In casa perfetti, in trasferta un disastro. Chris Paul e compagni si ripeteranno anche nella gara decisiva della serie?

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Questo contenuto è tratto da un articolo di John Voita per Bright Side of the Sun, tradotto in italiano da Anna Cecchinato per Around the Game.


Dopo la sconfitta per mano dei Dallas Mavericks nella partita che poteva chiudere la serie e garantire ai Suns l’accesso alle Conference Finals, Phoenix ora si gioca tutto in 48 minuti. Gara 7 è all’orizzonte.

È una delle serie più strane che abbia mai guardato. Certo, ci sono state numerose Gare 7 nella storia dell’NBA, tuttavia non mi viene in mente una situazione in cui ogni vittoria sia stata della squadra in casa, con un differenziale così consistente e lasciando sensazioni così contrastanti.

Il modo in cui stanno giocando i Suns in questa serie ha fatto sorgere un nuovo soprannome in Arizona: gli Schizophrenic Suns. Sono molto… Dr. Jekyll e Mr Hyde. Una sera sono perfetti, la loro difesa è un muro e l’attacco è efficiente; la sera dopo sembra che il loro game-plan offensivo non abbia solide basi. A partire dalle prestazioni di Chris Paul e Devin Booker:

“Non credo che fossimo preparati al livello di disperazione con il quale avrebbe giocato Dallas”, ha commentato coach Monty Williams dopo la Gara 6. “Senza seconde occasioni, sono scesi in campo con determinazione e grinta, e ci hanno fatto faticare. Non siamo mai stati così disorganizzati a livello offensivo come questa sera.”

La prestazione collettiva dei Suns in Gara 6 è stata decisamente deludente, e Phoenix ha finito per perdere di 27 punti (113-86). La squadra arrivava da una Gara 5 in cui i Mavs erano sembrati un gradino sotto a CP3 e compagni: se ci si attendeva che Dallas avrebbe giocato con ferocia in questa elimination game, non ci si aspetteva che Phoenix avrebbe concesso ai texani una serata così in discesa.

La mancanza di concentrazione ed energia che abbiamo visto nei Suns in questi Playoffs è ridicola. Si tratta della stessa squadra che ha vinto 64 partite, il 78% delle gare di regular season. Eppure, in postseason sono a 7-5 (il 58%). Se vuoi vedere un basket da titolo, questo non è ciò che cerchi.

Dr. Jekyll

In casa, i Suns sono stati perfetti in questa serie, in cui hanno vinto Gara 1, 2 e 5 con un margine medio di 19 punti.

Difensivamente, sono stati aggressivi e hanno forzato molti errori. Hanno limitato i Mavs a una media di 101 punti segnati a partita, cui si aggiungono 37 palle rubate (12.3 a partita, in linea con la loro media stagionale di 12.9) e un Defensive Rating di 105.6. L’attacco di Dallas non è andato oltre al 43.8% dal campo e al 36.6% da tre punti nelle partite in Arizona.

Offensivamente, poi, i Suns hanno tirato con il 54.3% dal campo e il 42.4% da dietro l’arco, segnando 127.2 punti ogni 100 possessi, con una AST% pari a 60.1%.

La squadra, insomma, che abbiamo visto per tutta la stagione. Ma non nelle partite in trasferta di questa Semifinale di Conference.

Mr. Hyde

Metti i Suns su un aereo, falli atterrare in Texas, ed ecco Mr. Hyde: tre sconfitte in altrettante partite lontano da casa, perse con 15.3 punti di scarto medio.

L’attacco è sembrato a tratti in grande difficoltà, la difesa persa per strada. Nelle tre partite all’American Airlines Center, Phoenix ha mantenuto un Offensive Rating di 101.8 (56 palle perse, per una media di 18.7) e un Defensive Rating di 117.2. In Gara 3, 4 e 6, i Suns hanno concesso ai Mavericks 109 punti a partita, segnandone solo 92.6.

Anche se non stanno facendo tirare Dallas significativamente meglio (44.8% dal campo), Phoenix si è fatto distruggere dal perimetro. In casa i Mavericks stanno tirando con il 40.2% da tre, segnando 16.3 triple a partita. A Phoenix, sono state 13.7: una discrepanza enorme.

L’opposto, insomma, di quanto visto nell’arco di tutta Regular Season. Cosa aspettarsi in Gara 7?


Chris Paul sembra non essere al meglio fisicamente. Le sue prestazioni a partire da Gara 2 sono state mediocri. Non riesce a guidare l’attacco, a trovare i suoi spot e a mettere in ritmo i compagni come suo solito. Non so dirvi quante volte i Mavs hanno intercettato dei passaggi quando Paul ha tentato dei cross-court.

L’energia che emana CP3, almeno a livello di linguaggio del corpo, non è incoraggiante. Le spalle? Curve. L’espressione in volto? Scura. Spesso non si è visto il fuoco a cui siamo abituati, e fuori casa alla squadra è mancata la sua guida.

Ovviamente, la stessa cosa si può dire dei Mavericks, che sono una squadra totalmente diversa quando mettono piede a Phoenix. Ma se si chiede a qualsiasi tifoso dei Mavs, dirà che l’obiettivo principale era superare il primo turno, e quello è già stato un passo nella direzione giusta per la franchigia; tutto il resto è in più, non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare in questa serie.

Per i Suns è un’altra storia. L’obiettivo è il titolo e un’eventuale eliminazione prima delle Conference Finals sarebbe un fallimento. Nessuno dava Dallas come favorita nella serie.

Monty Williams ha sottolineato diverse volte l’importanza della Regular Season, perché determina il fattore campo nella post-season. E grazie al cielo per i Suns, la RS è stata eccezionale e questa Gara 7 si giocherà in casa.

Sulla carta, i Suns sono chiaramente i favoriti. Ma il fatto che si siano messi nella situazione di dover affrontare Luka Doncic, che è il miglior giocatore della serie, in una Gara 7, è preoccupante.

In ogni caso, se dovessero arrivare alle Finali di Conference (dove attendono gli Warriors), questa schizofrenia va curata.