Saliou Niang ha esordito con i Cleveland Cavaliers in Summer League, facendo vedere tante cose buone nonostante qualche (normale) errore.

La Summer League non è l’NBA. Serve premetterlo non per sminuire i giocatori che vi partecipano, bensì per far capire che è una semplice vetrina per talenti, giovani e non, che ambiscono a entrare nella lega o sono già in procinto di entrarvi. Di conseguenza, si vede poca pallacanestro organizzata e a dominare sono ovviamente le individualità, il che richiede una minuziosa selezione di alcuni momenti per abbozzare un qualunque tipo di analisi dei giocatori.
Per questo motivo, anche al di là del box score, la partita di Saliou Niang è stata di alto livello per gli standard di valutazione di questa vetrina. Per offrire un contesto, riprendiamo la storia del legame tra l’Azzurro e i Cleveland Cavaliers. Il giovane talento nato nel 2004 è stato selezionato con la 58esima scelta assoluta del Draft NBA dalla franchigia dell’Ohio, coronando così un percorso di crescita che lo ha visto protagonista nell’ultima stagione con la Dolomiti Energia Trento.
Dopo essersi messo in luce sia in Serie A che in EuroCup, Niang è stato premiato come “Most Improved Player” della Serie A, grazie a una stagione in cui ha registrato una media di 8,1 punti, 5 rimbalzi e 1,4 assist in 20,4 minuti a partita. Dalla vittoria della Coppa Italia con Trento – eletto miglior giocatore italiano della competizione – all’esordio con la Nazionale italiana, passando per un inserimento dell’ultimo minuto nei principali Mock Draft internazionali, Niang ha saputo conquistare la fiducia degli scout NBA.
Una scelta, quella dei Cavs, non casuale, figlia di un interesse di lunga data, come confermato dal GM Mike Gansey, il quale ha spiegato in sede di Draft che gli scout di Cleveland lo abbiano seguito da quando aveva 15 anni. Il giocatore giocherà comunque alla Virtus Bologna nella prossima stagione, cercando di favorire uno sviluppo che possa portarlo eventualmente in NBA solo in futuro, ma i flash di questa Summer League non possono che far piacere tanto agli americani, quanto alla sua nuova squadra.
Cosa è andato bene
La parola chiave è intensità. Saliou Niang ha da subito compreso quello che gli venisse richiesto di fare vedere in questa vetrina: tanta voglia nella metà campo difensiva e sotto i tabelloni. Appena entrato in campo ha subito catturato un rimbalzo in attacco che ha portato a un and-one del compagno. Dei suoi 5 rimbalzi, 3 sono offensivi, tra cui un tip-in che ha condotto direttamente a 2 punti preziosi nel clutch time.
Ma a impressionare è stata la pressione a tutto campo impressa sugli attaccanti avversari. Ha sempre trovato il modo di restare in una posizione frontale rispetto all’attaccante, senza farsi battere, e comunque al bisogno è andato in aiuto con i tempi giusti e accettato cambi senza conseguenze. Si è fatto spesso tutto il campo in marcatura, senza allo stesso tempo perdere l’uomo sui tagli o la percezioni degli spazi, premiandosi anche con una schiacciata da rubata a fine quarto periodo e con questa palla sporcata.
📈 Difesa a tutto campo
— Around the Game (@AroundTheGameIT) July 11, 2025
Intensità che si è fatta vedere bene in una pressione a tutto campo messa sui portatori tutt'altro che scontata. pic.twitter.com/jrBGwaaRJq
Nella metà campo offensiva, l’aspetto più positivo è consistito nella rapidità di pensiero. All’inizio non è stato molto coinvolto se non sui blocchi in transizione, specialmente “double drag” che tanto piacciono ai Cavs, o su un paio di hand-off, trattandosi come detto di un contesto dove si gioca poco di squadra e dove è favorito chi sa creare dal palleggio.
