Da Giannis Antetokounmpo alle fattorie femminili di caffè, passando per la Basketball Africa League: l’Hall of Famer non ha smesso di ispirare ed aiutare il popolo africano.

Dikembe Mutombo nba around the game
FOTO: NBA.com

Questo contenuto è tratto da un articolo di Marc J. Spears per Andscape, tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game.


I tamburi tuonavano a ritmo, le trombe risuonavano entusiasticamente, uomini vestiti da leoni ruggivano. Chi ballava incarnava in pieno il bellissimo suond nativo… e Dikembe Mutombo mostrava a tutti il suo sorriso, alzando quelle mani autrici di moltissime giocate (e stoppate) in NBA.

Anche dopo la sirena finale della prima partita della Basketball Africa League, per Mutombo & Co. la festa era ancora lontana dal terminare. “I’m home! I’m home!” ha esclamato l’Hall of Famer.

Nel 1987 Dikembe Mutombo Mpolondo Mukamba Jean-Jacques Wamutombo lasciò la Repubblica Democratica del Congo con una borsa di studio che l’avrebbe portato alla Georgetown University, Washington, alla corte del leggendario coach John Thompson. Dimenticate il basket, almeno inizialmente: il suo sogno era infatti quello di diventare un medico, e in effetti ottenne la laurea, anche se non in medicina, bensì in linguistica e relazioni internazionali.

Uscito dal college, però, era chiaro che la sua carriera sarebbe stata nel mondo del basket. Mutombo terminò il suo percorso venendo ricordato come uno dei più grandi giocatori mai passati da Georgetown, pronto per affermarsi in NBA e poi a Springfield, ma soprattutto imponendosi come uno dei volti più rilevanti nel rappresentare la NBA in Africa, e viceversa.

La BAL ha dato il via alla sua seconda stagione il 5 marzo scorso alla Dakar Arena, in Senegal, e Mutombo non poteva non presenziare all’evento.

“Il suo valore è inestimabile”, ha spiegato Mark Tatum, COO e deputy commissioner della NBA. “Dikembe rappresenta non solo la NBA, è anche il perno di questo sport in tutto il continente. La sua presenza qui significa molto per noi, è il modello di tutti i giovani giocatori africani.”

Hakeem Olajuwon fu il primo africano scelto in un NBA Draft, nel 1984 da prima scelta assoluta, e ancora oggi il 2 volte campione NBA con i Rockets è giustamente considerato il migliore cestita africano di tutti i tempi. Tuttavia, il ponte tra USA e Africa è stato creato da Mutombo.

Dopo essere stato chiamato alla quarta assoluta dai Nuggets nel 1991, David Stern gli strinse la mano e, poco dopo, gli disse che avrebbe voluto andare in Africa con lui. Dopo due anni, i due si unirono ad altri giocatori per incontrarsi con l’attivista anti-apartheid Nelson Mandela a Johannesburg.

Stern aveva capito l’importanza di promuovere l’NBA fuori dal continente americano, e l’aveva dimostrato istituendo alcune partite in Europa e concedendo i diritti anche alle TV cinesi, per non parlare del programma Basketball Without Borders. Anche con Mutombo la lungimiranza è tutta lì da vedere, dato che quest’ultimo venne nominato primo NBA global ambassador dall’ex commissioner nel 2009.

“Credevo in Stern, aveva la capacità e le conoscenze per concretizzare le cose. Era un uomo molto intelligente, sono felice che Adam Silver e Tatum abbiano deciso di seguire le orme di David: vogliono mantenere la promessa fatta a lui, quella di far brillare l’Africa.”

– Dikembe Mutombo

Mutombo è stato per 8 volte un All-Star e ha vinto 4 premi di Difensore dell’Anno. La sua divisa #55 è stata ritirata da Hawks e Nuggets. Un altro premio di grande importanza, di cui però si parla meno, è il J. Walter Kennedy Citizenship Award, vinto dal congolese per 2 volte “per aver servito in modo splendido la comunità e per essersi dedicato ad essa.”

La sua eredità è ben presente ancora oggi in figure di spicco della NBA attuale: dal presidente Raptors Masai Ujuri all’MVP delle Finals in carica Giannis Antetokounmpo.

