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Questo contenuto è tratto da un articolo di Nic Thomas per The Lead SM, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Avere un debole per gli underdog è un’emozione del tutto normale e naturale. Il più piccolo, con poche possibilità di compiere l’impresa, il meno quotato: sin da quando si ha memoria, il fascino dell’underdog è sempre esistito, specie quando si è trattato di giovani non molto noti ai più, ma dotati di una particolare dose di talento. Spesso finiscono travolti dai favoriti, ma quelle rare volte in cui riescono ad uscire vincitori finiscono per scrivere tra le migliori pagine della storia. Si viene talmente coinvolti da sentirsi in campo al fianco degli atleti, infondendo la propria energia affinché Davide riesca a sconfiggere Golia. In NBA ci sono diverse squadre che potrebbero facilmente recitare questo ruolo, a maggior ragione con i Playoffs in arrivo, e con le ultime partite di Regular Season a lasciare ancora aperti parecchi scenari. E inoltre, ce ne sono altre la cui stagione attuale ha poco da aggiungere agli annali, ma il cui prossimo futuro sembra molto più radioso. Eccone la lista delle principali 5.


1) Orlando Magic

Gli Orlando Magic sono forse la squadra più sorprendente della stagione in corso, essendo ancora in ballo per una posizione che va dal 2° al 6° seed della Eastern Conference, in lotta con Milwaukee Bucks, New York Knicks, Cleveland Cavaliers e Indiana Pacers. Hanno uno young core d’élite che comprende talenti come Paolo Banchero, Franz Wagner e Jalen Suggs, affiancati da altrettante interessanti scelte al Draft come Anthony Black, Jett Howard e Caleb Houstan. Hanno scambiato il centro All-Star Nikola Vucevic acquistando un’alternativa che presto potrebbe raggiungere quel livello, ovvero Wendell Carter Jr. Il fatto che stiano già lottando per un posto ai Playoffs tra i primi 4 seed e che abbiano mantenuto buone scelte al Draft ha permesso alla franchigia della Florida di stabilirsi al primo posto di questa particolare classifica.

Al momento i Magic hanno a roster due elementi che in futuro raggiungeranno il livello di All-Star, e che forse potrebbero anche puntare al titolo di MVP. Banchero ha ricevuto meno attenzioni mediatiche rispetto al solito pur essendo una prima scelta assoluta al Draft, ma non bisogna sottovalutarlo, poiché dispone di un bagaglio tecnico praticamente infinito. Alto 2,08 m e con oltre 100 Kg di massa corporea, l’italo-americano è di fatto un playmaker capace di crearsi da solo le proprie occasioni per attaccare il ferro da tutte e 3 le principali zone di tiro. Inoltre, considerando la mole di tempo in cui tiene il possesso del pallone commette pochissime palle perse, regalando raramente il pallone agli avversari, e ha un alto livello di efficienza offensiva. 

Hanno trovato in Franz Wagner un giocatore modello, che sembrerebbe costruito in laboratorio proprio per la moderna NBA. Alto anche lui 2,08 e dotato di un fisico rapido ma solido, il tedesco è capace di creare le proprie occasioni di tiro on e off-the-ball, essendo inoltre capace di liberare spazi e creare occasioni per i compagni di squadra. Sa sfruttare la stazza e la lunghezza delle proprie leve, riuscendo ad avvantaggiarsi contro vari tipi di difensori e trovare la giocata adatta a ogni situazione. 

Nonostante abbia riscontrato qualche difficoltà nei suoi primi anni in NBA, Jalen Suggs ha finalmente trovato la sua realtà. Le sue abilità difensive lo hanno reso prezioso in marcatura sul miglior attaccante avversario, permettendogli di riconquistare la fiducia nei propri mezzi e tornare a dominare come ai tempi del college. E con la ritrovata fiducia in sé stesso è riuscito anche a trovare l’efficacia da oltre l’arco, una volta ritenuto il suo vero e proprio tallone d’Achille, arrivando a sfiorare il 40% di efficienza su 5.3 tentativi a partita. 

