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Questo contenuto è tratto da un articolo di Kyle Daubs per Fadaway World, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Le Draft picks sono a tutti gli effetti degli asset, che le franchigie utilizzano per costruire il loro cammino in NBA. Giovedì 22 giugno ne avremo la prova, con l’approdo ufficiale in NBA dell’attesissimo Victor Wembanyama e tanti altri giovani talenti. Ma, come detto, le scelte al Draft sono degli asset e, come tali, può capitare che vengano inserite all’interno di affari più importanti. 


Dopo tutto, è pur sempre parte del business: esattamente come gli affari (specialmente quelli a lungo termine), possono rivelarsi delle scelte lungimiranti o fallimentari. Oppure, come accaduto ad alcune franchigie NBA in passato, si è scelto di scambiare il giovane per poi vederlo sbocciare altrove.

Ecco una lista delle 10 più grandi trade imbastite in occasione del Draft, con alcune menzioni importanti.

Honorable mentions

Rajon Rondo – Draft 2006

  • Ai Suns: la scelta al primo giro del Draft 2007 dei Boston Celtics e una somma in denaro.
  • Ai Celtics: Rajon Rondo.

I Phoenix Suns si sono presentati al Draft 2006 con la loro scelta n° 21. La franchigia dell’Arizona aveva deciso di utilizzarla per prendere Rajon Rondo. Ma la sua esperienza con la maglia dei Suns ha avuto durata minima: è stato ceduto ai Boston Celtics in cambio della scelta al primo giro del Draft 2007 dei bianco-verdi ed una somma in denaro. La Draft pick è stata poi girata ai Portland Trail Blazers per ulteriore cash. In definitiva, Rajon Rondo è stato ceduto ai Celtics per denaro, ovvero mere questioni economiche.

In quel periodo Rondo avrebbe potuto costituire il back-up ideale per Steve Nash. La sua carriera è proseguita diversamente, coronandolo due volte vincitore dell’anello NBA e consacrandolo come uno degli atleti più performanti e decisivi ai Playoffs. Lo conferma la sua costante presenza in starting line-up come point guard dei Boston Celtics vincitori del Larry O’Brien Trophy nel 2008.

LaMarcus Aldridge – Draft 2006

  • Ai Bulls: Tyrus Thomas e Viktor Khyrapa.
  • Ai Trail Blazers: LaMarcus Aldridge.

Questa trade ha decisamente le sembianze di un suicidio sportivo, almeno per i Bulls. Anziché avere in roster LaMarcus Aldridge, che in 9 stagioni NBA ha messo a referto 19.4 punti e 8.2 rimbalzi di media, hanno preferito Tyrus Thomas, rimasto in Illinois solo due anni e mezzo prima di esser ceduto agli Hornets. Con la canotta dei Blazers indosso, Aldridge ha raggiunto 4 delle 7 apparizioni all’All-Star Game, restando un veterano di tutto rispetto. 

I Chicago Bulls hanno dovuto ammirare da lontano le giocate combinate di Aldridge e Damian Lillard, avendo in roster Derrick Rose e Joakim Noah. Chissà quali traguardi avrebbe potuto raggiungere quella squadra con l’aggiunta di LaMarcus Aldridge.

Steve Nash – Draft 1998

  • Ai Suns: Pat Garrity, Martin Muursepp, Bubba Wells ed una First round pick al Draft 1999.
  • Ai Mavs: Steve Nash.

Nel 1998 i Dallas Mavericks hanno fatto di tutto per portare in Texas Steve Nash, con una maxi offerta presentata ai Phoenix Suns. E con Don Nelson come guida tecnica, Nash è diventato una delle migliori point guard della lega. Ha formato un “trio delle meraviglie” con Dirk Nowitzki e Michael Finley, riuscendo a far esprimere al meglio tutto il talento offensivo del German Wunderkind. 

In generale, i Phoenix Suns hanno tratto anche maggior beneficio da questa trade, dato che Steve Nash ha poi fatto ritorno in Arizona e che la scelta al Draft del 1999 ha permesso loro di inserire Shawn Marion in roster. I due hanno permesso alla franchigia di spadroneggiare a livello offensivo per svariate stagioni, con Nash pluri vincitore di titoli MVP.

Lista completa

10) Chriss Webber – Draft 1993

  • Ai Magic: Anfernee “Penny” Hardaway e tre future Draft picks al First round.
  • Ai Warriors: Chris Webber.

Nonostante Chris Webber fosse la scelta n°1 al Draft del 1993, gli Orlando Magic hanno preferito scambiarlo in favore di Penny Hardaway e ben tre future scelte al primo giro del Draft. Quelle pick sono state subito cedute dagli stessi Magic, ed hanno fruttato rispettivamente Tod Fueller (1996), ma soprattutto Vince Carter (1998) e Mike Miller (2000).

Ma mentre Hardaway si è rivelato un innesto azzeccato al fianco di Shaquille O’Neal, avendo raggiunto persino le NBA Finals, Webber non è riuscito ad esprimere tutto il suo potenziale prima del suo arrivo ai Sacramento Kings, qualche anno più tardi. Nessuno dei due giocatori ha mai vinto un anello, ma entrambi sono considerati tra i migliori della storia dell’NBA nel loro prime.

9) Jayson Tatum – Draft 2017

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  • Ai Sixers: Markelle Fultz.
  • Ai Celtics: Jayson Tatum ed una scelta al First round del Draft 2019.

Questa trade ha ritardato “the process” dei Philadelphia 76ers di qualche anno, mentre ha rappresentato un booster per il roster dei Boston Celtics. Tatum era stato scelto alla n°3 del Draft del 2019, anche per via della trade tra Kevin Garnett e Deron Williams. Nel corso degli anni, però, JT è diventato uno dei migliori talenti della lega, conducendo da protagonista i C’s per due volte alle Conference Finals.

Dopo alcune stagioni martoriate da infortuni, finalmente anche Markelle Fultz sta riuscendo a mostrare le sue qualità. Giunto agli Orlando Magic sta recuperando dagli infortuni pregressi e soprattutto riprendendo confidenza con il parquet. Ma i suoi numeri non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli di Tatum. Se i Sixers non avessero scelto di puntare su Fultz, forse il loro percorso alla ricerca del titolo sarebbe stato differente.

8) Luka Doncic – Draft 2018

  • Agli Hawks: Trae Young e una First round pick al Draft del 2019.
  • Ai Mavs: Luka Doncic.

Per appassionati e tifosi contemporanei questa trade potrebbe rappresentare il lancio della moneta sulla scelta del loro giocatore preferito. Entrambi sono All-Star, con l’unica differenza che mentre i Mavs hanno trovato il loro uomo-franchigia, gli Hawks si sono “limitati” a trovare la point guard del loro futuro.

Doncic è già tra i 10 migliori giocatori NBA: nonostante qualche partita saltata per infortunio e l’11° posto in Western Conference che ha relegato i Dallas Mavericks fuori dai Playoffs, Luka è reduce da una stagione da 32.4 punti, 8.6 rimbalzi e 8.0 assist con il 49.7% dal campo. Young, dal canto suo, pur avendo condotto i suoi Hawks ai Playoffs attraverso il 7° seed ad Est, ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ai Boston Celtics al First Round. Questa trade ha coinvolto due giocatori di enorme talento, e il valore dell’operazione è ancora maggiore, dato quello attuale dei due protagonisti.

7) Ray Allen – Draft 2007

  • Ai SuperSonics: Jeff Green, Delonte West, Wally Szcerbiak e una Draft pick al Second round nel 2008.
  • Ai Celtics: Ray Allen e Glen Davis.

Nel corso di quell’offseason i Boston Celtics hanno cercato di alzare il livello del loro roster per poter competere per il titolo. Avevano già in squadra Paul Pierce, ed erano riusciti ad ottenere Kevin Garnett tramite trade. E proprio in concomitanza del Draft del 2007 hanno messo in atto la trade che coinvolgeva i diritti per ottenere Jeff Green, in un pacchetto che includeva altri due veterani, per poter acquisire Ray Allen.