In quelle poche occasioni, però, ha sempre fatto la cosa giusta, guadagnando fiducia per un secondo tempo da molti più tocchi (ci arriviamo subito) e maggiore coinvolgimento. Questa, per esempio, è una gran palla, data con i tempi giusti e letta immediatamente:
📈 Rapidità di pensiero
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All'inizio non è stato molto coinvolto se non sui blocchi in transizione, specialmente "double drag" che tanto piacciono ai Cavs, o su un paio di hand-off, ma in pochi tocchi ha sempre fatto le scelte giuste.
Questa è una gran palla. pic.twitter.com/hRY12x7wAI
La musica è cambiata nel secondo tempo e soprattutto nel quarto periodo, durante il quale si è fatto nove minuti e passa di fila in campo su dieci totali. L’ultima frazione è stata quella con più tocchi in assoluto, e anche qui l’aspetto più positivo è stato l’assenza di esitazione tanto sulle triple (1/2 nel quarto periodo) quanto sulle ricezioni.
Abbiamo citato la rubata e il canestro a rimbalzo, ma ci sono anche un and-one in transizione, il canestro da tre punti e soprattutto questa lettura importante. Ha visto che non c’era nulla di fatto sul lato debole, e così ha messo palla a terra attaccando con convinzione, guadagnandosi il fischio e il potenziale and-one. Non premiato dagli arbitri, che hanno chiamato il fallo “on the floor”, ma che ci piace comunque, e tanto.
Questa rapidità di pensiero si è vista anche nel quarto periodo, quello con più tocchi, su un paio di triple tirate senza esitare (1/2 3PT nel 4Q). Ma soprattutto in ricezione: qua vede che nessuno compagno è libero e attacca senza esitare, prendendosi il fischio. pic.twitter.com/mr9lzZqixt
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Cosa è andato meno bene
Per quanto stancante possa apparire come premessa, il fatto che non sappia crearsi il proprio tiro o che non possa farlo per i compagni dal palleggio in questo contesto lo penalizza. Eventualmente, è ovvio che in NBA Saliou Niang avrebbe un ruolo diverso, quello di finalizzatore ultimo della giocata e di sporadici attacchi al closeout o correndo in transizione, circondato da creator migliori. Ma proprio per questo non aver chiuso alcuni layup facili è un male.
Si contano inoltre almeno un paio di occasioni dove è entrato forte “off-the-catch”, dunque subito dopo la ricezione pensando rapidamente e non esitando, ma lo ha fatto contro la difesa schierata scontrandosi sugli aiuti. Ancora, in un ambiente ideale non avrebbe bisogno di cercare così tanto con così pochi tocchi a disposizione, ma la capacità di convertire in area contro atleti NBA o di leggere queste difese schierate va senza dubbio affinata.
Lo ha detto lui stesso nell’intervista per AtG post-Draft, per quanto sia tutto bellissimo “c’è ancora molto lavoro da fare”. E questo rientra sempre nella sfera del non poter ancora mettere palla a terra contro mani e difese NBA senza perdere una miriade di palloni. Di 5 palle perse totali, 2 sono arrivate a 30 secondi di distanza negli ultimi due minuti di gara, propiziando la rimonta degli Indiana Pacers. Se si guarda la clip di come la partita sia stata ripresa, si nota bene il peso degli errori di Saliou Niang nel finale:
📉 Palle perse
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Mettere palla a terra contro mani NBA non è facile, e si è visto soprattutto sulla pressione nel finale di 4Q. Di 5 palle perse totali, 2 sono arrivate a 30 secondi di distanza negli ultimi 2 minuti, propiziando la rimonta dei Pacers.pic.twitter.com/8WmKBRu4hm
Per una 58esima scelta assoluta, però, queta è una buona prestazione, soprattutto nella metà campo difensiva, dove ha dimostrato di possedere sia le capacità per stare in campo positivamente, sia l’attitudine mentale al sacrificio. Nonostante la fatica a chiudere nell’altra metà campo, inoltre, le zero esitazioni e la rapidità di pensiero dimostrano grande comprensione del gioco e del momento, utile in una vetrina come è la Summer League.
Il viaggio di Saliou Niang in NBA è appena iniziato, e i presupposti per prendersi qualche altra soddisfazione prima di tornare in Italia ci sono tutti.