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Questo articolo, scritto da Jose Rodhin per New York Sports Nation e tradotto in Italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 luglio 2021.


L’ultima stagione dei Brooklyn Nets è stata ricca di cambiamenti nel roster.

Dopo la trade per Harden, i Nets non hanno avuto tempo e margine per sopperire alla mancanza di difensori e role player affidabili. La quantità di talento dei Big Three – Kevin Durant, James Harden e Kyrie Irving – è sempre stata sotto gli occhi di tutti; e ora, messi alle spalle dei Playoffs molto sfortunati, l’obiettivo del front office è migliorare il supporting cast a disposizione di Steve Nash.

Nonostante gli infortuni, la squadra è sempre stata di alto livello quest’anno, fino alla sconfitta nella serie contro i Bucks, futuri campioni NBA, per questione di centimetri. Brooklyn è senza dubbio tra le migliori della Lega, soprattutto dal lato offensivo: non solo tre superstar, ma anche tiratori come Joe Harris, Landry Shamet e Jeff Green che hanno dimostrato di saper sfruttare lo spazio creato dai compagni. L’impressione è che potrebbero bastare poche mosse per far diventare Brooklyn simil-imbattibile.

Le domande riguardano principalmente la difesa. La priorità sarà trovare un centro affidabile, dopo i tanti esperimenti visti l’anno scorso – dal veterano DeAndre Jordan al giovane Nic Claxton, passando per lo sfortunato caso di LaMarcus Aldridge (costretto al ritiro per problemi cardiaci), fino ad arrivare a Blake Griffin. Ma i Nets non saranno attivi solo nel mercato dei centri: coach Nash attende giocatori “3&D” da aggiungere alla rotazione, con il solo Jeff Green che si è dimostrato affidabile in questo senso durante la post-season.

Le possibili rifirme

Griffin e Green hanno entrambi firmato contratti al veteran minimum, e tenerli entrambi sarebbe molto positivo per Brooklyn. Griffin si è preso il posto di centro ai Playoffs, per il suo impegno e soprattutto per le sue caratteristiche offensive, con buone capacità di tiro e playmaking. Stesso discorso per “Uncle Jeff”: ha giocato bene e, come Griffin, ha avuto un impatto molto positivo contro i Bucks, dimostrando sul campo di meritare qualcosa di più di un minimo salariale. Per la free agency, comunque, età e volontà di giocare in una contender rendono probabile un loro ritorno.

Più imprevedibili le questioni Bruce Brown e Mike James, entrambi restricted free agent. Brown dà alla squadra versatilità e durezza a livello difensivo; James in uscita dalla panchina, nei minuti senza il backcourt titolare (Irving-Harden) in campo. può contribuire offensivamente. Uno dei due potrebbe rimanere.


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Ci sarebbe, poi, Spencer Dinwiddie, out per quasi tutta la stagione (solo 3 gare giocate) a causa della rottura del crociato anteriore. Con il Barba i suoi minuti calerebbero drasticamente e la sua volontà è cercare un contratto sostanzioso, dunque sarà difficile rivederlo al Barclays Center il prossimo anno.

Alla ricerca di un lungo titolare

Jordan e Claxton, anche con la presenza di Griffin, potrebbero lottare per un posto in quintetto. Claxton ha dimostrato, a sprazzi, di possedere qualità interessanti, ma è ancora piuttosto acerbo. La situazione DeAndre è diversa, dato che percepirà poco meno di 10 milioni di dollari per altri due anni e non ha giocato nemmeno un minuto nei Playoffs.

Un upgrade nel ruolo di 5 sembra decisamente la priorità di Sean Marks. Un’idea? Serge Ibaka, che dispone di una player option con i Clippers e potrebbe salutare, alla ricerca di un contratto più lungo. La sua difesa, schiena permettendo, la sua esperienza e la sua pericolosità nel tiro da fuori potrebbero far di lui una mossa più che azzeccata. Altre idee? JaVale McGee e Bismack Biyombo, ma nessuno dei due rappresenterebbe un grande upgrade e soprattutto non porterebbe in dote a Nash le qualità in cui i Nets sono carenti.


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La questione-centro, in casa Brooklyn, è doppiamente importante, visto che i migliori giocatori di Sixers e Bucks – le altre due principali contender a Est – sono proprio dei lunghi, contro cui è fondamentale avere adeguate risposte in una serie Playoffs.

Ali 3&D

Green ha ricoperto alla grande questo ruolo contro Milwaukee, ma non ci si può aspettare un elevato minutaggio da Jeff, che presto compirà 35 anni. Per Brooklyn, far leva sull’alto livello della squadra per attirare free agent di medio livello alla ricerca di un team competitivo sarà fondamentale.

Ad esempio, James Ennis, Torrey Craig, Reggie Bullock, Maurice Harkless, Sterling Brown e David Nwaba sono tutti free agent, e firmare uno/due di questi giocatori potrebbe allungare le rotazioni di Steve Nash e aiutare l’head coach a gestire l’utilizzo di KD.

Punti dalla panchina (e dal Draft)

Un nome che porterebbe grande pericolosità perimetrale in uscita dalla panchina potrebbe essere quello di JJ Redick, da alcuni rumors accostato a Brooklyn per la prossima stagione.

Infine, nel Draft 2021 i Nets avranno ben 4 chiamate (#27, #44, #49 e #59), che potranno utilizzare direttamente o – più probabilmente – scambiare per ottenere un altro role player, come fecero per Brown e Shamet l’anno scorso.