Nell’affare è rientrato anche Big Baby, Glen Davis. Davis è stato un elemento molto importante, in uscita dalla panchina, nel roster dei C’s vincitori nel 2008. Con Pierce, Garnett e Ray Allen i Celtics hanno raggiunto per 2 volte le NBA Finals – vincendo, appunto, nel 2008 – e rimanendo al vertice per ben 4 stagioni, fino a quando lo stesso Allen ha deciso di trasferirsi in Florida nel superteam creato dai Miami Heat.

6) Dirk Nowitzki – Draft 1998

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  • Ai Bucks: Robert Traylor.
  • Ai Mavs: Dirk Nowitzki e Pat Garrity.

La notte del Draft del 1998 è stata incredibile, in particolare per i Dallas Mavericks: non solo sono riusciti a strappare Steve Nash ai Suns, ma allo stesso tempo hanno imbastito e portato a termine una trade parallela con i Milwaukee Bucks per Dirk Nowitzki. In questo caso, i Bucks hanno dimostrato poca lungimiranza: erano alla ricerca di un centro pronto ai ritmi imposti dalla stagione NBA, cedendo però il tedesco, che si è rivelato tra i migliori nella storia della franchigia dei texani, con record di punti, rimbalzi, assist e recuperi.

Nella sua stagione da rookie il German Wunderkind ha mostrato qualche difficoltà, avendo dovuto affrontare le differenze tra campionati europei e quello statunitense. Ma una volta ambientatosi è riuscito a vincere il titolo di MVP, conducendo la propria squadra alle NBA Finals nel 2006 e nel 2011. La seconda volta è stata quella vincente per i Mavs, con Nowitzki nominato MVP delle Finals.

5) Kevin McHale – Draft 1980

  • Ai Warriors: Joe Barry Carroll e Rickey Brown.
  • Ai Celtics: Kevin McHale e Robert Parish.

Una volta terminata questa trade, Red Auerbach si è assicurato un posto nella storia dell’NBA. Ha ceduto le scelte n°1 e 13 di quel Draft per ottenere i diritti di acquisire la scelta n°3, rappresentata da Kevin McHale. Nell’affare è stato aggiunto anche Robert Parish, già 4 volte campione NBA e 9 volte All-Star.

McHale è riuscito per 3 volte ad alzare al cielo il Larry O’Brien Trophy, condito da ben 6 selezioni nell’All-Defensive Team e 2 titoli di Sixth Man of the Year. Il suo contributo nei titoli vinti dai Celtics degli anni 80′ è stato enorme. Invece, gli Warriors hanno annoverato tra le loro fila Joe Barry Carroll e Rickey Brown: il primo è riuscito ad ottenere una convocazione nell’All-Star Team, senza però riuscire a mettere in bacheca alcun titolo; Brown, invece, ha giocato da professionista soltanto per 5 anni, lasciando l’NBA nel 1985.

4) Kawhi Leonard – Draft 2011

  • Ai Pacers: George Hill.
  • Agli Spurs: Kawhi Leonard, Davis Bertans ed Erazem Lorbek.

In quel periodo gli Indiana Pacers avevano raggiunto il livello di contender: Paul George proveniva da una stellare annata da sophomore e l’aggiunta di George Hill avrebbe dovuto dare alla squadra la point guard di cui necessitava. Con in roster giocatori del calibro di Paul George, George Hill, David West, Lance Stephenson e Roy Hibbert, i Pacers hanno raggiunto 2 volte le Conference Finals, perdendo in entrambe le occasioni contro i Miami Heat di LeBron James e Dwayne Wade. 

Senza questa trade, però, probabilmente i Pacers sarebbero riusciti a raggiungere le NBA FInals, quanto meno quelle del 2012 e 2013. Con un team-core formato da Kawhi Leonard e Paul George sarebbe stato più semplice affrontare gli Heat. Cosa che comunque The Klaw è riuscito a fare nelle Finals del 2014 con la casacca dei San Antonio Spurs, vincendo anche il titolo di MVP delle Finals. Mentre i Pacers stanno ancora provando a raggiungere le NBA Finals dalla loro ultima apparizione, avvenuta con in campo Reggie Miller.

