
Il numero 2 è quello di Jabari Parker: è stato scelto al Draft 2014 con la seconda assoluta, dietro a Andrew Wiggins e davanti a giocatori del calibro di Joel Embiid, Aaron Gordon, Marcus Smart, Julius Randle, Zach LaVine e via dicendo (non contiamo Jokic); ha subito due grossi infortuni nel corso della propria carriera NBA, entrambi al legamento crociato anteriore sinistro, un nell’anno da rookie (2014), l’altro nel 2017; il 22, due volte questa cifra simbolica, è il suo numero all’FC Barcelona, squadra catalana con la quale sta disputando – indovinate un po’? – la sua seconda stagione. Si sta rivelando un membro essenziale tanto in Liga ACB, dove ha da poco segnato 34 punti, quanto in EuroLeague, dove il Barça sta occupando la sesta posizione, che vorrebbe dire Playoffs diretti. Nonostante il suo stato di forma e una carriera che sta sfociando in Europa con esito positivo, la sensazione negli Stati Uniti è sempre quella che si sia tratta di un “what if” o, ancora peggio, di un “bust”. Le premesse collegiali, certo, erano da stella, ma dopo infortuni del genere – sempre allo stesso ginocchio – un ridimensionamento delle aspettative era scontato. Per scardinare questa narrativa secondo la quale un giocatore o resta in NBA o diventa sostanzialmente uno scarto, è intervenuto lo stesso Jabari Parker:
“La gente dice che sono una storia tragica. Cosa c’è di tragico nella mia storia? Ho guadagnato milioni di dollari, ho sfamato la mia famiglia, l’ho portata fuori dal ghetto. Quelle stesse persone che probabilmente hanno scritto quelle storie non hanno raggiunto nemmeno l’1% di quello che ho fatto io.”
“La cosa più importante per me è stare nel presente. Il mio successo è che mi alzo e posso stare con i miei cari, che posso parlare con i miei amici e condividere questo spazio. Questo è tutto ciò che conta per me. Tutto il resto – i soldi e i posti in cui sono stato – non ha importanza, nemmeno per la mia selezione al draft. Ho realizzato il mio sogno, è l’unica cosa che conta per me. Certo, sarebbe stato bello essere uno dei migliori giocatori dell’NBA, ma per me giocare qui è la stessa cosa. La mia vita qui è meravigliosa, ed è per questo che tengo i piedi per terra: niente è garantito. Avrei potuto lasciare la pallacanestro a 14 anni e ora, a 30 anni, sto ancora praticando lo sport che amo, giocando in EuroLeague, in una città e in un club spettacolari.”
“Mi piace ricordare a me stesso che non dovrei nemmeno più giocare. Quante persone giocano ad alto livello dopo quello che ho passato io? Mi sono lacerato il crociato anteriore due volte, con due riparazioni del menisco. Non dovrei nemmeno camminare normalmente, ma sto giocando ad alto livello.”
FONTE: Barça One
Nell’intervista Jabari Parker ha dichiarato fedeltà eterna e amore smodato per il club catalano, e ormai il passato NBA sembra solo un ricordo lontano – e che ricordo, comunque, visti i $56 milioni guadagnati e un inizio molto, molto promettente: