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Com’è possibile passare in un anno e mezzo da un’offerta da 84 milioni di dollari in 4 stagioni a non trovare una squadra nelle prime settimane di Free Agency per il secondo anno consecutivo? Dimostra Dennis Schröder.

Il giocatore tedesco, dopo aver rifiutato un quadriennale da 84 milioni di dollari complessivi offerto dai Los Angeles Lakers nel marzo 2021, si è accasato nel corso della scorsa free agency ai Boston Celtics con un annuale da 5.9 milioni di dollari, con l’intento di rilanciarsi nel Massachusetts e di andare alla caccia di un nuovo contratto – maggiormente retribuito – durante l’estate 2022.

I piani di Schröder si sono però dovuti scontrare con una realtà profondamente differente. La sua avventura ai Celtics è stata infatti tutt’altro che esaltante ed è terminata già a febbraio, quando Brad Stevens lo ha spedito con Enes Freedom e Bruno Fernando agli Houston Rockets in cambio del ritorno di Daniel Theis.

Nei 5 mesi trascorsi a Boston, il play tedesco ha riscontrato diverse difficoltà, non riuscendo ad ambientarsi negli schemi di coach Ime Udoka e rivelandosi disfunzionale all’interno di una squadra che, dopo i movimenti di mercato effettuati il giorno della trade deadline, ha cambiato passo, volando fino alle Finals NBA. Ai Celtics, Schröder ha giocato 49 partite, partendo nel quintetto titolare in 25 occasioni e tenendo una media di 14.4 punti a partita (minimo in carriera dalla stagione 2015/2016) tirando con il 44% dal campo ed il 34.9% da tre punti, aggiungendo 4.2 assist e 3.3 rimbalzi di media.

I tre mesi passati alla corte dei Rockets non sono stati migliori e non sono serviti a Schröder per riacquistare valore. Al contrario, trovandosi in una squadra che aveva come obiettivo primario quello di far crescere i giovani, il tedesco è risultato un pesce fuor d’acqua, giocando solo 15 partite e terminando la sua stagione con largo anticipo rispetto al resto della squadra, con le voci statistiche peggiorate anziché migliorate.

L’annata 2021/2022 è stata dunque un vero e proprio disastro per Dennis Schröder, che ha visto il proprio valore di mercato diminuire partita dopo partita, non riuscendo a riscattare una precedente stagione in maglia Lakers caratterizzata da più bassi che alti. Come se non bastasse, a gravare sulle spalle del tedesco c’è stata anche la decisione di aver rifiutato un ricco contratto con i giallo-viola solo pochi mesi prima, quando tutti gli addetti ai lavori avevano ancora negli occhi l’incredibile stagione disputata ad Oklahoma City. Nei Thunder di allora, guidati da Chris Paul, Schröder giocò il miglior basket in carriera e fu uno dei protagonisti della squadra, arrivando fra i tre finalisti del premio di Sixth Man of the Year.

Oggi, un anno e mezzo dopo quel rifiuto, Schröder si trova senza squadra e con prospettive future poco entusiasmanti dal punto di vista economico. Impegnato con la propria Nazionale, il nativo di Braunschweig ha cercato di mettersi in mostra a suon di prestazioni altisonanti, come quella contro la Polonia, che lo ha visto realizzare 38 punti.

Il suo futuro NBA potrebbe essere nuovamente quello di point guard di riserva in una contender, con Bucks, Heat, Suns, Bulls e Lakers che potrebbero essere interessate ad ingaggiarlo al giusto prezzo, ad oggi intorno al minimo salariale o alla cifra della taxpayer MLE. Secondo Greg Swartz (B/R), ad oggi Miami è la destinazione più probabile.

Un’alternativa di cui si era parlato nelle scorse settimane è invece rappresentata dai Detroit Pistons che, secondo Marc Stein, avrebbero mostrato interesse nei confronti di Schröder. L’ex Hawks, Thunder, Lakers, Celtics e Rockets in Michigan potrebbe ambire a Detroit ad un contratto più ricco e ad un ruolo da chioccia nei confronti del nuovo duo Cunningham-Ivey, rimandando sicuramente la possibilità di giocare in una squadra competitiva.

Più passano i giorni e più le opzioni per il tedesco diminuiscono. Schröder dovrà trovare una nuova sistemazione il prima possibile per evitare di ripetere l’esperienza dell’ultima stagione.