3) Scottie Pippen – Draft 1987

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  • Ai SuperSonics: Olden Polynice, una scelta al secondo giro del Draft 1988, l’opzione per scambiare una Draft pick del 1988 o 1989 e una scelta protetta tra le prime 3.
  • Ai Bulls: Scottie Pippen ed una scelta al primo giro del Draft 1989.

Se i Chicago Bulls non avessero mai condotto in porto questa trade sarebbero mai riusciti a vincere 6 titoli NBA, nonostante Michael Jordan? Una domanda a cui rispondere parrebbe arduo. Nel 1988, 1989 e 1990 i Detroit Pistons si sono dimostrati superiori, sconfiggendo in tutte e tre le occasioni i Bulls di MJ. Comunque, una volta che Scottie Pippen si è adeguato ai livelli della lega è divenuto l’ala piccola perfetta da accoppiare a His Airness, tanto da vincere ben 6 anelli ed entrare nella Hall of Fame NBA. Molti sostengono anche che Pippen abbia avuto le qualità per essere inserito in quintetto All-Time. 

I Seattle SuperSonics hanno avuto in cambio Polynice: ha messo in piedi una validissima quindicennale carriera in NBA, che però sfigura se confrontata ai 6 anelli vinti da Pippen. Inoltre B. J. Armstrong, giocatore per cui è stata esercitata l’opzione per la scelta protetta, non ha mai indossato la canotta dei SuperSonics. Per beffa del destino, in compenso, è riuscito a vincere ben 3 titoli NBA proprio ai Chicago Bulls, in uscita dalla panchina.

2) Kobe Bryant – Draft 1996

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  • Agli Hornets: Vlade Divac.
  • Ai Lakers: Kobe Bryant.

Se Kobe Bryant fosse rimasto a Charlotte, i Lakers sarebbero riusciti a vincere quei 5 titoli? Ci sarebbe quanto meno da parlarne. Ma senza dubbio, questa rimane una delle trade più iconiche della storia. Gli Hornets volevano privarsi di Kobe in quanto non faceva parte dei loro progetti futuri, scegliendo di scambiarlo per Vlade Divac, uscente da una stagione da 12.2 punti e 8.5 rimbalzi di media. 

Bryant a quei tempi era ancora un giocatore acerbo, appena uscito dalla High School: pochi avrebbero scommesso sul fatto che potesse vincere la bellezza di 5 anelli. La sua etica del lavoro non è stata seconda a nessuno nella storia del basket statunitense. Kobe è una delle migliori shooting guard All-Time, avendo creato un tandem incredibile con Shaquille O’Neal: i due sono riusciti a mettere negli annali l’ultimo three-peat nella storia dell’NBA. Divac, invece, è rimasto soltanto due anni in quel di Charlotte.

1) Bill Russell – Draft 1956

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  • Ai St. Louis Hawks: Cliff Hagan e Ed Macauley.
  • Ai Celtics: Bill Russell.

I Boston Celtics hanno vinto 11 titoli NBA con Bill Russell. Offensivamente, Russell era praticamente non stoppabile, mentre invece gli riusciva semplicissimo fermare gli avversari sotto il proprio canestro. Tutto ciò basta per qualificare questa come la più grande trade allestita in occasione del Draft. Poiché nonostante il basket sia un gioco di squadra, riuscire a vincere 11 anelli in 13 anni è un dato che ha dell’incredibile. I C’s condividono con i Lakers il record di trofei vinti in NBA (17 per entrambe le franchigie), e gran parte della loro storia è compresa nel periodo di attività di Bill Russell.

Anche i St. Louis Hawks hanno tratto beneficio da questo scambio: avere Hagan in roster ha rappresentato per loro un upgrade, che li ha condotti a vincere il titolo NBA nel 1958. Hagan ha inoltre fatto parte per 6 volte del team All-Star. Però è chiaro che il numero di anelli vinti squilibra il valore della trade in favore dei bianco-verdi.

Con il Draft in arrivo il 22 giugno, chissà quali e quante trade potranno essere intavolate dalle franchigie. La speranza è, quantomeno, quella di poterne aggiungere qualcuna a questa lista.