
Questo articolo è una traduzione autorizzata. La versione originale è stata scritta da Conner McFarlane e pubblicata su The Lead Sports Media, tradotto in italiano da Marco Barone per Around the Game.
Quest’anno il weekend di apertura della March Madness è stato interessante. Dopo che nei primi due giorni si è assistito a un numero limitato di upset e a molti blowout, il secondo turno ha regalato alcuni dei momenti che ci aspettiamo a marzo: buzzer-beater, rimonte all’ultimo momento e partite sul filo. Anche se non c’è una vera e propria cenerentola ancora in vita, la qualità delle Sweet 16 rimaste nel torneo è la più alta degli ultimi due anni. I seed però non sono sempre indicativi dell’andamento di una squadra nel mese di marzo, quindi ecco una classifica aggiornata di tutte le 16 squadre ancora in corsa per il National Championship:
1. Florida Gators
Se gli ultimi quattro minuti della partita di secondo turno tra Florida e UConn fossero andati diversamente, i Gators non sarebbero stati in questa lista. Ma alcuni grandi tiri di William Clayton Jr. nel finale hanno contribuito a sigillare la partita e a spedirli alle Sweet 16. Grazie all’esperienza del backcourt composto da Clayton, Alijah Martin e Will Richard, i Gators sono in grado di battere qualunque squadra tiro su tiro. Nella vittoria contro UConn, il trio ha realizzato 56 dei 77 punti della squadra. Se a questo si aggiunge una rotazione apparentemente infinita di lunghi, i campioni del torneo SEC sono una delle squadre più temibili, se non la più temibile, del girone.
2. Duke Blue Devils
Duke entra nelle Sweet 16 forse come la squadra più calda del Paese. Con 13 vittorie consecutive con un margine medio di 25 punti, la squadra di John Scheyer non si è limitata a battere gli avversari, ma li ha distrutti. Ancora una volta, i Blue Devils sono guidati da un’impressionante classe di matricole, tra cui Cooper Flagg, la presunta prima scelta assoluta del Draft NBA 2025. Tuttavia, è stata la guardia junior Tyrese Proctor a rappresentare il fattore X nel torneo. Proctor ha tirato complessivamente 13/16 da tre nel primo e nel secondo turno. Per una squadra con diversi prospetti NBA, il fatto che il loro leader veterano si faccia avanti nei momenti importanti potrebbe essere la differenza che spinge questa squadra a superare ogni ostacolo.
3. Auburn Tigers
Nonostante la testa di serie numero uno assoluta del torneo, Auburn è arrivata al traguardo della stagione regolare con un po’ di fatica. Ma non bisogna essere troppo precipitosi nell’escludere i Tigers. Questa squadra è ancora in testa alla classifica nazionale con 15 vittorie quad one e ha vinto il titolo della regular season della SEC. A differenza di Duke, i Tigers sono una delle squadre più anziane del torneo. Tahaad Pettiford, matricola di spicco, è l’unico non senior a ricevere minuti importanti. L’esperienza spesso prevale a marzo, e i Tigers ne hanno in abbondanza.
4. Houston Cougars
Per la sesta stagione consecutiva, gli Houston Cougars, guidati da Kelvin Sampson, sono avanzati al secondo weekend, la più lunga striscia attiva nel basket universitario. Tuttavia, la squadra di quest’anno potrebbe avere le migliori possibilità di portare finalmente un titolo a Houston. Come le precedenti squadre guidate da Sampson, i Cougars si affidano alla difesa. Tenendo le squadre a 58.4 punti a partita, i Cougars soffocano gli attacchi avversari. Questo, unito a un attacco equilibrato guidato da L.J. Cryer, fa dei Cougars una delle squadre più complete della nazione.
5. Alabama Crimson Tide
Il lavoro svolto da Nate Oats in Alabama è stato a dir poco impressionante. Quest’anno è la prima volta dal 1987 che i Crimson Tide arrivano alle Sweet 16 per tre stagioni consecutive. Reduci dalle Final Four della scorsa stagione, i Tide hanno dato l’impressione di essere una squadra in grado di tornare. Guidati ancora una volta da Mark Sears e Grant Nelson, vantano uno degli attacchi più veloci ed efficienti del Paese.
