
Naz Reid. Queste due parole sono ormai divenute una formula liturgica per qualsiasi fan dei Minnesota Timberwolves, e non solo. Il lungo, undrafted uscito da LSU, è diventato oggetto di un vero e proprio culto, i cui adepti hanno cominciato a tatuarsi il faccione del Sixth Man of the Year 2024, a portare ovunque le bandiere con il suo nome, a diffondere il suo verbo per tutta la città di Minneapolis e oltre. Un amore genuino per una perla pescata dagli osservatori e rifinita dallo staff dei Timberwolves, ormai nota in tutta la Lega per il suo stile di gioco inusuale se rapportato a quella stazza, dal ball-handling estremamente fluido e con l’agilità necessaria a cambiare direzione sull’asse delle ascisse senza troppi problemi. Il suo soprannome, “Big Jelly”, fa riferimento al suo periodo alla high-school in New Jersey, dove faceva parte del movimento cestistico “Jelly Fam”, divenuto virale sull’Internet per i contenuti su alcuni giocatori focalizzati su chiusure pazzesche al ferro con dei layup “impomatati”, agghindati con tocco e movenze esteticamente appaganti. Al di là di questo fattore più mediatico, però, si parla di un giocatore estremamente valido, capace di fornire un impatto immediato in uscita dalla panchina in termini di scoring, grazie a un buon gioco in drive e in post basso, ma soprattutto a una precisione al tiro da fuori che ha toccato il 40.8% su 5.3 tentativi di media nelle ultime due stagioni. Inoltre, difensivamente, sebbene non sia sempre troppo concentrato soprattutto in aiuto senza palla, è un corpo solido sul post basso avversario e possiede buoni istinti per la stoppata, oltre ad avere la rapidità di piedi necessaria per poter cambiare senza che diventi un target sul perimetro. Per queste ragioni, la sua free agency in estate sarà estremamente importante, e sempre per queste ragioni negli ultimi giorni se ne sta parlando senza sosta. Il particolare, però, è solo uno: quello del rifiuto della sua player option da circa $14 milioni nella prossima stagione è un non-rumor, mentre il suo potenziale approdo agli Spurs è semplicemente inventato. Procediamo con ordine.
“Naz Reid diventerà free agent” – davvero?!?
Per porla nel modo più semplice possibile: il giocatore per la prossima stagione ha una player option da $14 milioni; rifiutandola, potrebbe estendere a cifre ben superiori ai $20 milioni (Spotrac proietta lo stipendio a $22.5 milioni) a stagione – anche con i Timberwolves, grazie ai Bird Rights – con una crescita percentuale anno per anno e una durata pluriennale. Insomma, una condizione già nota da due anni – il momento del primo rinnovo – al front office di Minnesota, agli addetti ai lavori e ai semplici fan innamorati. Per questo quello diffuso da Jake Fischer è un non-rumor: il 100% dei giocatori NBA, in questa situazione, rifiuterebbe la player option per diventare free agent. Tutto sta nel capire se abbia avviato le discussioni preliminari con il front office dei T-Wolves per la ri-firma, che dipende – questo sì – da svariati fattori.

FONTE: Spotrac
L’obiettivo del front office è evitare il second apron. Qualora Julius Randle dovesse accettare la propria player option da $30.9 milioni prevista per la prossima stagione, e probabilmente lo farà, lo spazio di manovra si ridurrebbe enormemente per Minnesota, che dovrebbe trovarsi a scegliere fra Naz Reid e Nickeil Alexander-Walker, altro role player di altissimo livello. Confermandoli entrambi, la squadra finirebbe ancora sopra al secondo apron, condizione difficilmente sostenibile e plausibile a meno che non arrivi un titolo fra qualche mese. Offrendo a Reid le cifre desiderate (mettiamo intorno ai $23 milioni di Spotrac) e liberando NAW, invece, potrebbero restare sotto la soglia del secondo apron e sfruttare la taxpayer MLE, eccezione da $5.7 milioni, per firmare un altro role player di livello. Questo sembra il tragitto più plausibile per i Timberwolves, mentre ri-firmare Alexander-Walker e lasciare andare Naz Reid in free agency aprirebbe sì più spazio salariale – le cifre richieste dal primo sarebbero molto più basse di quelle offerte al secondo – ma porterebbe a perdere un giocatore meno facilmente rimpiazzabile rispetto a una wing 3&D.
