La morte di Lewis e delle altre due promesse del basket hanno forgiato ricordi e lezioni che dureranno una vita.

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FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Keith P. Smith per Cetlics Blog e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 luglio 2017.


Il 27 luglio 1993 mancava qualche giorno al mio quindicesimo compleanno. Avevamo appena finito una di giocare una partita di un torneo estivo di basket e mia madre stava riportando a casa me e i miei amici. Avevamo in programma di fermarci a mangiare una pizza oppure un hamburger da McDonald’s (o magari entrambi). Eravamo dei classici adolescenti che mangerebbero qualunque cosa gli capiti a tiro. Quattro ragazzi sudati, chiassosi e felici, freschi di una vittoria contro una scuola rivale in un (inutile) torneo estivo, in viaggio sulla stessa auto. Durante il tragitto di circa 20 minuti per arrivare a casa mia, le nostre vite cambiarono per sempre.Salimmo in auto e mia madre, avida ascoltatrice di notiziari radiofonici, aveva la radio accesa su WBZ o qualcosa del genere. Poco dopo l’abituale “Calmatevi!” della mamma, che tutti noi ignorammo, la radio emise il jingle da “Breaking News” e iniziò a riportare una notizia.

Reggie Lewis era collassato in campo alla Brandeis University di Waltham durante un workout estivo.Ricordavamo tutti che Reggie era già svenuto in campo quella primavera, durante Gara 1 del primo turno di Playoffs, contro gli Hornets. Aveva saltato il resto della serie in cui, nonostante la vittoria iniziale, Boston venne eliminata da Charlotte per 3-1. In quell’occasione, le notizie dicevano che Lewis si sarebbe ripreso del tutto con un’adeguata terapia. Gli aggiornamenti che lo davano in campo ad allenarsi solo pochi mesi dopo erano incoraggianti e importanti per Boston, che aveva bisogno di lui.I Celtics del 1992/93 erano decisamente in un periodo di transizione. Larry Bird si era ritirato l’estate precedente, dopo aver vinto la medaglia d’oro olimpica con il Dream Team; Kevin McHale non era più lo stesso dopo gli infortuni al piede e alla gamba, e si diceva che anche lui avrebbe lasciato la squadra; Robert Parish aveva ormai 39 anni, di cui 16 da giocatore NBA. I Big Three erano un ricordo. Ma, nonostante l’uscita di scena dei nostri eroi, Boston non avrebbe avuto problemi, perché aveva Reggie Lewis.Nel 1991/92, con Bird che fu in grado di giocare solamente 45 partite e McHale che ne disputò solo 56, il titolo di miglior giocatore della squadra era silenziosamente passato a Lewis. Aveva giocato tutte le 82 partite, con una media di 20.8 punti a partita unita a una percentuale di tiro dal campo oltre il 50%, oltre ad aver dominato difensivamente con più di una stoppata e 1.5 palle rubate a partita. Quella sarebbe stata l’unica stagione da All-Star di Lewis.Nel ’92/93, con un maggior peso sulle spalle dopo il ritiro di Bird e le difficoltà di McHale, Lewis fece altrettanto bene. Non ottenne molti voti per l’All-Star Game, probabilmente a causa del rendimento non esaltante dei Celtics, ma era ormai riconosciuto come uno dei migliori giocatori dell’NBA. Michael Jordan ha riconosciuto Lewis come “l’avversario più difficile contro cui giocare”. In una partita del 1991, Lewis fece questo a MJ:

Ora, va considerato che nessuno è mai riuscito a stoppare il jump shot di Jordan, che si trattasse di un tiro in sospensione, o una giravolta in fade-away, o altro ancora. Lewis lo fece quattro volte in una partita. Per inciso, mise anche una tripla fondamentale nel finale di partita.Torniamo a quella partita di Playoffs del ’93. I Cetlics erano riusciti a vincere 48 partite, grazie soprattutto alle prestazioni di Lewis. McHale e Parish avevano dato il loro contributo, seppur limitato. Xavier McDaniel era arrivato per sostituire Bird, ma ovviamente nessuno poteva essere in grado di farlo con lo stesso rendimento. Kevin Gamble, Dee Brown e Rick Fox erano buoni giocatori, ma non abbastanza da mantenere la squadra ai vertici della Conference. A differenza di Lewis, che aveva fatto quel passo in avanti nella stagione precedente e stava ora cementando il suo status fra i migliori della Lega.Boston arrivò quarta e ottenne il vantaggio del campo contro gli Hornets guidati da Alonzo Mourning, Larry Johnson e Muggsy Bogues. Sarebbe stata una serie in bilico, e molti puntavano sui giovani di Charlotte per la vittoria. Appena 13 minuti dopo l’inizio di Gara 1, Lewis svenne in campo. Sul momento non sembrò nulla di grave, per quanto possa essere non grave uno svenimento in campo. Lewis si riprese quasi subito. Lasciò il campo, ma sembrava star bene. Non lo avremmo mai più visto giocare per i Celtics.