FOTO: NBA.com

Dopo il titolo vinto l’anno scorso, i Milwaukee Bucks si sono presentati all’inizio della stagione regolare come una delle squadre da battere.

Nonostante l’addio di PJ Tucker, coach Budenholzer poteva contare su una delle difese migliori della lega, soprattutto in ottica Playoffs, grazie alla presenza di due difensori di livello All-NBA come Giannis e Jrue, uniti a difensori POA come Matthews, Allen e Connaughton, che permettono di cambiare su tutto quando in campo non è presente uno tra Portis e Lopez (che soffrono maggiormente i cambi sulle guardie, anche se entrambi hanno mostrato dei netti miglioramenti).

FGA (Opp.)FG% (Opp.)
G vs Brook Lopez (2020/21)7.345.7%
G vs Brook Lopez (2021/22)6.237.5%
G vs Bobby Portis (2020/21) 4.646.0%
G vs Bobby Portis 2021/22) 4.743.4%
Stats by NBA.com

La stagione di quest’anno è stata affrontata con il freno a mano un po’ tirato dai Bucks, forse memori delle RS 2018/19 e 2019/20 in cui sono arrivati ai Playoffs un po’ scarichi e con tanta pressione addosso dopo il primo posto; l’anno scorso invece hanno gestito meglio le energie durante l’anno, arrivando più freschi al momento cruciale della stagione. E così, quest’anno.

Coach Bud ha fatto ricorso al load management più spesso e ha fatto riposare maggiormente le tre stelle anche all’interno delle partite, riducendo il loro minutaggio (tutti e tre fuori dalla top-40, Middleton addirittura dalla top-50, per minuti giocati in stagione).

Milwaukee è una delle squadre che va di più in transizione (sesti nella lega, 16.6%), grazie soprattutto alla capacità di Giannis di attaccare il ferro quando si apre il campo (571 transition points in stagione, leader NBA), contesto in cui è infermabile (il 7% delle volte va a finore con un “and-one”) e in cui è migliorato anche nel servire il compagno libero in angolo; un’altra arma in transizione dei Bucks sono le letture di Holiday, capace di trovare sempre il tiro migliore per la squadra.

Giannis Antetokounmpo

Poco esaltato dai media rispetto agli anni passati, forse perché ormai ha reso normali le sue prestazioni da 30-10-5, Giannis giustamente non vincerà l’MVP, ma sembra essere la miglior versione di se stesso mai vista. I miglioramenti nel passaggio mostrati lo scorso anno e in questa Regular Season lo rendono ancora più pericoloso per le difese avversarie, soprattutto in vista dei Playoffs.

Nelle serie contro Toronto nel 2019 e contro Miami nel 2020, contro di lui le due squadre avevano usato “il muro”, raddoppiando o addirittura triplicando Antetokounmpo, che non riusciva quasi mai a trovare con i tempi giusti i tiratori sul perimetro, forzando tiri e mettendo fuori ritmo i compagni. Durante gli scorsi Playoffs, però, qualcosa è cambiato.

Oltre alla novità in cabina di regia, con Holiday che ha sostituito Bledsoe, Antetokounmpo ha cambiato parzialmente il suo stile di gioco, aumentando i possessi giocati da rollante e riuscendo a coinvolgere molto di più i compagni quando le difese collassavano su di lui dentro il pitturato.

Il trend è continuato durante questa stagione, con la squadra che ha tirato con oltre il 40% dall’arco (+5% rispetto alla media della lega). Quando serviti dal greco, i Bucks tirano quasi tutti (unica eccezione: Wes Matthews) con ottime percentuali da tre punti: Carter 62%, Lopez 56%, Hill 46%, Allen 46%, Hood 44%, Holiday 43%, Nwora 40%, Connaughton 39%, Portis 38%, Middleton 38%.