6. Tennessee Volunteers
Come Alabama, i Tennessee Volunteers sono tornati alle Sweet 16 per la terza stagione consecutiva. Il loro matchup? I Kentucky Wildcats, che hanno sconfitto i Volunteers nella stagione regolare. Fortunatamente per Tennessee, ultimamente la squadra sta giocando una delle proprie migliori pallacanestro. Dal 22 febbraio, i ragazzi di Rick Barnes hanno sconfitto Texas A&M a College Station, Alabama in casa e Auburn nel torneo SEC. Finora, nella March Madness, non hanno perso un passo. Dopo aver aperto con una vittoria di 15 punti su Wofford, hanno gestito una buona squadra di UCLA nel secondo turno per avanzare al secondo weekend.
7. Texas Tech Red Raiders
Quando è in piena salute, Texas Tech merita una posizione tra le prime cinque in questa classifica. Il problema è che, ad oggi, lo status di Chance McMillan è ancora incerto, dopo aver saltato le partite del weekend iniziale di Texas Tech per un infortunio alla parte superiore del corpo. La buona notizia per i Red Raiders è che, nelle poche partite senza McMillan, hanno fatto un figurone. Dopo la sconfitta contro Arizona nelle semifinali della Big 12, i Red Raiders hanno ottenuto due vittorie in doppia cifra per aprire il torneo. La speranza è che McMillan possa tornare prima della fine dell’anno, e forse anche in tempo per la partita con Arkansas, testa di serie numero 10.
8. Michigan State Spartans
Come Florida, gli Spartans di Michigan State sono stati pericolosamente vicini a non passare alla seconda settimana. Nel match degli ottavi di finale con New Mexico, si sono trovati in un buco di 10 punti all’inizio, ma sono stati in grado di recuperare nel secondo tempo e di uscire con una vittoria. Per alcune squadre, essere messe alla prova all’inizio del torneo è una cosa positiva, le prepara alla sensazione di giocare con l’intera stagione in gioco. Per una squadra giovane come gli Spartans, questo potrebbe essere il caso. È anche importante ricordare che non si può mai escludere Tom Izzo a marzo.
9. Kentucky Wildcats
Questa stagione è stata selvaggia a Lexington. Nel primo anno di Mark Pope al timone, c’era molta pressione per ottenere risultati dopo un recente e deludente periodo di uscite anticipate a marzo. Dopo un’ottima non-conference che aveva portato i Wildcats tra i primi 10 della classifica nazionale, il virus degli infortuni si è impossessato dello spogliatoio. Ma la squadra di Pope non si è mai arresa. I Wildcats si sono rimessi in salute e, sebbene siano ancora privi del tiratore scelto Jaxson Robinson, sembra che abbiano finalmente ritrovato il loro ritmo. Dopo una convincente vittoria contro Illinois, testa di serie numero 6, nel secondo turno, i Wildcats sono tornati alle Sweet 16 per la prima volta dal 2019, cercando di raggiungere la loro prima Final Four dal 2015.
10. Arizona Wildcats
Mentre un inizio di stagione difficile aveva fatto dubitare i tifosi che Arizona avrebbe partecipato al torneo quest’anno, Caleb Love e i Wildcats si sono ripresi nella Big 12 per regalare al programma la quarta partecipazione consecutiva alla Big Dance. Dopo aver sconfitto l’ex rivale della Pac-12 Oregon nel secondo turno, i Wildcats si giocheranno la rivincita con la testa di serie numero 1, Duke, nelle Sweet 16. Non solo Duke ha battuto Arizona a Tucson all’inizio di quest’anno, ma se ricordate il 2021, Caleb Love, quando era con North Carolina, ha sconfitto Duke alle Final Four. Ora ha la possibilità di porre fine alla stagione di Duke per la seconda volta nella sua carriera.