The Greek Freak ha vinto il titolo lo scorso anno, ha già conquistato 2 premi di MVP ed è stato convocato per 6 All-Star Game in carriera, ma è il primo a considerare Olajuwon e Mutombo come i veri padri del basket africano (Giannis è nato e cresciuto in Grecia, ma ha origini nigeriane).

“Sapevo chi fosse. Venne verso di me e mi disse che avrei dovuto sempre prendermi cura del mio corpo, dal buon allenamento al sonno. Voleva aiutarmi a rendere la mia carriera più lunga possibile, perché credeva che molti avessero talento, ma che non durassero a causa dei problemi fisici. Mi ordinò di non andarmene mai dall’arena senza aver prima trattato ginocchia e caviglie col ghiaccio. Da quel momento, lo faccio ogni giorno. Molte persone si ispirano a lui, è coinvolto in molte vicende che riguardano il continente africano.”

– Giannis Antetokounmpo

L’impatto di Mutombo in Africa si è fatto nitidamente sentire anche fuori dal campo, sin da metà anni ’90. Nel 1996 pagò le spese di viaggio alla nazionale femminile del Congo per raggiungere Atlanta, dove si sarebbero disputate le Olimpiadi; l’anno dopo, poi, fondò la Dikembe Mutombo Foundation, “con lo scopo di migliorare la salute, l’istruzione e la qualità di vita delle persone in Congo.”

Ma la lista non termina qui. Nel 2009 ha investito milioni di dollari per un aprire un ospedale vicino a Kinshasa, capitale congolese, nonché dimora di circa 7.5 milioni di persone che vivono in povertà. Oltre a ciò, Mutombo ha espanso il programma Basketball Without Borders, con attività cestitiche in Africa, e ha addirittura giocato l’NBA Africa Game del 2015.

Dikembe Mutombo nba around the game Hakeem Olajuwon
FOTO: SI.com

“Ho capito che in questo mondo non vivo da solo, sono circondato da persone di diverse cultura, lingua e provenienza. Non mi prendo cura di persone congolesi o africane, mi prendo cura di persone e basta. Che tipo di investimento stiamo facendo per assicurarci che le prossime generazioni abbiano le risorse necessarie per il futuro? Me lo chiedo spesso. Molti non stanno facendo abbastanza, specialmente in Africa. Resta ancora molto da compiere, dobbiamo unire le nostre risorse per un futuro migliore. C’è la possibilità che io non vivrò più in Africa in futuro, ma prima voglio aiutare questa generazione, dato che alla mia è stato dato poco o nulla.”

– Dikembe Mutombo

L’aiuto di Deke si è spinto fino alle fattorie gestite da donne africane, attraverso la fondazione Mutombo Coffee, nata nel 2021 come sviluppo di un’iniziativa del 2014, Women in Coffee Iniziative. Mbula Musau, fondatrice di Utake Coffee Limited in Kenya, ha parlato del contributo di Mutombo anche in questo settore:

“In precedenza avevo sentito il nome di Mutombo perché mio padre era un grande appassionato di pallacanestro e ogni domenica pomeriggio guardavamo l’NBA insieme. Decenni dopo, sono rimasta sorpresa quando è entrato in questo business. Mi ha chiesto se fosse la stessa persona, ed era così. Dopo anni passati ad averlo visto in campo, a migliaia di chilometri di distanza, adesso è più vicino di quanto si possa pensare.”

– Mbula Musau

La BAL sarebbe dovuta iniziare nel 2020, ma a causa della pandemia tutto è stato posticipato. I Playoffs dovrebbero tenersi a Kigali, nel Ruanda, e ovviamente Mutombo ha programmato di esserci.

La speranza della NBA è quella di far sì che, grazie alla BAL, tanti talenti cestistici africani si possano mettere in mostra per coltivare il sogno di diventare professionisti e giocare un giorno Oltreoceano.

Avere una lega di pallacanestro professionistica nel proprio continente, intanto, significa già molto per Mutombo:

“È stato emozionante, un sogno che diventa realtà, dopo tutte le risorse investite e la passione che ci abbiamo messo per far crescere il Gioco qui. Alcuni ragazzi mi hanno ringraziato personalmente, a volte senza dire nient’altro. Ora mi sto rendendo conto di ciò che abbiamo raggiunto.”

– Dikembe Mutombo