Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare soprattutto dei giochi AAA da 70-80 euro l’uno e dei giochi indie dal budget contenuto. Cosa ne è stato dei videogiochi mid-range come gli AA? È vero, sono un po’ passati di moda, ma ci sono alcuni segnali che ci fanno sperare in un loro ritorno a breve, anche nel mondo dello sport, del basket e dell’NBA.

Ci sono stati anni in cui i blockbuster hanno monopolizzato le vetrine, ma ora stiamo assistendo a una contro-tendenza. Helldivers 2 ci ha dimostrato che un gioco AA con un prezzo medio è in grado di vendere decine di milioni di copie. Questo significa che c’è ancora spazio per le produzioni più sostenibili e “snelle”. Certo, le alternative oggi sono molte, chi cerca delle esperienze brevi e poco impegnative frequenta i giochi online, ci sono piattaforme come CasinoBrothers che si occupano proprio di selezionare i migliori operatori per un’esperienza di gioco sicura e soddisfacente. È chiaro, quindi, che bisogna saper filtrare i prodotti, non sempre il gioco mainstream è quello che davvero vale la pena.

Cosa sono i giochi di fascia media e perché se ne parla poco

Parliamo di produzioni fra l’indie e il AAA. Si tratta di team medio-grandi, con ambizione tecnica e con un design non banale. Questi giochi hanno un focus preciso, niente open world sterminati o campagne da 100 ore, e il prezzo spesso è inferiore agli AAA. In pratica, sono giochi che puntano a una community motivata, con dei contenuti ben rifiniti e dei cicli di sviluppo più corti. Helldivers 2 ha raggiunto picchi di 458 mila giocatori simultanei su Steam al lancio, con un pricing più accessibile rispetto ai 70-80 euro dei blockbuster.

Un altro segnale arriva dalle produzioni come Clair Obscur: Expedition 33, i creatori hanno dichiarato che il budget modesto e l’assenza di riempitivi hanno reso l’esperienza migliore, il che è esattamente la logica di progetto che distingue il mid-range. Niente gonfiature di contenuto, ma un arco chiaro e ben ritmato.

Perché i mid-range games erano spariti negli ultimi anni

Negli ultimi dieci anni i costi di sviluppo AAA sono esplosi, questo ha compresso lo spazio per i progetti di mezzo. È semplice, quando un singolo titolo costa più di 100 milioni di dollari, i publisher tendono a finanziare meno giochi e a privilegiare IP già note. Diversi ex dirigenti PlayStation hanno commentato come i budget da 200 milioni spingano a ridurre i rischi perché c’è più possibilità di fare sequel e live-service. Come risultato, i mid-range games hanno fatto fatica a trovare visibilità.

A livello industriale, anche i grandi gruppi hanno attraversato delle ristrutturazioni pesanti. Embracer, che aveva acquistato studios a ritmo serrato, nel 2024 ha annunciato lo spin-off in tre società separate per rifocalizzare le strategie e i capitali. Quando la finanza si riorganizza, i progetti medi possono restare sospesi, o non partire affatto.

Perché quest’anno potrebbero riesplodere i giochi di fascia media

  1. Successi commerciali a metà prezzo: Le analisi parlano apertamente di un anno dei giochi da 50 dollari o meno. Un pricing più amichevole che allarga il bacino d’acquisto e abbassa l’asticella di rischio per i publisher e per i team. È un posizionamento naturale per il mid-range, soprattutto su PC e multipiattaforma.
  2. Case study che fanno scuola: Helldivers 2 ha già fatto storia. Fastest-selling PlayStation Studios game (12 milioni in 12 settimane nel 2024), picchi mostruosi su Steam, poi lancio Xbox nell’agosto 2025 con circa 1 milione di copie in meno di una settimana e performance top nelle classifiche. In altre parole, un progetto AA fatto bene può competere e battere i titoli più costosi, a patto di avere una fantasia forte e un supporto live misurato.
  3. Publisher AA in salute: L’ex Focus Entertainment (oggi PULLUP Entertainment) ha chiuso l’anno fiscale 2024/25 con dei ricavi record da +101% rispetto al suo precedente anno migliore. È uno dei barometri più affidabili per capire che il mercato premia un portafoglio di titoli mid-range ben curato.

Perché i giochi di fascia media piacciono (di nuovo)

Non tutti vogliono spendere 80 euro e impegnarsi per 80 ore. Molti giocatori cercano esperienze più short, con 12-20 ore ben scritte, un gameplay leggibile e una coda di aggiornamenti che allungano la vita senza trasformare tutto in un grind infinito. Gli stessi developer di Expedition 33 dicono che non gonfiare artificialmente la durata è stato decisivo per il successo. È un cambio di paradigma culturale oltre che economico.

C’è poi la questione del rischio. Un budget medio consente di osare di più sul tema, sul tono e sulle meccaniche. Se fallisci, non trascini giù l’intero bilancio dello studio. Se trovi l’angolo giusto, puoi diventare la next big thing del trimestre. L’ecosistema PC/console, fra cross-play e word-of-mouth, amplifica in fretta i progetti con un’identità chiara, come si è visto con Helldivers 2 e con altri fenomeni recenti in area mid/indie che hanno rotto le classifiche di Steam.