11. Maryland Terrapins
Una delle storie più belle del basket universitario è diventata ancora più bella nel fine settimana appena trascorso. Dopo essere stati in svantaggio per la maggior parte del tempo contro Colorado State (12esima testa di serie) nel secondo turno, Derik Queen, nativo di Baltimora, ha realizzato il primo buzzer-beater del mese di marzo, mandando Maryland alle sue prime Sweet 16 dal 2015. Per una squadra che ha perso al buzzer per ben quattro volte in questa stagione, vedere un game-winner andare finalmente nel cesto è stato quasi poetico. Purtroppo per i Terrapins, il cammino verso la loro prima Elite 8 dal 2002 non si farà più facile. Maryland affronterà i Gators, testa di serie numero uno, nelle Sweet 16.
12. Michigan Wolverines
Che stagione per i Wolverines nel primo anno dell’era Dusty May. Dopo l’orribile stagione 2023-24, che ha visto il più basso numero di vittorie per il programma dal 1981, non solo la vittoria nel torneo della Big 10, ma anche l’approdo alle Sweet 16 rappresentano una delle più rapide inversioni di tendenza per una squadra nella storia recente. Guidati dal tandem gigantesco Danny Wolf e Vlad Goldin, i Wolverines sono un incubo per ogni squadra che affrontano. Un giocatore da tenere d’occhio è la guardia junior Roddy Gayle Jr., che viene da un career-high di 26 punti nella vittoria dei Wolverines contro Texas A&M, quarta testa di serie.
13. Purdue Boilermakers
Senza Zach Edey, nessun problema. Lo stile della squadra di Purdue è stato diverso da quello che siamo abituati a vedere nell’ultimo lustro. Guidati dalla guardia All-American Braeden Smith, i Boilermakers sono stati una delle migliori squadre al tiro da 3 punti del paese in questa stagione. Rispetto alle altre squadre con basso seed, il gruppo di Matt Painter ha una partita favorevole nelle Sweet 16. Sebbene la testa di serie numero uno Houston non sia un compito facile, la partita si giocherà al Lucas Oil Stadium di Indianapolis, a circa un’ora dal campus di Purdue a West Lafayette. Sapendo quanto viaggiano i tifosi dei Boilermakers, la semifinale regionale avrà probabilmente l’atmosfera di una partita casalinga di Purdue alla Mackey Arena.
14. BYU Cougars
Mettere la squadra di BYU così in basso sembra sbagliato, ma è una prova di quanto sia buono il resto del tabellone. I Cougars entrano nelle Sweet 16 giocando come nessun altro nel Paese e hanno vinto 11 delle ultime 12 partite. Come ci sono riusciti? Il loro attacco. In queste 11 vittorie, i Cougars hanno superato i 90 punti in cinque diverse occasioni e non sono scesi sotto i 70 una volta. Se una squadra non è in grado di segnare punti, non ha molte possibilità contro questa BYU.
15. Ole Miss Rebels
Uno dei volti meno familiari di questo gruppo è quello dei Ole Miss Rebels, alla loro seconda partecipazione alle Sweet 16 nella storia del programma. Tuttavia, l’allenatore Chris Beard torna per la quinta volta. Sebbene i Rebels non eccellano su un singolo lato del campo, non hanno nemmeno molti punti deboli, essendo tra i primi 25 sia per efficienza offensiva che difensiva.
16. Arkansas Razorbacks
Arrivati come testa di serie più bassa, gli Arkansas Razorbacks accedono alle Sweet 16 dopo aver sconfitto al secondo turno St. John’s, seconda testa di serie. Dopo un inizio da 0-5 nella SEC che aveva messo in pericolo le loro speranze, Calipari e i Razorbacks sono riusciti a risollevarsi nella seconda metà della stagione. La cosa più importante è che la matricola Boogie Fland, che si pensava fosse fuori gioco per tutta la stagione, è tornata a disposizione dei Razorbacks.