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Questo contenuto è tratto da un articolo di Bill Sy per Celtics Blog, tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game.


Cambiare è in generale tra le cose più difficili da attuare nella vita. Anche se quanto fatto è già stato ampiamente valorizzato e riconosciuto, nonostante il talento a disposizione o trovarsi nel prime della propria carriera. Dei 6 top player all’interno del roster dei Boston Celtics, probabilmente Jaylen Brown è quello che ha lavorato e dovrà lavorare maggiormente in tal senso. 


Chiaramente le aspettative sul suo compagno, Jayson Tatum, sono che mantenga il livello raggiunto, per poi migliorare. Derrick White e Jrue Holiday condividono già onori e oneri di un ruolo molto simile all’interno della squadra, specialmente sul parquet. Kristaps Porzingis e Al Horford dovranno sfruttare i vantaggi creati dai blocchi ed ampliare il raggio d’azione della fase offensiva dei C’s ad oltre l’arco, esattamente come hanno fatto (quanto meno) da cinque anni a questa parte. Ma per Brown potrebbe figurarsi una stagione differente (QUI abbiamo già affrontato il tema dei nuovi ruoli in roster, QUI quello della qualità del quintetto e QUI quello della second unit).

Prima della partita contro i Brooklyn Nets, durante lo shootaround, lo stesso JB ha rilasciato un’intervista in cui ha parlato della chimica di squadra e di come i vari pezzi stiano andando al proprio posto nel roster bianco-verde. 

“Penso si tratti più che altro di buon senso: maturare, diventare giocatori migliori, prendersi grosse responsabilità, essere una squadra più intelligente, focalizzarsi al massimo su ogni partita. Anziché scendere semplicemente in campo e far girare la palla. Giocare, al giorno d’oggi, è soprattutto sopraffare tatticamente la squadra avversaria.”

Jaylen Brown

Dopo varie ottime prestazioni messe in mostra nelle prime 4 vittorie in altrettante uscite di Regular Season – contro Knicks, Heat, Wizards e  Pacers – Brown non ha dato il meglio di sé, quanto meno sotto il tabellone avversario, nell’ultima sfida contro i Brooklyn Nets, vinta comunque dai bianco-verdi per 124-114. Nonostante quanto detto, ha messo a referto 23 punti, con 7/22 al tiro di cui 2/11 da 3 punti, oltre a 5 rimbalzi e 4 assist (QUI abbiamo parlato dell’efficacia del roster bianco-verde).

A prescindere dai compagni con cui condivide il parquet, una delle direttive principali di coach Joe Mazzulla nei suoi confronti è di segnare in transizione, in particolare partendo dalla trequarti di campo avversaria. Circa il 40% delle sue conclusioni a canestro avvengono entro i primi 9 secondi di gioco del possesso, come riscontrabile nella clip sottostante.

Parte alla ricerca dei mismatch sin da metà campo, che si tratti di andare a giocare nel mid-range o affrontare una guardia meno forte fisicamente in post. Ecco due esempi di come “sopraffare tatticamente” gli avversari. Non esattamente una vera e propria “scienza”, ma dato l’atletismo e la fisicità di JB, che lo facilitano nell’attaccare il canestro in drive nei primi secondi di possesso, le sue percentuali di Unassisted Field Goal sono state recentemente in crescita. Nelle ultime 3 stagioni ha raggiunto il 45% circa, passando all’attuale 68.6% di canestri creati senza ricevere assistenza dai compagni. 

Di contro, la percentuale dei suoi assist ai compagni è in calo, passando da 3.5 l’anno scorso a 2.6 nelle prime apparizioni in Regular Season 2023/24. Quest’anno, però, è impegnato nel costruire un’intesa speciale con il neoacquisto Kristaps Porzingis. Sia nel corso del training camp che nei primi impegni in RS, infatti, l’ex California G. Bears University ha avuto un particolare istinto nel servire il lettone in situazioni di pick&roll o pick&pop. Dei 17 assist totali a referto finora, quasi metà sono stati forniti a The Unicorn (QUI e QUI abbiamo discusso dell’importanza del lettone all’interno della sua nuova squadra).

Certamente non è andata sempre come sperato o previsto. Come nella scorsa stagione, Jaylen Brown ha il compito di guidare la second unit nella seconda parte del 1° e del 3° Quarto, quando Tatum è solitamente in panchina a rifiatare. In compenso, quest’anno ha con sé uno tra Jrue Holiday, Al Horford o lo stesso Porzingis per co-condurre i rimanenti Payton Pritchard, Sam Hauser, Luke Kornet o Oshae Brissett. 

Nel corso delle ultime 3 stagioni, le second unit sono sembrate quasi maledette: il confronto tra i Celtics – compreso Brown – con Tatum in campo e gli stessi bianco-verdi con JT in panchina vedeva i secondi sconfitti di 7 punti. In parte è riconducibile al fatto che Brown non sia abile nel playmaking quanto Tatum, probabilmente anche perché si ritrova solitamente a dover condurre il gioco essendo quasi giunto al limite dello sforzo fisico prodotto. Quest’anno la situazione non è migliorata di molto, ma lo ha certamente aiutato avere al suo fianco uno tra Holiday, Horford o Porzingis durante il riposo dell’altro Jay. Ed ecco alcuni highlights ad analizzare quanto precedentemente affermato:

Dopo esser stato inserito nell’All-NBA Second Team 2022/23, i numeri di Jaylen Brown sono variati nelle statistiche. La sua efficacia è aumentata, diminuendo però i tentativi a canestro e punti a partita. Non bisogna necessariamente stabilire se sia migliorato o peggiorato – quanto meno, non adesso – tuttavia il suo impatto sulle gare è differente rispetto al passato. E questo cambio nello stile di gioco non è stato di certo una passeggiata.