Infine, per quanto non abbia avuto molte occasioni di mettere in mostra le sue capacità, Anthony Black ha dimostrato buoni sprazzi di capacità difensive, playmaking e shot-creation da oltre l’arco, tanto da renderlo un interessante prospetto da sviluppare e far crescere nel tempo. E come lui, anche Jett Howard è stato impiegato poco quest’anno, ma in base a quanto mostrato al college si prevede possa diventare un interessante profilo di giocatore 3&D negli anni a venire. Oltre a loro, coach Jamahl Mosley può contare su un playmaker come Cole Anthony in uscita dalla panchina, e che sembrerebbe legato a lungo alla franchigia: potrebbe diventare il 6° uomo perfetto per il futuro della squadra. Oltre all’attuale roster, bisogna tener conto delle 6 pick al First round e delle 7 al Second round nei prossimi 3 anni, a rendere più brillante il futuro degli Orlando Magic.

2) San Antonio Spurs

A questo punto, innanzitutto va fatto un nome: Victor Wembanyama. Il French Phenom rappresenta la svolta nel cammino dei San Antonio Spurs verso il futuro, rendendoli una potenziale forza dominante della Western Conference negli anni a venire. Sono molti a credere che Wemby lascerà un segno indelebile in NBA dopo il suo passaggio. Ma, oltre a lui, il roster nero-argento può contare su altri giovani e interessanti talenti da far maturare. Tra questi c’è certamente Devin Vassell, spesso sottovalutato, ma parte integrante e irrinunciabile di questo roster. Ha la capacità di ricoprire 4 ruoli su 5 in campo, con l’esclusione del centro, e l’abilità di allargare il gioco per i suoi compagni, oltre che creare occasioni per sé stesso. Con certe caratteristiche sembrerebbe l’ala perfetta da affiancare a Wembanyama.

Oltre a loro due, coach Gregg Popovich ha a disposizione Keldon Johnson, un giocatore versatile e che ha mantenuto costanti i suoi miglioramenti nel corso della sua carriera. Possiede ottime qualità nell’attaccare il ferro e tirare dal perimetro, rappresentando una costante e dinamica minaccia per le retroguardie avversarie e rendendolo un giocatore multidimensionale. Non è ancora chiaro quale potrebbe essere il suo ruolo all’interno del roster, ma Jeremy Sochan è dotato di un talento speciale. Ha energia da vendere, che gli permette di difendere il tabellone come pochi. Possiede un importante senso della posizione e intelligenza tattica che gli permettono di eludere gli avversari e di assicurare rimbalzi alla sua squadra, dimostrando le solide fondamenta su cui si basa il suo stile di gioco. Tre Jones si è affermato per la qualità del suo decision-making, limitando le palle perse e attuando costantemente le scelte più opportune in campo. Sa liberare i compagni facilmente con i suoi assist illuminanti, trovandoli spesso smarcati in prossimità del ferro avversario, e in prospettiva non può che sviluppare in meglio il suo IQ e la sua visione di gioco. E sebbene Jones stia dando prova delle sue abilità da assist-man, ha nelle sue corde anche il tiro da fuori.

Gli Spurs possono inoltre far vanto di altrettanti interessanti talenti acerbi da far crescere, tra cui Malaki Branham, Julian Champagnie, Charles Bassey, Blake Wesley e Sidy Cissoko. Oltre a loro possiedono infine una quantità enorme di Draft pick: ben 10 al First round e 11 al Second round, a rimpolpare ulteriormente il bacino di talento nei prossimi 3 anni. Esse includono anche le scelte unprotected degli Atlanta Hawks nel 2025 e 2027, con i diritti per lo swap nel 2026: potrebbero trasformarsi in scelte parecchio alte nella lottery, dato che gli Hawks sono praticamente giunti a un punto cruciale della loro storia, possibilmente volti al rebuild della franchigia. 

3) Houston Rockets

Gli Houston Rockets stanno attuando uno dei migliori rebuild mai visti nella storia della NBA. Appena 3 anni fa hanno ceduto il loro giocatore migliore ai Brooklyn Nets, e dopo sole 3 stagioni dai risultati poco memorabili, adesso possono contare su una pletora di talento che fa prospettare un roseo futuro per la franchigia texana. Hanno fatto un ottimo lavoro sfruttando le proprie scelte al Draft, selezionando Jalen Green e Jabari Smith rispettivamente nel 2021 e nel 2022, seguite dal dinamico e atletico Amen Thompson, 4° scelta nel 2023. Ma più che dalle scelte in alto nella lottery, sono quelle alla fine del primo giro ad aver reso ancor di più per i bianco-rossi, favorendone la crescita. 

