Lo spazio salariale adesso, in attesa di ulteriori trade e movimenti, è finito, con il roster quasi al completo.
I nomi in uscita
Già sicuro l’addio di Marcus Smart, il quale ha negoziato un biennale da $13 milioni con i Houston Rockets, e di Luke Kennard, che ha già firmato con i Phoenix Suns. Molto probabile quello di Maxi Kleber, così come quello di Rui Hachimura, che ha già ricevuto svariate offerte sul mercato.
LeBron James
La pista per l’ennesimo ritorno ai Cavaliers rimane aperta, più di una possibile reunion con i Miami Heat o una tanto clamorosa quanto improbabile prima volta con i Minnesota Timberwolves. LeBron sceglierà comunque con estrema calma e tra una serie di squadre che l’agente Rich Paul ha diffuso pubblicamente nella seguente lavagnetta. Come si può notare, presenti anche i 76ers che hanno avuto in regalo Jaylen Brown, oltre Mavericks e Celtics (a sinistra), Nuggets collegati sul centro-destra, Spurs e Knicks a destra, infine i Golden State Warriors (in alto a sinistra).
I Dubs sono stati i primi a interessarsi e si tratta di una pista intrigante. L’approfondimento completo lo potete leggere QUI. In breve, invece, queste sono le chiavi che potrebbero portare alla firma di LeBron James tramite free agency:
- Draymond Green ha declinato la player option, permettendo ai Golden State Warriors di operare in totale libertà nella conferma di alcuni nomi chiave e nella firma di LeBron James a una cifra ben precisa, quella della non-taxpayer mid-level exception (NTMLE) da circa $15.1 milioni.
- Golden State aveva già firmato Al Horford con un biennale da $13.9 milioni e nei conti rientrerà anche Yaxel Lendeborg, undicesima scelta assoluta chiamata al Draft 2026. Le urgenze, a questo punto, sono diventate l’estensione di Kristaps Porzingis e l’opzione contrattuale a disposizione di De’Anthony Melton.
- Melton ha declinato la propria player option, lasciando di fatto i Golden State Warriors
- Più complessa la questione Porzingis. Dopo lo sconto provvisorio fatto da Green, il lettone ha firmato un biennale da $40 milioni, pari a poco meno del 12% del monte salari, con una opzione da $20.5 milioni a disposizione nella stagione 2027/28, il tutto solo parzialmente garantito (ci torneremo a brevissimo). Questa mossa nega momentaneamente ai Dubs la possibilità di firmare LeBron James alle cifre della NTMLE, ma era qualcosa di già calcolato.
- cosa serve fare adesso? Il prossimo step sarà liberarsi dello stipendio da $12.5 milioni di Moses Moody, che sia tagliandolo o scaricandolo altrove in cambi di nulla (o quasi) per aprire spazio. A questo punto, sarebbe possibile sia firmare Green a cifre attorno a quelle chieste da Porzingis, sia LeBron James alle cifre della NTMLE.