LeBron James è tornato a parlare delle condizioni particolari in cui nel 2020 ha conquistato il suo quarto titolo in carriera

Nel corso del podcast Mind the Game con Steve Nash, LeBron James è tornato a parlare di un periodo molto particolare della sua carriera: la famigerata “bolla” NBA del 2020. Un’esperienza irripetibile, segnata dall’isolamento, dall’assenza totale di distrazioni e da una concentrazione quasi maniacale. Per LeBron, quello è stato un momento in cui il basket è tornato ad essere ciò che era all’inizio: gioco, fatica e passione.

Ecco le sue parole:

Sono d’accordo quando tanti dicono che è stata la forma più pura di pallacanestro. Era solo basket, punto. Tutti noi abbiamo la possibilità di fare quello che vogliamo nella vita. Abbiamo fatto un sacco di soldi, abbiamo accesso a tutto… ma nella bolla non avevi niente di tutto questo. Non potevi dire ‘esco a cena’ oppure ‘vado a fare due passi’. Niente. Tutto era solo basket.

Certo, c’erano anche tante discussioni importanti su quello che stava succedendo fuori, sull’ingiustizia sociale, sulla brutalità della polizia… ma quando c’era da pensare alla partita, era solo quello.

LeBron è rimasto nella bolla per 96 giorni, e ha chiuso l’esperienza vincendo il suo quarto titolo NBA e il quarto MVP delle Finals.

Di tutti i titoli che ho vinto, quello è stato quello in cui ho dovuto mantenere il focus più a lungo. E non è stato facile. Hai mille motivi per perderlo: sei abituato a un certo stile di vita e ti chiedi ‘chi me lo fa fare?’, ‘perché sono qui?’. Non puoi mangiare quello che vuoi, non puoi vedere la tua famiglia… ed è facilissimo dimenticare perché sei lì. Ma se riesci a tenere la testa dentro, lì dentro, allora sei davvero concentrato. Era tutto puro.