Oltre a Jayson Tatum e Jimmy Butler, a scontrarsi sono forse le due migliori difese, e la posta in gioco della battaglia è un biglietto per le NBA Finals.

FOTO: NBA.com

È tempo di Conference Finals. Sono rimaste quattro squadre, e le due della Eastern Conference sono le stesse di due anni fa, quando nella Bubble di Orlando i Miami Heat sconfissero in sei gare i Boston Celtics di Brad Stevens. Da allora, i due protagonisti principali, Jimmy Butler e Jayson Tatum, sono rimasti gli stessi, ma le due squadre sono profondamente cambiate.

Due difese perfette

Entrambe le squadre si sono conquistate questa grande opportunità soprattutto grazie alla loro solidità nella metà campo difensiva. I Celtics hanno concluso la Regular Season con la miglior difesa, concedendo 106.9 punti su 100 possessi; gli Heat sono quarti nel computo totale, ma hanno numeri da capogiro con Bam Adebayo in campo (105.7 punti subiti su 100 possessi).

Se altri sistemi difensivi tendono a perdere efficacia in post-season, questi due hanno invece tutte le caratteristiche per esaltarsi ulteriormente. Entrambi i roster sono estremamente organizzati, e costituiti da parecchi giocatori con la possibilità di marcare su più ruoli. Ne sanno qualcosa, per citarne due, Trae Young e Kevin Durant, che nel corso delle rispettive serie non sono quasi mai riusciti a trovare un singolo punto debole da attaccare nella retroguardia avversaria.

Se dunque le due difese sono ai limiti della perfezione, lo stesso non si può dire degli attacchi. Per le caratteristiche stesse delle due rose, sia Miami che Boston tendono a fare fatica nell’attacco a metà campo, soprattutto se si trovano davanti una difesa particolarmente organizzata, e questo sarà il caso nella prossima serie.

La sensazione è che vedremo un copione parecchio simile nelle due metà campo, che prevederà difese a cui piace molto cambiare su tutti i blocchi e attacchi costretti a giocare in isolamento, dipendenti dalle percentuali da 3 punti del supporting cast e dalla frequenza con cui si riesce ad arrivare a concludere al ferro. Da non dimenticare ovviamente anche il fattore transizione, che può fortemente indirizzare le varie partite da una parte o dall’altra.

Miami e Boston non sono solite a giocare in transizione (a pari merito al 23esimo posto per frequenza), ma dovranno necessariamente spingere sull’acceleratore per trovare punti facili, in una serie in cui segnare a difesa schierata sarà complicatissimo.

Per quanto riguarda i Celtics vedremo dunque probabilmente una strategia heavy switch pura, con cambi accettati di buon grado (ed eventuali pre-switch per evitare accoppiamenti lievemente sfavorevoli). In assenza di Kyle Lowry, che salterà Gara 1 e sulla cui presenza per le partite successive non ci sono ancora certezze, l’attacco degli Heat sarà dunque limitato a isolamenti di Butler e Herro e post-up di Adebayo, con i set per liberare i tiratori in rotazione (Max Strus, Gabe Vincent e Duncan Robinson) resi probabilmente inefficaci dagli switch. Il ritorno di Lowry potrebbe dare una grossa mano alla creation di un attacco che potrebbe mostrarsi abbastanza prevedibile contro la difesa di Ime Udoka.

Nel caso della difesa orchestrata da coach Erick Spoelstra ,invece, potrebbe cambiare qualche sfumatura. A Miami piace sì cambiare sui blocchi, ma si avvale anche spesso dell’uso della difesa a zona (terzi per frequenza in Regular Season) e dei raddoppi.

La prima soluzione potrebbe essere incoraggiata dal fatto che i Celtics si siano piazzati solamente 27esimi per produzione offensiva contro la zona in Regular Season (0.901 punti per possesso). Per quanto riguarda invece la seconda, non si tratterebbe di veri e propri raddoppi sistematici, ma di quelli che oltreoceano chiamano early help: la difesa cambia sul blocco e concede l’accoppiamento voluto dall’avversario, per poi porre gli altri uomini in pre-rotazione sul lato forte, pronti a mettere in trappola il portatore da un momento all’altro. Un esempio qui sotto, dalla serie contro i Philadelphia 76ers;

Due reparti difensivi dunque simili, con due filosofie simili, e due attacchi con punti deboli simili. Quale sarà allora la differenza tra una bruciante eliminazione e l’accesso alle NBA Finals?

La sfida nella sfida delle star come chiave principale

L’impatto della percentuale dal perimetro dei role player sarà sicuramente importante. D’altronde è una lega make-or-miss, e aldilà degli aspetti tattici, mettere tiri che gli avversari non riescono a mettere può fare una notevole differenza in una serie equilibrata. Ne sanno qualcosa gli stessi Celtics, che hanno appena passato lo scoglio rappresentato dai Milwaukee Bucks soprattutto per aver messo a referto quasi il doppio delle triple degli avversari (110 contro 57) con l’11% in più (38% contro 27%).

Detto ciò, mai come in questa serie la differenza finale potrebbe farla l’apporto dei due giocatori principali delle due squadre, se non dei soli Jimmy Butler e Jayson Tatum. Butler sta ancora una volta alzando il livello del suo gioco in concomitanza con i Playoffs, viaggiando a 28.7 punti di media con il 59% di True Shooting. Tatum, dopo un primo turno pirotecnico, si è tirato fuori dalle difficoltà di inizio secondo turno giocando straordinariamente Gara 6 e Gara 7.

Oltre a loro, Tyler Herro e Jaylen Brown si aggiungono alla stretta cerchia di giocatori che nel corso di questa serie avranno la responsabilità e il dovere di creare costantemente vantaggio in situazioni di uno-contro-uno, e capitalizzare per se stessi e per gli altri, alternando scoring e azioni in drive-and-kick per i tiratori sul perimetro.

Diamo quindi un’occhiata ai numeri riguardanti la produzione offensiva generale dei quattro giocatori in questione da situazioni in isolamento:

GiocatorePunti per possesso di squadra (ISO)
Jimmy Butler1.091 (87esimo percentile)
Tyler Herro0.764 (24esimo percentile)
Jayson Tatum0.963 (63esimo percentile)
Jaylen Brown1.072 (85esimo percentile)
I punti-per-possesso di squadra generati da isolamento del giocatore in Regular Season
Fonte: Synergy Sports

Questo è solo per avere un’idea naturalmente, è difficile prevedere chi sarà più efficace a livello Playoffs, con intensità e aggiustamenti delle difese e pressione crescenti rispetto alla stagione regolare.

Da notare il fatto che Tatum e Brown potrebbero trovare proprio in Herro un bersaglio difensivo, mentre per Butler potrebbe risultare più difficile. Tatum in particolare viene da una manciata di partite in cui è stato ottimo nel cercare il matchup adatto a lui e punirlo.

Ma alla fine dei conti, probabilmente vincerà la sfida delle superstar semplicemente chi è più lucido e più in ritmo al tiro, e magari sarà proprio questo a decidere la serie.


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