La prima scelta del 2021 ha appena compiuto 21 anni e mostra una maturità nuova, unita ad una forte ambizione per la prossima stagione. “Possiamo svoltare.

FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Marc J Spears per Andscape, tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game.



I rookie dei Detroit Pistons hanno cantato “Happy Birthday” e ballato per celebrare il compleanno di Cade Cunningham, che ha compiuto 21 lo scorso 25 settembre. C’era, come prevedibile, anche una torta a quella festa. Ad essere assenti erano invece regali da parte dei Pistons, a causa delle rigide norme contrattuali della lega. Non si tratta probabilmente del 21esimo compleanno immaginato e sperato dalla giovane stella, ma per il sophomore il dono più apprezzato è il fatto stesso di aver raggiunto quest’età, considerata la recente scomparsa di due amici d’infanzia.

“Mi sento fortunato ad essere qui, a quest’età. Spero di rimanerci e di avere altri momenti di gioia.”

Altra importante assenza al party è stata quella di coach Dwane Casey, che ha scherzato sulla situazione:

“Ho sentito il giorno prima che avrebbero fatto una festa ‘players only’. Non sono stato invitato… e probabilmente non avrei voluto essere invitato a questa cosa.”

-Dwyane Casey

I Pistons hanno selezionato Cunningham con la prima chiamata del Draft 2021. La sua annata da rookie è iniziata con qualche difficoltà, per poi concludersi in crescendo con prestazioni di alto livello. Alla fine, 17.4 punti, 5.6 assist e 5.5 rimbalzi nelle 64 partite in cui è sceso in campo nell’arco della scorsa stagione.

A partire dall’All-Star Break di febbraio, Cunningham ha fugato ogni dubbio sulla bontà della scelta della franchigia del Michigan, superando i 21 punti e 5.5 assist a serata. Proprio durante gli eventi di contorno alla partita delle stelle, tra l’altro, il giovane texano ha vinto il premio come MVP del Rising Stars Challenge.

Riflettendo sulla sua altalenante stagione da matricola, lo stesso Cade ha dichiarato:

“Non è sato facile. Volevo fare un buon training camp ed una buona Preseason, per prepararmi all’ambiente NBA prima dell’inizio della stagione regolare. Stare seduto a guardare da infortunato, però, mi ha aiutato molto, soprattutto mentalmente. Avevo molti pensieri per la testa e mi ha tenuto saldo e pronto a cominciare dal giorno successivo.”

Una concentrazione riconosciuta anche da front office e coaching staff, che da sempre lodano le capacità di leadership di Cade, come dimostrano le recenti parole di Casey:

“Parliamo semplicemente di un ragazzo maturo. Ha quello che hanno pochissimi giocatori, come Kyle Lowry: è un leader nato. Fa i tipici errori di gioventù anche lui? Certo, ma li capisce e supera appena commessi. È un giocatore intelligente, ha semplicemente qualcosa in più rispetto al tuo tipico ventunenne. Quando gli parli, poi, è molto loquace. Sa tutto quello che succede nella lega, per quello lo ritengo maturo per la sua età. Sembra un veterano, non è il classico giovane poco costante.”

Lodi che fanno eco a quanto aggiunto dal plenipotenziario della franchigia, il general manager Troy Weaver:

“Sta crescendo come leader. È sempre stato un leader perché è abituato ad essere il miglior giocatore di ogni squadra in cui ha militato, ma ora lo abbiamo ficcato in uno spogliatoio NBA, pieno di uomini adulti. Sì, siamo una squadra giovane, ma lui è stato da subito una grande guida. È ancora un work in progress, ma ha molta fiducia nei propri mezzi e maturità per essere così giovane.”

Ma come è avvenuta questa maturazione? Alcuni eventi della sua vita lo hanno reso l’uomo che vediam oggi in campo e fuori. Sfortunatamente, uno di questi eventi è la morte di uno dei suoi migliori amici, durante gli anni del liceo.

“Uno dei miei migliori amici dai tempi delle elementari è morto durante il penultimo anno. Un altro mio amico, poi, l’anno successivo. Avevano 17 e 16 anni. Arrivare a 21 è già una benedizione per me.”

Per conseguire i suoi sogni nel mondo della palla a spicchi, poi, Cade si è trasferito dalla sua Arlington Bowie High School, Texas, alla scuola cestistica di Montverde Academy, Florida, passando lì gli ultimi due anni. In questi due anni, sono stati uccisi Cyson Wright, grande appassionato di calcio con un futuro da architetto, ed Anthony Strater, stella del football locale, ucciso da un colpo di pistola mentre tentava di dividere una rissa.

“Mi ero appena trasferito, ed è successo tutto questo… è stato difficile, non avevo mai perso nessuno. Non essere vicino a tutti i miei amici, è stata dura. Anthony è stato ucciso nel mio quartiere, proprio nei giorni in cui dovevo visitare l’Università di Washington, a Seattle, con i miei genitori. Nel mio quartiere successe di tutto, e i miei genitori decisero di rimanere lì ad aiutare, come tutti. Pensate a quello che mi è successo al liceo: ecco, essere qui e vivere il mio sogno è una benedizione.”

In aggiunta, Cade è stato chiamato a maturare a causa della sua precoce paternità. Nel 2018, quando giocava a Montverde, è nata Riley, sua figlia. Una delle ragioni per cui Cade ha scelto l’Università di Oklahoma State è stata proprio la vicinanza tra il campus ed Arlington, dove tornava a vedere la bambina quando possibile. Riley ora vive proprio ad Arlington, con i nonni Cunningham, e visita Detroit regolarmente. C’era anche lei tra gli invitati alla festa di compleanno del papà, il 25 settembre.

“Ho dovuto crescere, è stato uno shock. Dovevo fare sempre la cosa giusta, perché avevo qualcuno che mi guardava come un modello e allo stesso tempo dipendeva da me. Ho cambiato il mio approccio alla vita con la paternità. Ho una figlia, ho vissuto molto pur essendo giovane e riesco a prendere le cose come arrivano e rimanere sempre nell’attimo.”

Tornando ai Pistons, il 6 luglio scorso Jerami Grant è stato ceduto via trade ai Portland Trail Blazers. E da quel giorno, di fatto, Cade è il volto della franchigia.

“Jerami è stato una parte fondamentale del nostro gruppo. Perderlo ha cambiato lo spogliatoio, ma mi ha permesso di salire di livello e dimostrare che sono pronto.”

I Pistons, tra gioventù ed infortuni, hanno chiuso la scorsa stagione con sole 23 vittorie. In offseason hanno aggiunto due giovani di talento e prospettiva, Jaden Ivey e Jalen Duren, e veterani come Bojan Bogdanovic, Nerlens Noel ed Alec Burks.

Dove arriverà quest’anno Detroit? Cunningham non si frena con le ambizioni:

“Possiamo svoltare. Abbiamo talento e profondità, ci conosciamo meglio giorno dopo giorno. Siamo entusiasti, ma la lega è tosta, cerchiamo di migliorarci giorno dopo giorno. Se ci riusciremo, l’obiettivo saranno i Playoffs, entrarci e vedere cosa combiniamo.”