La chiave per arrivare alle Finals e la forza del gruppo dei Miami Heat: le dichiarazioni di Jimmy Butler

Jimmy Butler e i Miami Heat ce l’hanno fatta. Nonostante l’ottavo seed e la strada tortuosa, passata per una rimonta subita da un vantaggio di 3-0 in questa serie, torneranno a giocare le NBA Finals dopo quelle del 2020.

La batosta subita nel finale di Gara 6 non li ha scoraggiati, e presentandosi da sfavoriti al TD Garden hanno di fatto dominato i Boston Celtics fin dall’inizio dell’incontro, e tenuto il controllo della gara come solo le grandi squadre sanno fare.

Alla fine, dunque, Butler aveva ragione ad essere ottimista. Lo è stato dopo la sconfitta in Gara 7 nella passata stagione, lo è stato ancora dopo le tre sconfitte consecutive degli scorsi giorni. E nel post-game, il nuovo MVP delle Eastern Conference Finals ha spiegato le ragioni della sua fiducia incondizionata:


So perché coach Pat e coach Spo mi hanno voluto qui, ed è per competere ad alto livello e vincere il titolo. Mi hanno messo intorno un gruppo che mi dà l’opportunità di farlo. Quindi è per questo che sono sempre stato fiducioso.

Perderne tre di seguito non fa parte della Heat Culture di cui ci piace parlare, non ci piace perdere. Ma nella nostra squadra, quando un giocatore è fuori il sostituto fa esattamente quello che avrebbe fatto il suo compagno, e lo fa ad alto livello. E quando chi è stato fuori torna, il sostituto deve tornare al ruolo precedente, e nessuno si è mai lamentato. Fanno tutti esattamente quello che gli si chiede di fare. Ed è il motivo per cui vuoi giocare con ragazzi del genere. Non li chiamo “role player”, li chiamo compagni

Ma nessuno di noi è soddisfatto, non abbiamo ancora fatto niente. Non giochiamo per vincere la Eastern Conference, giochiamo per vincere il titolo.