Nel 2021 i Rockets hanno ottenuto Alperen Sengun con la 16° scelta. Sengun ha praticamente raggiunto un livello elitario per quanto riguarda il playmaking che, aggiunto alle sue abilità nello scoring nel pitturato e al suo footwork, lo rendono un potenziale giocatore dal calibro All-NBA, oltre che uomo-franchigia. Nel 2022, invece, hanno scelto Tari Eason con la 17°: la sua versatilità difensiva farebbe gola a ogni squadra, data la sua enorme abilità ed efficienza negli switch difensivi e la sua capacità nel contestare i tiri contro qualsiasi avversario e praticamente in ogni zona del campo. La sua combo di stazza, lunghezza delle leve e agilità lo rende un avversario ostico per qualsiasi giocatore stia attaccando il canestro dei Rockets, data la sua concretezza nell’interrompere le trame offensive rivali. Offensivamente, Eason riesce a distinguersi per la sua intelligenza tattica, che gli permette di posizionarsi sempre al posto giusto e trovare il canestro con costanza, che sia attaccando il ferro o con tiri dal mid-range. In definitiva, le sue abilità difensive e le sue letture offensive, con la palla in mano e senza, lo rendono una scelta affidabile per coach Ime Udoka

Proseguendo, nel 2023 Cam Whitmore è arrivato ai Rockets con la 20° scelta: in molti lo avevano indicato come possibile opzione per i texani, ma addirittura con la 4°, per poi arrivarci comunque poco più in là. Whitmore è dotato di grande senso della posizione e tempismo, riuscendo a posizionarsi spesso ottimamente in fase offensiva. Ha riflessi rapidi e tocco delicato, che gli permettono di districarsi bene nelle aree affollate e sistemare il suo tiro in corso d’opera per evitare di essere stoppato. Approfondendo ulteriormente, il suo lavoro nel trovare spazio tra sé e i difensori gli permette di occupare spesso la posizione perfetta, che sia per segnare o prendere rimbalzo, e ha uno skillset che prevede un’infinita varietà di finte, cambi di passo e turnaround capaci di lasciare gli avversari di sasso. E date le loro abilità dimostrate in occasione del Draft, hanno ancor più valore le 6 scelte al First round e le altrettante al Second nei prossimi 3 anni, incluse le unprotected dei Nets di quest’anno e del 2026, e i diritti di swap nel 2025 e 2027, che potrebbero rivelarsi delle top-10 pick.

4) New Orleans Pelicans

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto la prima scelta con più hype degli ultimi 15 anni quando nel 2018 sono riusciti ad arrivare a Zion Williamson. Anche se molti dubitano delle sue condizioni fisiche e dei suoi alterni stati di forma, tutti hanno avuto sotto gli occhi le sue giocate quando è al massimo della forma: sembra una forza della natura, qualcosa di mai visto prima. Considerando il fatto che venga costantemente affiancato da un giocatore dinamico e moderno come Brandon Ingram, ecco l’accoppiata perfetta per rendere i Pelicans una temibile avversaria nel futuro.

Inoltre, negli ultimi anni è stato svolto un ottimo lavoro al Draft, con aggiunte mirate e azzeccate. Sono stati acquisiti diversi giocatori abili nel tiro dal perimetro che hanno catapultato la franchigia della Louisiana da essere un two-man-show ad uno dei roster più completi della lega. Infatti, nel 2021 hanno ottenuto Trey Murphy III alla 17° pick, un’ala dotata di enorme talento offensivo e capace di adattarsi perfettamente ai ritmi della NBA moderna. Murphy possiede atletismo, esplosività e incredibile abilità nell’attaccare il canestro che lo rendono unico nella lega. E non si tratta di un giocatore monodimensionale, poiché rappresenta una delle più grandi minacce da oltre l’arco. 

Oltre a Murphy, nel 2021 è stato draftato anche Herbert Jones, un prospetto interessantissimo, dotato di un fisico imponente e leve lunghe, che gli danno enormi vantaggi su entrambi i versanti del campo. Jones ha tutte le carte in regola per essere un ottimo facilitatore di gioco quando gioca da ala, mettendo in mostra le sue skills nel creare occasioni per i compagni e distribuire palloni in  generale. Ma ciò in cui Jones si distingue davvero è nel versante difensivo: si è affermato come uno dei migliori difensori in NBA, grazie alla combinazione di stazza e istinto, che lo rendono praticamente onnipresente a difesa del proprio ferro. Herbert ha le capacità per difendere in diverse posizioni, interrompere le trame avversarie e fermare gli avversari in singola marcatura, grazie al suo fisico e alle attente chiusure.

