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Senza Stephen Curry, Draymond Green ha appena distrutto i Milwaukee Bucks. Non è un’esagerazione, semplicemente quello che è successo nella metà campo difensiva, dove gli avversari dei Golden State Warriors hanno segnato soltanto solo 93 punti, con Giannis Antetokounmpo tenuto a 20 punti con 5 su 16 dal campo. Il nazionale greco, cioè il 2° miglior scorer dell’intera Lega, capace di girare a 30.2 punti di media con una efficienza surreale (61.7 true shooting%), ha chiuso con uno 0/6 nelle conclusioni contestate da Draymond Green, giusto per rendere l’idea di che cosa il veterano di Golden State abbia estratto dal cilindro. Dall’arrivo di Jimmy Butler, gli Warriors sono la 2° migliore difesa dell’intera NBA, questione mentale ancora prima che pratica, dal momento che il Green visto nell’ultimo periodo è molto più attivo e vocale di quello di metà stagione. Probabilmente, sente che adesso la squadra può competere per un altro titolo – e, con l’infortunio di Wemby, che anche lui può lottare per il premio di Defensive Player of the Year (DPOY):

“Ovviamente, continuiamo a vincere le partite ravvicinate. Quando guardo il resto della Lega, non vedo molti giocatori che hanno un impatto sulla partita a livello difensivo come il mio nel finale. Non vedo molti giocatori che, come me, mandano completamente in tilt l’attacco di tutta la squadra. Quindi al 1000%, soprattutto con l’infortunio di Wemby, ho una chance. Al 1000000%, e continuerò a costruire la mia tesi per le prossime 13 partite. Ma stasera, credo, è stato un esempio lampante.”

– FONTE: intervista post-partita

Draymond Green ha vinto un solo DPOY, nel 2016/17, nonostante le 8 selezioni negli All-Defensive Team. Un destino sinora simile a quello di Kevin Garnett, anche lui a quota uno, o di Tim Duncan, che non ha mai ottenuto il premio, nonostante si parli di mostri sacri per quel che riguarda la metà campo difensiva. E il giocatore dei Golden State Warriors ha la propria idea a riguardo:

Penso che gli elettori guardino i fogli delle statistiche. E non voglio sopravvalutarmi perché ho molto rispetto per giocatori come Tim Duncan e Kevin Garnett, ma penso di essere così bravo in difesa. E se non si guarda la partita, si può perdere questo aspetto. E penso che se si guardano solo le statistiche, non sempre raccontano una storia. Quindi per un giocatore come KG, per un giocatore come Tim Duncan, per me stesso, non si tratta solo di stoppate, non si tratta solo di rubate. Che zona del campo, che giocatore stai marcando? E penso che, come me, questi nomi marchino tutti. A volte puoi ottenere un sacco di rubate ma ci sono persone che ti coprono alle spalle. Se ottieni molte rubate, inoltre, probabilmente stai correndo molti rischi.

Noi marchiamo tutti e credo che questo sia il motivo per cui io ne ho uno e loro ne hanno uno [o zero, ndr]. Ci sono persone che hanno un voto sulla East Coast che probabilmente ci vedono giocare quattro volte all’anno, e guardando le statistiche penseranno: ‘Oh, Draymond ha una media di una rubata e una stoppata. Questi numeri non sono impressionanti’. Ma se mi guardate giocare e poi chiedete all’allenatore opposto cosa faccio al loro attacco? È una storia diversa. Lo stesso vale per Timmy D, lo stesso vale per KG. Quindi, a ben vedere, credo che il premio sia ampiamente basato sulle statistiche, e queste statistiche non sempre raccontano la storia. Alcuni hanno buoni numeri e vengono presi di mira. Alcuni hanno buoni numeri e possono essere l’anello debole. Magari prendono troppi rischi, la difesa si scompone: noi non lo facciamo. Ma intanto: titolo, titolo, titolo. Ne abbiamo vinti tre così. Quindi sono sicuro che preferirebbero avere questi premi piuttosto che altri DPOY.

Ma comunque ne voglio un altro. E non mi sono ancora ritirato, quindi sto cercando di trarre il meglio dagli anni che mi restano. Gli altri candidati sono incredibili, ma ho ancora una possibilità.”

– FONTE: intervista post-partita