Lo scenario migliore per Minnie consiste nella rinuncia alla player option da parte di Randle, che consentirebbe sia la ri-firma di NAW e di Naz, sia l’apertura di abbastanza spazio salariale per lavorare con flessibilità alla costruzione del roster – e alla possibilità di usare la piena non-taxpayer MLE (circa $14 milioni). Ovviamente, perdere Randle a 0, considerando che si tratti della principale contropartita nello scambio di un All-NBA come Karl-Anthony Towns, non è necessariamente qualcosa che la franchigia sia felice di accettare, ma nell’ecosistema creato dal nuovo CBA lo spazio salariale è un asset di valore tanto quanto una stella, in alcuni casi. E comunque, l’opzione per una opt-in&trade (Randle accetta la player option e viene scambiato subito dopo) resta aperta, qualora i Timberwolves volessero ricavarne qualcosa – magari un giocatore con uno stipendio inferiore. Ma tornando al punto principale, Minnesota ha la possibilità di ri-firmare Reid in ogni caso, Randle o non Randle, e questo apre anche a un’altra deduzione: si tratta di un rischio calcolato dal front office.
Non è un segreto che lo scambio di KAT, uno dei giocatori più impattanti e amati nella storia dei Timberwolves, abbia avuto basi strettamente finanziarie, dal momento che la star di New York sarà sotto contratto fino al 2027/28 con uno stipendio medio di $55 milioni. L’arrivo di Randle, player option accettata o meno, ha permesso a Minnesota di uscire da una zona pericolosa a livello salariale in breve tempo, con piena flessibilità assicurata nel 2026: per questo motivo, è difficile pensare che il front office rinunci facilmente a un pilastro di questo nucleo come Reid, o che comunque non si sia già preparato alla prossima free agency a partire dall’estate scorsa, quando è stata completata la mossa relativa a Towns.
“Gli Spurs sono i favoriti per accaparrarsi Reid” – davvero?!?
Se quello diffuso da da Jake Fischer è un non-rumor, nel senso che è semplicemente un fatto inevitabile e previsto da tempo, dire che i San Antonio Spurs sono i primi nella corsa per il giocatore è semplicemente qualcosa di inventato. O, meglio, ha delle basi: i bookies, che hanno deciso di buttare fuori le quote riguardo alla prossima squadra del giocatore cavalcando le voci di questi giorni.
Spiegandole una ad una: gli Spurs sono semplicemente la squadra emergente del momento a causa della presenza mediaticamente rilevante di Wembanyama e hanno anche margine di manovra in free agency – anche se non necessariamente abbastanza da voler impiegare $20/25+ milioni per Naz Reid; i Nets saranno la squadra con più spazio della Lega e il giocatore è del New Jersey; quest’ultimo aspetto potrebbe andare per i Knicks, ma non hanno lo spazio per firmarlo, così come non ce lo hanno i Cavaliers e i Mavericks; i Pelicans hanno lo spazio per firmarlo. Dunque 3 su 6 sono inventate, le altre 3 sono una semplice deduzione dovuta al cap space. Un po’ deboluccia come indiscrezione, e questo perché non lo è.
In conclusione
Naz Reid forse se ne andrà. Sarà free agent, dopotutto. Non dovrebbe fare notizia, perché è così che è semplicemente strutturato il suo contratto, ma sì, sarà free agent. Lo firmerà un’altra squadra? Forse. Una di quelle citate dai bookies? Probabile, ce ne sono tre con discreto spazio salariale, dopotutto anche questo è un semplice processo logico, non un’indiscrezione. Il modo con il quale la notizia è stata cavalcata in questi giorni ha creato un caso mediatico completamente inutile? Assolutamente. I Timberwolves hanno calcolato questo rischio pianificando la strategia da tempo, semplicemente dovranno lavorare bene per trattenere il giocatore. In caso contrario, sapranno comunque come muoversi, perché appunto hanno avuto modo di ragionarci per mesi. Niente di più semplice, è tutto qui. In poche parole: Naz Reid.