Nel 2022 NOLA ha selezionato l’australiano Dyson Daniels con la 6° scelta assoluta, un giocatore versatile e dotato di uno skillset unico e di fisico possente, capace di rendersi utile in svariati modi alla propria squadra. La sua versatilità gli permette di impostare il gioco e attaccare il canestro, oltre che difendere in multiple posizioni e occasionalmente colpire da oltre l’arco. A prescindere dal fatto che possa o meno sviluppare ulteriormente la sua pericolosità dal perimetro, le sue caratteristiche lo rendono comunque un asset interessante e affidabile per il futuro. Infine, nel 2023 hanno scelto Jordan Hawkins, che è riuscito a mettere in mostra le sue abilità specialmente a inizio anno, quando gli infortuni hanno tartassato il roster dei Pelicans: un arma letale dal perimetro, oltre che saper difendere ottimamente sul miglior attaccante avversario. La squadra allenata da coach Willie Green può contare inoltre su ben 9 First round picks nei prossimi 3 anni, a garantire carburante per il talento nelle stagioni a venire. 

5) Charlotte Hornets

Gli Charlotte Hornets sono una franchigia che ha avuto un periodo abbastanza tribolato negli ultimi 7 anni, rimanendo costantemente nella parte meno desiderata delle classifiche. Ma l’arrivo di volti nuovi nel Front Office dovrebbe assicurare alla franchigia della North Carolina un cambio di rotta nell’immediato futuro. Con LaMelo Ball premiato con un max-contract nell’estate 2023, il team pensava di poter godere dei benefici del suo talento in questa stagione, vedendo i propri sogni infranti dal doppio infortunio alla caviglia che ha prima limitato e poi terminato anzitempo la stagione del figlio di LaVar. In ogni caso, l’All-Star ha messo a referto una media All-NBA ed MVP di 32.2 punti, 6.7 rimbalzi, 8.7 assist in 9 partite nel mese di novembre, prima di venire fermato dal primo grave infortunio stagionale alla caviglia. Nonostante le poche partite disputate, Ball ha dimostrato di saper condurre la propria squadra in ogni situazione offensiva, oltre che dimostrarsi utile con i rimbalzi.

Affiancargli Brandon Miller ha permesso agli Hornets di avere in mano uno tra i migliori young core per i prossimi anni. Miller ha provato di essere un two-way-player e tuttofare: sa essere letale da tutti e 3 i principali livelli di tiro, riuscendo anche a creare occasioni offensive per i compagni. È dotato di sublime ball-handling che, abbinato alla sua stazza e agilità, lo rendono praticamente immarcabile. La sua energia e grinta nel versante offensivo sono una costante minaccia, con poche differenze sul versante opposto: è capace di usare ottimamente il suo fisico per stoppare gli avversari, anche il migliore in fase offensiva. Il Big Man del team è Mark Williams: questa stagione è stato pesantemente limitato da problemi lombari, ma una volta tornato in forma rappresenta il fit perfetto nel pitturato al fianco di LaMelo. La sua presenza difensiva e le sue doti a difesa del proprio ferro lo rendono uno tra i primi 7 o 8 centri della lega in prospettiva, e sono indispensabili per la squadra allenata attualmente da coach Steve Clifford, ma che ha già annunciato il prossimo cambio in panchina. 

Gli Charlotte Hornets possiedono inoltre un gran numero di giovani e interessanti guardie, come Nick Smith Jr. e Tre Mann, che hanno offerto sprazzi delle loro abilità durante l’arco della stagione: sono entrambi dotati di grandi skills nel palleggio, che li rendono ottimi nel playmaking e ad attaccare il ferro, risultando efficaci nelle giocate off-the-dribble e off-the-catch e potenziali guardie moderne ed efficienti. Oltre loro 2 ci sono una miriade di giovani prospetti attualmente spesso in second unit: JT Thor, Bryce McGowens, Leaky Black e Amari Bailey sono tutti potenziali starter in NBA negli anni a venire. Infine, annoverano anche James Nnaji: la 31° scelta al Draft rappresenta il prototipo del giocatore dominante in post basso dal 2000 ad oggi. Se Mark Williams dovesse continuare ad avere problemi con gli infortuni è probabile che Nnaji diventi presto il centro titolare degli Hornets.