Le difese avversarie si troveranno a dover prendere scelte difficili. Raddoppiare e blitzare su Giannis, lasciando liberi i suoi compagni, con la consapevolezza che è una situazione in cui è migliorato molto, sfruttando al massimo la sua gravity? Oppure, lasciare un uomo in single coverage su di lui e cercare – come si può – di limitarlo, rischiando che vada facilmente in penetrazione (terzo nella lega per punti nel pitturato e 77% FG al ferro) e in lunetta (11.4 liberi tentati a partita)?

Un altro grande miglioramento di Giannis riguarda il mid-range: 44% in stagione, meglio della media della lega e 70esimo percentile. Per il sesto anno consecutivo ha aumentato il numero di tiri presi da quella zona del campo e la percentuale di realizzazione, andando per la prima volta in carriera sopra la league average e dimostrando ancora una volta di essere un lavoratore incredibile. Anche questa sarà una chiave importante per la Playoffs run dei Bucks: se Giannis riuscisse a mantenere queste medie anche in post-season, sarebbe praticamente incontenibile per ogni difesa NBA.

Il vero secondo violino: Jrue Holiday

No, il titolo non è clickbait. Il vero secondo violino dei Bucks è Jrue Holiday.

Oltre al noto impatto difensivo, Jrue è fondamentale nell’attacco di Budenholzer, dove gestisce timing e possessi, mette in ritmo i compagni e sfrutta al massimo le poche attenzioni che le difese gli riservano, sapendo segnare in modi diversi secondo le situazioni e i matchup.

Holiday è stato, insieme ad Antetokounmpo, il giocatore più clutch di Milwaukee, nonché uno dei migliori giocatori della lega nel quarto quarto, con il punto più alto della sua stagione nel finale contro Miami, quando ha guidato la rimonta dei suoi e chiuso la partita con il game-winner.

L’ex Pelicans è primo nei Bucks per On/Off, e secondo in LEBRON, BPM, WS/48 e Wins Added, dietro a Giannis. Il greco e Jrue guidano la difesa dei Bucks, che quest’anno ha brillato meno degli anni scorsi ma ha fatto vedere cose interessanti in vista dei Playoffs con Antetokounmpo da 5, oppure con Giannis da rim protector arrivando dal lato debole, Lopez a proteggere l’area e Holiday che si occupa delle guardie avversarie più pericolose sul perimetro.

Guardando oltre al primo turno contro i Bulls, che sulla carta sembra relativamente impegnativo per i campioni NBA in carica, in un’eventuale serie contro i Nets, Jrue Holiday potrebbe essere usato sia su Irving che su Durant, alternandosi sulle due bocche da fuoco di Steve Nash, tentando di non far sentire troppo l’assenza di Tucker.

Dopo essere stato snobbato per l’All-Star Game, che forse meritava più di Khris Middleton, sarebbe molto sorprendente se Jrue venisse escluso anche dai quintetti difensivi, avendo passato l’anno a marcare le migliori guardie dell’NBA e avendo fatto meglio di quasi tutte le altre nelle principali statistiche avanzate in questa metà campo.

Cosa aspettarsi dalla serie con i Bulls

La “serie” con Chicago in Regular Season è finita 3-0 per i Bucks, che non dovrebbero avere grossi problemi a ripetere ciò che hanno fatto in stagione regolare. I punti focali su cui si deciderà la serie potrebbero essere questi:

  • Sfruttare la poca rim protection dei Bulls, attaccando il ferro non solo con Giannis e Brook, ma anche usando i tagli di Connaughton e Allen, e le incursioni al ferro di Holiday e MIddleton.
  • Ruotare il più possibile su DeRozan e LaVine, per farli stancare e per forzarli a uscire dalle rispettive “comfort zone”.
  • Punire la scarsa difesa dei Bulls sul perimetro (orfana di Lonzo Ball), 27esima nella lega per percentuale concessa agli avversari (la peggiore della lega se si guardano solo le triple dall’angolo). I Bucks hanno numerosi tiratori, che dovranno farsi trovare pronti in caso la difesa Bulls dove se riuscire ad arginare Antetokounmpo nel pitturato.